Da Roma, il nostro inviato
Per il secondo anno consecutivo, Coco Gauff si è fermata in finale agli Internazionali BNL d’Italia. La 22enne statunitense si è dovuta arrendere alla fame di successo di Elina Svitolina, che all’ultimo atto al Foro Italico l’ha battuta dopo quasi tre ore di partita. Comprensibilmente delusa, la numero 4 del mondo ha risposto ad alcune domande dei giornalisti a seguito della sconfitta.
D: Hai avuto 17 palle break e ne hai trasformate solo 3. Cosa ti è sfuggito? Cosa è mancato nel tuo gioco?
Coco Gauff: “Non mancava nulla. Credo fosse più una questione di nervosismo. Quando ti crei così tante occasioni, non è una questione di gioco, perché il tuo gioco va bene, visto che sei tu a crearti quelle opportunità. Si tratta solo di essere più incisiva in quei punti. Penso di essere stata troppo passiva. In alcuni casi sono stata sfortunata nel primo set. Un paio di palle hanno sfiorato la rete. Lei poi ha alzato il suo livello. In molti casi penso semplicemente di non aver dato abbastanza potenza alla palla”.
D: In passato hai detto che, a questo punto della tua carriera, per te o si vince il titolo o non si vince nulla. La pensi ancora così? Allo stesso tempo, ripensi a come ti sentivi all’inizio della settimana? Riesci a riflettere sui progressi che hai fatto?
Coco Gauff: “Ho avuto un paio di primi turni piuttosto difficili, quindi sono contenta di essere arrivata in finale. Al momento sono delusa, perché ricordo che l’anno scorso in finale ero semplicemente stanca dopo la mia semifinale. Quest’anno mi sembrava di giocare bene all’inizio. Poi ho continuato a giocare bene, ma ogni volta che avevo un’occasione giocavo male. Per me è più che altro una questione mentale da cui devo imparare. Non credo si tratti di un blocco. Penso che quella di oggi sia stata una di quelle partite in cui ti crei tantissime occasioni di break, ma poi non riesci a concretizzarle. Credo di doverne trarre insegnamento per la prossima volta, perché sicuramente mi ritroverò in futuro nella stessa situazione”.
Andrea Binotto, Ubitennis: Ti ha un po’ sorpreso il gioco aggressivo di Elina, soprattutto in una serata in cui il campo e le condizioni sono state lente?
Coco Gauff: “No, non mi ha sorpreso. L’ho già affrontata a Dubai e all’Australian Open. Sapevo cosa aspettarmi. Ha giocato praticamente allo stesso modo. Sono io che devo capire come fare meglio contro di lei”.
D: Tra una settimana inizierà il Roland Garros. Con quale atteggiamento affronterai la difesa del titolo?
Coco Gauff: “Ci sono molti aspetti positivi che posso trarre da questo torneo e molto da cui imparare. Sono sicuro che la pressione ci sarà. Penso che questa settimana abbia vissuto tutti gli alti e bassi di un torneo che può prepararti a un Grande Slam: sono stata sotto, ho avuto vantaggi, li ho persi, sono arrivata in finale, mi sono trovata sotto match point. Penso di aver vissuto ogni scenario possibile. Spero in futuro di riuscire a fare meglio”.
D: Quale pensi sia stato il blocco mentale oggi? Nei momenti cruciali hai avuto paura di attaccare? Ti stavi ripetendo qualcosa che di solito non ti diresti?
Coco Gauff: “Non saprei. Credo che nel primo set lei non fosse così aggressiva. Ovviamente l’ho notato. Penso che per questo motivo io stessi giocando in modo un po’ più passivo. Funzionava. Come tutti, non solo lei, ogni giocatore quando è in svantaggio inizia a giocare in modo più aggressivo. Devo semplicemente rendermene conto. Non è necessariamente qualcosa che riguarda solo lei. Contro Mirra è andata allo stesso modo. Con un vantaggio di 5-1 per me, lei ha iniziato a cercare vincenti. Per quanto mi riguarda, penso che sia importante non abbassare l’intensità del mio gioco quando sono in vantaggio, o quando ho quelle palle break”.
Andrea Binotto, Ubitennis: Qual è l’aspetto principale che cercherai di migliorare la prossima settimana in vista del Roland Garros?
Coco Gauff: “Penso che non sia tanto una questione di essere più aggressiva, visto che mi arrivano già palle corte. Credo che piuttosto si tratti di sfruttare al meglio quelle palle corte, di lavorare su come aggredirle e di avere un piano più chiaro su come gestirle. Oggi ne ho ricevute molte, ma non ci ho fatto nulla”.
