A partire dal 2027 le WTA Finals si giocheranno a Charlotte, presso lo Spectrum Centre, e lì rimarranno fino al 2029. Dopo il biennio a Riyadh (Arabia Saudita) e l’intermezzo a Indian Wells, ci si sposterà in North Carolina per l’appuntamento di fine anno, che consegna il titolo di ‘Maestra’. Ebbene, in merito a questo cambiamento, è intervenuta Valerie Camillo, presidente della Women’s Tennis Association, che nell’ultima puntata del podcast ‘Served’ di Andy Roddick ha spiegato l’intero processo di selezione e le motivazioni che ci stanno dietro.
Camillo: “Abbiamo modificato le nostre ambizioni”
“La prima cosa da capire riguardo al modo in cui siamo arrivati a Charlotte è che abbiamo modificato le nostre ambizioni su come volevamo ospitare le Finals. Da ormai alcuni decenni, le Finals vengono gestite concedendo la licenza a operatori terzi, che hanno organizzato l’evento per nostro conto e ne hanno in gran parte definito l’assetto. Sì, la WTA ha un ruolo in tutto questo“.
E prosegue spiegando quello che era l’obiettivo principale della WTA in questo senso: “La nostra ambizione in questo caso era dire: ‘Stiamo uscendo da questo momento. Il nostro accordo con l’Arabia Saudita sta volgendo al termine. Potremmo ripensare al modo in cui affrontiamo i nostri eventi?’. Per aumentarne la visibilità, per renderli più grandi, per dare loro maggiore importanza, a vantaggio dell’intero circuito. Avere un torneo di livello mondiale va a vantaggio delle giocatrici. Quindi, il primo passo è stato quello di portarlo in mercati che avranno grandi tifosi, appassionati di ciò che stiamo proponendo”.
Camillo: “Dovevamo passare dal dipendere da terzi al fare da soli”
Valerie Camillo, poi, spiega chi si è fatto avanti per primo in questa selezione, che ha portato poi alla scelta di Charlotte come sede delle WTA Finals dal 2027 al 2029: “La prima telefonata mi è arrivata da Max Eisenbud della IMG. Mi ha chiamato e mi ha detto: «Ehi, so che state valutando questa possibilità. Avete pensato a Charlotte?», e così è iniziato il percorso. Max ha dei contatti con la Charlotte Sports Foundation, un’organizzazione davvero unica che non conoscevo. Durante il primo incontro che ho avuto con loro, ho detto che quella era la strada da seguire”.
Infine chiosa: “Avevamo bisogno di un percorso per passare da una situazione in cui dipendevamo da terzi a una in cui potessimo fare da soli. Dovevamo passare attraverso una fase intermedia, con qualcuno che ci aiutasse a colmare il divario. È quello che abbiamo trovato nella Charlotte Sports Foundation, nella comunità imprenditoriale locale, nello Stato, nell’amministrazione comunale e in quella della contea. È stato fantastico vedere come tutti si siano mobilitati per sostenerci. È stato davvero bello sentirci ricercati. Ci hanno davvero corteggiati, e questo rafforza il desiderio di collaborare e la fiducia in ciò che si può costruire. Ti dà una grande sicurezza”.
