WTA Miami, Sabalenka: “Il livello è tornato, ora tutto funziona meglio”

Bielorussa soddisfatta dopo il 6-3 6-4 su Zheng: “Il ritmo è tornato, il servizio è molto migliorato”. Sui social: “Vedo più negatività che positività, meglio non leggere”. E sulle finali perse: “Non perdi mai davvero, impari”.

Di Carlo Galati
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Aryna Sabalenka - Australian Open 2026 (foto X @AustralianOpen)

Dopo la vittoria in due set su una ritrovata Qinwen Zheng, regolata con il punteggio di 6-3 6-4, Aryna Sabalenka ritrova sensazioni e certezze. Il successo diventa una conferma tecnica e mentale, costruita su segnali evidenti fin dai primi scambi. Mi sento benissimo, è stata una grande partita. Ho la sensazione che il ritmo sia tornato, il servizio è molto migliorato, tutto ha funzionato meglio rispetto ai match precedenti”. Una lettura netta, che fotografa il momento della numero uno del mondo: “Sono super felice del livello e della vittoria”. Parole anche per Zheng ed un pensiero sul suo stato di forma: “Sta tornando al suo miglior livello, forse non è ancora al massimo, ma si vede che sta lavorando duro. Sono felice di rivederla in salute e in crescita”.

Sabalenka tra social, ironia e gestione delle energie

Fuori dal campo, Sabalenka continua a costruire il proprio equilibrio. Il rapporto con i social resta filtrato, quasi selettivo, una scelta precisa per proteggere il proprio spazio mentale. “Vedo alcune cose, ma per qualche motivo vedo più negatività che positività su di me” racconta sorridendo. Cerco di non approfondire troppo, quando vedo qualcosa su di me passo oltre. A volte le persone sono semplicemente cattive, non vale la pena leggere. Poi il riferimento a Coco Gauff, che aveva raccontato di aver trovato ispirazione in un consiglio letto su X, scendendo più spesso a rete: “Se l’ha aiutata, bene… significa che per lei ha funzionato”. E subito l’ironia, che alleggerisce il contesto ma tradisce anche attenzione ai dettagli: Grazie per avermelo detto, ora sarò pronta se verrà a rete. Un modo per sorridere, senza perdere il controllo del racconto.

Le finali perse, le correzioni mentali e la sfida del Sunshine Double

Il passaggio più denso resta quello legato alle finali perse, soprattutto l’ultimo Australian Open. Una ferita trasformata in motore, più che in peso. Tutte quelle finali difficili mi spingono, perché non voglio che succeda ancora. Poi l’analisi, diretta e senza filtri: Quest’anno è stato più doloroso. L’anno scorso Madison mi ha semplicemente superata, non potevo fare nulla. Quest’anno invece… ho sbagliato io. Il momento chiave, quel vantaggio iniziale sfumato: “Ero avanti 3-0, sentivo di avere tutto sotto controllo. Poi le ho dato la partita, e lei è rientrata”. Da lì, il lavoro con il team: “Abbiamo fatto dei cambiamenti mentali, nel modo in cui affronto le finali, e anche nella preparazione”. E la sintesi che diventa quasi un manifesto: “È sempre un processo. Vinci, perdi… anzi, non perdi mai davvero, impari”. Intanto a Miami continua a vincere e inizia a stagliarsi sullo sfondo la possibilità del Sunshine Double: una sfida lunga, più mentale che tecnica“È molto difficile, qui si gioca quasi quattro settimane in condizioni diverse. Io ci provo, ma prendo un match alla volta. È l’approccio migliore”. E intanto Sabalenka si prepara al prossimo match con Hailey Baptiste: Stiamo già lavorando sul piano partita, guarderemo video e ci alleneremo. Lei sta giocando un grande tennis, ha varietà e serve bene”.

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