ATP Montreal, Jodar: “Non ho giocato il mio tennis migliore. Obiettivo Finals? No, penso a prepararmi per Cincinnati”

Lo spagnolo ha lodato la prestazione dell'americano: "Oggi ha servito bene, soprattutto nei punti importanti. Su questa superficie è una cosa dalla quale può trarre molto vantaggio"

Di Matteo Beltrami
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Rafael Jodar - Washington 2026 (foto X @atptour)

Nonostante lo stop in semifinale al National Bank Open, per mano di Brandon Nakashima, Rafael Jodar può ritenersi più che soddisfatto di questa ultima settimana a Montreal, la sua prima in carriera nel 1000 canadese. Lo spagnolo, che aveva iniziato la stagione al numero 165 del mondo, è salito al numero 11 della classifica live ATP, grazie a vittorie di spessore contro Arthur Fils, Jiri Lehecka e Lorenzo Musetti.

Il 19enne puntava a raggiungere la sua terza finale della stagione, dopo aver conquistato il titolo a Marrakech ed essere arrivato all’atto conclusivo a Washington. Ma, come detto, lo spagnolo può consolarsi, dopo essere diventato il primo giocatore nato nel 2006 – o successivamente – a raggiungere le semifinali di un evento Masters 1000. Adesso però la testa è già al prossimo torneo : “Il mio obiettivo è prepararmi per la prossima partita a Cincinnati”.

D: Rafa, mi dispiace che oggi la partita non sia andata come speravi. Puoi raccontarci brevemente la tua esperienza complessiva a Montreal?

RAFAEL JODAR: “Ho giocato quattro, cinque partite a Montreal, quindi ci sono molte cose positive da portare con me da questa settimana. Ora si passa al prossimo torneo, perché il circuito continua e i tornei continuano”.

D: Rafa, vorrei sapere: è stato più un problema legato a ciò che tu non sei riuscito a fare oggi, oppure a ciò che lui è riuscito a fare e che ha cambiato l’andamento della partita a suo favore?

RAFAEL JODAR: “Beh, oggi non ho giocato il mio miglior livello di tennis, ma anche lui ha giocato bene. Quindi gli va dato merito: nei punti importanti della partita ha giocato meglio di me, e questo è uno dei motivi per cui oggi ha vinto”.

D: Quanto è stato difficile arrivare così avanti in questo torneo dopo essere andato così lontano anche a Washington? Sentivi la stanchezza prima della partita di oggi?

RAFAEL JODAR: “No, non è stato quello il problema. Mi sentivo bene. Ho cercato di giocare il mio tennis per tutta la partita. Oggi semplicemente non è andata dalla mia parte. Quindi cercherò di non commettere gli stessi errori la prossima volta. Questa partita mi aiuterà a crescere. Penso che anche le sconfitte aiutino i giocatori a svilupparsi”.

D: All’inizio della partita hai dovuto affrontare, se non sbaglio, sei palle break nei tuoi primi due turni di servizio. Hai avuto difficoltà a partire, magari per la tensione, oppure riesci a individuare qualcosa in particolare che non funzionava all’inizio?

RAFAEL JODAR: “No. Lui stava giocando bene. All’inizio della partita rispondeva bene e per me oggi è stato difficile trovare il ritmo. Fa parte del gioco. Ho però salvato molto bene quelle palle break, giocando punti di qualità e mostrando un buon livello di tennis. Poi siamo arrivati al tie-break, ed è andata così. Comunque mi sentivo sempre meglio man mano che la partita proseguiva”.

D: Il pubblico di Montreal ti ha scoperto questa settimana. Cosa ricorderai dell’affetto che il pubblico di Montreal ti ha dimostrato e, più in generale, della tua esperienza in città?

RAFAEL JODAR: “È stata una bella esperienza giocare per la prima volta a Montreal. Mi è piaciuto molto il pubblico e mi sono piaciute le partite serali. Sono state belle sia per i giocatori sia per gli spettatori. Penso che ci sia un’ottima atmosfera per il tennis in generale. Spero di poter tornare qui tra due anni, perché è un bel torneo”

D: Rafa, volevo chiederti quali sono i tuoi obiettivi fino alla fine della stagione. Speri di qualificarti per le ATP Finals alla fine dell’anno? Speri di fare strada nello Slam negli Stati Uniti? Cosa ti aspetti dagli ultimi mesi?

RAFAEL JODAR: “No. Il mio obiettivo è prepararmi per la prossima partita a Cincinnati”.

D: Una domanda veloce sulla partita. Cosa rende il suo servizio così difficile da rispondere? È l’angolazione, il kick, o qualcos’altro?

RAFAEL JODAR: “Beh, voglio dire, oggi ha servito bene, soprattutto nei punti importanti. Io ho cercato di rispondere nel miglior modo possibile, ma oggi non è andata dalla mia parte. Quindi bisogna dargli grande merito: su questa superficie è una cosa dalla quale può trarre molto vantaggio e gli permette di iniziare gli scambi da una posizione migliore”.

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