Forfait di Sinner allo US Open: “Ho bisogno di tempo per recuperare dal problema al ginocchio”

Jannik Sinner non prenderà parte all'ultimo Slam della stagione a causa dell'infortunio al ginocchio destro, Zverev sarà per la prima volta n. 1 del seeding in un Major. Le ripercussioni nel ranking

Di Beatrice Becattini
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Jannik Sinner - US Open 2025 (Photo © Ray Giubilo)

Jannik Sinner non prenderà parte allo US Open.
Ci sono notizie che riecheggiano nell’aria prima che trovino l’ufficialità. La rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati per un problema al ginocchio aveva fatto scattare gli allarmi.
Giorni di test, esami e cicli di terapie non hanno risolto quell’infortunio che inizialmente non appariva preoccupante. Tuttavia, il silenzio degli ultimi giorni era tornato ad alimentare dubbi circa la partecipazione del numero 1 del mondo all’ultimo Slam stagionale.

Perplessità risolte direttamente da Jannik con un post su Instagram.
“Anche se ho lavorato duramente con il mio team e con il mio staff medico, siamo arrivati alla difficile decisione che quest’anno non potrò partecipare agli US Open” si legge.
“Negli ultimi giorni siamo tornati ad allenarci sul campo a Monte Carlo e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro.
Ovviamente sono molto triste e deluso, perché New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo l’ora di tornare e giocare nella sua atmosfera elettrizzante, davanti agli splendidi tifosi”.

Si tratta del primo Major saltato da Sinner per infortunio.
Nel comunicato che fa eco a quanto scritto sui social si rende noto quale sia il futuro prossimo per l’azzurro. “Il piano ora è rimanere in Europa e proseguire il recupero insieme allo staff medico e al team che si occupa della preparazione atletica, con l’obiettivo di essere pronto per la tournée asiatica e per i tornei di Pechino e Shanghai“.

Le ripercussioni sul ranking: Sinner rimane comunque in vetta almeno fino a Pechino

Per la prima volta dallo US Open 2019 non comparirà il nome di Jannik Sinner nel tabellone principale di uno Slam. Una striscia che, da New York a New York, si conclude dopo 27 Major consecutivi. Sette anni fa l’azzurro centrò la qualificazione per Flushing Meadows da 131 del mondo. Pochi mesi prima a Wimbledon ci aveva provato, ma si era fermato al debutto del tabellone cadetto. Quello dei Championships sarebbe stato l’ultimo main draw senza di lui. Nello Slam statunitense si arrese al primo turno contro Stan Wawrinka. Ma la storia tra Sinner e i tornei più importanti del calendario era appena alle prime battute.

Ora, da numero 1 del mondo, l’azzurro è costretto al primo forfait da quando il ranking gli consente l’accesso diretto.
A proposito di classifica, le ripercussioni nell’immediato si limiteranno al computo dei punti, con una posizione in vetta che rimarrà cristallizzata almeno fino all’ATP 500 di Pechino, dove Sinner si presenterà da campione in carica – sempre che venga confermata la tabella di marcia, che prevede il recupero per lo swing asiatico.

Zverev può avvicinarsi, ma Sinner ha un margine di sicurezza. Alcaraz può solo perdere punti allo US Open

Nello specifico, la defezione per lo US Open costerà a Jannik la decurtazione dei 1300 punti della finale dello scorso anno. Ranking alla mano, post New York il bottino dell’altoatesino ammonterà dunque a 11500.
L’attuale numero 2 ATP Alexander Zverev, in un momento di flessione agonistica, ha in uscita 100 punti, visto che nel 2025 non si è spinto oltre il terzo turno. Potenzialmente, il tedesco potrebbe arrivare ad un massimo di 9690 nel caso in cui mettesse in bacheca il secondo Slam, a 1810 lunghezze dalla prima posizione, che rimarrebbe saldamente nelle mani di Sinner.

La notizia del ritorno alle competizioni di Carlos Alcaraz ha sicuramente scosso l’avvicinamento all’ultimo Major in programma. Dopo più di quattro mesi, lo spagnolo ha scelto – o forse il polso ha deciso per lui – il rientro a New York e la curiosità di rivederlo all’opera è alle stelle. Tuttavia, in classifica per Carlitos l’unica opzione possibile è un’ulteriore perdita di punti, se non dovesse difendere il titolo. E dopo tanto tempo ai box, sarebbe una sorpresa se al termine del torneo avesse ancora tutti i suoi attuali 7160 punti.

Le ripercussioni sulla Race: Zverev può scavalcare Sinner in caso di trionfo allo US Open

Nella Race, invece, qualcosa potrebbe smuoversi. Un avvicendamento al numero 1 della graduatoria annuale sarebbe possibile solo se Sascha Zverev dovesse trionfare allo US Open. Con un‘eventualità di aggancio a pari punti nel caso in cui il 29enne di Amburgo dovesse raggiungere la finale senza sollevare la coppa. Il distacco del 2026 tra il tedesco e Sinner ammonta attualmente a 1300 punti – 7950 contro 6650 -, tanti quanti sono attribuiti al finalista di uno Slam.

Tra Montreal e Cincinnati, Zverev aveva già sulla racchetta una ghiotta occasione per appropinquarsi alla testa della Race – e strapparla a Sinner – e, seppur in maniera meno decisa, a quella del ranking. Ha sprecato tutto, però. Improvvisamente l’avvicinamento a Flushing Meadows si è fatto meno lineare per lui, con dubbi riemersi con forza. Allo US Open Alexander giocherà il suo primo Slam da testa di serie numero 1. E le pressioni torneranno a farsi sentire per un giocatore che ha nella gestione dell’emotività uno degli atavici punti deboli.

Tutti gli altri, al momento, sono fuori dalla corsa alla vetta della Race.

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