Coppa Davis, la Spagna è l’ultima qualificata per la Final Eight: battuto il Cile senza esitazioni

David Ferrer si affida a due esordienti di lusso come Rafael Jodar e Daniel Merida: 3-0 al Cile e approdo alla fase finale di Coppa Davis

Di Beatrice Becattini
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Spagna - Coppa Davis 2026, Santiago de Chile (foto @Luis Sevilla-revesfotografico/RFET)

SPAGNA – CILE 3-0

Sulla terra rossa di Santiago de Chile la Spagna stacca l’ultimo pass per la Final Eight di Coppa Davis, in programma dal prossimo 24 novembre a Bologna.
Per il Cile il tie di Qualifiers non è praticamente mai iniziato. A niente è servito neppure il sostegno del pubblico di casa contro la compagine iberica, che, trascinata da due esordienti come Rafael Jodar e Daniel Merida, ha dominato la sfida. Infine, il punto esclamativo sul dominio spagnolo lo ha messo il doppio rimaneggiato nel suo schieramento. Data l’assenza dello specialista Marcel Granollers, a scendere in campo sono stati Pedro Martinez e Jaume Munar, vittoriosi con un netto 6-0 6-3 su Tomas Barrios Vera e Alejandro Tabilo.

Spagna alla Final Eight di Coppa Davis grazie agli esordienti Jodar e Merida

La Spagna è dunque l’ultima squadra in ordine cronologico a qualificarsi per le fasi finali di Davis Cup by Generali. I ragazzi guidati da David Ferrer raggiungono l’Italia, tricampione in carica e Paese ospitante – e per questo già alla Final Eight senza passare dai Qualifiers -, la Germania capeggiata da Alexander Zverev, Cechia, Canada, Gran Bretagna e le sorprese Austria e Corea del Sud. E sicuramente saranno una delle formazioni da battere a Bologna. Con o senza Carlos Alcaraz.

Rafael Jodar e Daniel Merida sono due dei nomi nuovi emersi durante questa stagione. Entrambi sono al primo anno sul circuito maggiore e hanno sorpreso per risultati e miglioramenti costanti. Tra l’altro, sono legati da una data. Il 5 aprile 2026 è nel destino di tutti e due perché è quando hanno disputato la prima finale ATP della carriera, con risultati opposti – Jodar ha trionfato a Marrakech, mentre Merida si è arreso a Mariano Navone a Bucarest.

Rafa e Dani sono anche le grandi novità della squadra spagnola in questa edizione di Davis. Alla prima chiamata in nazionale, non si sono fatti irretire dalla responsabilità di dover condurre il loro Paese verso la finale a otto. D’altronde la loro stagione parla chiaro. Rispettivamente al numero 14 e 41 della classifica – con un best ranking di 11 e 39 -, la poca esperienza non ha ceduto il passo alla consapevolezza nei propri mezzi.

Merida ha aperto le danze come meglio non avrebbe potuto per capitan Ferrer. Al netto di un inizio deficitario, il classe 2004 di Madrid ha ribaltato l’inerzia del match con Alejandro Tabilo e ha portato alla Spagna il primo punto del tie.
“È un sogno esordire con la Spagna, da cui sono passate grandi leggende. E regalare il punto alla mia squadra è qualcosa che ho sempre sognato” ha detto Dani alla fine dell’incontro. “Sono molto contento di come ho giocato, di come sono riuscito a ribaltare la partita, nonostante il pubblico stesse mettendo molta pressione”.

Jodar ha proseguito sull’entusiasmo della vittoria del connazionale e ha lasciato solamente due giochi a Cristian Garin.
“Fin da piccolo ero solito guardare in televisione tutte le sfide di Coppa Davis. Da bambino, sognavo di poter giocare un giorno per la Spagna. Oggi è arrivato quel giorno. È stato un debutto molto positivo, perché mi sono sentito molto bene, con ottime sensazioni in campo, e sono davvero molto contento”. Parole cariche di emozione per il fresco 20enne.

Ferrer ha dovuto far affidamento su due esordienti. Ma Jodar e Merida non sono giocatori qualunque. E, infatti, rispetto a 365 giorni fa la qualificazione è stata assai meno sudata.
Nel 2025 la Spagna è stata a un passo dall’eliminazione al turno decisivo per mano della Danimarca. Un suicidio sportivo da parte di Holger Rune contro Pedro Martinez prima e il successo del veterano Pablo Carreño Busta su Elmer Moller hanno dato avvio alla cavalcata iberica verso la finale, persa infine con l’Italia.

Jodar festeggia il compleanno con la squadra

Per Jodar i festeggiamenti non sono stati confinati al rettangolo di gioco. Il 17 settembre, infatti, ha compiuto 20 anni proprio durante il ritiro pre-gara a Santiago de Chile. E i momenti di festa non sono certo mancati. Seppur la concentrazione fosse tutta per la sfida al Cile, la squadra ha celebrato il compleanno di Rafa, con tanto di torta portata a sorpresa da David Ferrer.

Dopo il consueto spegnimento delle candeline, i presenti, tra cui c’è l’immancabile papà Rafael, tuttofare del team Jodar, i compagni hanno intimato il numero 14 del mondo di tenere un piccolo discorso.
“Semplicemente molte grazie a tutti” ha esordito con la consueta timidezza palesata a più riprese. “È un piacere essere qui per il mio compleanno, in Cile nella mia prima Coppa Davis, con tanta voglia”.

L’obiettivo ora per lui è tornare a concentrarsi sulle competizioni individuali per continuare a sognare le ATP Finals. E stazionando al nono posto della Race, l’approdo a Torino è tutt’altro che una chimera.
Poi a chiudere definitivamente la stagione ci sarà un altro appuntamento in Italia. Vedremo se Jodar si presenterà a Bologna da numero 1 della squadra o se formerà il tandem dei singolaristi con Carlos Alcaraz.

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