Un viaggio incredibile culminato con il risultato più inatteso. Arthur Gea è il protagonista assoluto della settimana: un’avventura iniziata tra mille contrattempi e un clamoroso cambio di rotta che lo ha portato a giocare l’ATP 250 di Los Cabos. Invece di volare a Bloomfield Hills, dove era iscritto per il Challenger statunitense, si è ritrovato in Messico quasi per puro caso (qui il recap delle avventure di Gea nel profilo redatto dal nostro Fabio Barera). Il finale? La vittoria all’ultimo atto contro Denis Shapovalov, che gli è valsa il primo titolo ATP della carriera.
Una prima finale affrontata con la tranquillità di un veterano, di fronte a un avversario che ha invece accusato tutto il peso del pronostico. “Onestamente, sono rimasto piuttosto sereno per tutta la partita, perché la tattica era chiara e vedevo che riuscivo ad applicarla. Di conseguenza, è stato meno stressante rispetto ad altre partite. Ho giocato come se fossi instradato su dei binari.”
A disegnare il piano tattico perfetto è stato il nuovo coach, Andrea Morlet, arrivato al fianco di Gea da poche settimane dopo la separazione da Gerald Melzer. Un’intesa immediata che ha già fruttato la finale al Challenger di Granby e l’incredibile capolavoro in terra messicana. Gea rende omaggio al suo allenatore per i traguardi raggiunti: “Abbiamo lavorato molto sul servizio e sulla tenuta mentale. Andrea riesce a gestirmi, a calmarmi. E mi fa ridere fuori dal campo, mi fa sentire meno stressato e questo fa la differenza. Ora mi diverto molto dentro e fuori dal campo. Andrea mi ricorda, anche durante le partite, di non dimenticare di sorridere, di divertirmi. In queste ultime settimane, è stato questo a fare la differenza.
Se l’ultimo atto del torneo messicano non ha pesato troppo sul fisico e sulla testa del transalpino, la strada per arrivarci è stata impervia. “Ci sono state parecchie partite in tre set“, racconta il tennista francese. “Contro Michael Zheng, per esempio faceva così caldo che non sono riuscito ad adattarmi nel primo set. È stata dura. Ci sono stati molti imprevisti che non sono stati facili da gestire ma che sono riuscito a superare per tutta la settimana.”
La settimana da sogno in Messico ha messo in luce tutto il carattere da lottatore del giovane francese: “Ho lottato, anche quando non mi sentivo benissimo in campo. È stato questo a fare la differenza”.
I frutti di queste ultimi giorni di battaglie in campo si vedranno subito anche nel ranking in uscita lunedì 3 agosto, con il tanto agognato ingresso nella top 100 mondiale. Un cambio di paradigma rilevante per la carriera di un tennista, che gli permetterà di affacciarsi con continuità al circuito maggiore. “Sapevo fin dalla semifinale che sarei entrato nella top 100 – ha detto – È una tappa bellissima. Può aprirmi le porte a una programmazione un po’ diversa, permettermi di accedere con più facilità ai tornei più importanti e abituarmi a questo livello di gioco”
Ora Gea spera che questa svolta gli garantisca un pass d’accesso anche per l’ultimo Slam della stagione: “Spero di ricevere una wild-card dalla Federazione (francese, ndr) per lo US Open. Penso di meritarla dopo una bella settimana come quella appena conclusa.“
