Sabalenka: “A 28 anni penso di aver già vissuto di tutto. Le ucraine non mi stringono la mano? Lo rispetto”

"Da giovane mi dicevano che ero stupida" ricorda Aryna Sabalenka, che non schiva i temi delicati come le morti del padre e dell'ex. E sugli ucraini: "Per tanto tempo siamo stati fratelli, ora c'è un muro tra di noi"

Di Beatrice Becattini
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Aryna Sabalenka - Madrid 2026 (foto X @MutuaMadridOpen)

La morte del padre e il suicidio dell’ex compagno, la n. 1: “Penso di aver già vissuto di tutto nella vita”

Infine, Sabalenka non schiva i dolori che hanno attanagliato la sua vita privata. Nel 2019 il padre Sergey è morto dopo una breve malattia.

“La gente dice che il tempo aiuta, ma in un certo senso io sto peggio adesso, perché so quanto si sarebbe divertito mio padre con i miei successisi commuove Aryna. “Oggi il mio fidanzato mi trova spesso a piangere a letto la sera, mentre guardo i Reels, quando c’è qualcosa su un padre o sui vecchi tempi. I video che mi fanno più male sono quelli in cui le persone pubblicano la reazione dei genitori alla vittoria del figlio atleta e io immagino come avrebbe reagito mio padre a me”.
La nostalgia governa le parole della quattro volte campionessa Slam: “Piango tantissimo, come se lo avessi perso di nuovo. Ci sono così tanti padri nel circuito e quando vedo un rapporto sano e un padre orgoglioso penso: ragazza, goditelo, perché non sai mai cosa può succedere. Sei così fortunata”.

Un altro dramma ha coinvolto da vicino la bielorussa. Nel 2024 l’ex compagno Konstantin Koltsov si è tolto la vita a Miami. “Ho discusso con il poliziotto: non riuscivo ad accettarlo” dice Sabalenka, che è stata al centro delle critiche per essere tornata immediatamente in campo dopo la notizia.
Non so se esista un cliché su come si dovrebbe vivere il luttoprecisa, ricordando come disputare il Miami Open l’abbia aiutata. “Ho la sensazione che in queste situazioni non esista un giusto e uno sbagliato. Ognuno ha bisogno di cose diverse. Per me, tornare al lavoro è l’unico modo. Ho 28 anni, ma a volte penso di aver già vissuto tutto quello che si può immaginare nella vita“.






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