ATP Cincinnati, Tirante: “Guardo Djokovic in tv da quando ho dieci anni. Contro i top 10…”

“Ero molto nervoso a inizio partita”, ha affermato Thiago Agustin Tirante, vittorioso su Novak Djokovic. “Dopo il terzo game del secondo set ero troppo stanco per essere nervoso”

Di Andrea Binotto
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Novak Djokovic e Thiago Agustin Tirante - Cincinnati 2026 (foto X @ATPTour_ES)

Il Cincinnati Open di Novak Djokovic è durato due ore e quarantaquattro minuti. Con questa durata Thiago Agustin Tirante ha superato il 39enne serbo al secondo turno nel 1000 dell’Ohio. In rimonta, per 2-6 6-4 6-4, il numero 50 ATP è così diventato il primo argentino a sconfiggere Nole da Juan Martin Del Potro, che lo batté alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016. Con ben 40 vincenti messi a segno, di cui 13 ace, e l’88% di conversione con la prima di servizio, Tirante ha così conquistato l’accesso al terzo turnoha anche ricevuto le congratulazioni da Djokovic -, dove se la vedrà con lo spagnolo Martin Landaluce.

Tirante: “Ero nervoso all’inizio. Appena dici Novak pensi: ‘Il tennis’”

Nonostante la vittoria, non è stato tutto semplice per il 25enne argentino, che nel primo frangente del match ha faticato a scrollarsi di dosso la tensione. Ero molto nervoso a inizio partita, ha raccontato il sudamericano ai microfoni di Tennis Channel. “Credo che se ne siano accorti tutti durante il primo set. Non ho giocato molto bene in quel momento. Era il primo testa a testa con lui, e non mi ci ero mai nemmeno allenato insieme. Era tutto nuovo per me, giocare sul campo centrale contro di lui. Dici Novak e come prima cosa pensi: ‘Il tennis’. Penso di aver fatto un buon lavoro con il mio team per riuscire a spuntarla”.

Il terzo game del secondo set è stata una vera lotta senza esclusione di colpi. Quasi diciotto minuti, ventiquattro punti giocati. Ad aggiudicarsi il gioco è stato il serbo. Ma Tirante non ha mollato la presa, anzi. Quel game è stato la chiave. Con il mio team, prima del match, ci eravamo detti che non avrei mai dovuto mollare o restare per troppo tempo con sensazioni negative. Rimanere presente anche quando le cose andavano male è stata una delle chiavi. È stato importante continuare a credere in me stesso. È stata dura. Dopo quel game non ero per nulla nervoso. Ero troppo stanco per esserlo (ride, ndr).

Tirante: “Contro i top 10 riesco a concentrarmi su ciò che devo fare”

Sebbene sappia imprimere una potenza straordinaria ai suoi fondamentali – ha sferrato un dritto a 193 chilometri orari -, per l’argentino è stato fondamentale riuscire a costruirsi i punti con pazienza, per poi aggredire al momento giusto. “Dovevo cercare di organizzare i punti. Provavo ad aprirmi gli spazi per poi affondare con il colpo più incisivo. Prima del match sapevo che Novak avrebbe giocato molto profondo. Continuavo a dirmi che dovevo prendermi il giusto tempo per incidere con i miei colpi. Penso che sia stato un buon match per me, lui ha giocato davvero bene. Far valere il mio tennis, nonostante le numerose palle break non sfruttate, è stata la chiave. Mentalmente è stata dura.

Al momento attuale Tirante ha un record eccellente contro i top 10 della classifica mondiale: quattro vittorie e una sola sconfitta. “Contro di loro non ho nulla da perdere. Mi piacciono gli stadi e i campi grandi. Credo di riuscire a separare bene chi c’è dall’altra parte della rete e quello che devo fare io per vincere la partita. Quello a volte può risultare difficile. È da quando ho dieci anni che guardo Novak in televisione. Ma se riesco a scindere le cose tutto diventa più facile”.

Leave a comment