Il successo in due atti, inframezzati dalla pioggia romana, su Daniil Medvedev ha scritto l’ennesima straordinaria pagina di storia a cui Jannik Sinner ci sta piacevolmente abituando in questo 2026.
Cinque finali consecutive nei ‘1000’ nel solo 2026 per un totale di 28 partite senza conoscere sconfitta
La quinta finale consecutiva in altrettanti Masters 1000 disputati in stagione, pari a 28 vittorie consecutive a livello ATP dal KO maturato (il 19 febbraio scorso) nei quarti di Doha per mano di Mensik, è solo l’ultimo capitolo di un romanzo già divenuto Leggenda. Una striscia d’imbattibilità che restringendo il cerchio ai soli ‘1000’, recita 33 fotonici scatti di disarmante superiorità. Tutto è iniziato a La Defénse Arena parigina, veloce indoor, sede dell’ultimo ‘Mille’ del 2025: in questo illuminante periodo di imperituro rifiuto della sconfitta, soli tre giocatori sono stati capaci di strappargli un set ma l’unico a non dover ricorrere al tie-break è stato Medvedev poche ora fa. Dopo aver superato il record di Djokovic dei 31 successi in fila negli eventi di categoria 1000, che il serbo aveva stabilito nel 2011 senza però prendere parte al torneo di Montecarlo a differenza dell’altoatesino, grazie al KO inflitto a Rublev nei quarti Jannik aggiorna ulteriormente il suo personale archivio di primati nella storia tennistica azzurra e mondiale.
Nell’anniversario del cinquantennale dal trionfo di Panatta, vincere per ricevere la coppa dalle mani di Adriano
Con l’affermazione ai danni del russo, l’undicesima in diciotto confronti diretti, Sinner è infatti diventato appena il secondo tennista italiano in Era Open (dopo Panatta nel ’78 sconfitto da Borg) a raggiungere per due volte l’ultimo atto degli Internazionali d’Italia, ma il primo a riuscirci in edizioni consecutive. Adesso l’ultimo passo per completare l’opera: tanto sognata, sperata, pregustata e fino a qualche stagione fa solamente utopico ideale di fatto impossibile da realizzare. Tornare ad alzare al cielo del Foro Italico la coppa dei vincitori, a cinquant’anni dall’indimenticato trionfo di Panatta nel 1976 con il privilegio dell’onore di ricevere il trofeo della vittoria proprio dalle mani di Adriano. Un sogno da trasformare in realtà, Ruud è avvisato.
Da Parigi a Roma per un Sextuple unico, sognando i nove ‘1000’ come Nole e la tripletta rossa come Rafa.
Se Jannik dovesse battere anche Casper, diverrebbe il secondo tennista di sempre dopo Nole Djokovic nell’impresa di imporsi in almeno un’occasione in tutti e nove i tornei Masters 1000, ma il più giovane a riuscirci. Così facendo compierebbe quella tripletta rossa riuscita solamente a Rafa Nadal: ossia vincere in successione, nella stessa stagione, Montecarlo, Madrid e Roma. Ma se per i due record appena descritti aggancerebbe il primato in coabitazione con altrettante autentiche leggende, i 6 ‘Mille’ consecutivi rappresenterebbero un primato unico e mai riuscito a nessuno prima.
Per la prima volta, dal mese di aprile del 1968 che sancì la nascita dell’Era Open, nella storia degli Internazionali d’Italia il tennis azzurro potrà godersi le due finali maschili con protagonista un singolarista italiano e un doppio interamente tricolore. Per tale prestigioso traguardo, oltre a Sinner giunto in finale anche nel 2025, vanno ringraziati Simone Bolelli e Andrea Vavassori che due anni fa si erano fermati in semifinale. Il duplice ultimo atto con tre finalisti azzurri tra singolare e specialità del doppio, nella storia del torneo vanta ben sei precedenti spalmati nell’arco temporale che va dal 1930 al 1961, edizione in cui Pietrangeli trionfò in singolo ma venne sconfitto al fianco di Sirola.
Fare come Jasmine e Sara, Sinner e Bolelli-Vavassori in missione per l’appuntamento con la storia
Se infatti nell’albo d’oro, il tennis italiano ha vinto per sei volte il singolare maschile degli Internazionali d’Italia – che prima di Roma furono anche di Torino – è sempre mancato l’acuto in doppio con il punto più alto che rimane la finale del ’60: mai completa e sospesa sull’undici-pari del quarto, con Nicola e Orlando intendi a cercare di rimontare il leggendario duo australiano Emerson-Fraser. Insomma l’appuntamento con la storia, non solo di Jannik ma anche dei Bolessori, è dietro l’angolo. Allargando l’orizzonte per abbandonare i confini italici, l’unica altra circostanza di un singolarista italiano e un doppio azzurro in finale nella medesima edizione di un torneo è recentissima. Florida, Miami qualche settimana fa: Simone e Andrea il 28 marzo superano Heliovaara/Patten 6-4 6-2, il giorno dopo tocca a Sinner liquidare Lehecka con un doppio 6-4.
Ore 14, Bolelli-Vavassori contro Granollers/Zeballos; ore 17, Sinner contro Ruud. Roma è pronta a vivere un pomeriggio da batticuore.
