Nonostante la pressione mediatica e quasi geopolitica che la circonda, Marta Kostyuk ha trovato il modo di ribaltare a suo favore alcune ostilità del web. In un’intervista esclusiva rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, la tennista ucraina, reduce dalla semifinale parigina, ha analizzato con lucidità il fenomeno dei cosiddetti troll che affollano i suoi profili social: “Trovo affascinante il numero di bot che attaccano continuamente i miei social media”. Ha evidenziato con una punta di sarcasmo. “Prima era frustrante e difficile da sopportare, anche se sapevo che la maggior parte di quei commenti proveniva da bot e non da persone reali. Ora, invece, mi danno ancora più motivazione, perché so che sono proprio questi gli argomenti di cui devo parlare. Spero che la guerra non duri per tutta la mia carriera e che in futuro possa occuparmi anche di altre questioni. Ma oggi la guerra è una delle cose più importanti che mi riguardano ogni giorno”, ha confessato l’attuale numero 13 WTA.
L’affondo di Kostyuk sulla “finta neutralità” e l’appello all’etica
Il punto più caldo e dibattuto dell’intervista tocca da vicino lo spogliatoio e lo status degli atleti russi e bielorussi, che competono senza simboli nazionali seguendo le indicazioni del CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Una scelta che Kostyuk liquida senza troppi giri di parole: “Parliamo di giocatori e giocatrici che competono senza bandiera, ma continuano comunque a rappresentare i loro Paesi: tutti sanno che sono russi o bielorussi”. La polemica di Marta non è tanto politica, quanto profondamente umana e personale: “Non sto dicendo che le loro dichiarazioni di questi giocatori possano fermare la guerra, né che siano stati loro a provocarla. Il punto è un altro: quali valori difendi nella tua vita e quali sono i tuoi principi umani?”. Un concetto etico che si ricollega direttamente alla durissima provocazione lanciata sempre a Parigi, alla vigilia della semifinale contro Mirra Andreeva: “Vorrei dalle russe una posizione più chiara”.
Il rientro a Wimbledon: “Sono migliorata soprattutto mentalmente”
Archiviato il Roland Garros, i prati eterni di Wimbledon attendono ora il rientro dell’ucraina, costretta a saltare i tornei di preparazione sull’erba a causa di un infortunio alla caviglia destra. Ma è nella testa, prima ancora che nelle gambe, che Marta si sente un’atleta totalmente pronta alle sfide dello Slam londinese, come chiosato nell’intervista alla Reuters: “L’aspetto in cui sono migliorata di più è quello mentale, ma non nel senso che sia diventata una persona diversa. Sento semplicemente di avere molto più controllo sui miei pensieri e sul mio stato d’animo” ha concluso.
