Cadute importanti nel mercoledì del Bitpanda Hamburg Open e non solo tra le teste di serie. Cadute importanti ma forse non sorprendenti – anche senza il forse. Prima fra tutte quella della prima testa di serie, Felix Auger-Aliassime, ma anche i tre game racimolati da Jakub Mensik in sessantatré minuti.
[LL] A. Kovacevic b. [2] F. Auger-Aliassime 4-6 7-5 6-4 (di Michelangelo Sottili)
Il numero 5 del mondo Felix Auger-Aliassime subisce la rimonta del lucky loser Aleksandar Kovacevic, n. 94 ATP, 4-6 7-5 6-4 in 2 h23′. Non benissimo – vista la differenza di classifica – perdere sulla terra battuta da uno statunitense chiaro amante delle superfici dure. D’altra parte, Felix dà il suo meglio sul veloce indoor, vale a dire in condizioni completamente diverse, e nei quattro tornei sul rosso (i tre Masters 1000 e questo) ha vinto tre match. Tutto regolare, dunque, anche se poi pensi che sarà quarta testa di serie al Roland Garros e, insomma, forse non ne ha solo tre davanti. Ma qualche anno fa Laslo Djere è stato secondo del seeding in un torneo sull’erba: funziona così.
IL MATCH
Kovacevic rimane attaccato fino a quando va in battuta sul 4-5. Tre volte gli serve sul dritto, tre punti persi. Gli va sul rovescio, e accorcia, 30-40. Di nuovo sul dritto e break. Va rilevato il gran passante in recupero di Felix, anche se, quando hai una volée facile con il naso sulla rete, l’altro non deve arrivarci mai. Finale di secondo set ancora decisivo, ma questa volta a favore di Kovacevic, che all’undicesimo punisce con il monomane lungolinea l’esagerata ricerca del dritto da parte di Auger-Aliassime e finalizza il break con il passante. Servizio tenuto e terzo set.
Il canadese vola 4-1, ma lì si ferma. Aleksandar si riprende il break a suon di vincenti e strappa ancora la battuta a un confuso Felix che era 40-0, poi anche vantaggio interno prima di subire un puntazzo in difesa (come sopra, se non chiudi le palle facili…). Kovacevic tiene senza problemi e avanza ai quarti in attesa di Tiafoe o Ugo Carabelli.
Buse e Humbert su Mensik e Khachanov (di Michelangelo Sottili)
Dopo aver battuto la wild card Struff al primo turno, Jakub Mensik raccoglie tre giochi contro il qualificato peruviano Ignacio Buse, autore dell’eliminazione di Flavio Cobolli. Classe 2004, ‘Nacho’ è un bel giocatorino sulla terra battuta e la faccenda del “terzo incomodo” magari la accantoniamo finché i potenziali o qualcun altro si rivelerà insidioso almeno la metà dell’infiammazione del polso di Alcaraz, però l’entità del punteggio, 6-0 6-3 in un’ora e tre minuti, non era attesa. Male in risposta Jakub, che forse è semplicemente concentrato su Parigi.
Fuori anche il quinto del tabellone, Karen Khachanov, battuto 6-3 3-6 7-6(3) da Ugo Humbert, che ha rimediato al 15-40 dell’undicesimo gioco della partita finale. Ai quarti trova Buse.
Paul il maratoneta. Fa fuori Etcheverry dopo tre ore e mezza!
Ottimo test in vista dello Slam francese. Ma non sarà un po’ troppo? Tommy Paul e Tomas Martin Etcheverry non si sono affatto risparmiati agli ottavi di finale del Bitpanda Hamburg Open, battagliando per 3 ore e 33′. Un duello sanguinoso, consumatosi sul manto rosso tedesco. Testa a testa, che, di “terraiolo”, ha avuto ben poco. Approcci arci-aggressivi su ambedue i fronti, con Paul molto indirizzato al serve&volley. Quando è giunto il momento si sporcarsi di rouge le scarpe, però, è venuto fuori lo spirito combattivo del sudamericano, forgiatosi e cresciuto su questo tipo di superficie. Lo statunitense, però, ha retto l’urto grazie al coraggio e alla spinta forsennata col rovescio, ma dopo aver salvato i primi tre break point del secondo set, il match ha preso una piega da montagne russe. 6 servizi concessi soltanto nella seconda frazione, con annesso tiebreak messo in cassaforte da Paul. Come da previsione, la volata finale è stata altrettanto turbolenta, e dopo 7 MP salvati, il buon Tommy ha ottenuto una vittoria sensazionale, raggiungendo Altmaier ai quarti.
De Minaur frena Fokina. Colpaccio di Carabelli su Tiafoe
Meno thriller, ma comunque movimentato, l’incontro tra “The Demon” e Davidovich Fokina, parso in buona forma dopo le sconfortanti uscite precedenti. (Ci vorrà un po’ per digerire il tremendo moonballing proposto a Madrid contro Casper Ruud). Lo spagnolo, in avvio di match, è stato surclassato in area tennistica dal velocipede aussie, che ha messo la firma su un netto 6-2. Inaspettata la reazione del nativo di Malaga, capace di pareggiare i conti, ma del tutto inutile nel computo finale. Alex de Minaur, con lo score di 6-2 4-6 6-4, ha spento i fari di luce del rivale iberico, in attesa – adesso – dell’esito della sfida tra Darderi e Hanfmann. Se l’australiano – dopo due trasferte terrificanti tra Roma e Madrid – ha ritrovato la retta via (battendo prima Cerundolo, poi Fokina), Tiafoe continua invece ad arrancare contro avversari ben al di sotto della sua classifica, e quest’oggi, Camilo Ugo Carabelli ha fermato lo statunitense sul rosso di Amburgo. Vittoria soffertissima per l’argentino, che ha avuto la meglio in due tiebreak, volando ai quarti da Aleksandar Kovacevic.
