US Open, le curiosità del Day 4: un uccellino per Medvedev, la mancia a Paolini e la dinastia Buse

Un uccellino si rilassa sulla rete dello US Open e Jasmine Paolini riceve soldi dai fan: ecco i fatti più curiosi di mercoledì 2 settembre

Di Sabrina Giorgi
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Daniil Medvedev - Indian Wells 2026 (foto X @BNPPARIBASOPEN)

La giornata di mercoledì 2 settembre allo US Open ha ancora una volta regalato spettacolo e diversi episodi curiosi. Durante il secondo turno, a rubare la scena sono state tre vicende che hanno rapidamente fatto il giro dei social. Dal comico siparietto che ha visto Daniil Medvedev fare i conti con un uccellino, all’inaspettato amuleto in contanti consegnato a Jasmine Paolini, fino all’emozionante successo di Ignacio Buse, capace di riannodare la storia di famiglia a 7 decenni dall’ultimo successo del nonno Eduardo. Tre istantanee uniche di un mercoledì a stelle e strisce in cui l’imprevedibilità e il fascino dello Slam hanno trovato espressione.

Un uccellino ha annullato il vincente di Medvedev

Daniil Medvedev è noto per il suo rapporto unico e teatrale con gli imprevisti di New York, ma l’ostacolo incontrato al secondo turno dello US Open ha del surreale. Nel corso della sfida vinta agevolmente contro Sebastian Gorzny (6-1 6-3 7-5), il protagonista è diventato un piccolo uccellino planato improvvisamente sul nastro della rete. Nonostante la presenza del volatile a pochi centimetri dalla traiettoria della pallina, lo scambio è proseguito indisturbato per diversi colpi. L’anomalia è stata la gestione del giudice di sedia, che ha temporeggiato prima di interrompere il gioco, chiamando la ripetizione del punto nell’istante in cui il russo scagliava un vincente. Una decisione che ha scatenato la frustrazione momentanea di Medvedev, costretto a vedersi annullare un punto ormai conquistato per uno stop arrivato fuori tempo. Sbollita la tensione agonistica, il campione moscovita ha archiviato l’episodio inserendolo nella sua personale “Top 5” dei momenti più assurdi vissuti a Flushing Meadows. “Quando è entrato in campo, ho pensato: ’Ok, l’arbitro interromperà il punto’. Invece ha lasciato proseguire e nel momento in cui ho tirato il colpo vincente, lui ha detto: ’Stop, stop, stop’. Va bene, succede”, ha dichiarato con un sorriso rassegnato ai giornalisti in conferenza stampa. In realtà, non è la prima volta che l’ex numero uno del mondo si trova a condividere il palcoscenico Slam con l’avifauna locale. Si è verificato un episodio simile al Roland Garros 2024, quando un piccione invase il campo durante il match di terzo turno contro Tomas Machac.

Una fan ha pagato Paolini per buon auspicio

Un altro curioso e inaspettato fuoriprogramma allo US Open ha regalato un momento di leggerezza a Jasmine Paolini dopo il suo approdo al terzo turno. Al termine del derby azzurro di mercoledì 2 settembre, vinto in due set contro la connazionale Lucrezia Stefanini, la tennista toscana si è avvicinata agli spalti per i consueti saluti al pubblico. Una sostenitrice, poi, l’ha fermata per scambiare qualche parola, arrivando al punto di metterle tra le mani una banconota. Il gesto, decisamente insolito, è stato spiegato dalla tifosa come un rito di buon auspicio per accompagnare la giocatrice italiana nel prosieguo dello Slam americano. Così, si conferma ancora una volta la grande simpatia e l’affetto spontaneo che Jasmine riesce a suscitare tra gli appassionati di tutto il mondo.

Dinastia Buse: il trionfo dopo 68 anni

Il ventiduenne peruviano Ignacio Buse, reduce dal recente trionfo all’ATP di Winston-Salem, ha siglato un’impresa dal profondo sapore romantico e generazionale. Eliminando Marcos Giron in una maratona di quasi quattro ore sul Court Six, Buse ha firmato la sua prima vittoria nel tabellone principale dello US Open ma non solo… Questa affermazione a Flushing Meadows riporta infatti il nome della sua famiglia nell’albo dei match vinti a ben 68 anni di distanza dall’ultimo successo ottenuto dal nonno Eduardo Buse, il quale nel 1958 – quando il torneo era ancora denominato U.S. National Championships e si disputava sui campi in erba di Forest Hills – superò l’americano Edward Atkinson al primo turno. Sebbene Ignacio non abbia mai potuto conoscere il nonno, diventato una vera e propria leggenda in patria, celebrata a Lima insieme al gemello Enrique con l’intestazione dell’Estadio Hermanos Buse, il giovane sudamericano è riuscito a chiudere sul cemento statunitense un cerchio perfetto lungo quasi sette decenni.

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