La provocazione di McEnroe: “Meno tornei obbligatori e boicottare uno o due Slam per cambiare le cose”

“Secondo me i giocatori dovrebbero proprio essere partner dei tornei” ha sottolineato l'ex tennista americano

Di Francesco De Salvin
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BERLIN, GERMANY - SEPTEMBER 17: Captain Björn Borg of Team Europe and Captain John McEnroe of Team World speak to the media ahead of the Laver Cup at Uber Arena on September 17, 2024 in Berlin, Germany. (Photo by Clive Brunskill/Getty Images for Laver Cup)

Il dibattito sull’equità economica e sulla gestione del calendario nel tennis moderno si arricchisce di un nuovo, dirompente capitolo. A riaccendere i riflettori sulla questione è stato John McEnroe che, a margine della Laver Cup, ha espresso senza mezzi termini – attraverso le colonne di The Athletic – la sua visione sulle rivendicazioni economiche dei tennisti nei confronti dei quattro tornei del Grande Slam. Per l’ex tennista americano, le trattative “diplomatiche” rischiano di non bastare ed è giunto il momento di passare alle maniere forti per ottenere una reale svolta istituzionale e finanziaria.

Libertà di programmazione: “I giocatori dovrebbero disputare i tornei che vogliono”

Al centro delle critiche della leggenda statunitense c’è la quota di guadagni riservata agli atleti dagli eventi più prestigiosi del circuito. McEnroe, proponendo una soluzione drastica per scardinare l’attuale modello di business dei Major, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “L’unico modo per cambiare le cose, a mio avviso, è boicottare uno o due Slam. Secondo me i giocatori dovrebbero proprio essere partner dei tornei, ma ricevono una quota davvero esigua dei ricavi”. Oltre al tema della spartizione dei premi, McEnroe ha puntato il dito contro la rigidità del calendario e il sistema dei tornei obbligatori, che a suo dire finiscono per limitare il rendimento e la salute degli atleti. L’idea di John prevede un approccio nettamente più flessibile al ranking: “I giocatori dovrebbero disputare i tornei che vogliono. Ne giochi solo sei ma li vinci tutti? Potresti essere il numero 1 del mondo”.

Un problema storico mai risolto

Il sette volte vincitore Slam ha infine allargato la prospettiva, ricordando come la struttura attuale penalizzi la qualità complessiva del gioco espressa sul campo. Evidenziando la necessità di ripensare il circuito per preservare i tennisti, McEnroe ha concluso: “L’idea che si debbano giocare venti tornei, considerando i risultati nei quindici migliori, non permette ai giocatori di esprimere al meglio il proprio potenziale. Non è una novità, ne parliamo da sempre. Rispetto al passato molte cose sono già cambiate, ma è sicuramente un problema che va affrontato”.

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