“Ci sono troppi pensieri e troppi momenti in cui faccio fatica a trovare il mio miglior tennis a causa di emozioni e pressioni esterne“. Con grande lucidità e autocritica Flavio Cobolli analizzava così la sconfitta all’esordio a Shanghai contro Mannarino, paralizzato in un limbo da cui non riesce a uscire. La finale al Roland Garros è soltanto la ciliegina sulla torta di una stagione ricca di grandi soddisfazioni per il tennista romano, controbilanciata però da una serie di sconfitte difficili da spiegare per un giocatore che, Race alla mano, è tra i top 5 del 2026.
La vittoria manca a Cobolli dal secondo turno dello US Open, poi da lì quattro KO di seguito: Blockx (US Open), Tien (Laver Cup), Safiullin (Pechino) e Mannarino (Shanghai). Flavio sta vivendo una situazione strana, certamente inedita e difficilmente ipotizzabile a inizio stagione, e per questo cerca una via per sbloccarsi. Così, l’azzurro giocherà l’ATP 250 di Lione, in programma la prossima settimana quando il Tour tornerà in Europa. Sarà il n. 1 del seeding e cercherà di raccogliere punti preziosi in ottica ATP Finals, dove a oggi la sua presenza è molto probabile, ma non ancora aritmeticamente certa. Cobolli si unisce così alla spedizione azzurra a Lione, già composta da Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini.
