[2] L. Darderi b. A. Vallejo 6-4, 6-7(11), 6-3
Ha dovuto sudare quasi tre ore, ma alla fine Luciano Darderi ha rispettato il pronostico e si è qualificato di nuovo per la finale del Nordea Open di Bastad, torneo del quale è campione uscente.
Partita di grande generosità da parte del paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, che per lunghi tratti ha tenuto testa al suo più titolato avversario, portando a casa anche un lunghissimo tie-break nel secondo set (13-11) dopo aver annullato tre match point a sfavore.
Gli è stato fatale il calo di tensione all’inizio del terzo set, quando ha fatto scappare Darderi subito 3-0, trovandosi immediatamente a percorrere una strada tutta in salita. Ha fermato l’emorragia nel quarto game, evitando il doppio break che sarebbe stato fatale, ma non è comunque riuscito a
Primo set: il decimo e ultimo game è una telenovela
(Gianluca Sartori)
Darderi rompe meglio il ghiaccio e fa break nel primo gioco dell’incontro, ma Vallejo fa capire di essere in partita eccome e, sfoderando una capacità di coprire il campo niente male, riesce a controbreakkare sul 2-2. Subito dopo, però, paga lo sforzo e Darderi ritrova il break di vantaggio (3-2). Da lì a dire che sia fatta, però, ce ne corre. Luli deve prima salvare due palle break per salire 5-3; poi, al momento di servire il set, inizia un vero e proprio game fiume, che durerà in tutto 32 punti.
Si vede di tutto: errori banali, ace, doppi falli, vincenti da entrambi i lati del campo. Si sale e si scende, Luciano però resta il giocatore che spinge con più continuità, pur dovendo sudare le proverbiali sette camicie per sfondare la resistenza di Vallejo. All’italiano servono addirittura 13 set point per chiudere il primo parziale: Luciano ce la fa grazie a un bellissimo pallonetto, dopo aver salvato tre palle break in cui, però, Vallejo ha più di qualcosa da rimproverarsi.
Secondo set: a Darderi non bastano tre match point
(Gianluca Sartori)
Si viaggia sull’equilibrio, senza grossi scossoni, fino alle fasi decisive del set. Sul 5-5 Darderi trema, dovendo fronteggiare due set point, ma riesce a salvarsi perché l’avversario sbaglia due risposte. Si arriva così al tie-break, che vede Vallejo scappare sul 4-2 dopo che Darderi commette un grave errore condito da un warning per comportamento antisportivo dovuto a un brutto gesto di frustrazione. Vallejo è più preciso e vive meglio il momento, Luciano si incarta su sé stesso: 6-3 per il paraguaiano, ma Luciano cancella i primi due set point sul servizio; il primo sul servizio di Daniel, sul 6-5, si chiude con un altro vincente di Darderi, che spalle al muro è in grado di alzare il livello in maniera improvvisa.
Il quarto punto consecutivo arriva per un gratuito di rovescio di Vallejo e la situazione si ribalta: match point per l’italiano sul suo servizio. Vallejo cancella questo e anche altre due palle match, in un andirivieni di emozioni simile a quello che si era vissuto nell’ultimo game del primo set. E alla fine a prendersi il set è lui, con una bella volée vincente, all’ottava occasione.
Terzo set: Darderi domina al servizio
Dopo la pausa fisiologica di Darderi che esce dal campo per ragionare su quanto accaduto, Vallejo tira il fiato per un attimo, e quest’attimo gli costa carissimo. Darderi riparte nel terzo set allo stesso ritmo del secondo, trova le traiettorie al servizio e preme da fondocampo: il parziale di 12 punti a tre sigla il 3-0 per Darderi in un baleno. C’è anche una palla del 4-0 pesante, sulla quale però l’azzurro manca una risposta non impossibile, ma al servizio Darderi è intoccabile: quattordici punti consecutivi sui suoi turni di battuta nella fase finale del match, e dopo 2h58′ riconquista la finale a Bastad per il secondo anno consecutivo.
[1] A. Rublev b. [3] A. Tabilo 6-4 4-6 6-4
Andrey Rublev supera Alejandro Tabilo in tre set e raggiunge la sua 30esima finale in carriera.
6-4 4-6 6-4 il punteggio che consente al russo di approdare all’atto decisivo di Bastad. Ora ha la possibilità di mettere in bacheca il primo trofeo del 2026, il 18esimo totale.
I precedenti erano in perfetta parità sull’1-1 e anche la sfida odierna vive di equilibri che, per lunghi tratti, sono restii a rompersi. Rublev fa la differenza nei momenti importanti, anche se quel break incassato sul 5-4 del secondo set rischia di rovinare i piani del numero 16 ATP.
La finale sarà, dunque, tra Andrey Rublev e Luciano Darderi, due campioni del Nordea Open – il russo nel 2023, l’azzurro è alle prese con la difesa del titolo. L’unico testa a testa tra i due risale al torneo di Amburgo dello stesso anno, quando l’ex numero 5 del mondo si è imposto in tre set.
Il match: Finale numero 30 in carriera per Rublev
L’inizio di partita è decisamente appannaggio di Rublev, che, dopo le due occasioni non convertite nel gioco inaugurale, piazza il break sull’1-1. Al servizio il russo è attento a non lasciare per strada quindici nei momenti caldi. E in risposta pare aver preso immediatamente le misure alla battuta mancina di Tabilo, il quale nel settimo gioco rischia di vedere raddoppiato il proprio svantaggio. Il cileno riesce a rispedire al mittente le minacce dell’avversario. Sono, però, le zero occasioni di controbreak a permettere al favorito del seeding di giocare con tranquillità e di sigillare il set per 6-4.
Nel secondo parziale Tabilo mette a punto il servizio, evitando gli assalti di Rublev. I turni di battuta scorrono via rapidi, con pochi punti conquistati da chi risponde. Il primo strappo porta la firma di Alejandro, che sul 3-2 si guadagna la prima palla break dell’incontro. Ed è quella giusta per allungare. Tuttavia, quando deve servire per pareggiare i conti, la testa di serie numero 3 prima cancella due occasioni del controbreak, poi vanifica un importante set point. Non solo. Alla terza possibilità Rublev fa 5-4 e riapre il set. Il tentativo di evitare il terzo parziale si infrange sul terzo break della frazione. Tabilo supera il passaggio a vuoto e alimenta i sogni di finale per 6-4.
Nel terzo set gli equilibri sono saldi fino al 3-3, con turni di battuta rapidi e perentori. Andrey affina la risposta e nel settimo gioco mette a referto il break a 15 che rompe gli indugi. Poi il numero 16 del mondo si arrampica 5-3 cancellando una palla del controbreak con un servizio vincente. Prima di servire per suggellare la partita, Rublev prova a chiudere anzitempo. Optando per delle risposte dalla traiettoria più alta, si conquista due match point. Sono, però, quattro errori consecutivi da parte del 28enne di Mosca a prolungare la sfida. Portatosi 30-0, due ingenuità del primo del seeding riaccendono Tabilo, che salva un terzo match point con una risposta vincente di diritto. Alla quarta chance, però, il russo centra la finale numero 30 della carriera.
