US Open, Cobolli: “In campo mi sento più Flavio. La pressione deve essere un’amica”

"Faceva molto caldo, difficile giocare in queste condizioni", ha spiegato Flavio Cobolli allo US Open. "Il mio obiettivo è vincere"

Di Vanni Gibertini
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Flavio Cobolli - US Open 2026 (@ Ubitennis)

Flavio Cobolli sembra ormai abbonato alle rimonte allo US Open 2026 ma, in generale, in quest’estate sul cemento americano. Dopo il recupero da 0-2 a 3-2 contro Francisco Comesana, è arrivata anche quello da 0-1 a 3-1 contro Tristan Schoolkate al secondo turno, partita in cui ha staccato il pass per la sfida ad Alexander Blockx nel terzo turno. Al termine dell’incontro il romano è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

D: Ti è piaciuto come hai giocato oggi? 
Flavio Cobolli:
“Sì, penso di aver giocato molto bene dall’inizio della partita. Ci sono stati dei momenti di gioco incredibili nel quarto set, quindi sono contento della mia prestazione, di quello che ho fatto in campo e di come ho gestito tutto quello che è successo. Faceva davvero molto caldo ed è difficile giocare in queste condizioni, anche perché abbiamo disputato cinque set. Non è facile gestire questo tipo di situazione, quindi sono davvero orgoglioso della mia prestazione e di come ho giocato”. 

D: Dopo la prima partita avevi detto di aver avvertito un po’ di stress. Dopo aver superato quel match al quinto set, ti sei sentito più rilassato entrando in questa partita? 
Flavio Cobolli:
“Forse sì. Ho giocato molte ore nella prima partita e questo mi ha dato molta fiducia, anche perché ho vinto rimontando da due set sotto. Credo che mi abbia aiutato molto sul piano tennistico; forse un po’ meno per la condizione fisica e per il corpo. Oggi, però, stavo davvero molto bene fisicamente, quindi sono orgoglioso del recupero dopo la prima partita e di ciò che ho fatto oggi”. 

D: Hai realizzato uno straordinario vincente tra le gambe. Che cosa ti passa per la testa quando provi un colpo simile? Era un colpo preparato? Quante volte l’avevi già tentato e che cosa hai pensato quando hai visto dove era atterrata la palla? 
Flavio Cobolli:
“Niente, niente, niente. Devi fare qualcosa, perché la palla arriva molto veloce e io non ero preparato. Ho pensato che fosse l’occasione per provare a chiudere il punto con un tweener e ci ho provato. Oggi mi è andata davvero bene”. 

“Non credo di averlo mai provato in partita. A volte proviamo il tweener, ma dall’altro lato. Forse l’avevo provato due volte nella mia vita e oggi era la terza. È stato davvero bello vedere la palla atterrare sulla riga. Non credo che ci riproverò nella prossima partita, ma magari ci lavorerò in allenamento, perché potrebbe essere utile per il mio gioco”. 

D: Che cosa era successo nelle altre due occasioni? 
Flavio Cobolli:
“Meglio non dirvelo”. 

D: All’inizio del mese avevi parlato della pressione, dicendo di volerla rendere tua amica. In questo torneo hai affrontato due partite in cui eri sotto pressione, rimontando da due set sotto e poi da un set sotto. Come sta evolvendo il tuo rapporto con la pressione? Ti senti sempre più a tuo agio? 
Flavio Cobolli:
“La pressione di cui parlano è sempre fuori dal campo. Quando sono in campo mi sento più a mio agio, mi sento più Flavio, quindi non avverto molta pressione. Mi piace competere, mi piace stare in campo, mi piace fare il mio lavoro sul campo: è bello avere pressione in campo”. 

“A volte, invece, sento un po’ di pressione fuori dal campo, per ciò che ho fatto quest’anno, per quello che voglio raggiungere e per ciò che voglio fare nel mio futuro. So che la pressione c’è, ma, come ho detto, non deve togliermi energie: deve essere un’amica“.

D: Quando parli del futuro e degli obiettivi a lungo termine, qual è il grande obiettivo che hai in mente? 
Flavio Cobolli:
“Per quest’anno conoscono tutti il mio obiettivo. Credo sia abbastanza chiaro: il mio obiettivo è vincere e sto cercando di fare del mio meglio”. 

D: Mi piace molto il tuo movimento al servizio e in particolare il tuo kick. Come hai sviluppato questo colpo? Da più giovane c’è stato un momento in cui non avevi ancora abbastanza forza per eseguirlo, no? 
Flavio Cobolli:
È qualcosa che ho sempre avuto nel mio tennis. Anche oggi lui aveva un ottimo kick ed è stato bello stare in campo e cercare di avere il kick migliore della partita. Credo che lui abbia un ottimo kick, ma anche io. Siamo cresciuti sulla terra battuta e di solito sviluppiamo più kick che velocità di servizio. Ora mi sento molto a mio agio quando servo in kick”.

D: Com’è viaggiare con tuo fratello? 
Flavio Cobolli:
“Bella domanda. È molto bello: è sempre nel mio box, è sempre con me. Ama questa vita. Non ama l’idea di fare il tennista, perché bisogna lavorare, ma gli piace di più stare fuori dal campo ed essere il mio primo tifoso. Credo che sia una delle persone più importanti della mia vita, abbiamo un rapporto molto importante ed è fondamentale averlo con me nel box e nel circuito. Ora ha iniziato l’università, quindi il prossimo anno forse potrà viaggiare un po’ meno, ma quando può esserci è sempre una cosa molto bella“.

D: Quando hai perso il primo set, che cosa ti è passato per la testa? Durante l’anno, pur avendo ottenuto grandi risultati, hai avuto anche sconfitte contro giocatori classificati molto peggio di te e avevi detto che a volte soffri quando sei super favorito. Oggi hai perso il primo set contro un giocatore intorno al numero 180 del mondo: che cosa pensavi? 
Flavio Cobolli:
Questo è un torneo particolare: ci vuole tempo per trovare il miglior tennis, si gioca al meglio dei cinque set. Ho sempre parlato di questa versione nei tornei magari più importanti, dove ci sono alti e bassi. Qui ho sempre in mente che posso recuperare e che posso avere la mia occasione”. 

“Comunque è un giocatore che si è qualificato: oggi qualificarsi in un Grande Slam è davvero molto difficile. Ha fatto buone partite e ha vinto anche un turno nel tabellone principale, quindi arrivava qui con tanta scioltezza e non aveva molto da perdere. Secondo me ha giocato un primo set di alto livello e ci poteva stare. Sono andato in bagno e, come sempre, ho provato a resettare, a dirmi di continuare così. Credo comunque di aver giocato un buon primo set: ho soltanto perso il servizio in maniera un po’ stupida. Oggi ha giocato meglio lui, non ho giocato male io. Sono contento di come ho reagito, ma non deve essere un alibi. Il tennis si sta avvicinando: ci sono tanti giocatori che riescono ad avere questo livello anche se hanno una classifica più bassa”. 

D: Da fuori è bello vedere il modo in cui vai in progressione anche durante gli scambi. Quando trovi gli angoli con il diritto, comandi come un pugile al centro del ring. Hai lavorato su questo aspetto? Sei passato dall’essere forse più incontrista a essere un giocatore che fa gioco: è anche una questione mentale, oltre che tecnica? Vuoi essere tu a decidere che cosa succede nel punto? 
Flavio Cobolli:
Credo di essere un grande difensore, però penso di esprimere la parte migliore di me quando attacco. Sicuramente il mio gioco è più improntato sul fare male all’avversario e sul girarmi di diritto. Quando posso, cerco di mettere in difficoltà gli avversari con questo colpo e di prendermi più campo possibile, fino a togliere loro il fiato: questo è il mio gioco“. 

D: Hai accennato prima alla gara di kick con il tuo avversario, che ha anch’egli un bellissimo kick. Il fatto di spostarti ogni tanto anche verso l’esterno per cercare l’angolo è qualcosa che fai a seconda dell’avversario o decidi sul momento di prenderti l’angolo, sapendo di dover stare attento al lungolinea? 
Flavio Cobolli: Lo faccio più per quello che ho in mente di fare dopo. Se c’è un avversario che gioca il rovescio lungolinea, magari come Zverev, è più difficile fare questo tipo di servizio e sarebbe anche meno intelligente. Lo faccio con avversari che mi permettono di farlo, ma è più per costruire il mio gioco che per mettere in difficoltà l’avversario. Ovviamente ci provo, ma soprattutto per me stesso”.

Nel prossimo turno affronterai Blockx, giocatore che hai affrontato non più tardi di due settimane fa a Cincinnati, in una partita molto complessa. Che cosa ricordi di quel match e che cosa ti ha insegnato nell’affrontare questo giocatore? 
Flavio Cobolli:È un giocatore fortissimo. Dovrò tenere il livello più alto possibile per tanto tempo, perché è molto fisico anche se è molto alto. Dovrò esprimere il mio miglior tennis per riuscire a batterlo. Lui ha avuto due partite, mi sembra, non facili, ma ha giocato poco. Sicuramente io sono leggermente più stanco, però credo che avrò il tempo per recuperare e per essere al 100% sabato”.

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