Cobolli, nuovo scivolone a Montreal: è davvero un campanello d’allarme?

Flavio Cobolli ha perso in due set contro Yannick Hanfmann all’esordio, confermando alcune sue lacune recenti nei match in cui è favorito. Allo stesso tempo…

Di Andrea Binotto
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Flavio Cobolli - Roland Garros 2026 (foto X @rolandgarros)

Si è conclusa sul nascere l’avventura di Flavio Cobolli al National Bank Open presented by Rogers. Il 24enne romano, sesta testa di serie del torneo, ha ceduto in due set a Yannick Hanfmann. Nel loro primo testa a testa l’azzurro non è apparso molto brillante. Subito sotto 1-4 con doppio break, nel primo set, l’attuale numero 9 del mondo è riuscito a rimontare il tedesco, che però sul 6 pari ha preso il largo intascando così la prima frazione. Nel secondo parziale Flavio si è prima trovato avanti di un break; poi, dopo pochi minuti, è stato costretto di nuovo rincorrere, sotto 2-5. Cancellati tre match point nell’ottavo game, Cobolli si è rimesso in corsa, salvo poi cedere nuovamente al tie-break dopo oltre due ore di partita.

Se per il 34enne Hanfmann si tratta del primo successo in carriera su cemento ai danni di un top 10, il romano conferma invece alcune lacune per quanto riguarda la gestione degli incontri nei quali è favorito. Allo stesso tempo, è giusto sottolineare quanto il tedesco sia un tennista pericoloso, specialmente nell’ultimo periodo (si sta riavvicinando al suo best ranking). E pescarlo in tabellone, nel primo incontro dello swing americano su cemento – superficie sulla quale Flavio non giocava da quattro mesi e mezzo un match ufficiale –, non è di certo una prova banale.

Cobolli e i dubbi di luglio: le sconfitte contro Fery e Burruchaga

Se dovessimo pesare i risultati del 2026 di Flavio sulla bilancia, non si può non immaginare che l’ago di quest’ultima penderebbe verso il piatto degli aspetti positivi. Il titolo ad Acapulcola finale a Monaco di Bavierai quarti a Madrid e la strepitosa finale al Roland Garros hanno contribuito a far salire Flavio in classifica, fino a quella top 10 che anche Novak Djokovic aveva predetto. I quarti a Wimbledon, poi, hanno confermato il suo status. E ora il romano è quarto nella Race, dietro solamente a Jannik Sinner, Alexander Zverev e Carlos Alcaraz. Come abbiamo visto dopo i Championships, però, c’è anche un’altra faccia della medaglia.

“Forse ho sentito una pressione che normalmente non sento”, aveva affermato Flavio dopo la sconfitta contro Arthur Fery a Londra. “Forse non sono stato abbastanza umile. Non ho mai sottovalutato nessuno, però è capitato diverse volte quest’anno di perdere contro giocatori con una classifica nettamente più bassa della mia. Il mio inconscio magari pensa: ‘Cavolo, io sono un giocatore forte da battere’. Invece poi mi ritrovo a combattere i miei mostri in campo. Probabilmente gestisco ancora in maniera sbagliata le partite in cui mi vedo favorito, o in cui tutti vedono favorito me. Non credo che a inizio anno mi sarei mai immaginato di trovarmi in un quarto di finale Slam così da favorito”.

La cosiddetta ‘sindrome del favorito’ lo ha poi colpito anche a Umago, torneo nel quale Cobolli si è arreso subito all’argentino Roman Andres Burruchaga. “È evidente che sto avendo qualche problema quando parto da favorito, ha ribadito il romano, che però ha voluto specificare quanto i margini siano sottili a quel livello. “Un top 10 deve giocare al meglio per riuscire a battere anche un giocatore che si trova fuori dai primi cento. Devo però migliorare sotto questo aspetto, è il prossimo obiettivo che mi pongo.

Montreal: dai migliori set in allenamento alla sconfitta con Hanfmann

Dopo qualche giorno di meritata pausa, Flavio è tornato a prepararsi sul duro per la seconda parte di questa stagione. Arrivato a Montreal, il numero 2 d’Italia ha ammesso nuovamente di aver avuto qualche difficoltà nell’ultimo periodo. “Nel tennis tutto cambia in un attimo, in una partita, in un momento”, ha spiegato Cobolli.Ho avuto delle difficoltà che sono evidenti, ma non devono rimanere nella mia testa. Non credo che io le debba dare tanto peso per come poi io mi stia allenando”. Parole sue, in questi giorni Flavio stava giocando i migliori set d’allenamento della sua vita. La partenza contro Hanfmann lo ha quindi un po’ destabilizzato.

Sono rimasto un po’ sorpreso dall’inizio della partita, ha dichiarato il romano, che nelle ultime settimane ha dovuto convivere con una tosse fastidiosa che non gli permette ancora di respirare come vorrebbe. Nonostante la sconfitta, Cobolli è consapevole delle difficoltà che si possono riscontrare quando si cambia superficie dopo molti mesi trascorsi sui terreni naturali. È la prima partita sul cemento, e ci sta: a volte non si può giocare come si vorrebbe. Credo che da inizio anno io conviva con una pressione molto alta, molto forte. Ma la pressione più alta che ha mai sentito in carriera sino ad ora è e rimane la finale di Coppa Davis contro la Spagna.

La tendenza negativa in numeri e il leitmotiv di inizio swing

Poche settimane fa avevamo dato i numeri di Flavio per quanto riguarda le sconfitte contro i tennisti che, nel percepito comune, lui ‘dovrebbe’ battere. Aggiornando i dati con i suoi ultimi insuccessi, Cobolli ha rimediato 22 sconfitte contro tennisti fuori dalla top 50 (a fronte di 41 vittorie) da inizio 2025. Ciò che sorprende è che in ben 17 di questi insuccessi il romano non ha conquistato nemmeno un set. Se restringiamo poi il cerchio solamente a questo 2026, Flavio è uscito sconfitto 10 volte contro giocatori dalla 51esima posizione in su (sono 18 le affermazioni). E in questi 10 match non ha mai vinto nemmeno un parziale.

Se da una parte tutto ciò è un problema che deve risolvere se vuole aspirare a un posto fisso in top 10 e nelle fasi finali dei tornei più importanti, dall’altro lato si è visto spesso come Cobolli abbia avuto bisogno di tempo per ingranare nei vari swing dell’anno. Prima a inizio stagione sul cemento, poi con l’arrivo della terra rossa, in seguito su erba e quindi ora di nuovo sul duro. A un certo punto Flavio ha però sempre cominciato a brillare. Prima o dopo, il risultato lo piazza. E allora, nella speranza che possa invertire questo trend già a Cincinnati, diamogli il giusto tempo per carburare. Nel caso dovesse andare male la trasferta, torneremo sul tema dopo lo US Open.

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