Wimbledon 2021
[1] N. Djokovic b. [7] M. Berrettini 6(4)-7 6-4 6-4 6-3
Bisogna aspettare 45 anni prima di vedere un altro italiano raggiungere una finale Slam. Se la cavalcata di Marco Cecchinato al Roland Garros 2018 si era fermata in semifinale, tre stagioni dopo Matteo Berrettini riporta il tricolore in un ultimo atto di un Major, a pochi giorni dalla sua vittoria sull’erba del Queen’s. Questa volta, il palcoscenico non è Parigi, ma Londra. Più nello specifico, Wimbledon. Ben 61 anni dopo la semifinale raggiunta ai Championships da Pietrangeli, The Hammer approda al penultimo atto londinese. E lo supera, sconfiggendo Hubert Hurkacz. In finale inizia con il botto, rubando il primo set a Novak Djokovic. Ma l’asso serbo si rimette subito in carreggiata: gestisce con esperienza e maestria i tre parziali seguenti e mette la firma sul suo ventesimo Slam, il sesto a Wimbledon.
Australian Open 2024
[4] J. Sinner b. [3] D. Medvedev 3-6 3-6 6-4 6-4 6-3
Dal 2024 Jannik Sinner diventa il simbolo del tennis italiano. A seguito di un finale di 2023 in cui vince la Coppa Davis con l’Italia e si issa sino all’ultimo atto alle ATP Finals, il tennista altoatesino si presenta con grande fiducia al primo grande appuntamento stagionale. All’Australian Open, sbarca in semifinale senza aver lasciato set per strada. Qui si ritrova davanti quel Djokovic che aveva battuto a Torino nei gironi – ma Nole si era preso la rivincita in finale – e pochi giorni dopo in Davis. Un Djokovic che fino a quel momento aveva un record impeccabile una volta giunto in semifinale in Australia. Dieci sigilli, zero sconfitte. Jannik però disputa un gran match: manca l’occasione di chiudere in tre set, ma torna più forte di prima nel quarto e manda quindi a casa il rivale serbo.
In finale, Daniil Medvedev dà il tutto per tutto nei primi due set. Sorprende Sinner con un tennis aggressivo, quasi obbligato, poiché nei turni precedenti il russo era stato costretto a molteplici maratone. L’azzurro però inizia a prendergli le misure già dal secondo set. Imbastisce una rimonta e dopo quasi quattro ore di battaglia si sdraia sul cemento australiano. È un campione Slam. Per la prima volta nella storia, un giocatore italiano vince un Major sul duro. Dopo 48 anni, il tennis azzurro torna a rimettere la bandierina tricolore su uno dei quattro tornei più di importanti di questo sport.
US Open 2024
[1] J. Sinner b. [12] T. Fritz 6-3 6-4 7-5
Non bisogna aspettare molto per rivedere Sinner tornare al successo in un Major. A poco più di sette mesi di distanza, Jannik si laurea campione allo US Open. A stupire, oltre al tennis stellare, è la capacità dell’azzurro di chiudersi in una bolla. Quelle, infatti, sono le prime settimane in cui si parla del ‘Caso Clostebol’. Una dura botta per il giocatore di Sesto Pusteria. Da vero fuoriclasse, però, Sinner si prepara per il Major newyorchese alzando la coppa a Cincinnati. Poi va a Flushing Meadows e strappa il suo secondo titolo Slam avendo perso complessivamente solo due parziali. Non in finale però, perché il tennista di casa Taylor Fritz esce sconfitto nettamente in tre frazioni.
Australian Open 2025
[1] J. Sinner b. [2] A. Zverev 6-3 7-6(4) 6-3
Si è capito: in questo periodo, sul cemento, non ce n’è per nessuno. Vinti in carrozza sia i tornei di Shanghai che le ATP Finals di Torino a fine 2024, Sinner atterra all’Australian Open da campione in carica. E, ovviamente, da grande favorito per la vittoria finale. Detto, fatto. L’azzurro perde in totale un paio di parziali nei primi quattro impegni, ma dai quarti in poi è letale. All’ultimo atto, uno Zverev che si sentiva fiducioso in vista della partita viene liquidato da uno spietato Jannik, che non gli concede l’ombra di una palla break. Terzo titolo Slam per Sinner.
Roland Garros 2025
[2] C. Alcaraz b. [1] J. Sinner 4-6 6(4)-7 6-4 7-6(3) 7-6(2)
Vincono sempre loro, dappertutto. Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Si affrontano in numerosi palcoscenici, come la finale di Roma che vede lo spagnolo vittorioso sul rientrante azzurro, tornato a competere dopo i tre mesi di stop per il ‘Caso Clostebol’. La prima finale Slam tra i due arriva però solamente al Roland Garros 2025, torneo nel quale Carlitos è già campione uscente. Alla viglia della finale però, il percorso immacolato dell’azzurro – che deve ancora perdere un set nel torneo – sembra rendere più interessante il confronto con Alcaraz, per moltissimi più forte sul rosso, ma meno convincente nel suo tragitto che l’ha portato verso l’ultimo atto.
Ebbene, arrivati in finale, si consuma una delle migliori partite di tennis della storia. Cinque ore e ventinove minuti di gioie, dolori, rimonte, contro rimonte e tennis da cineteca. Sinner va dritto per la sua strada e fa suoi i primi due set. Ma Carlos non ci sta e torna a galla vincendo il terzo. Nel quarto, sembra tutto finito. Jannik si procura tre match point consecutivi. Alcaraz però non si dà per vinto. Mette in piedi una rimonta fuori da ogni logica e costringe l’avversario al set decisivo. Qui si assiste a uno sport che non è più tennis. L’agonismo, l’aura dei campioni, l’atmosfera, la qualità di gioco e il prestigio della partita si prendono la scena. Alla fine, vince Alcaraz, strepitoso al fotofinish. La delusione per Sinner è tanta. Ma verrà presto rimpiazzata da un altro, storico, traguardo.
Wimbledon 2025
[1] J. Sinner b. [2] C. Alcaraz 4-6 6-4 6-4 6-4

Trentacinque giorni dopo, eccoli di nuovo da una parte e dall’altra della rete. Sinner e Alcaraz si affrontano in finale a Wimbledon. Lo spagnolo ha messo le mani sul trofeo sia nel 2023 che nel 2024, e si qualifica per la finale pur non avendo messo in mostra il suo miglior tennis. L’azzurro, invece, era a un passo dal baratro nel match di ottavi contro Grigor Dimitrov, ritiratosi quando era avanti due set a zero a causa di un infortunio al pettorale. Nel match cha vale il titolo dei Championships, Sinner deve carburare e perde il primo set. Alza però l’intensità negli altri tre. E Carlitos non sa più che pesci pigliare. “E’ troppo più forte di me da fondocampo”, afferma il murciano durante la partita. Questa volta, Jannik arriva alla meta e diventa così il primo italiano nella storia a vincere il torneo di Wimbledon.
US Open 2025
[2] C. Alcaraz b. [1] J. Sinner 6-2 3-6 6-1 6-4
Sinner in Australia, Alcaraz in Francia, di nuovo Jannik in Inghilterra, per finire con Carlos negli Stati Uniti. Una perfetta alternanza nei sigilli Major. Finisce così la stagione Slam 2025. Lo spagnolo vince a Cincinnati e fa il bis allo US Open, tre anni dopo il suo primo successo a questi livelli. A New York, non lascia set agli avversari fino alla finale. Qui, chiaramente, dall’altro lato ci arriva sempre il solito Sinner, che nel cammino verso l’ultimo atto ha perso un paio di parziali. Carlitos si distrae nel secondo set, ma offre complessivamente una prova spaziale che porta Jannik a farsi delle domande nel post-partita. “Devo diventare più imprevedibile”, afferma l’azzurro, che nei due testa a testa seguenti (finali di Torino 2025 e Montecarlo 2026) finirà per mandare a casa lo spagnolo in due set.
Roland Garros 2026
[2] A. Zverev – [10] F. Cobolli
Terminata la carrellata di finali Slam con protagonisti i giocatori azzurri, non ci resta che attendere l’ultimo atto tra Cobolli e Zverev. Sia l’azzurro che il tedesco hanno smarrito due set nel percorso che li ha portati fino all’ultimo atto parigino. Con la certezza di entrare nella top 10 dal prossimo lunedì, Flavio adesso punta ancora più in alto. La vittoria del Roland Garros, infatti, lo catapulterebbe addirittura fino alla quinta posizione mondiale. Salto che invece non riguarderebbe Sascha, in ogni caso stabile nel gradino più basso del podio. La maledizione Slam, però, sarebbe finalmente spezzata. E allora, parola al campo. A quel Philippe Chatrier che porta con sé la frase più giusta in momenti come questo: “La vittoria appartiene ai più tenaci”.
