Alexander Zverev, primo campione Major tedesco da Becker nel ’96, si è sbloccato? Presto per dirlo, ma un Roland Garros (al netto di qualsiasi polemica) fa ora bella mostra di sé nel suo palmares. Il tedesco arriverà a Wimbledon come seconda testa di serie, forte di aver vinto uno Slam, con un chiaro compito: superare lo scoglio degli ottavi di finale. Il n.3 al mondo ha raggiunto almeno la finale in tutti gli altri Major, neanche i quarti sui prati londinesi. Spesso anche perdendo in maniera rocambolesca.
L’erba, per il suo gioco di spinta, lontano dalla riga, non è probabilmente l’ideale. Certo, i numeri al servizio suggerirebbero il contrario, ma raramente Sascha ha saputo accoppiarli con una resa adeguata a rete. Non sempre riuscendo a vincere gli scambi brevi, e rispondendo quasi sempre troppo indietro. Ciononostante, per una leggenda come Boris Becker, sarebbe proprio Zverev il favorito per Wimbledon. Addirittura davanti a Jannik Sinner.
Becker vede ulteriore luce per Zverev
“Ha 29 anni, ha il potenziale e anche l’età per vincere ancora“. Così esordisce Becker a proposito di Zverev ai microfoni di Eurosport. Tracciando di fatto un futuro roseo per il più giovane connazionale, che vede realmente come favorito per lo Slam londinese: “Il mio consiglio a lui a 29 anni è: ‘Vincere tutto il possibile, perché a un certo punto, il tempo sarà scaduto’. Non finisce dopo il primo titolo del Grande Slam e adesso potrà fissare nuovi obiettivi per sé stesso. Wimbledon? Per me è il favorito“.
L’analisi dell’ex n.1 al mondo si basa chiaramente sulla situazione dei migliori giocatori al mondo: uno sarà assente, l’altro viene dalla delusione del Roland Garros dovuta principalmente a cause fisiche. Per quanto Boris sia molto onesto, consapevole che molto dipenderà da Zverev. Che forse dovrebbe anche un minimo snaturarsi: “Alcaraz è infortunato e Sinner non sappiamo come si ripresenterà. Zverev ha il servizio per il tennis sull’erba: se batti così, sei già in semifinale. Certo, deve adattarsi. Se sta indietro in risposta a Wimbledon come a Parigi allora le chance scendono. Ma ha quello che serve per trionfare“. Le armi ci sono, ci sono sempre state. A Zverev, ora, l’ardua impresa di farle fruttare fino in fondo. Chissà che Becker, non sempre il più lungimirante nelle previsioni, stavolta ci abbia visto giusto.
