Altro forfait per Fils: il francese alza bandiera bianca anche ad Halle

Arthur Fils salta anche l’ATP 500 di Halle per il problema all'anca e rischia di presentarsi a Wimbledon senza match ufficiali sull'erba

Di Francesco De Salvin
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Arthur Fils – ATP Rotterdam Open 2026 (foto via Twitter @atptour)

Non c’è pace per Arthur Fils in questa travagliata primavera. Il giovane talento transalpino ha ufficializzato il proprio forfait anche per l’ATP 500 di Halle (Terra Wortmann Open), in programma dal 15 al 21 giugno, prolungando un digiuno agonistico che inizia a farsi decisamente preoccupante. Già costretto a saltare a malincuore il Roland Garros di casa e il successivo appuntamento di ‘s-Hertogenbosch (Libema Open) a causa di un persistente problema all’anca, il nativo di Bondoufle cancella così un’altra tappa fondamentale della sua transizione sui prati, lasciando un vuoto pesante nel tabellone tedesco e gettando forti ombre sulla sua effettiva tenuta fisica in vista dell’imminente futuro.

Verso Church Road al buio: il rebus del ritmo partita

La situazione del numero uno di Francia assume ora i contorni di un vero e proprio rebus sia cronologico che tecnico. L’allarme, del resto, era già scattato al Masters 1000 di Roma, quando Fils fu costretto al ritiro durante il match di secondo turno contro l’azzurro Andrea Pellegrino; da quel momento, il processo di recupero si è rivelato molto più impervio e lento del previsto. Non essendo iscritto ad altri tornei di preparazione della settimana successiva come Maiorca o Eastbourne, il tennista francese si ritrova nella scomodissima posizione di presentarsi ai cancelli di Church Road senza aver disputato nemmeno un set ufficiale sull’erba, privo del necessario ritmo partita e con vistose incognite sulla stabilità dell’articolazione.

Incubo déjà-vu: il rischio di un’altra stagione spezzata

Insomma, per Fils e il suo team si materializza lo spettro di un déjà-vu agonistico che evoca i fantasmi della scorsa stagione. Sì, insomma, il timore strisciante tra appassionati ed addetti ai lavori è che questo 2026 possa purtroppo ricalcare la falsariga del nefasto 2025, anno in cui i troppi guai fisici imposero una brusca e prematura chiusura del sipario già in estate, sul cemento del Masters 1000 di Toronto. Il tennis transalpino si interroga ora con apprensione sul destino del suo gioiello più splendente, nella speranza che l’anca non torni a presentare un conto troppo salato, compromettendo un’altra annata cruciale per la sua definitiva consacrazione nell’élite mondiale.

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