Vincere è il risultato di tanti fattori, ma a un certo punto diventa un’abitudine. Quando sono più le partite che si vincono di quelle che si perdono, comincia a crearsi una certa aspettativa nella mente del giocatore tale per cui, anche nei momenti più difficili, ci si aspetta che in un modo o nell’altro si riuscirà ad uscirne vincitori.
E grazie a questa aspettativa si gioca in maniera leggermente diversa, e spesso è questa maniera diversa di giocare che favorisce la vittoria, innescando un circolo virtuoso.
Il “fattore Cobolli”
Flavio Cobolli è nel mezzo della migliore stagione della sua vita, sta puntando legittimamente alla qualificazione per le Nitto ATP Finals di Torino e, anche se non sono mancate negli ultimi mesi le sconfitte contro pronostico (ultima in ordine di tempo quella di una decina di giorni fa a Montreal contro Hanfmann), il “mindset” è quello del vincitore.
Contro il belga Blockx, il nostro Cobolli era sotto 3-5 nel terzo set, con un break subito a causa di due brutti errori di diritto. Ebbene, sul 30-30 Flavio ha tirato una risposta di diritto lungolinea che ha preso proprio l’incrocio delle righe, trasformando un potenziale match point per Blockx in una palla break per rientrare nel match. Qualcuno potrebbe dire, senza peraltro andare troppo lontano dalla verità, che quel diritto è stato frutto del “fattore C”, dove la C non sta per “Cobolli”. Ma si può ugualmente interpretare quel diritto come un colpo super-azzardato da parte di chi ha sufficiente fiducia nei suoi mezzi da pensare di poter ribaltare in quel modo una situazione quasi disperata.
La sfida a Jodar
Ora Cobolli trova negli ottavi del Cincinnati Open il prodigioso Rafael Jodar, che arrivato in campo con un sacco trasparente pieno di scarpe di riserva (visti gli inconvenienti degli ultimi incontri), ha impiegato poco più di un’ora per regolare il cileno Alejandro Tabilo cedendo solamente tre giochi.
Curioso notare come poco più di cinque mesi fa era stato invece Tabilo a lasciare tre giochi a Jodar sul cemento di Indian Wells, salvo poi vedersi superato in tre set combattuti a Washington due settimane fa. Segno dei tempi che cambiano. Velocemente.
E forse anche un avvertimento alla squadra cilena di Coppa Davis, che tra un mesetto a Santiago ospiterà la Spagna per il secondo turno di qualificazione alle finali, di non farsi troppe illusioni: anche se non ci sarà Alcaraz, la squadra composta dai rampanti Jodar e Merida andrà in Sud America a strappare il biglietto per Bologna.
Iga la panettiera
Prosegue il cammino di Iga Swiatek, che dopo la vittoria di Toronto è ormai in serie positiva da otto incontri. Dopo aver perso il primo set contro una versione deluxe di Maria Sakkari, la polacca ha cambiato registro e ha lasciato solamente due game all’avversaria raggiungendo gli ottavi di finale.
Questa Swiatek non sarà certo più il rullo compressore che era due anni fa, ma dopo l’arrivo del nuovo coach Francisco Roig (che in precedenza è stato anche coach di Berrettini per un periodo) ha rinforzato il servizio e sembra intenzionata a riaprire la premiata panetteria che sfornava bagel (6-0) e grissini (6-1) in quantità industriale.
Per il momento, nelle ultime otto partite Swiatek ha regalato due “bagel” e ben sei “grissini”. Se non è proprio una riapertura, si tratta almeno di un deciso revival.
Due tie-break per Zverev, forfait per Fonseca
Anche Zverev ha portato a casa il suo match “per abitudine”. Contro il francese Terence Atmane, il tedesco ha portato a casa al tie-break un primo set nel quale è sempre stato in svantaggio, e anche nel secondo parziale, anche quello conclusosi al tie-break, ha dimenticato rapidamente il doppio fallo sul match point avuto sul 6-5 chiudendo con uno splendido passante di rovescio.
Proseguono il loro cammino anche Mensik, Fils e De Minaur, confermando la buona forma fatta vedere in Canada, e avanza pure Tirante, che dopo l’exploit contro Djokovic ha superato anche Landaluce. Ritiro precauzionale, invece, per Joao Fonseca, che avrebbe dovuto competere martedì contro O’ Connell, ma ha preferito non rischiare dopo un risentimento addominale in allenamento.
Il tabellone completo del Cincinnati Open ATP
Venus e Serena al centro della scena
Il match femminile più atteso della giornata è stato il doppio delle sorelle Williams, ritardate di quasi due ore dagli scrosci del pomeriggio. Sul Grandstand gremito all’inverosimile hanno dato battaglia contro Kostyuk e Stearns, cedendo di misura (6-2 1-6 10-8) al super tie-break, nel quale erano riuscite ad arrivare da 2-8 a 7-8.
Evidentemente, almeno in doppio, una wild card data a loro paga ancora dividendi, soprattutto al botteghino.
Nel singolare, nessun risultato fuori dalla norma, anche se è stato poco simpatico il ritiro di Anna Kalinskaya contro Cirstea sullo 0-5 del terzo set. La russa ha disputato l’ultimo parziale evidentemente menomata da un dolore alle zone lombari, ha poi chiamato il fisioterapista dopo cinque games e ha preferito non terminare il match.
Il tabellone del Cincinnati Open WTA
