Wimbleodon, Sinner: “Facevo fatica quando giocava profondo, dobbiamo lavorarci”

Dopo la vittoria al quinto set, Sinner si mostra tranquillo: "Il suo primo colpo dopo il servizio è stato molto efficace. Poteva andare in un modo o nell'altro"

Di Vanni Gibertini
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Jannik Sinner - Wimbledon 2026 (foto X @ATPTour_ES)
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Giornata senza lacrime, ma con il sangue, per Jannik Sinner, vincitore in cinque set su Kecmanovic nel suo esordio a Wimbledon da campione uscente.

Bella battaglia là fuori, ma alla fine ce l’hai fatta. Che sensazioni ti lascia?

JANNIK SINNER: “Sono molto felice, naturalmente, di essere tornato in questo splendido torneo. Le prime partite non sono mai facili, come abbiamo visto. Era la mia prima partita ufficiale sull’erba dopo anni, quindi sono molto contento per questo match. È stata dura, ma ne avevo molto bisogno.”

Cosa ti passava per la testa alla fine del terzo set, quando eri sotto due set a uno e ovviamente sentivi un po’ di pressione?

JANNIK SINNER: “Nel terzo set ho avuto le mie occasioni e non sono riuscito a sfruttarle. Lui ha giocato un paio di punti straordinari nel tie-break e bisogna accettarlo. Ho cercato di resettarmi il più velocemente possibile, provando a tenere il servizio. I primi game al servizio sono molto importanti, perché se ti strappa subito il servizio diventa difficile rientrare. Certo, non era una situazione ideale, ma ho cercato di restare lì mentalmente, provando anche a godermi il momento, perché è stata una giornata bellissima per me e per il mio team. Venire qui e aprire il programma sul Centre Court è un grande privilegio.”

Sei scivolato un paio di volte sulla linea di fondo. Come hai trovato le condizioni in campo? Quanto ci si può allenare per gestire situazioni del genere? Bisogna evitare di scivolare oppure imparare a cadere per non farsi male?

JANNIK SINNER: “Una delle cadute è stata piuttosto pesante, perché ci si può fare male. Però è la cosa più normale su questa superficie: l’erba è così. Soprattutto nelle prime partite, quando il prato è ancora molto nuovo, si scivola un po’ di più. Mi è andata bene, perché le cose possono peggiorare molto in fretta. Ho comunque cercato di continuare a fidarmi dei miei movimenti e nel terzo, quarto e quinto set è stato molto importante muovermi in modo naturale, e ci sono riuscito. Sono molto contento che non sia successo nulla.”

Essere stato sciatore ti aiuta a cadere nel modo giusto o ad avere cadute meno pericolose?

JANNIK SINNER: “Non credo, perché ci sono movimenti che non si possono controllare davvero. È un istinto naturale. Lo sci può aiutare in certi momenti, ma non quando cadi senza alcun controllo. Abbiamo fatto molto lavoro di prevenzione prima del torneo, perché sapevamo che cose del genere potevano succedere, e oggi è successo. La cosa più importante è lasciarsi alle spalle questo episodio e continuare a muoversi come prima, perché se hai paura tutto diventa troppo lento e su questa superficie non te lo puoi permettere.”

È un avversario molto tosto, anche se a volte viene sottovalutato. Qual è stata la cosa che ti ha creato più problemi nel suo gioco oggi?

JANNIK SINNER: “Penso che sia un ottimo giocatore su tutte le superfici, ma in particolare sull’erba, perché la sua palla è molto piatta e attraversa il campo molto bene. Oggi il suo colpo immediatamente successivo al servizio è stato molto efficace. Anche quando rispondevo bene, lui riusciva quasi sempre a giocare la prima palla molto profonda e lì ho fatto un po’ fatica. È un aspetto che dobbiamo migliorare. Domani abbiamo un giorno a disposizione, che spero ci dia un po’ di tempo e il ritmo giusto per tornare in campo il giorno dopo. È anche un po’ diverso giocare la prima partita sul Centre Court, perché la palla è leggermente più lenta rispetto ai campi dove ti alleni. All’inizio ho faticato un po’ con il diritto, ma lo sapevo già prima del match. Ho bisogno di un paio di partite; spero di avere la possibilità di giocarle e poi vedremo come andrà.”

Hai accennato all’unghia del piede in campo. In televisione sembrava una cosa piuttosto brutta. Ha condizionato i tuoi movimenti o ti ha dato fastidio?

JANNIK SINNER: “No, andava bene. Tutto a posto.”

Jack Draper si è ritirato dal torneo per infortunio e ieri parlava delle richieste sempre più pesanti per i giocatori. Si discute molto di calendario, burnout e infortuni. Tu cosa ne pensi in questo momento?

JANNIK SINNER: “È una situazione difficile per Jack. Ho parlato con lui prima del torneo, ci siamo allenati insieme prima che andasse a Eastbourne e mi era sembrato che colpisse la palla in modo molto pulito e con ottima velocità. Dico sempre che, quando sta bene, è uno dei migliori giocatori del mondo, e lo ha già dimostrato tante volte. Sapere cinque minuti prima di venire qui che ha avuto un problema del genere è duro, perché è uno dei miei amici e non auguri a nessuno la sfortuna che ha avuto nel corso della carriera. Spero che riesca a trovare una soluzione, forse dal punto di vista della prevenzione, non lo so, non ci ho ancora parlato. È dura anche per il Regno Unito, perché oltre a lui c’è anche Murray fuori. Per quanto riguarda gli altri giocatori, penso che si possano comunque fare delle scelte: decidere dove giocare e dove non giocare, prima o dopo i tornei. Io cerco sempre di dare priorità a me stesso, di capire di cosa ho bisogno in quel momento, ma per Jack è davvero dura.”

Dopo la partita hai detto di aver sentito un po’ di nervosismo prima di entrare in campo. Puoi spiegare cosa si prova in quei momenti, sapendo di essere il campione in carica e di aprire il programma sul Centre Court?

JANNIK SINNER: “È difficile da descrivere, ma allo stesso tempo mi sono anche goduto quel momento. Le emozioni che ho provato l’anno scorso le avevo sentite per la prima volta, in modo molto felice. Tornare qui e aprire il programma sul Centre Court quest’anno, in un’edizione in cui nessuno aveva potuto allenarsi prima su quel campo, perché era completamente nuovo, è qualcosa che senti anche mentalmente. Per me è stata una giornata straordinaria, vivere almeno una volta nella vita una sensazione del genere. Penso di aver gestito comunque abbastanza bene la situazione. Ero molto nervoso, ma sono molto felice di aver trovato il modo di vincere oggi.”

Hai detto giustamente che era la tua prima partita sull’erba dopo un anno. Da un paio d’anni non giochi tornei di preparazione e questa è una scelta che ha pagato molto. Al di là della partita di oggi, per come ti sei preparato in questi dieci-undici giorni che sei qui, è una scelta che potresti replicare in futuro?

JANNIK SINNER: “Probabilmente sì, non lo escludo. L’erba è una superficie molto delicata. Ci sono aspetti positivi e aspetti negativi, perché se giochi un torneo prima e magari perdi al primo o al secondo turno, arrivi qui con qualche dubbio in più. Così quella parte la metti via e vieni qui provando a dare il cento per cento. Non potevamo prepararci meglio: abbiamo lavorato tanto, praticamente tutti i giorni. Adesso è arrivato di nuovo il momento di godermi la partita e quindi oggi, anche quando ho perso il terzo set, ero contento di essere in campo e di lottare. Sono contento.”

Una curiosità extra tennis: ti piacciono le serie TV? Hai guardato quella su Rafa? Te lo chiedo perché nell’ultimo periodo hai avuto qualche problema fisico, come a Parigi, e potrebbe essere una fonte d’ispirazione.

JANNIK SINNER: “Sì, l’ho vista. A me le serie, in generale, piacciono, però vado a momenti: non sempre guardo una serie o un film. In questo caso l’impatto è stato un po’ diverso, perché conosco Rafa un pochettino e ho avuto l’onore di conoscerlo meglio. Secondo me è stata una serie TV molto bella, che fa vedere quante cose voi non sapete e sappiamo soltanto noi, specialmente Rafa, con tutti gli infortuni che ha avuto. E mostra anche quante partite giochiamo magari senza sentirci al cento per cento. Credo che quello che ha fatto lui, lasciando da parte tutto il successo che ha avuto, e il modo in cui è come persona, siano una fonte di ispirazione. È molto bello che abbia giocato per così tanto tempo. Ora c’è una cosa nuova nella sua vita, visto che è padre; magari vedremo un piccolo Rafa tra di noi, chissà. Però è sempre stata una persona molto normale, che ci ha trasmesso tanta umiltà, e questa secondo me è la cosa più bella.”

Oggi, al di là dei momenti di difficoltà, ci sono stati anche momenti di grande spettacolo in cui il pubblico si è esaltato e tu in un paio di occasioni sei stato capace di richiamarlo a te. Ti ha dato energia? Come hai vissuto questo rapporto con il pubblico?

JANNIK SINNER: “Sì, sicuramente mi ha aiutato tanto oggi, soprattutto nei momenti di difficoltà. C’erano anche un po’ di italiani qui, quindi è stato molto bello. Anche fisicamente oggi abbiamo dato abbastanza, quindi il pubblico ci dà una grande mano. Alla fine siamo in campo perché ci piace giocare davanti al pubblico. È stata un’atmosfera molto bella.”

Con una giornata così avventurosa, tra la caduta e la ferita, qual è la cosa positiva che ti porti dietro? I tanti ace, forse il tuo record, oppure la reazione nel momento in cui ti sei trovato sotto? E collegandomi alla domanda precedente: saresti pronto per fare una serie televisiva su di te, per mostrare cose che magari non conosciamo?

JANNIK SINNER: “Sì, però non adesso: a 24 anni ho altre cose da fare. Oggi, secondo me, è stata una giornata positiva perché ci sono state tante difficoltà e anche qualche dubbio che siamo riusciti a mettere da parte. È stata quindi una giornata molto positiva. Ovviamente, come ho detto prima, ci sono delle cose che dobbiamo migliorare. Non è la migliore versione di me quella che si è vista oggi, questo lo so. Però la cosa più importante era portare a casa la partita, e ci siamo riusciti. Ci siamo tolti qualche dubbio e adesso vediamo come andrà la prossima partita.”

Ubaldo Scanagatta: Rimontare dopo aver perso quel terzo set in quel modo poteva essere difficile anche psicologicamente, anche perché al quinto set non hai un record straordinario. Ci hai pensato? E quando ti sanguinava il piede ti sei davvero preoccupato, visto che sei sempre molto sensibile a quello che senti a livello fisico?

JANNIK SINNER: “No, oggi ero tranquillo. Anche al quinto set ero mentalmente molto tranquillo. Mi sentivo bene, sapendo ovviamente che la partita poteva anche girare dall’altra parte: questo è lo sport. Però anche nel terzo set ho avuto tante occasioni e non sono riuscito a sfruttarle, quindi ho cercato di restare positivo, pensando che la cosa giusta sarebbe arrivata. Ripeto, sull’erba forse hai un po’ meno controllo nei momenti importanti, quindi la partita ti può scappare via in un attimo, però oggi l’abbiamo gestita bene.”

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