Pagelle Roma: quanto 6 bello Jannik quando piove

Sesto mille consecutivo per Sinner, imperatore di Roma. Svitolina vince per evitare la noia, mentre tanta acqua bagna il Foro

Di Antonio Garofalo
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Jannik Sinner - Roma 2026 (foto Francesca Micheli)

🆕 Sinner e Bolelli e Vavassori in finale!
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Quanto sei bella Roma, quann’è sera
Quanno ce vonno cinque piotte per er Centralone
E le coppiette nun se ne vanno via
Quanto sei bella Roma senza tetto, quanno piove
Quanto sei grande, Jannik (10), quann’è er tramonto
Quando l’arancia rosseggia ancora su 10000 maglie e cappellini
E Mattarella e Adriano che te sembrano dì che non sei umano”

Ah che magia il Foro, quell’atmosfera di metà maggio romano con l’acqua che ti scivola addosso per ore senza riparo, ma quanti lamenti inutili questi spettatori, quante polemiche sterili, cosa sarà mai un po’ d’acqua? Acqua che a Roma peraltro é Santa e benedetta quindi fa bene (ne servirebbe un po’a Musetti che però ha qualche problema dialettico con i piani alti), acqua fresca che é pure sponsor del torneo, acqua calda che bolle per buttarci la pasta sponsor del torneo.

Quante storie per un po’ d’acqua: le vostre inutili lamentele fanno acqua da tutte le parti, qui c’è solo acqua da portare al mulino del tennis italiano che ormai ha distrutto il calcio, costringendo quei deficienti (cit.) che non sanno nemmeno organizzare un campionato – avessi detto il quinto slam! – a spostare le loro inutili partite. Un calcio oramai ridotto in cenere dal tennis, anzi in fumo tossico che si sparge sul Foro Italico: “Un’osmosi di cattive maniere dal limitrofo campo di pallone. Italopitechi!” Avrebbe chiosato lo Scriba.

Ancora con questa storia della copertura del centrale? Binaghi (10) giustamente é esploso all’ennesima domanda sul tetto. Aveva capito che si parlasse di mettere un tetto ai costi dei biglietti…
Pecunia non olet dicevano gli antichi e in questi giorni si é tenuta al foro italico la riunione del sindacato dei poveri tennisti autotrasportatori.
Secondo Bellucci (7)fare questo lavoro non porta serenità”, Paolini (4) e Sabalenka (4) hanno ipotizzato di boicottare gli slam e anche Sinner ha detto la sua: insomma si fa fatica ad arrivare a fine mese.

Intanto é successo un po’di tutto: il povero Francisco Roig, coach di Iga Swiatek (5,5) si é rotto il tendine d’Achille a Piazza del Popolo.
Saranno state le solite buche romane”. A proposito, Sascha Zverev (5), steso con un bagel al terzo set se l’è presa con il campo, il peggiore mai visto a suo dire. Pronto l’intervento di Binaghi: “Pensasse a mangiare crauti a noi la terra serve per coltivare le carote”.

Ci sono stati tanti giovani che si sono messi in mostra: Jodar (8) é già pronto e con Landa…luce (8) ha illuminato tutti, Fonseca (5) ha prima aizzato e poi cazziato la torcida brasiliana (3), mandata a dormire dall’ottimo Medjedovic (7).

Da quando il tennis é diventato lo sport nazionale chiaramente ci sono effetti collaterali: spettatori che non sanno nulla di tennis ma si giocano la casa su un break e infastidiscono i giocatori con tifo contro e sceneggiate assortite. C’è stato anche chi ha lanciato un salame su un campo di allenamento di Sinner. Jannik ovviamente non ha gradito: “Se non é speck non lo mangio”.

É stato anche il torneo delle mamme: Siglinde (10) ha dimostrato di essere una di noi, perché se la mamma del numero 1 del mondo che praticamente vince sempre non riesce a reggere la tensione, ci sentiamo meno soli anche noi che ci consumiamo durante i tornei kinder dei nostri figli.
Ma fa tanta tenerezza anche mamma Tsitsipas che ha dato la colpa a Badosa, rea di occuparsi troppo dei social, del crollo del figliuolo. La nuova fidanzata Kristen pare invece accogliere il favore della suocera poiché scambia lettere con il figlio. Infatti da allora Stefanos é diventato imbattibile.

Chi ha dimostrato di aver capito come funziona il menage familiare è Elina Svitolina (10): appena ha realizzato che a breve si troverà Monfils sdravaccato sul divano a bere birra, ha deciso di riprendere a vincere e di allungarsi la carriera.

É stato anche il torneo di Andrea Pellegrino (8) che ha dimostrato di meritare considerazione in campo oltre all’apprezzamento del pubblico femminile che ha già chiesto a gran voce una riproduzione a grandezza naturale tra le statue del Pietrangeli.

Andrey Rublev (7) aveva capito tutto: “Sinner ogni partita é più vicino alla sconfitta”, esattamente come ogni partita la sua racchetta é vicina alla morte. Medvedev (8,5) é quello che é andato più vicino all’impresa di fermare Jannik, aggrappandosi anche ad un geniale stratagemma, indossare un completino color terra rossa per mimetizzarsi: niente da fare.

Luciano Darderi (9) ha fatto innamorare il foro ma chiaramente ha subito la gogna social per aver ignorato la manina della bimba che avrebbe dovuto accompagnarlo in campo: visto gli occhiali con cui si é presentato in campo é già tanto che non abbia confuso Casper Ruud (9) con Salvini.

A proposito di ministri, quello dell’istruzione e del merito Valditara ha annunciato che “Chi compra un biglietto per gli internazionali non sta acquistando solo un ingresso per assistere ad uno spettacolo di altissimo livello ma anche adottando 2-3 bambini nel senso che permette loro di fare un ciclo di 15 lezioni e partecipare a due mini tornei con il progetto Racchette in Classe”. Il Ministro ha tenuto a precisare l’importanza di educare le nuove generazioni anche di tifosi per evitare disgrazie del passato: “ Non dovrà più accadere un episodio come l’accoltellamento della Seles da parte delle Brigate Rosse”.

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