ATP Montreal, Jodar: “Il mio obiettivo è di continuare a migliorare. La classifica è secondaria”

"Sono felicissimo della mia prima semifinale in un Masters 1000", ha detto Rafa Jodar da Montreal. "Mi prendo cura del mio corpo per prevenire infortuni"

Di lorenzocelenza
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Rafa Jodar - ATP Montreal 2026 (@ X ATPTour)

A Montreal sta nascendo una nuova stella del tennis. Ebbene si, Rafael Jodar sembra a tutti gli effetti una macchina da guerra in Canada. Dopo aver battuto Musetti e Lehecka, il tennista spagnolo butta fuori dal tabellone anche Fils, contro il quale aveva già vinto due settimane fa a Washington, sempre in due set. Adesso il nativo di Madrid affronterà in semifinale Brandon Nakashima e in conferenza stampa ha parlato dei suoi miglioramenti e di come sta gestendo l’ultimo periodo della sua vita tennistica.

D: Rafa, innanzitutto congratulazioni per la tua prima semifinale in un ATP Masters 1000. Sei emozionato per tutti questi traguardi raggiunti in così poco tempo?
Rafael Jodar: “Si, sono contento di questo torneo e di come il mio livello stia migliorando. Sono felicissimo di essere nella mia prima semifinale in un Masters 1000 in Canada”.

D: Ti rendi pienamente conto di quanto sia speciale la tua progressione nell’ultimo anno?
Rafael Jodar: “So che sto facendo le cose per bene, con mio padre e con tutte le persone a me vicine, e sto solo cercando di seguire la mia strada. Penso che questa sia la chiave e una delle cose più importanti: continuare a impegnarmi e a migliorare, perché ci sono ancora molte cose che devo imprare dentro e fuori dal campo. Sto cercando di non pensare troppo a quello che succede fuori dal torneo e di concentrarmi solo su me stesso”.

D: Quali erano i tuoi obiettivi all’inizio dell’anno? Quanto velocemente hai dovuto rivalutare questi obiettivi? Raggiungere una semifinale in un Masters 1000 era uno di questi?
Rafael Jodar: “No, il mio obiettivo è ancora lo stesso: migliorare, scoprire tutti i tornei nel mio primo anno nel circuito e giocare il più possibile, se i risultati lo permettono. E poi basta, non cerco di scalare la classifica. Penso che sia un obiettivo secondario e non dovrebbe essere la priorità. Il mio obiettivo è di divertirmi in campo e godermi tutti i tornei che affronterò per la prima volta”.

D: Il prossimo avversario sarà Brandon Nakashima. Lo conosci? Cosa ti aspetti dalla semifinale?
Rafael Jodar: “Si, è un avversario molto ostico. Se è in semifinale, è perché ha vinto delle partite qui, e anche la settimana scorsa. Sta giocando un ottimo tennis, quindi dovrò prepararmi al meglio e tenere il corpo in forma, perché sarà un’altra partita difficile, come tutte le partite qui in un Masters 1000 dove tutti giocano ad altissimo livello”.

D: Rafa, molti atleti di diversi sport, una volta diventati famosi, dicono di sentire la mancanza di andare al supermercato o di fare cose normali come questa. Hai notato negli ultimi mesi di essere riconosciuto sempre di più per strada? Come gestisci questa situazione?
Rafael Jodar: “Credo che nei tornei sia diverso, perché ti sposti dal campo all’hotel e viceversa. hai tutto a disposizione all’interno del complesso. Nelle settimane libere o in quelle in cui non devo giocare tornei, dipende da dove mi trovo. Comunque, cerco sempre di trattare tutti con rispetto. Per me è una priorità. Se vogliono un autografo, una firma o una foto, va benissimo, purché mi trattino con rispetto. Continuerò a farlo se li rendo felici, perché è una cosa speciale vedere la gente contenta quando riesce a farsi fotografare o a fare qualsiasi altra cosa con un atleta, di qualsiasi sport”.

D: Hai apportato qualche modifica alle tue attività nei giorni liberi, quando non giochi, per non esaurire le energie per la parte finale degli US Open?
Rafael Jodar: “Cerco di curare ogni dettaglio. Penso sia importante sfruttare al meglio i giorni di riposo. In questo caso, a causa della pioggia di ieri, non avremo altri giorni liberi. Mi prendo cura del mio corpo per prevenire infortuni o qualsiasi altra cosa possa succedere. So che sto giocando molte partite, ma questo significa che sto bene, quindi sono contento di questo. Affronto una partita alla volta senza alcuna pressione“.

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