Tra pioggia, interruzioni e tennis singhiozzante si sono concluse le semifinali del Rio Open presented by Claro, ATP 500 che sta andando in scena a Rio de Janeiro. Se un penultimo atto è filato via in maniera piuttosto liscia, l’altro ha invece regalato più suspence. Alla fine a contendersi il titolo saranno due tennisti sudamericani. Non ci sarà nessun brasiliano in gara, ma l’atmosfera regalerà comunque grandi emozioni. Prima di pensare alla finale, però, andiamo a vedere come sono andati i penultimi atti del torneo.
A. Tabilo b. I. Buse 6-3 6-3
È stato Alejandro Tabilo il primo a qualificarsi per l’ultimo atto del torneo. Il mancino cileno ha regolato Ignacio Buse con un doppio 6-3, in poco più di un’ora di gioco, per la terza volta su altrettanti testa a testa giocati. Fatta eccezione l’avvio di entrambi i parziali, in cui l’equilibrio l’ha fatta da padrone, Tabilo ha cambiato marcia in risposta nel secondo frangente dei set ed è così riuscito a chiudere con l’85% di conversione con la prima e con 10 errori in meno del suo avversario messi a referto (12 a 22).
In tutti e tre i match giocati in precedenza il peruviano era stato costretto alla frazione decisiva. La stanchezza lo ha quindi obbligato a velocizzare le operazioni in semifinale – la sua seconda in carriera nel circuito ATP dopo Gstaad 2025 -, ma un Tabilo più lucido e regolare ha fermato la sua corsa. Resta comunque un torneo incredibile quello di Buse, capace di estromettere dall’evento sia l’idolo di casa Joao Fonseca ma anche Matteo Berrettini. Con questo risultato il peruviano dal prossimo aggiornamento delle classifiche sarà numero 66 al mondo, suo best ranking.
Tabilo invece ha staccato il pass per la sua sesta finale in carriera nel Tour, la terza sul rosso sudamericano – dove andrà in cerca del primo titolo – e soprattutto la più prestigiosa della sua carriera. Questa cavalcata gli permette di risalire sino alla 42esima posizione nella graduatoria mondiale, lui che ha come best ranking la 19esima piazza raggiunta un paio di estati fa, ma che lo scorso agosto era scivolato fuori dai primi 120. Tabilo diventa poi il secondo cileno capace di approdare in un ultimo atto di un ATP 500 dopo Cristian Garin, anche lui finalista (e poi campione) a Rio nel 2020. Nel match valevole per il titolo, ora, Alejandro incrocerà la racchetta con Tomas Martin Etcheverry.
[8] T. M. Etcheverry b. V. Kopriva 4-6 7-6(2) 7-6(4)
Tomas Martin Etcheverry ha avuto bisogno di tre ore e cinquantasette minuti per avere ragione di Vit Kopriva, nel loro primo confronto diretto, con lo score di 4-6 7-6(2) 7-6(4). È stata una partita folle quella giocata tra i due. Le interruzioni per pioggia e i numerosi entra ed esci dal campo hanno spezzato il ritmo del match, ma non quello dei giocatori, bravissimi a rimanere concentrati nei propri turni di battuta. Difatti, si è visto un solo break in tutta la partita ed è quello che ha permesso al ceco di accaparrarsi la prima frazione. Nonostante il 2-0 al tie-break del secondo set, Kopriva non è riuscito a mantenere l’intensità e ha così perso sette punti consecutivi.
Sul 6-6 nel parziale decisivo, invece, l’argentino è subito partito forte e il ceco non è più stato in grado di colmare il divario nel punteggio. Le statistiche a fine match sono quasi identiche per entrambi; a fare la differenza è stata quindi la maggior concretezza di Etcheverry nei due tie-break.
Kopriva arrivava a questa semifinale – la sua seconda a livello ATP dopo Gstaad 2021– senza aver lasciato set per strada nel torneo. Malgrado la sconfitta, da lunedì prossimo salirà alla 65esima posizione in classifica, suo miglior piazzamento di sempre.
Dal lato opposto, Etcheverry ha strappato l’accesso alla sua quarta finale ATP in carriera (tutte sul rosso), la più importante per la categoria dell’evento. Diventano 21, quindi, le sue vittorie consecutive contro tennisti classificati fuori dalla top 50, che confermano il suo ottimo stato di forma da alcuni mesi a questa parte. È poi il quinto argentino a raggiungere la finale in questo torneo. Un traguardo che gli consentirà di salire almeno sino al numero 36 del mondo nel caso dovesse perdere l’ultimo atto…tra poche ore. Perché sì, Etcheverry dovrà tornare in campo per la finale a poco più di due ore dalla conclusione del suo penultimo atto. Staremo a vedere se avrà ancora benzina nel serbatoio per mettere in difficoltà Tabilo, il suo prossimo e ultimo avversario.
