Il re del college che brucia le tappe: chi è Zheng, il prossimo avversario di Musetti a Cincinnati

Due volte campione NCAA in singolare, attorno alle 18:30 italiane Michael Zheng sfida Lorenzo Musetti per un posto agli ottavi e per la top 100 virtuale

Di Andrea Binotto
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Michael Zheng - Challenger Bloomfield Hills 2026 (foto X @ATPChallenger)

L’occasione è ghiotta. Con l’uscita di scena di Ben Shelton dal Cincinnati Open, in quella sezione del tabellone è Lorenzo Musetti il primo candidato per qualificarsi ai quarti di finale. Ciò non vuol dire assolutamente che il biglietto per il turno dei migliori otto appartenga già al tennista di Carrara. Quest’ultimo, attorno alle 18:30 italiane di martedì 18 agosto, affronterà il qualificato statunitense Michael Zheng. Chi avrà la meglio sfiderà il portoghese Jaime Faria o l’australiano Adam Walton agli ottavi.

Se a molti il nome di Zheng non dice nulla, negli Stati Uniti il 22enne americano è conosciuto da parecchi anni. E non per una carriera da junior senza eguali – ha raggiunto al massimo la 22esima posizione mondiale e nel 2022 ha perso la sua unica finale Slam a Wimbledon. Quanto più per i numerosi risultati di rilievo nel campionato NCAA. Per capire meglio da dove arriva ‘questo Zheng’, andiamo a conoscere in maniera approfondita le sue origini e il suo percorso, che lo ha portato in brevissimo tempo a ridosso della top 100.

Dalla Cina agli Stati Uniti: l’inizio di tutto

Michael Zheng nasce a Chesapeake, in Virginia, il 27 gennaio 2004. Come suggerisce il cognome, i suoi genitori hanno origini cinesi. Papà Joe e mamma Mei sono emigrati da Hubei per trasferirsi negli Stati Uniti e lavorare nel settore dell’informatica. Non appena mette le radici in America, Joe decide di iniziare a giocare a tennis. Si appassiona a tal punto da introdurlo qualche anno dopo sia a sua figlia che a suo figlio Michael, nel quale nota una particolare predisposizione sin da quando ha circa sei anni.

Avevo una buona coordinazione mano-occhio e riuscivo a mandare la palla oltre la rete, anche se non avevo mai toccato prima una racchetta, racconta Zheng in un’intervista concessa al sito ATP. “Mio papà era un grande appassionato di tennis e voleva vedere fin dove potessi arrivare. Ha sempre avuto assoluta fiducia in me. Credeva che avrei potuto guadagnare bene diventando un tennista professionista.

Mi faceva pensare ai punti deboli dei miei avversari e a diversi modi per attaccarli, spiega Michael a The50athletes. “Annotavo tutti questi particolari in un diario”. Nonostante Joe speri che suo figlio giochi come Roger Federer, suo idolo, Michael inizia a sviluppare un tennis da tipico tennista americano. Cresce in New Jersey, frequenta le scuole, ma a un certo punto vede l’opportunità di mettersi in gioco al college. E non se la fa sfuggire.

Dai titoli NCAA alle finali Challenger

Nonostante la Columbia University non offra borse di studio sportive, Zheng decide di iscriversi per le voci che circolano riguardo agli ottimi allenatori presenti in quel college. Michael finisce per trascorrere lì quattro anni. In questo periodo raggiunge tre volte la finale del singolare nel campionato NCAA. Nel 2023 la perde, ma nei due anni successivi agguanta una prestigiosa doppietta che gli permette di farsi conoscere non solo nell’ambiente universitario, ma anche fuori da esso.

Se il debutto nel circuito internazionale era arrivato già nel 2021, negli anni seguenti Zheng non ci mette molto per superare lo scalino dei Future. A quel livello approda due volte in finale: una la vince, l’altra la perde. Grazie all’ATP Next Gen Accelerator riesce a partecipare a numerosi tornei Challenger, nonostante la sua classifica non glielo permetta. In questo modo, anche dal punto di vista finanziario, grazie ai montepremi la giovane promessa a stelle e strisce può investire sulla sua carriera. I match, però, vanno comunque vinti. Ma Michael non sembra avere problemi da questo punto di vista.

Al suo terzo evento Challenger, nel 2023, si arrampica sino alla finale a Palmas del Mar, partendo dalle qualificazioni. Perde contro Kei Nishikori, ma poco dopo si toglie pure la prima soddisfazione in uno Slam dei professionisti, superando un turno nel tabellone cadetto dello US Open. Il bello, però, deve ancora venire.

Titoli, consapevolezza e prime vittorie Slam

Nel periodo estivo del 2025, Zheng torna altre quattro volte in una finale Challenger. La prima, a Little Rock, la perde contro il connazionale Patrick Kypson. Ma nelle tre successive alza al cielo il trofeo da primo classificato. Si laurea campione a Chicago, Columbus e Tiburon, vincendo quindici match consecutivi. Grazie a questi risultati si assicura un posto nella top 200, oltre che nelle qualificazioni dell’Australian Open 2026.

A Melbourne, Zheng esce indenne dal tabellone cadetto, e nel suo primo match in un tabellone principale del circuito maggiore deve affrontare il connazionale Sebastian Korda. Michael lotta, si fa rimontare, ma al quinto set strappa il suo primo successo in uno Slam. Non voglio dire che qualificarmi e battere Korda sia stata una sorpresa, perché arrivavo con molta fiducia, avendo vinto parecchie partite a livello universitario e Challenger”, scrive lui stesso su Tennis.com qualche tempo dopo. “Mi sono allenato con i migliori per sapere che il mio gioco era al loro livello. E so che nel tennis bastano pochi punti. Quindi mi sono detto: perché no?”

Il suo torneo termina al turno successivo, nel quale si ritira per un infortunio a un adduttore quando è in svantaggio due set a uno contro Corentin Moutet. Nei mesi successivi Zheng gioca pochissime partite. A livello Slam, però, torna presto a ruggire. Al Roland Garros supera di nuovo le qualificazioni, ma subisce una stesa all’esordio contro Dino Prizmic. A Wimbledon invece, dopo essersi lasciato alle spalle il tabellone cadetto, piazza una delle più grandi sorprese nei primi turni.

Sotto due set a uno contro l’idolo di casa Cameron Norrie, allora numero 29 del mondo, Michael si rimette presto in corsa e dopo quattro ore mette la firma sull’incontro al parziale decisivo. “Quando giochi su un campo come questo e affronti un giocatore che è il beniamino di casa, penso che il college ti prepari davvero bene a questa atmosfera, spiega Zheng al sito ATP. In tutte le partite in trasferta tutti fanno il tifo contro di te. È il modo in cui gestisci quel tipo di atmosfera, quella pressione, che fa la differenza. Quattro anni fa sapevo di non essere fisicamente pronto per la routine settimanale del Tour. Credo che negli ultimi anni io mi sia migliorato molto sotto questo aspetto”. A Londra si spinge poi sino al terzo turno, regolando il qualificato Nicolas Mejia in quattro set. Nel match che vale gli ottavi di finale, però, è costretto a cedere in tre set a Felix-Auger Aliassime.

Terzo turno a Cincinnati: Lorenzo Musetti per un posto in top 100

La semifinale al Challenger di Bloomfield Hills, un match vinto a Los Cabos contro Martin Landaluce, e la qualificazione al main draw di Montreal, dove viene sconfitto al tie-break del terzo set da Miomir Kecmanovic. Quindi, Cincinnati. A suon di rimonte, Zheng passa il tabellone cadetto. Al primo turno recupera un set per la terza volta consecutiva. Manda a casa Fabian Marozsan e, non ancora soddisfatto, batte in due parziali Ugo Humbert, numero 30 del mondo. Per lui sono le prime vittorie a livello 1000.

Un metro e ottantotto centimetri per settantacinque chili, con il suo tennis da cemento, fatto di una buona prima di servizio e di una notevole solidità da fondocampo, ora Zheng si prepara a sfidare per la seconda volta in carriera un tennista tra i primi venticinque della classifica. “Se chiedete a chiunque cosa significhi entrare nel circuito professionistico, credo che la maggior parte delle persone risponderebbe entrare nella top 100. Penso che da quel punto si inizi davvero a guadagnare e a vivere di tennis. Tra lui e l’ingresso tra i primi 100, ora, c’è solo un giocatore: Lorenzo Musetti. Partirà senz’altro sfavorito. Ma con il tifo del pubblico di casa e con la fortuna di essere sostanzialmente uno sconosciuto per il suo avversario, entrerà in campo con un solo obiettivo: vincere.

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