Roland Garros 1961
[6] M. Santana b. [1] N. Pietrangeli 4-6 6-1 3-6 6-0 6-2
Al Roland Garros 1961 Pietrangeli arriva come il dominatore indiscusso della terra battuta. Campione delle ultime due edizioni parigine, e vincitore dei tornei di Montecarlo e di Roma in quella stagione, Nicola torna per la terza volta filata all’ultimo atto dello Slam francese. Questa volta, da testa di serie numero 1. Il giorno prima del match decisivo, però, torna a Roma per la nascita del suo primo figlio. In fretta e furia, riparte poi per Parigi e arriva a poche ore dall’inizio della finale. Dal lato opposto della rete c’è Manolo Santana, tennista spagnolo di cinque anni più piccolo, che vedeva Nicola come una sorta di maestro. Sta di fatto che, come nelle migliori storie, arriva il momento in cui l’allievo supera il maestro. Avanti due set a uno, l’italiano crolla e lascia così la corona francese dopo due anni di imbattibilità e 18 vittorie filate sul suolo parigino.
Roland Garros 1964
[3] M. Santana b. [8] N. Pietrangeli 6-3 6-1 4-6 7-5
“Manolo mi disse che era stanchissimo e che se io avessi vinto quel quarto set avrei vinto io”, ricordava Pietrangeli qualche anno fa, riferendosi alla finale del Roland Garros 1964 “Era un giocatore completo, con pochissimi punti deboli”, aggiungeva Nicola, che con Santana nel corso degli anni avrebbe sviluppato un’amicizia quasi fraterna. Nell’ultimo atto parigino di quell’edizione, però, nessun regalo o concessione da parte dello spagnolo nei confronti dell’italiano, che nelle due edizioni precedenti era stato battuto ai quarti di finale. Tornando al 1964, Manolo cancella ben sei set point a Nicola nel quarto parziale e chiude i conti prima di essere costretto alla frazione decisiva.
Roland Garros 1976
[8] A. Panatta b. [7] H. Solomon 6-1 6-4 4-6 7-6(3)
“Ma dai su…guardati bene! Come puoi pensare di battermi oggi?”. Sono queste le parole che Adriano Panatta rivolge ad Harold Solomon, tennista americano alto 1 metro e 68 centimetri, poco prima di scendere in campo nella finale del Roland Garros 1976. Riavvolgendo per un attimo il nastro, il romano stacca il pass per quella che è e sarà la sua unica finale Slam in carriera, dopo aver intascato il titolo a Roma. A Parigi, Panatta cancella un match point al cecoslovacco Pavel Hutka, al primo turno, con una volée in tuffo. Sbaraglia poi la concorrenza, infligge la seconda e ultima sconfitta a Bjorn Borg al Roland Garros, ai quarti, e si qualifica per la finale dominando Eddie Dibbs. All’ultimo atto, raggiunto dopo aver perso in semifinale sia nel 1973 che nel 1975, Adriano ha la meglio su Solomon in quattro set e mette così in bacheca il suo primo e unico Major.
