Wilson Defyer 98 pro, recensione e test della racchetta per il gioco aggressivo con tanto spin

Il nuovo modello Wilson Defyer punta tutto su potenza e rotazione: la nostra recensione e il test in campo del taglio 98 Pro

Di Claudio Giuliani
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Wilson Defyer 98 pro
8.8 Il nostro punteggio
Il nostro giudizio

Wilson rinnova radicalmente la sua offerta nel segmento potenza-spin con Defyer, la nuova linea presentata lo scorso luglio che affianca — e in parte sostituisce nell’immaginario del brand — la sfortunata Shift. Il progetto nasce da un’esigenza precisa arrivata dagli stessi giocatori del roster Wilson: il tennis attuale propone scambi più lunghi, atleti più fisici, condizioni di gioco percepite come più lente, e serviva un attrezzo che desse più spin e più penetrazione senza dover aspettare il momento perfetto per attaccare.

Con questa novità Wilson vuole attaccare un settore specifico del mercato, quello dei telai di potenza e spin, diventando concorrente diretta della Babolat Pure Aero e della Yonex VCore.

Il primo a testare e apprezzare il telaio, fin dalle fasi embrionali, è stato Karen Khachanov, e da lì il reparto R&D Wilson ha lavorato a tempo di record: appena sei mesi per passare dal foglio bianco a un prototipo già validato a livello Tour. Oggi la line-up conta due tagli di piatto, 98 Pro e 100, e in questa recensione analizziamo la 98 Pro, il modello più orientato al giocatore evoluto e probabilmente il più atteso dei due.

A livello tecnologico, il telaio punta su tre soluzioni principali. Il TORQ Shaft Tech, un profilo scolpito dello shaft che offre leva e stabilità utili a generare spin più penetrante. Il Dual Taper Beam, che lavora sull’equilibrio fra potenza e controllo lungo il piatto. E il Parallel Drilling, la foratura degli occhielli pensata per allargare lo sweet spot e rendere la risposta più uniforme anche sui colpi decentrati. Non manca il sistema DirectConnect già visto su altri modelli Wilson, con l’impugnatura in fibra di carbonio che si estende fino a collegarsi al piatto per una miglior sensibilità e stabilità torsionale.

Caratteristiche tecniche

Piatto corde: 98 pollici
Peso: 305 g (non incordata) Schema incordatura: 16×20 Bilanciamento: 31,5 cm
Swingweight: 319 kg/cm² dichiarato
Rigidità: 64 RA
Profilo: 22-23,5-22 mm

Il test in campo

Il nostro riferimento di test. la racchetta che usiamo di solito, è la Wilson Pro Staff 97 315 grammi, forse la racchetta commerciale che più di tutte esalta il controllo puro, senza un grammo di potenza gratuita. Con questo metro di paragone in testa, abbiamo incordato la Defyer 98 Pro (305 g) con Alu Power a 21/22 kg, un settaggio che conosciamo a memoria da anni. La prima notizia, fin dai primi scambi, è la facilità con cui la palla esce dalle corde. Il bivio potenza-controllo, qui, pende decisamente dalla parte della potenza: i primi colpi sono usciti tutti lunghi, e ci è voluta una mezz’ora abbondante di gioco per prendere le misure.

Passata la fase di adattamento, però, le idee si sono chiarite in fretta: questa è una racchetta costruita per esaltare lo spin e che facilita l’uscita di palla. Il top spin di dritto è ottimo, e sul lato del rovescio le lunghe diagonali in back ci hanno dato grande soddisfazione. Rispetto a modelli più esigenti come la nostra Pro Staff di riferimento, la Defyer 98 Pro riesce a garantire profondità di palla in fase difensiva con estrema facilità: back che sulla nostra racchetta abituale sarebbero morti a metà campo, qui trovano una profondità naturale, e quindi una difesa più efficace.

Buona ma non eccezionale anche la sensazione sui colpi piatti, che escono altrettanto facilmente — sempre tenendo conto delle capacità di controllo della racchetta — e lo stesso tipo di impatto pulito lo ritroviamo nelle volée, dove però, ad esempio, la rivale VCore regala un qualcosa in più nell’uscita di palla: con la Defyer – probabilmente sulla versione 100 è diverso – il colpo rispecchia quello che viene fatto a livello di movimento e impatto, niente viene regolato. Lo si nota anche nei colpi non perfettamente centrali, la Defyer 98 è una racchetta che “perdona” poco, che richiede quindi una certa maestria e un braccio allenato, dalla terza categoria in su.

Al servizio si rispecchia lo stesso riscontro avuto da fondocampo: ottimi sia il kick che lo slice. Va detto che lo schema di incordatura 16×20, più fitto rispetto al classico 16×19, si fa sentire come un eccellente compromesso per il controllo di palla — un aspetto che vale la pena sottolineare anche nel giudizio complessivo sui colpi da fondocampo, dove la palla esce comunque dal piatto con grande facilità.

Conclusioni

Il giudizio generale della racchetta riflette che il target principale è quello dei giocatori aggressivi da fondo campo, le caratteristiche tecniche della Defyer cercheranno di convincere chi oggi gioca con Babolat Pure Aero e Yonex VCore, le dirette rivali, a passare con Wilson. Sulla Defyer 98 Pro si può lavorare alzando la tensione delle corde per guadagnare ulteriore controllo, ma quanto conviene farlo dipende chiaramente da quanto già oggi la palla esce con facilità dal piatto. È una racchetta che si rivolge principalmente agli agonisti dotati di una bella sbracciata, capaci cioè di gestire e indirizzare la potenza che il telaio mette a disposizione. Per chi non ha ancora questa scioltezza nel colpire la palla, la scelta più naturale resta probabilmente la sorella maggiore, la Defyer 100, pensata per venire incontro a un pubblico più ampio e che pesa anche qualche grammo in meno. Defyer è destinata a diventare un best seller.

Il nostro giudizio
Il nostro punteggio 8.8
Potenza 10
Controllo 8
Maneggevolezza 7
Gioco da fondo campo 10
Gioco di volo 7
Servizio 9
Rotazioni 10
Colpi piatti 9
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