Difficile che una partita di due ore e 35 minuti si riduca a un solo punto, ma nel caso di questa semifinale di Wimbledon tra Gauff e Muchova, forse è andata così. Gauff ha avuto un match point sul 9-8 del super tie-break, e su una risposta corta di Muchova ha affondato una smorzata in rete.
COCO GAUFF: “Voglio dire, una cosa è pensare: perché fare una smorzata?, ma poi penso anche a quanti punti ho vinto con la smorzata.
Sì, chi non guarda tennis dirà: Perché l’hai fatto? Alla fine, è stata la scelta che ho fatto. Era quella giusta in quel momento? Forse no. Però, allo stesso tempo, se la faccio, tutti direbbero quanto sia stato un colpo da campionessa nei momenti decisivi.
Penso che questo sia il tennis. Perdi alcuni punti per questione di centimetri. Onestamente, la risposta mi è tornata addosso in una zona complicata. Il rimbalzo mi ha un po’ colta di sorpresa. Sono andata un attimo nel panico. Credo che servano momenti come questo per imparare, per avere un piano più chiaro e preciso su quello che voglio fare.
Alla fine della giornata, ho lasciato tutto in campo. Il mio unico rimpianto — o meglio, non ho rimpianti. Penso solo che ovviamente ci siano punti in cui vorrei prendere decisioni migliori. Ma è così che impari e diventi una giocatrice migliore.”
Come si supera una partita così, in cui sei arrivata così vicina e hai avuto un match point? Quanto tempo ti serve per lasciartela alle spalle?
COCO GAUFF: “Ci penserò stasera. Sì, non lo so. Non so se abbia mai perso una partita dopo aver avuto un match point. Se è successo, non ricordo l’ultima volta. Non so quanto tempo ci vorrà.
Non credo molto, onestamente. Penso che, sì, subito dopo la partita ci fossero tantissime emozioni. Ma adesso penso solo che, a una decisione di distanza, forse sarei seduta in questa conferenza stampa con un umore completamente diverso.
Voglio dire, guardo a Roger che qui ha perso partite con match point a favore, a Jannik ovviamente al Roland Garros. A ogni grande campione succede nella carriera. Forse è qualcosa che devo attraversare anch’io per essere al loro livello.”
Ancora sul match point, quanto è durato il processo decisionale per quel colpo? Credo che Tracy Austin abbia detto sulla BBC che devi aver cambiato idea sei volte.
COCO GAUFF: “Onestamente, non ho cambiato idea così tanto. Penso che, se potessi rigiocarlo, probabilmente andrei con un dritto slice lungolinea. Il rimbalzo della palla non era poi così alto. Non so se avrei colpito di dritto oppure no. Non lo so. Dovrei rivederlo, onestamente, per dirlo.
Sì, voglio dire, è dura perché era sul mio match point, ma alla fine se questo punto succede sull’1 pari nel tie-break, non saremmo qui a parlarne. Però è successo sul match point.
È un’esperienza da cui imparare. So che posso fare meglio e migliorare in quella situazione, scegliendo un colpo con un margine più alto in un momento di pressione, sicuramente.”
La via della rete
Oggi sei stata molto a rete, vincendo tanti punti. Lo hai fatto parecchio quest’anno. C’è stata una componente di decisione strategica presa a partita in corso, oppure è qualcosa che vuoi diventi parte della tua identità sull’erba, soprattutto in futuro?
COCO GAUFF: “Sì, penso che dovrei farlo di più, onestamente. Sull’erba è chiaramente un buon piano. Magari non faccio volée in tuffo come Karolina, ma ho una buona mano. In generale, è qualcosa su cui voglio continuare a migliorare, su ogni superficie, ma soprattutto sull’erba.
Voglio dire, non lo so, penso che quando giochi contro una che ributta di là così tante palle come lei, sia anche una tattica per provare a chiudere il punto un po’ prima, soprattutto contro una che usa il back, per togliere un po’ di insidie allo scambio, sì.”
Per come hai giocato il terzo set, prendendoti i tuoi colpi e andando a rete, dall’esterno sembrava che tu avessi sbloccato qualcosa nel tuo gioco. Pensi che questo intero torneo possa averti sbloccato?
COCO GAUFF: “Sì, penso decisamente di stare progredendo nella direzione giusta con il servizio e con un atteggiamento più aggressivo. Ci sono sicuramente alcuni punti di cui mi pento, magari per essere stata troppo passiva, come su alcune palle break. Ci vorrà del tempo, mettendomi in queste posizioni, per disimparare certe abitudini e costruirne di nuove.
Che mi si ami o mi si odi, non si può negare il progresso fatto in questo torneo. Non lo so, ci sono molti aspetti positivi. E questo mi rende sicuramente entusiasta per il futuro.”
Hai giocato otto volte contro Karolina, credo. È un’avversaria unica?
COCO GAUFF: “Sì, sicuramente. Voglio dire, ho sempre detto che è chiaramente una giocatrice di successo, ma penso che meriti ancora più successo per quanto talento ha.
Credo che i precedenti siano dalla mia parte, ma non è un’avversaria che vuoi affrontare in nessun momento del torneo. Ho enorme rispetto per come gioca e per come si comporta fuori dal campo.
Non lo so. È una di quelle battaglie che sono onorata — non onorata, non voglio dire onorata di perdere. Non lo so. È una partita che ricorderò per tutta la carriera. Fa male stare dalla parte di chi perde, ma persino uscendo dal campo pensavo: È stato davvero divertente.”
La fede
L’altro giorno hai detto una cosa che continua a tornarmi in mente. Riguardava la tua fede, e il fatto che credi che queste storie siano già scritte. Oggi faccio fatica a conciliarlo. Chi scriverebbe una cosa del genere? Ci puoi spiegare come elabori un’esperienza dolorosa come quella di oggi?
COCO GAUFF: “Per quanto possa sembrare doloroso da fuori, penso al fatto che ero sotto 7-4 nel secondo turno e adesso sono qui, in semifinale. Ho avuto un match point sulla racchetta in un torneo in cui, non so, non pensavo che proprio quest’anno sarei arrivata in semifinale.
Non è una storia dolorosa. Penso che migliaia di persone pagherebbero per perdere una semifinale a Wimbledon con un match point a favore. È qualcosa che sicuramente non vorrei rivivere, no. Però credo che renderà ancora più bello il prossimo momento in cui vincerò una partita così. All’inizio di quest’anno ho giocato una partita in cui ho annullato sei match point.
È semplicemente uno di quei giorni in cui non è andata dalla mia parte. Qualcuno doveva perdere e purtroppo oggi è toccato a me.”
Il dopo torneo
Come si supera una partita così, in cui sei arrivata così vicina e hai avuto un match point? Quanto tempo ti serve per lasciartela alle spalle?
COCO GAUFF: “Ci penserò stasera. Sì, non lo so. Non so se abbia mai perso una partita dopo aver avuto un match point. Se è successo, non ricordo l’ultima volta. Non so quanto tempo ci vorrà.
Non credo molto, onestamente. Penso che, sì, subito dopo la partita ci fossero tantissime emozioni. Ma adesso penso solo che, a una decisione di distanza, forse sarei seduta in questa conferenza stampa con un umore completamente diverso.
Voglio dire, guardo a Roger che qui ha perso partite con match point a favore, a Jannik ovviamente al Roland Garros. A ogni grande campione succede nella carriera. Forse è qualcosa che devo attraversare anch’io per essere al loro livello.”
Ti chiedo se questo percorso, visto che era lo Slam in cui avevi fatto meno bene in passato, abbia ricalibrato il tuo modo di vedere Wimbledon.
COCO GAUFF: “Sicuramente, ho molta più fiducia. Ho ancora tante cose su cui posso migliorare. Sì, penso, come ho detto a inizio settimana, che a prescindere dal risultato questo sia per me un torneo della svolta. Avevo bisogno di qualcosa del genere per rafforzare la mia convinzione in questo torneo.
Sicuramente l’anno prossimo tornerò con più fiducia e, spero, da giocatrice migliore.”
Nei prossimi giorni sei il tipo di persona che si isola da tutto, social media, televisione, oppure guarderai la finale?
COCO GAUFF: “Bella domanda.
A volte guardo e a volte no. Non lo so. Vedremo. Quando torno a casa, se sono sveglia, magari la metto. Sono una di quelle a cui brucia un po’, soprattutto quando ci sei andata così vicina, quindi non vuoi guardare.
Allo stesso tempo, però, sono una tifosa di tennis. Le ragazze che sono rimaste daranno vita, secondo me, a una grande partita. Ovviamente Karolina è fortissima. E chiunque affronti in finale sarà fortissima.
Forse guarderò, forse no. Sarò online. Probabilmente ho già ricevuto qualche commento d’odio e cose del genere. Va bene così. Ti rende solo più forte.”
Commenti d’odio, dici?
COCO GAUFF: “Scommettitori che perdono, si arrabbiano e cose così. Le solite cose. Fa schifo, ma è tipo: vabbè. La prossima volta sarò io a stare dalla parte della vincitrice e mi assicurerò di taggarli” (sorride).
