Verso New York con tante incertezze: l'incognita Serena e i dubbi sulle avversarie

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Verso New York con tante incertezze: l’incognita Serena e i dubbi sulle avversarie

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TENNIS AL FEMMINILE – Analisi degli impegni di preparazione prima di Flushing Meadows: chi esce rafforzata e chi indebolita dai tornei nordamericani? Serena Williams ha vinto le US Open Series, ma su di lei pesa l’incognita dei tre fallimenti nei precedenti Slam: chi potrebbero essere le alternative? 

Arriva l’ultimo Slam stagionale e la mia impressione è che le incognite e le incertezze prevalgano sui punti fermi, consolidati e sicuri. Per come si è svolta la stagione si può dire che per ogni giocatrice che aspira ad arrivare in fondo al torneo ci sia almeno un ragionevole e fondato dubbio che la accompagna, Serena inclusa.

Procedo in ordine di ranking, con le prime sedici. Accanto al nome ho inserito una indicazione di sintesi basata sui risultati degli ultimi tornei, scelta fra tre possibilità: in rialzo, stabile, in ribasso.

 

1 – Serena Williams (in rialzo)
Ha vinto le US Open Series e i tornei di Stanford e di Cincinnati, dimostrando di essere la pretendente con il tennis migliore.
Favorita d’obbligo? Lo si è detto per tutti gli Slam dell’anno; lo possiamo ripetere anche questa volta, tenendo presente però che nel 2014 ha smentito le previsioni tre volte su tre.
A Melbourne con l’attenuante di condizioni fisiche imperfette; ma a Parigi (dove era detentrice del titolo) ha raccolto senza scusanti quattro game contro Muguruza; infine a Wimbledon ha perso ancora nella prima settimana da Alizè Cornet. E’ un dato poco noto, ma prima di quel match Alizè aveva un primato negativo: in un torneo dello Slam non aveva mai battuto una giocatrice classificata entro le prime venti del mondo. Ha cancellato il record addirittura eliminando la testa di serie numero 1.
Forse ogni sconfitta di Serena fa storia a sé, e ha motivazioni differenti. Comincio però a domandarmi se non abbia senso questa spiegazione: Serena (che ha vinto 17 Major) potrebbe soffrire lo stress per il 18mo titolo. Che non sarebbe un titolo qualsiasi, ma quello che le consentirebbe di raggiungere nei primati all-time due nomi che hanno fatto la storia del tennis, vale a dire Martina Navratilova e Chris Evert (appaiate a 18 Slam in singolare).
E certi traguardi diventano più difficili da tagliare proprio per il loro significato.

2 – Halep (stabile)
Mi direte: parlare di incertezza per Simona Halep? Come si fa a pensarlo se ormai è da più di un anno che arriva in fondo a praticamente tutti i tornei a cui partecipa? Tanto è vero che si è portata al numero due delle classifiche e tallona Sharapova nella race 2014.
E però un dubbio nei suoi confronti a mio avviso rimane: un conto è arrivare alle fasi finali di un grande evento (e secondo me quasi sicuramente ci riuscirà anche questa volta), un conto è vincerlo. Entrare nel club delle vincitrici Slam rimane una impresa difficile, e nel suo caso ci sarebbe anche da sfatare l’ostacolo generazionale, dato che tra le giocatrici nate negli anni novanta ad oggi solo Petra Kvitova è riuscita a vincere Major.
Le giovani leve si fanno largo verso la prima fila del tennis femminile acquistando sempre maggiore visibilità, ma per una ragione o per l’altra la consacrazione è sempre rimandata.

3 – Li Na
Infortunata, ha già annunciato che non potrà partecipare. Una grave mancanza per il torneo visto che ha nel cemento la superficie preferita e che ha vinto l’ultimo Slam giocato sul duro (Australian Open 2014).

4 – Kvitova (in ribasso)
Inaffidabile per definizione, si potrebbe dire, con una sola partita vinta nei tornei nordamericani (New Haven ancora da giocare). Non solo: nel suo caso è anche la storia delle passate partecipazioni newyorkesi a suggerire indicazioni negative. Il cemento non la favorisce quanto l’erba e in più soffre il caldo di agosto-settembre americano. Penso si potrebbe considerare già un dato positivo se a Flushing Meadows evitasse una sconfitta molto anticipata, magari approfittando del fatto che la testa di serie privilegiata potrebbe rinviarle ostacoli particolarmente insidiosi. Ma puntare su di lei per un grande risultato mi pare davvero un azzardo.

5 – Radwanska (in rialzo)
Storicamente quello americano è lo Slam in cui Radwanska è andata più spesso incontro a controprestazioni. E se il passato non depone a favore, anche il presente non è del tutto dalla sua, visto che non credo si possa dire che stia giocando il miglior tennis.
E’ senza dubbio risalita dal momento estremamente negativo di Wimbledon, ma non mi pare sia ancora nella forma dei tempi migliori. A mio avviso la vittoria a Montreal è stata il frutto non solo di meriti suoi, ma anche di una serie di combinazioni fortunate (ha trovato quasi tutte avversarie molto provate dai match precedenti). Definirei il rialzo più determinato dai risultati che dal gioco.
Non è riuscita a sfatare il tabù dei Major quando era al 100% della condizione, che possa riuscirci partendo da una forma incerta mi pare ancora più difficile.

6 – Sharapova (in rialzo)
Sharapova è una giocatrice da grandi appuntamenti, e per questo tra le favorite ci sta di diritto. Però su di lei pesano due incognite: il complesso di Serena, che pare un ostacolo insormontabile (non la batte da dieci anni), e la superficie.
Per quanto riguarda l’ultimo aspetto credo che ormai si debba prendere atto dei risultati delle ultime stagioni: da due-tre anni Maria vince moltissimo sul rosso, mentre sul cemento i risultati sono in calo. L’ultima vittoria risale a Indian Wells 2013, e nove degli ultimi dieci tornei (se non ho fatto male i conti) li ha vinti sulla terra battuta.
Nelle US Open Series a me è parsa in crescita, ma non ancora al meglio. Potrebbe essere il segno che la preparazione è perfettamente centrata per Flushing Meadows; se la condizione c’è, sarebbe già un ottimo punto di partenza; peccato solo che non si giochi sulla terra…

7 – Kerber (stabile)
Kerber si è affermata e consolidata sopratutto grazie a quanto ottenuto sul cemento; quest’anno però il tennis migliore lo ha forse esibito sull’erba. Nei tornei americani ha perso da Serena o da avversarie dietro di lei nel ranking ma in grande forma (Wozniacki e Venus); la condizione non mi sembra quella massima dei tornei inglesi, ma mi pare comunque più che discreta.
Anche per lei credo valga il discorso fatto per Halep e Radwanska: vincere i tornei WTA è un conto, vincere uno Slam è molto più difficile, specie per chi tende a privilegiare il gioco di contenimento.

8 – Bouchard (in ribasso)
Al termine di Wimbledon Bouchard sembrava una delle candidate più affidabili per far bene alle US Open Series: la teen-ager dal carattere più solido, e l’unica giocatrice capace di arrivare in fondo a tutti e tre gli Slam 2014 (due semifinali e una finale).
Ma da allora Eugenie ha partecipato a due tornei (Montreal e Cincinnati) perdendo alla prima partita. Sta giocando a New Haven (dove è finalmente riuscita a togliere lo zero dalla casella delle vittorie sul cemento nordamericano); ma al di là dell’esito del torneo di Yale, nell’ultimo mese qualche dubbio in più nei suoi confronti è inevitabilmente cresciuto.

9 – Ivanovic (in rialzo)
E’ tutto l’anno che sta giocando bene, tanto è vero che nel 2014 ha vinto più partite di tutte. Vanta anche successi in tre tornei, seppure non di primissima fascia.
E la finale a Cincinnati dimostra che avrebbe le possibilità per fare molto bene. Uso il condizionale perché nei tre Slam precedenti ha finito per deludere le aspettative, perdendo da avversarie dietro di lei in classifica. Sicuramente il gioco è cresciuto sul piano fisico-tecnico; manca però ancora l’ultimo progresso, il consolidamento caratteriale nei grandi appuntamenti.

10 – Jankovic (stabile)
Decima nel ranking, undicesima nella race, nell’ultimo periodo è stata la regina dei piazzamenti, grazie ai quali ha mantenuto una posizione indubbiamente positiva.
Latitano però gli acuti: in ogni torneo c’è sempre qualcuna che gioca meglio di lei. Mi pare difficile che riesca a invertire il trend emergendo proprio a Flushing Meadows.

11 – Wozniacki (in rialzo)
Una delle giocatrici che è uscita meglio dai tornei americani, ma direi in generale dall’estate (dagli impegni su erba in poi). Nelle US Open Series (New Haven escluso) ha perso solo da Serena, sempre al termine di match lottati al terzo set.
Sta ritrovando incisività al servizio e maggiore solidità nel dritto; a questo ha aggiunto una certa propensione verso la rete (con gioco di volo però da rivedere). Quando era numero uno del ranking il grande risultato nello Slam era diventata un’ossessione, chissà che non riesca a fare bene proprio ora, senza più le pressioni di quando era leader della classifica.

12 – Pennetta (in ribasso)
Semifinalista l’anno scorso a New York; dopo un inizio di 2014 molto positivo, culminato con il successo ad Indian Wells, è scesa di livello. L’estate americana a lei tradizionalmente favorevole non è stata positiva; rispetto a qualche mese fa, a me sembra che si siano un po’ spuntate le due armi in più che aveva sfoggiato dopo il cambio di allenatore: il servizio (con una prima a percentuali troppo basse) e il dritto più lavorato e carico di spin, con cui tanto fastidio aveva dato alle avversarie in occasione degli ultimi due Slam giocati sul cemento (US Open 2013 e Australian Open 2014).

13 – Cibulkova (in ribasso)
Dopo i primi mesi straordinari è scomparsa dai radar. La sparizione era cominciata esattamente con il cambio di superficie (dal cemento alla terra), per cui si poteva sperare che con il ritorno sul duro sarebbero tornate anche le vittorie. Ma così non è stato, e la serie di risultati negativi comincia a farsi particolarmente lunga.
Sul piano tecnico il cemento rimane la superficie preferita, e al suo fisico piuttosto compatto potrebbe bastare poco tempo per recuperare la condizione. Ma quello che si è visto fino ad oggi non è incoraggiante.

14 – Errani (in ribasso)
Rispetto all’anno scorso ha perso diverse posizioni in classifica, e la differenza maggiore non sta tanto nei risultati sulla terra, ma soprattutto nel poco ottenuto sul cemento. La chiave del successo nel ranking di Sara secondo me era proprio nel fatto che la “terraiola” era riuscita ad evolversi e fare bene anche sul duro
Quest’anno però c’è stata una involuzione che sembra avere riportato Errani nell’ambito dello specialismo più spinto. In attesa dello Slam la sconfitta al primo turno di New Haven conferma le attuali difficoltà di rendimento sul cemento.

15 – Safarova (in rialzo)
Periodo di crescita e maturazione per la ventisettenne Safarova, che sta finalmente raccogliendo i risultati che il livello del suo tennis faceva presumere. Settimana dopo settimana migliora il best ranking e comincia a diventare una giocatrice che un po’ tutte preferirebbero evitare. Forse non avrà mai il killer instinct che servirebbe per raccogliere il grandissimo risultato, ma il gioco da campi veloci la rende una mina vagante che è sempre meglio non incontrare sul proprio percorso.

16 – Suarez Navarro (in rialzo)
Anche per Carla sembra stia arrivando la maturazione: più espansiva e anche un po’ più sicura in se stessa. E sempre meno specialista della terra: si è tolta perfino lo sfizio di battere Sharapova sul cemento di Stanford; fino a qualche anno fa sarebbe stato il mondo alla rovescia, oggi appare meno assurdo.
Seconda per numero di vittorie in stagione dietro Ivanovic, a mio avviso ha il maggior problema nella posizione di gioco arretrata: un atteggiamento che sul cemento contro le migliori si finisce per pagare.

17 – Azarenka (in ribasso)
Avevo premesso che mi sarei occupato delle prime sedici, ma fermarsi prima della tennista che ha disputato le ultime due finali di New York e che ha vinto due Slam sul cemento mi sarebbe sembrato un ulteriore affronto verso una giocatrice bersagliata dalla sfortuna. E poi il forfait di Li Na rende Azarenka la effettiva tds numero 16 del tabellone newyorkese.
Difficile però che Vika riesca ad essere competitiva dopo l’ennesimo problema di salute (questa volta al ginocchio) che l’ha obbligata al forfait a Cincinnati.
L’unica flebile speranza è che sia guarita sul piano fisico e che possa ritrovare la forma lungo la strada del torneo, magari con l’aiuto di un tabellone non troppo duro nei primi turni. Ma se non sto ipotizzando una specie di miracolo, direi che ci siamo vicini.

– Le altre Italiane: Vinci, Knapp, Schiavone e Giorgi.
Vinci, Knapp e Schiavone non stanno attraversando un momento particolarmente felice della carriera. Devo anche dire che Knapp e Schiavone non sono facili da seguire direttamente, visto che le qualificazioni che hanno spesso dovuto giocare negli ultimi impegni non sono coperte dalle riprese TV.

Discorso diverso per Giorgi: giocatrice da veloce, ha mancato di poco l’obiettivo “testa di serie” per lo Slam; oggi è al 38mo posto e questo fa di lei una giocatrice non tutelata nel sorteggio, quindi con un primo turno potenzialmente molto rischioso. Credo però che nel suo caso il concetto sia ambivalente: rischio per Camila, ma rischio anche per l’avversaria, che potrebbe ritrovarsi di fronte una giocatrice che in certe giornate può valere molto di più dell’attuale ranking.
Anzi, visti i risultati passati, forse per Giorgi c’è addirittura da augurarsi che il sorteggio le proponga una testa di serie molto alta e il campo centrale come scenario: Camila ha dimostrato di dare il meglio di sé proprio in queste condizioni, come avvenne ad esempio l’anno scorso contro Wozniacki.

Le giovani americane e…
Il tennis femminile USA sta vivendo un momento particolarmente favorevole, con così tante promesse che si presentano nel torneo di casa che sono portato a pensare che per forza qualcuna riuscirà a fare molta strada. E non credo si tratti solo di un calcolo quantitativo, perché per molte di loro c’è la qualità del gioco a dare sostanza alle speranze.
Considerato il momento, forse punterei su Vandeweghe o Keys. Da quest’ultima in particolare mi aspetto sempre che prima o poi trovi la settimana di grazia e finisca per sbaragliare gran parte della concorrenza. Quest’anno è già accaduto ad Eastbourne e si sono visti i risultati.
Ma se non emergesse Keys, ci sono alternative che, forse con un po’ meno potenziale, potrebbero comunque togliersi delle soddisfazioni.

Venus Williams
Non solo giovani americane: anche la veterana di casa secondo me merita una nota. Insieme a Wozniacki Venus è forse la giocatrice più in crescita negli ultimi mesi. Se riuscisse ad evitare match molto faticosi e magari trovasse un tabellone non troppo sfortunato (dato che non avrà una tds altissima), penso che potrebbe fare molta strada. Il cemento non le è amico come l’erba, ma la classe è sempre superiore e se la salute regge la Venus degli ultimi mesi vale molto di più dell’attuale classifica.
P.S. Come in occasione dei precedenti Slam, questa rubrica si ferma durante i quindici giorni degli US Open. Ritornerà fra tre settimane, al termine di Flushing Meadows.
Buono Slam a tutti.

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WTA, chi migliorerà nel 2022?

Scommesse vecchie e nuove di inizio anno: come sono andate e come andranno le cose nel ranking femminile? Ecco quali spostamenti ho indovinato, quali ho sbagliato, e quali ipotizzo per il futuro

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Clara Tauson (Photo by Alexandre Hergott/Open 6ème Sens - Métropole de Lyon)

Avvertenza: La questione Djokovic, esplosa proprio martedì scorso, ha prodotto come conseguenza anche il rinvio di questa rubrica. Per questo esce oggi l’articolo preparato per il 4 gennaio. Visti i contenuti trattati, mi preme sottolineare che l’articolo non ha subìto alcun cambiamento. Significa cioè che tutte le analisi e i pronostici che leggerete sono precedenti alle partite svolte in questo inizio di 2022. Lo segnalo per dovere di correttezza nei confronti dei lettori.

È terminato il 2021 e comincia in questi giorni la stagione 2022. È il momento di chiudere i bilanci con il passato e dedicarsi al futuro. Quest’anno però oltre al solito tentativo di previsione sulla nuova stagione (che troverete da pagina 3) ho deciso di recuperare un articolo scritto ventiquattro mesi fa. Può sembrare una stravaganza, ma ci sono buoni motivi. Facciamo qualche passo indietro.

Il 7 gennaio 2020 era uscito un pezzo che presentava una serie di previsioni. Non era la prima volta che lo scrivevo, sempre con lo stesso criterio: provare a individuare all’interno delle prime 100 giocatrici del mondo chi avrebbe concluso la stagione con un progresso in classifica. Quel primo articolo, naturalmente, ne sottintendeva anche un secondo alla fine della stagione per verificare l’esito delle previsioni.

 

Poi però nel marzo 2020 la pandemia aveva bloccato i tornei, il Tour era stato gravemente menomato e, in sovrappiù WTA aveva modificato i criteri di calcolo della classifica. Per questi motivi ritenevo le regole del gioco troppo alterate per considerare la “scommessa” ancora valida. Ne ero così convinto che non sono più nemmeno andato a controllare i 14 nomi su cui avevo puntato per scoprire se, come previsore, ne sarei uscito bene o male. Tutto annullato.

Qualche giorno fa, però, mi è tornata in mente quella scommessa e mi sono detto che forse poteva avere un senso fare il controllo riferendosi a quanto accaduto nel 2021. Certo, sappiamo che anche nel 2021 non è stato proprio tutto normale, ma in fondo si tratta semplicemente di verificare le scelte di allora basandosi sui risultati dell’anno successivo. Una variazione che mi sembra più accettabile.

Una volta decisa la verifica, ho pensato di indicare per completezza anche la posizione alla fine del 2020. Ma, lo ripeto, il mio riferimento è quello di fine 2021. Ecco la lista dei 14 nomi secondo l’ordine dell’articolo originario di due anni fa.

Camila Giorgi
ranking di riferimento (fine 2019): n°100
ranking 2020: 75
ranking 2021: 34
Differenza: +66
Camila Giorgi è una giocatrice molto seguita dagli appassionati italiani: non è necessario entrare nel dettaglio dei suoi risultati. Su tutti rimane la vittoria nel WTA 1000 di Montreal 2021, che le ha permesso di riavvicinarsi alle prime 30 del mondo. Direi che come scommessa non era molto rischiosa, visto il ranking di partenza.

Jasmine Paolini
ranking di riferimento (fine 2019): 96
ranking 2020: 96
ranking 2021: 53
Differenza: +43
Per Paolini le cose non erano scontate come per Giorgi, ma secondo me si intuiva che Jasmine stava trovando il modo giusto di affrontare il livello WTA. Nel 2020, forse a causa della programmazione spezzettata dalla pandemia, non era riuscita a ingranare. La crescita di rendimento del 2021 è stata però evidente, coronata dalla vittoria a Portorose (primo titolo WTA della carriera).

Anastasia Potapova
ranking di riferimento (fine 2019): 92
ranking 2020: 100
ranking 2021: 69
Differenza: +23
Potapova aveva avuto un 2020 tribolatissimo, visto che dopo la pandemia non era più scesa in campo. Prima lo stop delle competizioni, poi la decisione di operarsi alla caviglia che l’ha tenuta ferma sino al mese di dicembre. Se a fine 2020 non è crollata nel ranking è stato grazie alla introduzione delle nuove regole che le hanno permesso di tenere validi molti punti del 2019.

Tecnicamente più attendibile la stagione 2021. Senza acuti particolari (3 quarti di finale come massimo), ma sufficienti per un progresso di oltre 20 posizioni. Neanche male per una giocatrice che ha compiuto vent’anni solo qualche mese fa.

Christina McHale
ranking di riferimento (fine 2019): 88
ranking 2020: 80
ranking 2021: 158
Differenza: -70
Tredici successi nel 2020, stagione in cui si è potuto giocare meno del solito, appena 8 successi (con 22 sconfitte) nel 2021, quando il Tour si è riavvicinato alla normalità. In sostanza la stagione negativa che ha vissuto Christina McHale condanna senza appello la mia previsione.

Taylor Townsend
ranking di riferimento (fine 2019): 81
ranking 2020: 89
ranking 2021: 293
Differenza: -212
La pandemia e la maternità; la somma di questi due fattori spiegano l’attuale classifica di Taylor Townsend. Direi che nel suo caso le vicende extra tennistiche hanno influito in modo così determinante da rendere la scommessa senza riferimenti tecnici. Nel 2020, una volta scoppiata la pandemia, Townsend aveva preferito non uscire dagli Stati Uniti. E questo non sorprende, visto che già in passato aveva anteposto ad alcuni impegni nel Tour la partecipazione a manifestazioni nazionali, come il World Team Tennis.

Poi però è stata la maternità a fermare le sue competizioni. Di fatto, dal marzo 2020 Townsend ha disputato solo due partite valide per conquistare punti WTA (entrambe perse): il primo turno di qualificazione a Cincinnati 2020 e il primo turno allo US Open 2020.

Coco Gauff
ranking di riferimento (fine 2019): 68
ranking 2020: 48
ranking 2021: 22
Differenza: +46
Alla fine del 2019 Coco Gauff era reduce dal primo successo in un torneo WTA, a Linz, a nemmeno 16 anni. Il dubbio che la circondava non era tanto sulle potenzialità fisico-tecniche quanto piuttosto sui rischi determinati dalla precocità. A oggi però sembra essere stata brava a reggere le pressioni, tanto che nel settembre scorso per alcune settimane è stata anche Top 20.

Iga Swiatek
ranking di riferimento (fine 2019): 60
ranking 2020: 17
ranking 2021: 9
Differenza: +51
Non c’è bisogno di dire molto su Iga Swiatek. Numeri e risultati parlano per lei: uno Slam vinto già nel 2020 e l’ingresso in Top 10 nel 2021.

a pagina 2: Le altre sette giocatrici scelte due anni fa

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WTA Hot Shots! (12) + 12 punti memorabili del 2021

Seconda parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi scambi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Laura Siegemund - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Ultimo articolo della rubrica del martedì per il 2021, dedicato alla seconda parte della carrellata dei migliori punti della stagione. Come ho già spiegato la scorsa settimana, la scelta di partenza è stata quella di dividere i punti in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Dopo la prima parte riservata ai singoli colpi (vedi QUI), nella seconda ci concentriamo sui grandi scambi.

Ribadisco che non c’è alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme. Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Via dunque alla carrellata dedicata ai dodici scambi del 2021.

12. Karolina Pliskova e Viktorija Golubic
(QF Wimbledon, Pliskova b. Golubic 6-2, 6-2)
Cominciamo la rassegna con due punti (posizione 12 e posizione 11) che vedono protagonista Karolina Pliskova, che dopo un avvio di 2021 opaco ha progressivamente ritrovato la forma, sbocciando con il suo tennis migliore a Wimbledon.

 

Qui siamo nei quarti di finale contro una delle sorprese del torneo, Viktorija Golubic, e dallo scambio capiamo i motivi che hanno permesso a Karolina di arrivare in finale ai Championships. Infatti alle sue riconosciute doti di attaccante aggiunge alto rendimento in ambiti che non sono propriamente il suo forte: mobilità e recuperi difensivi. E così prima salva in allungo di dritto, poi di rovescio, per concludere con l’ultima perla rappresentata da un rovescio in avanzamento.

11. Karolina Pliskova e Sara Sorribes Tormo
(QF Montreal, Pliskova b. Sorribes Tormo 6-4, 6-0)
Il secondo set vinto 6-0 contro Sorribes Tormo a Montreal è stato forse il set migliore disputato da Pliskova in tutto il 2021. Ricordo che in quel momento Sorribes era in un periodo di grande condizione (qualche giorno prima a Tokyo aveva sconfitto la numero 1 Barty), ed era capace di offrire tennis di contenimento di alto livello. Tanto che spesso provocava alle sue avversarie dei “fuori giri” offensivi, causate dalla frustrazione che le coglieva di fronte alla impossibilità di sfondare il muro difensivo eretto dalla giocatrice spagnola.

Ecco, dare 6-0 a quella Sorribes significava raggiungere livelli di gioco eccezionali. E in un certo senso il punto proposto lo dimostra: nel corso dello scambio Karolina non riesce a sfondare in avvio, e anzi deve a sua volta impegnarsi in difesa, prima di trovare finalmente il colpo definitivo.

10. Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko
(QF Eastbourne, Ostapenko b. Kasatkina 1-6, 7-5, 6-2)
Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko sono due delle rappresentanti della generazione del 1997 che qualche anno fa si era messa in luce per la precocità ad alti livelli. Ancora teenager, per esempio, erano state protagoniste sulla terra di Charleston 2017 di una delle più giovani finali della recente WTA.

Nel 2021 Daria e Jelena si sono incontrate due volte, sempre sull’erba e ha sempre vinto Ostapenko, anche se al termine di partite tirate. Qui siamo a Eastbourne, poi si ritroveranno a Wimbledon e il match finirà 6-1, 3-6, 8-6. Il punto in questione è interessante perché si gioca tutto (o quasi) sulla diagonale sinistra. Ostapenko prova diverse soluzioni per sfondare: rovesci di pesantezza e angoli differenti, ma anche un dritto anomalo e perfino un dropshot. Ma Kasatkina riesce sempre a replicare, concludendo il punto con un cambio di direzione di assoluta accuratezza.

9. Mihaela Buzarnescu e Serena Williams
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
I prossimi due punti sono scelti dallo stesso match, disputato al Roland Garros fra due tenniste molto esperte: Serena Williams 39 anni e Mihaela Buzarnescu, 33 anni. Dopo l’infortunio subito nel 2018 alla caviglia, Buzarnescu non è più riuscita a recuperare la continuità ad alti livelli esibita in quella straordinaria stagione. Ma questo non significa che non sappia ancora oggi dimostrare tutte le sue qualità tecniche.

In questo scambio siamo nel secondo set, con Serena all’attacco e Mihaela in difesa, che sfodera una serie di recuperi eccezionali. La chiave del punto è la lettura anticipata dei contropiede. Deliziosi per sensibilità del braccio i due colpi a fine scambio.

8. Serena Williams e Mihaela Buzarnescu
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
Stesse protagoniste e stesso match della posizione numero 9, ma qui il punto è forse ancora più spettacolare. Siamo nel terzo set, e lo scambio si dipana con una serie di colpi in cui attacchi e recuperi cambiano più volte l’inerzia della situazione.

Non entro nel dettaglio sui diversi rovesciamenti di fronte, ma alla fine non si può che concordare con l’ammirevole fair play di Buzarnescu, che applaude il colpo definitivo di Serena.

7. Ashleigh Barty e Jil Teichmann
(Fin. Cincinnati, Barty b. Teichmann 6-3 6-1)
Non chiedetemi perché, ma questo è il punto giocato da Barty nel 2021 che mi è rimasto più impresso di tutta la sua stagione. Non so se sia davvero il suo migliore, ma a mio avviso racchiude in pochi secondi tante delle sue qualità tecniche e di tocco. Siamo a Cincinnati, in un match che vede di fronte la testa di serie numero 1 Barty contro la sorpresa Jil Teichmann, che ha raggiunto la finale giocando il miglior tennis della carriera.

E che Jil sia in forma lo si capisce da come riesce a tenere testa a tutte le soluzioni differenti che Ashleigh sviluppa durante lo scambio. Anzi: sembra addirittura avere la meglio quando riesce ad agganciare il dropshot di Barty replicando con un rovescio incrociato (da mancina) strettissimo. E invece Ashleigh è in grado di trovare la soluzione migliore con un dritto eseguito correndo in avanti e, malgrado questo, piazzato alla perfezione. Peccato per la pessima qualità del video, che per lunghi tratti rende la palla invisibile.

a pagina 2: Gli scambi dalla posizione 6 alla 1

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WTA Hot Shots! 12 (+12) punti memorabili del 2021

Prima parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi colpi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Ons Jabeur

Ultimi due articoli dell’anno, dedicati ai migliori punti del 2021. Come già in passato, ho deciso di dividerli in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Penso sia l’unica strada possibile per dare ordine al materiale scelto, perché altrimenti i punti avrebbero caratteristiche così diverse da non essere quasi paragonabili. In alcuni casi la distinzione è difficile, ma ho preferito incorrere in qualche scelta dubbia piuttosto che mischiare situazioni troppo differenti.

Le fonti da cui sono ricavati i punti sono sostanzialmente due: le diverse scelte che si trovano su Internet e i promemoria che prendo io stesso durante l’anno mentre seguo le partite, e che spero rendano la selezione meno scontata. Purtroppo poi non sempre riesco a recuperare i video dei punti individuati, e questo finisce per limitare la presentazione. In ogni caso non ho alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme.

Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Cominciamo con i colpi, per gli scambi ci ritroveremo martedì 28 dicembre.

 

12. Harmony Tan
(2T Roland Garros, Vondrousova b. Tan 6-1, 6-3)
Nella selezione degli Hot Shots non può mancare un tweener. Tra tutti quelli della stagione 2021 ho scelto questo perché eseguito dopo una corsa in diagonale, una situazione che rende più difficile mantenere la percezione del campo spalle alla rete. Protagonista Harmony Tan, giocatrice francese ammessa nel tabellone principale del Roland Garros grazie a una wild card. E in un momento di buona forma, altrimenti al primo turno non avrebbe vinto il derby contro la ben più titolata Alizè Cornet.

Veniamo al punto. Tan si trova contro Marketa Vondrousova, che dello schema “dritto incrociato profondo + palla corta di rovescio lungolinea” ha fatto uno degli architravi del suo gioco: una situazione ampiamente codificata del suo modo di stare in campo (vedi QUI). In certe situazioni Marketa non perdona: parte il drop shot e diventa difficile cavarsela. Qui però Tan è molto brava nella doppia corsa avanti-indietro conclusa dal tweener potente e preciso che sorprende tutti, inclusa Vondrousova.

11. Dayana Yastremska
(1T US Open, Kerber b. Yastremska 3-6, 6-4, 7-6)
Immagino i dubbi dei detrattori: Dayana Yastremska è una giocatrice da “o la va o la spacca”, tanto che quando si è affacciata sul circuito proponeva un tennis con tassi di rischio e aggressività mai visti prima. E non era una semplice sensazione, ma un dato confermato dagli statistici.

US Open, match contro Kerber. Lo scambio di per sé è semplicissimo: Yastremska serve a uscire, e non è nemmeno una cattiva battuta; ma Kerber risponde ancora più incrociato con una parabola strettissima che obbliga l’avversaria oltre il corridoio. A questo punto Dayana sa che l’inerzia dello spostamento la spingerà fuori dal campo in modo quasi irreversibile. E allora si inventa una replica di dritto di assoluta precisione: il suo dritto passa fra la il seggiolone del giudice arbitro e il paletto della rete, atterrando esattamente all’incrocio delle righe, imprendibile per chiunque.

a pagina 2: I colpi da 10 a 6

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