Wimbledon, Sonego: “Mi sono messo sotto in allenamento, e arrivano i risultati”

Lorenzo Sonego parla dopo la vittoria contro Etcheverry. "Sono stato bravo ad andare a prendermi il secondo tie-break"

Di Vanni Gibertini
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Lorenzo Sonego - Wimbledon 2026 (foto Ubitennis)
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Finalmente una bella vittoria per Lorenzo Sonego, dopo un inizio di stagione estremamente problematico a causa di un infortunio al polso che lo ha costretto a un lungo periodo di inattività. Etcheverry non è certamente un giocatore da erba, ma rimane pur sempre una testa di serie a Wimbledon (n. 29) e non è uno che si batte da solo.

Bene Lorenzo, ce la racconti tu? È andata bene!

LORENZO SONEGO: “Sì, molto bene, molto bene. Sì, sì, partita tosta. Devo dire che dal primo set mi sentivo più propositivo e più aggressivo di lui e avevo in mano il gioco, e questa cosa mi piaceva. Poi lui ha cominciato ad alzare l’energia, la spinta, ad essere un pochino più propositivo, più aggressivo, soprattutto al servizio, ha servito molto bene. Da lì è stato difficile per entrambi brekkare, quindi è stata una partita giocata su pochi punti e su due tie-break. Sono stato bravo ad andarmi a prendere il secondo tie-break e chiudere la partita, perché queste partite poi si complicano, soprattutto con un giocatore molto tosto e duro come lui.”

UBITENNIS: Poi anche nel tie-break eri avanti 4-1, sempre di quattro pari. Ti sei preoccupato quando hai perso quel mini-break?

LORENZO SONEGO: “Era un mini-break, sì. Devo dire che ho giocato tutto il tie-break con l’idea di andare a prendermi il punto prima di lui, perché il tie-break precedente l’aveva un po’ dominato nel gioco ed era stato più aggressivo. Nel secondo tie-break ho deciso di essere io ad andarmi a prendere i punti. Il mini-break è arrivato, ma avevo l’intenzione di essere propositivo, quindi ci stava anche sbagliare una palla; poi sono stato bravo ad andarmi a prendere i punti dopo.”

UBITENNIS: Che poi, essere propositivo e aggressivo nei tie-break, sull’erba soprattutto, dovresti esserlo sempre, no?

LORENZO SONEGO: “Sì, l’idea è quella, nel gioco in generale oltre che nei tie-break. Nei tie-break basta poco per andare avanti, quindi sicuramente mettere un pochino di pressione all’altro in quei momenti gli toglie anche un po’ di sicurezza.”

UBITENNIS: E perché hai detto che nel tie-break precedente invece non l’avevi fatto?

LORENZO SONEGO: “Non sono riuscito, per meriti suoi, perché lui è stato bravo: ha risposto molto bene, ha servito molto bene, ha servito una percentuale di prime molto buona nel secondo tie-break. Non sono mai riuscito a iniziare lo scambio come volevo, dove riuscivo a prendere in mano lo scambio. Devo dire che è stato lui, coi primi colpi, a mettermi subito in difficoltà.”

Al prossimo turno giochi con Diallo. Come lo conosci? Diallo è un giocatore che gioca molto bene sull’erba.

LORENZO SONEGO: “Sì. I suoi migliori risultati li ha fatti su questa superficie, quindi ho già tirato su una partita molto difficile. Sicuramente la sua arma migliore è il servizio, è un giocatore che gioca in maniera molto aggressiva, propositiva e sicuramente, come oggi, si giocherà su pochi punti, come in tutte le partite qua con questi giocatori che servono così bene. Quindi è importante arrivare belli preparati, belli attenti: tenere l’attenzione e la concentrazione per tutta la partita sarà importante.”

UBITENNIS: Ma lui non sta benissimo, perché all’inizio dell’anno ha avuto problemi di infortuni. Come te! Tu invece come stai?

LORENZO SONEGO: “Io adesso sto bene, sto bene. Diciamo che è il momento migliore dopo l’infortunio, adesso sto ritrovando delle buone sensazioni. Alla fine è l’allenamento che ti porta a ritrovare le sensazioni e il modo in cui affrontare le partite, quindi mi sono messo un po’ sotto durante l’allenamento nell’ultimo periodo e questo mi ha aiutato.”

Non ho fatto a tempo a guardare se con Diallo hai già giocato o no.

LORENZO SONEGO: “Con Diallo ci ho giocato una volta due anni fa, mi sembra… No, l’anno scorso in Australia. No, prima, il torneo prima dell’Australia, Nuova Zelanda forse. Sette-sei al terzo era finita, una roba del genere.”

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