Di solito in questi casi si dice che la notizia era nell’aria… in realtà non lo era poi troppo. Si poteva immaginare che questi fossero i giorni decisivi, che se ci fosse stato l’annuncio di un forfait sarebbe arrivato a breve… e infatti a poco meno di una settimana dal sorteggio del tabellone principale (in programma venerdì 31 luglio alle ore 11 locali nella sede del main sponsor National Bank) Jannik Sinner ha fatto sapere che avrebbe rinunciato a partecipare al Omnium Banque Nationale di Montreal, sesta prova annuale dei Masters 1000.
Niente “Masters Slam” (o come lo si voleva chiamare)
La conseguenza più immediata di questa decisione è che Sinner rinuncia a priori alla possibilità di vincere tutti i tornei Masters 1000 nello stesso anno solare, dal momento che in questo 2026 si era imposto nei primi cinque appuntamenti (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma).
Era un’impresa alla quale più volte Sinner ha detto di non voler nemmeno pensare: “È davvero troppo difficile,” aveva tagliato corto in più di una occasione. Effettivamente si tratterebbe di un traguardo certamente più complicato del Grande Slam: 52 partite (considerando tutti i bye e al lordo di eventuali ritiri degli avversari) due set su tre, distribuite nell’arco di otto mesi, in condizioni ambientali diversissime tra loro. Dal caldo secco di Indian Wells alla terra in altura di Madrid, dalla torrida estate umida di Cincinnati all’indoor de “La Defense Arena” a Parigi, tutto senza inciampare in una giornata storta o in un avversario in giornata di grazia.
Evidentemente l’integrità della programmazione ha avuto il sopravvento sulla chimera di questo record che sarebbe stato probabilmente imbattibile, ma che era ancora comunque molto lontano.
La doppietta estiva Montreal-Cincinnati
Sì perché per continuare il percorso verso questa incredibile impresa sarebbe stato necessario portare a casa 12 partite tra Montreal e Cincinnati in 19 o 20 giorni. Sinner infatti avrebbe esordito nella giornata di martedì 4 o mercoledì 5 agosto con il suo secondo turno dell’Open del Canada, e per completare il percorso netto nei due 1000 estivi avrebbe dovuto vincere sei partite a Montreal completando la finale giovedì sera 13 agosto, per poi fiondarsi su un jet privato subito dopo la premiazione, arrivare a Cincinnati nel cuore della notte e poi esordire nella migliore delle ipotesi domenica 16 agosto, con solamente due giorni di pausa tra un torneo e l’altro.
Giusto per fare un confronto, nel completare la doppietta Madrid-Roma, Sinner vinse la finale con Zverev domenica 3 maggio per poi avere cinque giorni completi di pausa dalle gare fino all’esordio al Foro Italico sabato 9 maggio contro Ofner.
Per vincere Cincinnati, poi, Sinner avrebbe dovuto vincere sei partite in otto giorni chiudendo il torneo domenica 23 agosto. Tutt’altro che semplice.
Sinner voleva riposare?
Immediatamente dopo la vittoria a Wimbledon, ovviamente era stato chiesto sia a Sinner sia ai suoi allenatori Cahill e Vagnozzi quale sarebbe stata la programmazione estiva. E le risposte erano state tutto sommato abbastanza differenti.
“Ci siederemo come team e decideremo il calendario. Vogliamo metterlo nelle condizioni migliori per fare bene,” aveva detto Cahill, precisando che la pausa tra Wimbledon e l’Open del Canada quest’anno era di tre settimane, mentre nel 2025 era stata solamente di due, per cui la valutazione sarebbe stata diversa.
Sinner tuttavia aveva posto l’accento sul fatto che tra Parigi e Wimbledon era stato fatto tanto lavoro fisico, e non c’era stato molto tempo per staccare la spina. “Dobbiamo vedere se sia la cosa giusta giocare a Montreal a questo punto. E poi vediamo. In questo momento la cosa più importante è staccare la testa, onestamente. Poi decidiamo se giocare Montreal e Cincinnati, se giocare solo Montreal o se giocare solo Cincinnati. Ci sono tante opzioni in questo momento, quindi vediamo. Però non penso così tanto in avanti, non ha senso”.
L’impressione era che dal punto di vista della preparazione il duo di allenatori fosse più orientato a giocare Montreal e poi vedere come fosse la situazione e valutare eventualmente se andare anche a Cincinnati o meno. Sinner invece pareva più incline verso un break più sostanzioso dopo Wimbledon con la ripartenza direttamente in Ohio.
Calura e campi rapidi
Le condizioni ambientali possono essere abbastanza diverse tra Montreal e Cincinnati: in Quebec il caldo tende ad essere meno insopportabile che nel Mid-west degli Stati Uniti, dove l’umidità può essere davvero fastidiosa, ricalcando in maniera più fedele il clima che solitamente si ritrova allo US Open a fine agosto.
Tuttavia, la superficie di Cincinnati è tra le più rapide del circuito, a volte addirittura troppo rapida per i gusti di Sinner che ha comunque bisogno di un po’ di tempo per caricare i suoi colpi. Quindi forse da questo punto di vista Montreal sarebbe stato più adatto al pusterese, soprattutto dopo un periodo di inattività.
Fare valutazioni dall’esterno, senza conoscere tutte le informazioni che sono a disposizione del team Sinner, è abbastanza futile. Sappiamo che pochi giorni dopo la finale di Wimbledon Jannik è andato a Torino al “J Medical”, il centro medico che lo segue abitualmente, per controlli di routine. Poi le vacanze in Sardegna dove è stato puntualmente paparazzato insieme alla fidanzata Laila Hasanovic.
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