Daniel James Riggs, nipote del celebre Bobby, è stato condannato a 20 anni di carcere. Il 33enne statunitense, allenatore di tennis a Fort Lauderdale, era stato arrestato nel dicembre 2024 con l’accusa di adescamento di minori e produzione di materiale pedopornografico. Le vicende in questione risalgono a qualche anno prima.
La vicenda
A partire dall’ottobre del 2021, Riggs avrebbe creato diversi account su Snapchat per sollecitare una sua allieva, allora 15enne, alla creazione di contenuti di natura sessuale. Inoltre, l’allenatore statunitense avrebbe poi chiesto alla ragazza di cancellare periodicamente i messaggi, così che la sua identità non potesse venire rintracciata. In alcuni viaggi per partecipare a tornei negli Stati Uniti e all’estero, poi, Riggs avrebbe anche abusato sessualmente della ragazza. In seguito, queste dinamiche si sono ripetute con un’altra allieva di 16 anni.
“Bambini e genitori si affidano agli allenatori non solo per l’insegnamento sportivo. Ma anche per la loro sicurezza, per la loro guida e per la formazione del loro carattere”, ha dichiarato il procuratore distrettuale Jason A. Reding Quiñones. “L’imputato ha abusato di tale fiducia nel modo più inquietante immaginabile. Utilizzando la sua posizione per adescare e sfruttare sessualmente le studentesse che avrebbe dovuto guidare. Venti anni di carcere federale riflettono la gravità di questo tradimento”, ha chiosato. Al momento Riggs, dichiaratosi colpevole, è detenuto al Paul Rein Detention Facility di Pompano, in Florida. È in attesa di trasferimento nel carcere federale dove sconterà la pena.
Altri casi
Quello di Daniel Riggs non è il primo caso di abusi. In passato Mirjana Lucic-Baroni e Mary Pierce sono stati abusate fisicamente e/o verbalmente dai propri padri. “Abusi sulle giovani nel tennis? Ci sono e verranno fuori”, aveva affermato qualche anno fa Judy Murray. In tempi recenti il caso di Stefano Vukov, coach dell’attuale numero 2 del mondo Elena Rybakina, ha ottenuto un grande risalto mediatico. L’allenatore prima è stato sospeso per un anno per violazioni del codice di condotta della WTA. Poi, dopo alcuni mesi, la sua sospensione è stata revocata.
L’importanza di Bobby Riggs nel tennis
Il nipote di Bobby in passato aveva provato a seguire le orme del nonno per cercare di entrare nel circuito professionistico del tennis. I risultati, però, non sono stati eccelsi. A differenza sua, Bobby Riggs – venuto a mancare nel 1995 – è stato 6 svolte campione Slam considerando tutte le specialità (singolo, doppio e misto). Nel 1938 ha vinto la Coppa Davis con gli Stati Uniti. l 1962 ha chiuso la carriera con 102 titoli all’attivo e qualche anno dopo è stato inserito nell’Internacional Hall of Fame.
Storica è anche la sua partecipazione alla celebre Battaglia dei Sessi contro Billie Jean King, evento che rimarrà stampato per sempre nei libri di tennis. Il 20 settembre 1973 Riggs, allora 55enne, sfidò la numero 2 al mondo dell’epoca King perché convinto di poter battere le migliori tenniste nonostante la sua età. Dopo aver sconfitto nettamente Margaret Court il 13 maggio, Riggs venne battuto da King con un severo 6-4 6-3 6-3 all’Astrodome di Houston, in Texas, davanti a 30mila persone. Il match fu visto in tv da circa 90 milioni di spettatori ed ebbe un risalto mediatico, oltre che un impatto culturale, senza precedenti.
