Wimbledon, Darderi: “Non avevo il ritmo gara, non ero preparato”

Sorpresa ma non troppo per la sconfitta di Darderi contro Ethan Quinn. Ora due tornei sulla terra e poi il cemento americano

Di Vanni Gibertini
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Luciano Darderi - ATP Roma 2026 - Via X @ATPTour
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Niente da fare per Luciano Darderi, testa di serie n. 14 del tabellone di Wimbledon, che è stato sconfitto al primo turno senza vincere un set dallo statunitense Ethan Quinn, reduce dalla finale a Mallorca. Non ancora al meglio fisicamente dopo le due settimane di sosta completa dovute all’operazione alle tonsille, Darderi ha comunque avuto chances nei primi due set.

Ora l’obiettivo si sposta alla stagione estiva prima su terra e poi sul cemento.

È stata una partita complicata da raccontare.

LUCIANO DARDERI: “Sì, mi sentivo un po’ fuori palla e lui ha preso fiducia. Ho avuto alcune occasioni che non ho sfruttato, anche per mancanza di ritmo sull’erba nei punti importanti: sul 4-2 nel tie-break del primo set non ne ho approfittato, poi anche sul 5-2 nel secondo. Mi dispiace per questi momenti importanti, perché gli hanno dato tanta fiducia. Però me l’aspettavo: sinceramente non mi sento ancora pronto al 100% per giocare cinque set dopo il rientro. È andata così, sapevamo che poteva andare in questo modo. Fa parte dell’esperienza e adesso bisogna ripartire.”

Ti chiedo una conferma su quello che hai fatto, perché non c’ero al Media Day: hai tolto le tonsille?

LUCIANO DARDERI: “Sì, ho tolto le tonsille. Il problema non è tanto l’intervento in sé, ma il tempo in cui sono stato fuori e il ritorno su una superficie che giochiamo poco o niente. È stata soprattutto questa la difficoltà. Lui ha fatto davvero una grande partita, arrivava da una finale, e per me all’esordio era dura. Mi dispiace per quei momenti, però è andata così.”

Ho visto la partita: hai avuto un set point sul 6-5 nel tie-break del primo set sul suo servizio, e poi nel secondo, sul 5-3, hai servito con una palla discussa. In teoria potevi andare avanti due set a zero. L’impressione, però, è che ti muovessi un po’ male: hai fatto una scivolata nel primo gioco e non sembravi molto sicuro negli spostamenti.

LUCIANO DARDERI: “Sì, era un po’ di stanchezza. Non ho ancora tanta forza nelle gambe e non sono riuscito a lavorare molto. Però sono momenti che nel tennis capitano: match point e set point a favore o contro. Tante volte mi è successo di averli a favore e perdere, altre di averli contro e vincere. Funziona così.”

Dal punto di vista del recupero fisico e anche delle energie mentali, quanto è importante per te tornare a giocare sulla terra rossa?

LUCIANO DARDERI: “Sicuramente dal punto di vista atletico mi darà un po’ più di condizione, perché qui non si prende molto fisico: i punti sono davvero corti e si gioca in modo diverso. Ormai questa è finita, quindi bisogna pensare ai prossimi tornei. Credo che questi due tornei sulla terra mi daranno un po’ di fiato prima di ricominciare sul cemento americano.”

Quindi preferisci continuare a giocare invece di fermarti per fare ancora blocchi di preparazione? Come pensi di organizzare il rientro tra allenamento e partite?

LUCIANO DARDERI: “Sì. Oggi siamo al 29 e giocherò sicuramente tra circa venti giorni a Båstad, il 18, quindi avrò tempo per prepararmi. Spero di arrivare in forma. Penso che i giorni a disposizione siano tanti per arrivarci bene; qui non ho avuto tanto tempo. Però è andata così, bisogna continuare e andare avanti.”

Te lo chiediamo ogni anno: come va con Vito? Sta crescendo? Come procede rispetto all’anno scorso tuo fratello?

LUCIANO DARDERI: “Sì, sta crescendo. Domani gioca un 15.000, adesso sta giocando il Future a Umago, dove ho giocato io l’anno scorso. Speriamo che vada bene anche a lui. È ancora molto piccolo: il tennis è uno sport difficile e per pochi. Solo i primi cento al mondo giocano gli Slam, che sono un sogno. Spero che possa realizzarlo anche lui. Lo aiuteremo sicuramente, ma è ancora piccolo: deve godersela e deve amare questo sport per arrivare fino in fondo.”

Dopo Båstad che tornei farai?

LUCIANO DARDERI: “Per il momento sono iscritto a Los Cabos. Dipenderà anche da come andrà a Båstad e poi a Estoril, prima di ripartire. L’anno scorso in quel periodo mi ero fatto male al piede in America dopo Umago, quindi sono tornei importanti. Ci sono anche due Masters 1000 che l’anno scorso non ho giocato, in uno mi sono ritirato e nell’altro anche, quindi sono appuntamenti importanti per arrivarci bene.”

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