D. Dzumhur b. [4] M. Arnaldi 7-6(5) 6-7(4) 7-6(4)
Dal nostro inviato ad Umago
Ancora una delusione per i colori azzurri al Croatia Open di Umago. Dopo Cobolli, anche Arnaldi saluta il torneo della cittadina istriana, sconfitto da un Damir Dzumhur capace di esprimere un tennis di livello ben superiore al suo ranking attuale di n. 108 ATP. Diremmo, anzi, molto vicino a quello che lo aveva portato nella top 25. Per il sanremese resta soprattutto il rammarico di non aver sfruttato il set point avuto sul 5-2 nel primo parziale.
Da quel momento la partita ha cambiato volto: il bosniaco è riuscito a contenere l’aggressività iniziale della testa di serie numero 4 e a trascinare la sfida sul terreno della lotta punto su punto. Un tipo di partita congeniale a entrambi, ma nella quale il 34enne di Sarajevo, questa sera, ha saputo mettere qualcosa in più. Per lui seconda semifinale consecutiva a Umago, dove incontrerà il vincente del match tra Davidovich Fokina e Molcan.
Primo set: Arnaldi si blocca sul più bello, Dzumhur la spunta al tie-break
A Umago, e in modo particolare nel catino del Goran Ivanisevic Stadium, il caldo si fa sentire quando Arnaldi e Džumhur scendono in campo, alle 18: il termometro segna 32 gradi, ma la temperatura percepita è decisamente maggiore. I due propongono per certi versi un tennis quasi a specchio, ma sin dalle prime battute la cilindrata dei fondamentali dell’azzurro appare decisamente superiore. Soprattutto con il dritto, Arnaldi è aggressivo e propositivo, costringe il 34enne bosniaco a perdere campo e ne mette in evidenza le difficoltà nel contenere la maggiore pesantezza di palla.
Dzumhur, giocatore da sempre ostico sia per le caratteristiche tecniche sia, talvolta, per alcuni atteggiamenti, prova subito a spostare la partita anche sul piano nervoso. Dopo il break conquistato da Arnaldi nel terzo gioco, contesta una chiamata elettronica al cambio di campo e si mette a discutere con l’arbitro (lo farà poi anche nelle pause successive). Il siparietto destabilizza momentaneamente il sanremese, che con un paio di errori di misura e un doppio fallo concede due palle break, ma ritrova prontamente la concentrazione, le annulla entrambe e tiene il servizio. Nel tentativo di uscire dalla morsa dell’azzurro, l’ex n. 23 del mondo prova ad alzare i giri del motore. La maggiore aggressività porta però con sé qualche errore di troppo e arriva così il secondo break a favore di Arnaldi, ancora una volta dopo una chiamata ravvicinata che innervosisce ulteriormente il tennista di Sarajevo.
Al momento di servire per il set, tuttavia, Arnaldi accusa un piccolo calo di concentrazione e deve fronteggiare una palla break. Con il dritto sembra rimettere le cose a posto, ma sul set point sceglie un improvvido serve and volley e da quel momento la partita cambia completamente. Il 25enne tennista ligure non riesce più a essere aggressivo da fondo come in precedenza, mentre l’esperto bosniaco comprende il momento, riduce gli errori e trova maggiore profondità, impedendo all’azzurro di spingere come fatto fino a quel momento. In pochi minuti, dalla palla del 6-2 il n. 34 del mondo vince solo 3 dei 20 punti successivi e si ritrova sotto 6-5 e 0-30 al servizio.
Qui Arnaldi è bravo e coraggioso nel ritrovare la spinta da fondo e trascina il set al tie-break. Dzumhur parte meglio e sale sul 4-1 “pesante”, approfittando anche di un paio di errori di misura dell’italiano. Quando però Arnaldi accorcia le distanze con un ace, il bosniaco va letteralmente fuori di testa, sostiene (francamente, a ragione) che il segno lasciato dalla palla sia chiaramente fuori, urla contro arbitro e supervisor e arriva persino a dichiarare di non voler più continuare. La situazione si ricompone, Arnaldi stecca la risposta del punto che poteva portarlo sul 4 pari e Dzumhur capitalizza fino in fondo i due mini break iniziali, chiudendo il tie-break per 7 punti a 5 al primo set point.
Secondo set: Dzumhur serve per il match, ma Arnaldi
Il secondo set inizia sulla falsariga dell’ultima parte del secondo set: Dzumhur ora manovra con estrema solidità da fondo e l’azzurro ora ha difficoltà a prendere in mano lo scambio. Si lotta ed entrambi sono giocatori che si esaltano nella battaglia, come nel punto con cui Dzumhur impatta sul due pari con un vincente in recupero spalle alla rete, dopo aver annullato due palle break. E nel game successivo, il più lungo del match (20 punti), è lui a strappare il servizio Arnaldi alla quinta palla break. Sembra lo strappo decisivo, perché Dzumhur – anche se con qualche difficoltà, come la palla break annullata nell’ottavo gioco – arriva a servire per il match sul 5-4.
Invece Arnaldi conferma la sua attitudine a non mollare mai e proprio quando si trova quasi spalle al muro ritrova l’aggressività vincente della prima mezz’ora. Il dritto torna a far male, arriva il break che lo rimette in partita e subito dopo il sorpasso. Dal linguaggio del corpo (e i dialoghi con il suo angolo) si comprende che il bosniaco ha accusato il colpo, ma riesce comunque a ricomporsi e a portare il set al tie-break. Che però ricalca sostanzialmente, a parti invertite, l’andamento di quello del primo parziale: Arnaldi prende subito il largo e non concede nessuna occasione all’ avversario di rientrare. 7 punti a 4 per l’azzurro e si va il terzo, dopo 2h e 30’ di gioco.
Terzo set: bel tennis ed equilibrio, alla fine ha la meglio Dzumhur
Arnaldi non sfrutta il piccolo passaggio a vuoto di Dzumhur e le tre palle break in apertura di parziale, che avrebbero potuto indirizzare subito il set. Saranno le uniche occasioni in risposta di una frazione caratterizzata da grande equilibrio e da un ottimo livello di gioco.
I due, infatti, lottano su ogni palla e recuperano tutto il possibile. Diversi punti si chiudono tra gli applausi a scena aperta del pubblico del centrale, finalmente pieno, che apprezza lo spettacolo offerto dai giocatori. Entrambi cercano più spesso la rete, con ottimi risultati, anche per accorciare gli scambi: già a metà del set, infatti, il match ha superato le tre ore di durata.
Soltanto nel finale l’equilibrio rischia di spezzarsi. Sul 5-5 Arnaldi ha una piccola opportunità, ma non riesce a chiudere il punto nonostante due smash consecutivi e manca così la possibilità di salire sul 15-30 sul servizio avversario. Anche Dzumhur ha la sua occasione nel game successivo, quando arriva a due punti dal match, senza però riuscire a sfruttarla.
Si arriva quindi nuovamente al tie-break, giusto epilogo di un incontro così combattuto ed equilibrato. Il gioco decisivo è un continuo saliscendi di emozioni: Dzumhur vola sul 3-0, ma Arnaldi ci mette l’anima per conquistare il punto del 3-1 al termine di uno scambio spettacolare, con entrambi i giocatore a rete e il bosniaco che si morde le mani per l’occasione sprecata di involarsi sul 4-0. Sull’abbrivio, l’azzurro rimonta e impatta sul 3-3. Qui però – e non ci voleva proprio, dato il momento – il tennista sanremese commette un brutto errore di dritto nel tentativo di spingere su un back di rovescio basso: una situazione di gioco che, dalla fine del primo set, lo ha messo più volte in difficoltà.
Il n. 108 del ranking lo rimette immediatamente in corsa con un doppio fallo, accompagnato dall’ennesima scenetta con il giudice di sedia: secondo il bosniaco, il movimento di alcuni spettatori sugli spalti lo avrebbe disturbato. Come già accaduto più volte nel corso del match, e probabilmente non è un caso, dopo le proteste Dzumhur torna però a giocare solido e concentrato come niente fosse accaduto. Non altrettanto Arnaldi, che sul 4-5 ricade nello stesso errore di poco prima, cercando di accelerare con il dritto su un back bassissimo dell’avversario. Il bosniaco arriva così al match point e la palla corta del numero 34 del mondo, che si spegne a metà rete, mette fine all’incontro, dopo 3h e 44′ di gioco. Con il tennista bosniaco che esulta – giustamente e meritatamente – per la vittoria e per la seconda semifinale consecutiva qui ad Umago.
