Jannik Sinner ha parlato a lungo, in conferenza stampa, della situazione odierna e delle difficoltà avute prima di scendere in campo. Non dipendenti dal caldo. Ma ha anche approfondito altri temi. Come la programmazione, il futuro della sua stagione, e un confronto con altre situazioni avute in campo di difficoltà. Come lo scorso anno a Shanghai, o a Cincinnati.
D: Che tipo di accertamenti ulteriori farete o se è una cosa che stai già gestendo? E mi sembra di aver capito che fino a Wimbledon non giocherai tornei, nonostante l’uscita rapida da Parigi.
Sinner: “Dobbiamo parlare con il team per capire cosa è meglio fare. Sicuramente faremo dei controlli per essere sicuri di cosa è successo oggi al mio corpo, però credo che ora mi faccia bene non giocare nessun torneo, onestamente. Vediamo poi come andrà Wimbledon. Ho giocato davvero tanto negli ultimi due mesi e mezzo, con tanti momenti belli. Speriamo di essere pronti per Wimbledon: per arrivarci preparati dobbiamo recuperare e fare bene le cose adesso, poi vediamo“.
D: Come paragoneresti questa situazione alle precedenti occasioni in cui hai avuto problemi in campo, come a Shanghai o in Australia a gennaio? È stato simile?
Sinner: “A Shanghai l’umidità era molto alta, in Australia faceva caldissimo, e sul cemento il caldo arriva anche da sotto. Qui faceva caldo ma era giocabile, non stavo morendo per il caldo. Oggi è stato uno scenario completamente diverso: può succedere, è dura da accettare per la posizione in cui mi trovavo, però ora ho tanto tempo per recuperare. Molto probabilmente non giocherò nessun torneo sull’erba prima di Wimbledon. Adesso ho bisogno di un po’ di pausa per recuperare completamente, anche mentalmente, e poi essere pronto a ripartire“.
D: Come pensi che elaborerai e valuterai questo risultato e la sfortuna che sia arrivato in uno Slam, considerando quanto bene stavi giocando?
Sinner: “Cerco sempre di vedere il lato positivo. Ho giocato molto bene, ho vinto tre tornei di fila sulla terra con un tennis davvero ottimo. Arrivando qui mi sentivo bene, colpivo la palla in modo giusto e mi muovevo bene. Oggi semplicemente non era destino, tante cose insieme hanno causato il problema di oggi, ma può succedere. Adesso ho bisogno di tempo per capire cosa non ha funzionato qui e per fare buone settimane di allenamento prima degli altri tornei importanti come Montreal, Cincinnati e US Open. C’è ancora tanto da giocare quest’anno“.
D: Qualche rimpianto per aver giocato così tanto in preparazione a questo torneo? Pensi che, se non avessi giocato uno di quei tornei, oggi avresti avuto più energia?
Sinner: “Non si può sapere. Se non gioco Madrid o non gioco Roma, magari arrivo qui e ho comunque un giorno come questo in cui ti senti male. Guardando indietro è sempre difficile: ho vinto tre tornei sulla terra, risultati incredibili, una striscia fantastica. Come ho detto all’inizio dell’anno, questo torneo era l’obiettivo principale e uscire così presto non era ciò che volevo. Però non sai se sarebbe cambiato qualcosa saltando Madrid o Roma: non lo sapremo mai“.
D: Puoi paragonare questa delusione, da grande favorito e con questo obiettivo dell’anno, con quella della battaglia in cinque set con Alcaraz dell’anno scorso? A vederti, un anno fa sembravi più stravolto: come senti la differenza tra le due situazioni?
Sinner: “Sono due cose diverse, non posso paragonare quello che è successo l’anno scorso con quello di quest’anno, sono situazioni totalmente differenti. L’anno scorso ho giocato per il trofeo: si può parlare in un certo modo quando sei in finale, prima no. Sapevo bene la posizione in cui mi trovavo prima del torneo, durante e fino ad ora. È andata così, ci sono ancora tanti italiani in tabellone e speriamo facciano bene; io ci sarò di nuovo“.
