Si sa come i romagnoli abbiano nel loro DNA un fortissimo senso dell’ospitalità che va sempre di pari passo con un indubbio fiuto per gli affari. Capita così che nell’anno in cui l’ATP concede nuove licenze per il circuito Challenger in Romagna se ne aggiudichino ben tre. Con Cesenatico e Cervia già in archivio, è attualmente in corso di svolgimento sui campi Queen’s Club di Cattolica il terzo della serie, il più ricco perché si parla di un categoria 75 e il più rodato perché l’Accademia di Giorgio Galimberti negli ultimi tre anni aveva ospitato un torneo internazionale ITF M25 che ha contribuito a rodare nel tempo la macchina organizzativa in vista di questo ulteriore salto di qualità.
La struttura del Queen’s Club di Cattolica ha appena sei anni di vita e si vede come sia stata pensata con l’occhio avanti, proprio per ospitare eventi di questo tipo. Tra l’altro ha un bellissimo campo in erba naturale che abbiamo calpestato con un briciolo di emozione, perché si aveva davvero l’impressione di essere a Wimbledon. Non a caso l’anno scorso venne qui Luca Nardi proprio per preparare la trasferta londinese.
Challenger Cattolica: è il momento di Forti
Erano ovviamente tanti gli italiani in tabellone, ma in realtà quello che più di tutti sta lasciando il segno è Francesco Forti che a questo torneo ci teneva in modo particolare, un po’ perché si gioca in terra di Romagna e lui da queste parti (per la precisione a Cesenatico) ci è nato, ma soprattutto perché su questi campi si allena tutti i giorni. Il suo meglio sembrava però averlo già dato nelle qualificazioni dove aveva superato, al termine di due partite complesse, prima Luca Castagnola e poi Samuele Pieri.
Peccato che all’esordio nel tabellone principale ci fosse ad attenderlo Gonzalo Bueno (n.180 ATP), specialista della terra battuta, che lo sopravanzava di circa 200 posizioni in classifica. Bene, il peruviano è stato costretto alla resa dopo tre set di ruvido agonismo. E sempre tre set sono serviti a Forti nel turno successivo per avere la meglio su Franco Agamenone. Ad attenderlo nei quarti ci sarà ora Andrea Guerrieri che, confermando di essere nel miglior momento della propria carriera, ha prima battuto Dalibor Svrcina (n.107 e seconda testa di serie) e poi il 19enne Alexander Vasilev (finalista lo scorso anno agli US Open junior e attualmente n.651 ATP) che alcuni dicono essere più forte del connazionale (di due anni più giovane) Ivan Ivanov.
Challenger Cattolica: bene anche Brancaccio, Dalla Valle e Cecchinato
L’abbiamo osservato da vicino e abbiamo deciso che il ragazzo ci piace davvero, con la sua sbracciata mancina che, come sapete, ci intriga non poco. Detto questo, anche il ragazzo da Correggio, che di anni ne ha qualcuno in più, l’ha osservato da vicino e ha deciso che il futuro poteva aspettare un altro po’, infliggendogli un contrastato 7-6 (5) 7-5. Nei quarti sono approdati anche Raul Brancaccio, Marco Cecchinato e Andrea Dalla Valle, un altro che giocava in casa allenandosi anche lui nella struttura di Galimberti. Con cinque azzurri su otto giocatori rimasti non è quindi follia sperare in un esito favorevole del torneo. Cecchinato se la vedrà con De Jong (n.83 e prima testa di serie) che ha faticato non poco contro Federico Bondioli, per Brancaccio c’è Carballes Baena e Dalla Valle aspetta il vincente tra Lajovic e Roca Batalla.
Challenger Bratislava: Cinà in luce
Anche se la nostra attenzione era tutta rivolta al torneo di Cattolica, non era evidentemente possibile ignorare che a Bratislava (Challenger 100, terra battuta) Federico Cinà sta scrivendo un altro capitolo della sua personalissima storia. E’ infatti approdato ai quarti di finale battendo nell’ordine il tedesco Marko Topo (n.335) e il britannico Jan Choinski (n.105 e terza testa di serie). Ora l’attende il ceco Zdenek Kolar (ex compagno di doppio del nostro Vavassori) che, a 29 anni compiuti, sarà anche nella fase discendente della propria carriera, ma sarebbe negligente sottovalutare, e negligente Cinà non lo è di sicuro.
