Musetti riparte da Washington per ritrovare gioco e morale: il tennis italiano lo aspetta

Il tennista di Carrara di nuovo sul campo da gioco dopo la sconfitta negli ottavi a Roma

Di Danilo Gori
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Lorenzo Musetti – ATP Barcellona 2026 (foto via Twitter @bcnopenbs)

L’inizio della stagione americana sul cemento saluta il rientro alle competizioni di Lorenzo Musetti, che figura come testa di serie numero 3 nel main draw del Mubadala Citi Open, in scena a Washington da lunedì 27 luglio. Per l’ex numero 5 del ranking, ora sceso di 10 posti, è la nuova prova di rientro, si spera definitiva, nel circuito che lo ha visto grande protagonista in partenza di stagione, con il culmine e la contemporanea fine durante la semifinale dell’Australian Open con Novak Djokovic, persa da Lorenzo per infortunio nel cuore del terzo set e dopo aver vinto i primi due.

Musetti, la stagione si è praticamente fermata a Melbourne

In precedenza Lorenzo aveva disputato, perdendola, la finale di Hong-Kong con Alexander Bublik; all’indomani del ko di Melbourne arriva l’ingresso nella top 5 ma anche il periodo di cure, convalescenze e tentativi di ripartenza frustrati da prestazioni non all’altezza del suo talento. Primi turni a Indian Wells e Montecarlo, poi il lampo dei quarti a Barcellona, con lo stop da parte di Fils, e gli ottavi a Madrid e Roma, con netta sconfitta al cospetto del futuro finalista Ruud. Risultati però condizionati da una condizione fisica non perfetta, tanto che Lorenzo ha dovuto saltare sia Roland Garros sia la stagione sull’erba. La scelta è stata quindi quella di fermarsi a lungo per curare la lesione muscolare che lo ha ostacolato così seriamente. Attualmente il suo ranking lo vede al numero 15, con all’orizzonte i quarti dello US Open 2025 da difendere; la prolungata assenza dal circuito, invece, gli ha pressochè precluso la possibilità di bissare la qualificazione alle ATP Finals raggiunta la scorsa stagione.

Nel frattempo l’atleta di Carrara ha rinunciato all’apporto tecnico del coach spagnolo José Perlas, ingaggiato solo sette mesi prima e presenza fondamentale nella trasferta oceanica, che Simone Tartarini ha dovuto interrompere per questioni famigliari. Il ritorno all’equipe collaudata può essere un fattore positivo per il tennista azzurro, che, come spesso capita agli atleti che legano i propri successi all’estro e alla fantasia, necessità, oltre che di condizione atletica, di serenità mentale.

Musetti e un percorso da riprendere

Lorenzo ha parlato in passato apertamente di crisi di panico e dei problemi di respirazione in certi frangenti della partita. L’aspetto psicologico ha la stessa valenza di quello fisico e Musetti non è certo il tennista degli exploit improvvisi. La sua crescita tecnica è stata sempre caratterizzata dalla cadenza placida dei suoi progressi, in classifica come nei tabelloni nei tornei più importanti.

Il suo record nelle finali è di 2-8 e le vittorie sono le prime due disputate, nel 2022 ad Amburgo con Alcaraz e a Napoli con Berrettini; da lì in poi otto sconfitte, qualcuna comprensibile, qualcuna meno, ma tutte nel quadro della sua lenta maturazione. Lo stop di inizio stagione e i tentativi di rientro, qualcuno dei quali forse un po’ troppo forzato, non devono ora condizionare quella che potrebbe essere l’autentico secondo start di un 2026 ancora giovane per ritrovare il proprio tennis. Ed applicarlo alla risalita del ranking e dei tabelloni che contano. Il tennis italiano può contare sempre sulla leadership di Sinner e ha accolto l’esplosione del neo top ten Cobolli, salutando con favore la crescita di Darderi e il ritorno su buoni livelli di Berrettini. Tuttavia, è chiaro che un rientro a pieno regime di Musetti sia qualcosa che tutti aspettano ardentemente.

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