ATP Shanghai, Jodar: “Ho sbagliato con il raccattapalle, giusto il warning”

Dopo la vittoria su Casper Ruud, Rafael Jodar torna sullo spiacevole episodio del turno precedente. “Cercherò di non ripetere l'errore”

Di Michelangelo Sottili
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Rafael Jodar – ATP Shanghai 2026 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Rafael Jodar ha battuto in rimonta Casper Ruud prendendosi la sua seconda semifinale “1000” dopo Montreal. Questo successo al Rolex Shanghai Masters lo porta momentaneamente al nono posto della Race, l’ultimo utile per le qualificazioni alle ATP Finals di Torino. Dopo il match, il ventenne spagnolo è tornato sull’episodio che lo ha visto rivolgersi maleducato a un raccattapalle, contestando anche il conseguente warning datogli dall’arbitro.

D. Mi è sembrato che fossi molto concentrato, soprattutto verso la fine della partita. Nel tuo ultimo match hai ricevuto un warning per una violazione del codice e, nelle ore successive, hai ricevuto anche diverse critiche online per il modo in cui ti sei rivolto al raccattapalle. Volevo sapere se innanzitutto volessi rispondere a queste critiche e come hai trascorso le ultime 48 ore per prepararti a questa partita.

RAFAEL JODAR: Sì, vorrei spiegare quello che è successo. È stato un mio errore. Dopo la partita ci ho riflettuto e non avrei dovuto comportarmi così con il raccattapalle. Ho sbagliato. Ho un grande rispetto per i raccattapalle e per gli arbitri, in tutte le partite e in tutti i tornei. Non avrei dovuto trattare quel raccattapalle nel modo in cui l’ho fatto.

Ero molto frustrato per come stava andando la partita. Era un punto molto combattuto. Non volevo ferire i sentimenti del raccattapalle né altro: ero semplicemente frustrato con me stesso. In quel momento della partita non sono riuscito a controllare le mie emozioni. Quindi sì, ho sbagliato e cercherò di non ripetere l’errore, perché non è questo il modo giusto di trattare i raccattapalle. Ho molto rispetto per il loro lavoro e non ce l’avevo né con lui, né con i raccattapalle in generale, né con l’arbitro. Dopo quello che ho fatto, avrei dovuto accettare il warning che mi è stato dato, perché era assolutamente giusto e l’arbitro ha preso la decisione corretta.

D. Credo che questa sia la quarta volta che vinci una partita qui a Shanghai dopo aver perso il primo set. È una cosa che ti è capitata spesso in questa stagione? Come fai a reagire dopo una partenza difficile come quella che hai avuto questa settimana?
RAFAEL JODAR: Oggi non è stato facile. Casper ha giocato a un livello molto alto durante il primo set, ma anche nel secondo e nel terzo. Ho cercato di giocare il mio tennis e di gestire i punti importanti e i piccoli dettagli meglio di lui. Nel primo set è stato lui a fare meglio di me in questo senso. Nel secondo e nel terzo, invece, forse sono stato io a fare qualcosa in più. Questa è probabilmente una delle ragioni per cui oggi ho vinto la partita.

D. Pensi che anche la risposta al servizio sia un elemento chiave del tuo gioco? Questa settimana molti giocatori hanno avuto qualche difficoltà in risposta, mentre tu stai rispondendo molto bene e riesci spesso a piazzare la palla molto vicino alle righe, soprattutto sulla seconda di servizio.
RAFAEL JODAR: Penso che bisogna giocare in modo diverso contro ogni avversario, perché ognuno ha uno stile di gioco differente. Devi analizzare quello che farà il tuo avversario e cercare di fare del tuo meglio per vincere i punti, imparando a giocare contro ogni giocatore del circuito.

D. Volevo sapere se ti sei scusato con il raccattapalle, se hai intenzione di farlo o se vorresti avere l’opportunità di farlo. Inoltre, come hai fatto a ritrovare la concentrazione per essere pronto a competere?
RAFAEL JODAR: Sì, vorrei farlo. Vorrei scusarmi con il raccattapalle. Se avrò la possibilità di incontrarlo qui al torneo, cercherò di dirgli che mi dispiace molto per il mio gesto e per il modo in cui mi sono comportato in quel momento, e che non succederà mai più. Così come sto imparando a colpire di dritto, di rovescio o a servire, sto imparando anche a comportarmi in campo. Ci sono ancora molte cose sul mio comportamento su cui devo lavorare. Non sono perfetto, sono un essere umano e commetto degli errori. Imparerò da questo sbaglio per non ripeterlo la prossima volta.

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