WTA Ranking: Venus consolida la top 20, salgono Knapp e Lucic-Baroni

WTA

WTA Ranking: Venus consolida la top 20, salgono Knapp e Lucic-Baroni

Pubblicato

il

TENNIS WTA RANKING – In rialzo le quotazione di Knapp, Lucic-Baroni e Lisicki, vincitrici dei tre tornei post US Open. Venus si conferma in top 20 e guida, con la sorella, lo squadrone americano.

Nulla di nuovo ai vertici del ranking questa settimana: sono stabili le prime 13 posizioni. Il primo movimento che si avverte è quello di Makarova che scavalca Safarova al n.14.

Molto bene le protagoniste dei primi tornei post US Open: grosse spinte in avanti per le vincitrici
Lisicki (+7, n.24), Lucic-Baroni (+24, n.56) e Knapp (+27, n.62).
Ottimi progressi anche per Schiavone (+5, n.69), Van Uytvanck (+12, n.79) e Venus Williams (+1, n.18), che consolida la sua presenza nelle venti.

 

Venus ha conquistato 31 posti dall’inizio dell’anno e insieme a sua sorella restano le americane meglio classificate. Non più di due settimane fa, la USTA ritirava il mandato a Patrick McEnroe. Almeno in campo femminile, il movimento a stelle e strisce non sembra essere in crisi, stando ai numeri del ranking. La compagine americana è la più nutrita se si limita l’analisi alla top 100: 11 atlete, di cui ben 7 nelle cinquanta. L’età media è di quasi 25 anni, ma, escludendo le “anziane” Williams, si scende a circa 23 anni.
Nello specifico, queste sono i dati relativi alle prime 10 nazioni del Nation Ranking:

Fig 1

Fig 2

Le tabelle sono piuttosto chiare: gli Stati uniti sono la nazione con un rapporto atlete in top100/età più incoraggiante e  la squadra con migliori prospetive di crescita per il futuro. Giusto per fare un confronto, l’Italia ha 6 atlete nelle 100 e 4 nelle 50, con un’età media di poco più di 29 anni.

Giocatrice Punti Tornei Diff. fine 2013 Diff. dal 08/09/14
1 Williams, Serena 9430 17 0 0
2 Halep, Simona 6160 21 9 0
3 Kvitova, Petra 5926 19 3 0
4 Sharapova, Maria 5575 15 0 0
5 Radwanska, Agnieszka 5380 21 0 0
6 Li, Na 5270 13 -3 0
7 Bouchard, Eugenie 4433 23 25 0
8 Kerber, Angelique 4400 23 1 0
9 Wozniacki, Caroline 4305 19 1 0
10 Ivanovic, Ana 3855 22 6 0
11 Jankovic, Jelena 3655 21 -3 0
12 Errani, Sara 3215 23 -5 0
13 Cibulkova, Dominika 3007 22 2 0
14 Makarova, Ekaterina 2845 18 10 1
15 Safarova, Lucie 2715 23 14 -1
16 Pennetta, Flavia 2651 19 15 0
17 Petkovic, Andrea 2525 25 22 0
18 Williams, Venus 2495 18 31 1
19 Suarez Navarro, Carla 2420 25 -2 -1
20 Stosur, Samantha 2110 24 -2 0

 

Teen Ranking

Van Uytvanck, grazie alle semifinali di Hong Kong, sale al n.7 del ranking delle giovani. Entra al n.10 la bielorussa Sasnovich, battuta al secondo turno da Knapp a Tashkent.
Il Teen-Ranking si ottiene limitando la classifica alle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1994.

Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 08/09/14
1 Bouchard, Eugenie 1994 7 0
2 Keys, Madison 1995 29 0
3 Bencic, Belinda 1997 34 0
4 Svitolina, Elina 1994 35 0
5 Beck, Annika 1994 58 0
6 Schmiedlova, Anna 1994 76 0
7 Van Uytvanck, Alison 1994 79 2
8 Smitkova, Tereza 1994 89 0
9 Vekic, Donna 1996 92 1
10 Sasnovich, Aliaksandra 1994 93

 

Nation Ranking

Repubblica Ceca e Germania sono appaiate in terza posizione così come al n.5 troviamo a pari merito Serbia e Cina. L’Italia è stabile al settimo posto.

Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

Nazione Punteggio Diff. dal 08/09/14
1 Russia 41 0
2 Stati Uniti 47 0
3 Repubblica Ceca 49 -1
3 Germania 49 1
5 Serbia 60 -1
5 Cina 60 1
7 Italia 70 0
8 Slovacchia 104 0
9 Romania 115 1
10 Spagna 117 -1

 

Casa Italia

La prima vittoria di Knapp la riporta al n.5 nazionale. Retrocede di due posti Burnett (n.10), nei quarti a Tashkent un anno fa e ormai ferma da Wimbledon.

Il ranking medio delle top 5 italiane oggi è 35,2.

Giocatrice Class. WTA Diff. fine 2013 Diff. dal 08/09/14
1 Errani, Sara 12 -5 0
2 Pennetta, Flavia 16 15 0
3 Giorgi, Camila 42 56 0
4 Vinci, Roberta 44 -30 0
5 Knapp, Karin 62 -21 1
6 Schiavone, Francesca 69 -30 -1
7 Barbieri, Gioia 170 82 0
8 Brianti, Alberta 184 24 1
9 Grymalska, Anastasia 238 24 1
10 Burnett, Nastassja 240 -73 -2
11 Gatto Monticone, Giulia 241 5 0
12 Camerin, Maria Elena 252 -60 0
13 Sanesi, Gaia 311 125 0
14 Matteucci, Alice 394 343 0
15 Remondina, Anna 431 -50 1
16 Paolini, Jasmine 435 189 1
17 Balducci, Alice 448 0 -2
18 Bruzzone, Giulia 484 94 1
19 Giovine, Claudia 492 120 -1
20 Caregaro, Martina 497 -30 0

LE TOP 50

Legenda: nelle top 50 trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1] 1 Williams, Serena United States 26 Sep 1981 9430 17
[2] 2 Halep, Simona Romania 27 Sep 1991 6160 21
[3] 3 Kvitova, Petra Czech Republic 08 Mar 1990 5926 19
[4] 4 Sharapova, Maria Russia 19 Apr 1987 5575 15
[5] 5 Radwanska, Agnieszka Poland 06 Mar 1989 5380 21
[6] 6 Li, Na China 26 Feb 1982 5270 13
[7] 7 Bouchard, Eugenie Canada 25 Feb 1994 4433 23
[8] 8 Kerber, Angelique Germany 18 Jan 1988 4400 23
[9] 9 Wozniacki, Caroline Denmark 11 Jul 1990 4305 19
[10] 10 Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987 3855 22
[11] 11 Jankovic, Jelena Serbia 28 Feb 1985 3655 21
[12] 12 Errani, Sara Italy 29 Apr 1987 3215 23
[13] 13 Cibulkova, Dominika Slovakia 06 May 1989 3007 22
[15] 14 Makarova, Ekaterina Russia 07 Jun 1988 2845 18
[14] 15 Safarova, Lucie Czech Republic 04 Feb 1987 2715 23
[16] 16 Pennetta, Flavia Italy 25 Feb 1982 2651 19
[17] 17 Petkovic, Andrea Germany 09 Sep 1987 2525 25
[19] 18 Williams, Venus United States 17 Jun 1980 2495 18
[18] 19 Suárez Navarro, Carla Spain 03 Sep 1988 2420 25
[20] 20 Stosur, Samantha Australia 30 Mar 1984 2110 24
[21] 21 Peng, Shuai China 08 Jan 1986 1905 25
[22] 22 Cornet, Alizé France 22 Jan 1990 1900 24
[23] 23 Kuznetsova, Svetlana Russia 27 Jun 1985 1860 18
[31] 24 Lisicki, Sabine Germany 22 Sep 1989 1825 20
[24] 25 Azarenka, Victoria Belarus 31 Jul 1989 1813 16
[25] 26 Muguruza, Garbiñe Spain 08 Oct 1993 1803 19
[26] 27 Pavlyuchenkova, Anastasia Russia 03 Jul 1991 1775 23
[27] 28 Stephens, Sloane United States 20 Mar 1993 1690 22
[28] 29 Keys, Madison United States 17 Feb 1995 1670 21
[29] 30 Dellacqua, Casey Australia 11 Feb 1985 1621 17
[30] 31 Zahlavova Strycova, Barbora Czech Republic 28 Mar 1986 1601 22
[36] 32 Pliskova, Karolina Czech Republic 21 Mar 1992 1395 30
[32] 33 Zhang, Shuai China 21 Jan 1989 1362 29
[33] 34 Bencic, Belinda Switzerland 10 Mar 1997 1332 21
[34] 35 Svitolina, Elina Ukraine 12 Sep 1994 1315 27
[37] 36 Nara, Kurumi Japan 30 Dec 1991 1262 26
[38] 37 Koukalova, Klara Czech Republic 24 Feb 1982 1210 29
[39] 38 Vandeweghe, Coco United States 06 Dec 1991 1180 22
[35] 39 Jovanovski, Bojana Serbia 31 Dec 1991 1180 28
[40] 40 Diyas, Zarina Kazakhstan 18 Oct 1993 1169 26
[41] 41 Rybarikova, Magdalena Slovakia 04 Oct 1988 1145 28
[42] 42 Giorgi, Camila Italy 30 Dec 1991 1135 21
[43] 43 Lepchenko, Varvara United States 21 May 1986 1132 23
[44] 44 Vinci, Roberta Italy 18 Feb 1983 1122 25
[45] 45 Kanepi, Kaia Estonia 10 Jun 1985 1110 22
[47] 46 Watson, Heather United Kingdom 19 May 1992 1100 25
[48] 47 Flipkens, Kirsten Belgium 10 Jan 1986 1095 25
[46] 48 Garcia, Caroline France 16 Oct 1993 1074 25
[49] 49 Pironkova, Tsvetana Bulgaria 13 Sep 1987 1054 22
[53] 50 Cepelova, Jana Slovakia 29 May 1993 1016 24

RACE

Legenda: trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1] 1 Williams, Serena United States 26 Sep 1981 6931 15
[2] 2 Sharapova, Maria Russia 19 Apr 1987 5575 13
[3] 3 Halep, Simona Romania 27 Sep 1991 5189 17
[4] 4 Radwanska, Agnieszka Poland 06 Mar 1989 4318 17
[5] 5 Kvitova, Petra Czech Republic 08 Mar 1990 4049 16
[6] 6 Li, Na China 26 Feb 1982 3970 11
[7] 7 Bouchard, Eugenie Canada 25 Feb 1994 3901 19
[8] 8 Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987 3650 17
[9] 9 Wozniacki, Caroline Denmark 11 Jul 1990 3491 16
[10] 10 Kerber, Angelique Germany 18 Jan 1988 3245 19
[11] 11 Makarova, Ekaterina Russia 07 Jun 1988 2900 17
[12] 12 Cibulkova, Dominika Slovakia 06 May 1989 2810 18
[13] 13 Errani, Sara Italy 29 Apr 1987 2795 20
[14] 14 Jankovic, Jelena Serbia 28 Feb 1985 2765 18
[15] 15 Pennetta, Flavia Italy 25 Feb 1982 2578 16

Continua a leggere
Commenti

WTA

Original 9, Valerie Ziegenfuss: “Sarei più brava oggi: potrei pagare un allenatore!”

Le donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Valerie Ziegenfuss: “Alla gente piaceva veder giocare le donne perché gli scambi erano più lunghi. Ora la situazione si è capovolta”

Pubblicato

il

Valerie Ziegenfuss (photo via Twitter, @usopen)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. L’ottava protagonista, Valerie Ziegenfuss, ripercorre i primi anni ’70 quando contribuì a costruire un audace futuro per il tennis professionistico femminile. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Valerie Ziegenfuss aveva 21 anni quando si iscrisse per competere nell’innovativo Virginia Slims Invitational di Gladys Heldman, a Houston nel settembre 1970. Nel corso della sua carriera, la nativa di San Diego raggiunse il terzo turno in tre Major: lo US Open nel 1969 e nel 1975 e il Roland Garros nel 1972. Sul nascente circuito di Virginia Slims raggiunse la finale a Oklahoma nel 1972, dove Rosie Casals riuscì a fermarla. Quattro volte semifinalista Slam in doppio, due volte a Wimbledon e due volte agli US Open, vinse sei titoli nella disciplina a squadre.

Valerie riflette: “Ricordo che non sapevo cosa avrebbe portato il torneo di Houston. Eravamo preoccupate che ci stessimo esponendo troppo e che potessero vietarci di giocare i tornei. Ma nel complesso, avevo molta fiducia in Billie Jean come nostro leader e anche in Gladys Heldman come nostra promotrice. Mi piaceva il tennis femminile: credevo tanto nel nostro prodotto”.

 

Per me, in quel momento, era più importante avere pari opportunità di giocare che parità di montepremi. Credo che lo meritassimo perché la gente ci seguiva. Abbiamo avuto un ottimo feedback. La gente diceva: ‘Oh, ci piace guardare le ragazze, gli scambi sono molto più lunghi’. Penso quasi che la situazione si sia capovolta ora; con le palle più pesanti e i campi più lenti gli uomini in vetta alle classifiche stanno giocando rally più lunghi!”.

Penso che ad un certo punto stessi giocando 14 settimane su 16, ma non posso lamentarmi – noi volevamo il nostro tour, quindi qualcuno doveva farlo! Si aggiunse la responsabilità di promuoverlo, ma a me piaceva questa responsabilità e penso di essere stata anche brava sotto questo aspetto. Ognuno ha aiutato come meglio poteva per far progredire il nostro circuito, e questo creò un vero legame, come se fossimo tutte sorelle. Quando tutte noi nove ci riuniamo, ci guardiamo e diciamo: ‘Oh, wow, guarda cosa abbiamo creato!“.

Erano altri tempi, ma abbiamo potuto goderci un po’ di glamour grazie a Teddy Tinling. Mi creò un vestito nero in velluto che si allacciava al collo con strass lungo la scollatura, abbinato a una gonna in lamé color argento. Era stato creato per essere indossato sotto le luci in un palazzetto dello sport ed era bellissimo. Un’altra gonna era ricoperta di paillettes…. era un po’ pesante per giocarci!”.

I momenti più belli erano in doppio e quando giocavo Fed Cup e Wightman Cup per gli Stati Uniti. Ero una giocatrice a tutto campo e la mia forza era il mio gioco molto fisico. Ma penso che sarei molto più brava se giocassi oggi, anche perché potrei pagare un allenatore! Avrei avuto mio padre, George, lì in un’istante”.

Intervista di Adam Lincoln – Traduzione di Gianluca Sola


Per conoscere meglio le nove protagoniste, il sito della WTA sta pubblicando anche delle brevi video-interviste in cui vengono rivolte a tutte le stesse domande. Di seguito le risposte di Rosie Casals.

Chi era il tuo idolo?
“Una pattinatrice, Peggy Fleming, che rappresentò gli Stati Uniti alle Olimpiadi. Era bella e piena di talento. All’epoca il tennis non si vedeva in TV e c’erano pochi libri, quindi non ho un idolo nel mondo del tennis

I tuoi colpi migliori come tennista?
“Il gioco sopra la testa (gli smash, ndr) e il gioco di volo

Torneo preferito?
“US Open, sicuramente. Da tennista americana adoro il cemento. L’adattamento alla terra battuta era difficile, quindi non mi piaceva il Roland Garros; l’erba di Wimbledon era veloce, buono per chi faceva serve&volley come me, ma dico senza dubbio US Open

Cosa serve per essere un campione?
“Perseveranza, amore per lo sport e dedizione”

Momento clou della tua carriera nel tennis?
“Quando ho giocato per gli Stati Uniti in Fed Cup. Giocare in team e rappresentare il mio paese fu grandioso per me

La partita che credevi fosse vinta?
“Lo ricordo bene perché non dormii quella notte: contro la mia compagna di doppio Mary Ann Eise ero in vantaggio 5-2 40-40… e persi quella partita. Ci fu una chiamata contestata: lei disse che avevo colpito una volée oltre la linea della rete, quel punto mi avrebbe dato la vittoria. Una sconfitta che mi fece male

Quale avversaria sceglieresti in un match di fantasia?
“Contro chiunque? Credo sarebbe contro Roger Federer: che campione, che brava persona. Non lo conosco ma a vederlo giocare da 20 anni…. amo il tennis maschile, cioè amo anche quello femminile ma questa sarebbe la mia scelta

Tennista preferito da veder giocare?
“Federer, e mi piace molto anche Djokovic. Lo rispetto, è un combattente e ha grandi colpi da fondocampo. Al femminile mi piace veder giocare le ragazze americane, mi vengono in mente Madison Keys, Sloane Stephens e ovviamente le sorelle Williams

Traduzione a cura della redazione


  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman
  3. Original 9: Judy Dalton
  4. Original 9: Jane ‘Peaches’ Bartkowicz
  5. Original 9: Kerry Melville Reid
  6. Original 9: Rosie Casals
  7. Original 9: Nancy Richey

Continua a leggere

WTA

Original 9: Nancy Richey, che per giocare gli Slam andava in metro con i vestiti sudati

Le donne che hanno cambiato la storia della WTA: oggi tocca a Nancy Richey, due volte campionessa Slam e numero 2 del mondo in un’epoca difficile. “Non c’erano soldi, non c’erano mense per gli atleti, non c’era nulla”

Pubblicato

il

Nancy Richey (foto dal sito US Open)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La settima protagonista, Nancy Richey, ci riporta con la memoria al periodo in cui il tennis professionistico femminile iniziò la sua avventura. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Nel settembre del 1970, quanto le Original 9 firmarono il contratto da un dollaro con Gladys Heldman, Nancy Richey era ventottenne e già due volte campionessa Slam, avendo trionfato nei Campionati d’Australia del 1967 e all’Open di Francia del 1968. Nel corso di una carriera ventennale, la texana fu in grado di vincere 69 titoli, 19 dei quali nell’Era Open, comprensivi di sei trionfi consecutivi agli US Clay Court Championships, raggiungendo la posizione numero 2 nel ranking mondiale. Inoltre, vinse due titoli dello Slam in doppio. Richey si ritirò dopo lo US Open del 1978 – il primo giocato a Flushing Meadows – a 36 anni e fu introdotta nel 2003 nella Hall of Fame del tennis.

Ho conosciuto il tennis quando era ancora amatoriale – riflette Richey – quando dovevamo prendere la metropolitana da Midtown Manhattan a Forest Hills, con le borse in spalla, e poi fare il viaggio di ritorno portando con noi i vestiti da tennis inzuppati di sudore. Quelle valigie pesavano più di venti chili l’una. Non c’erano soldi, non c’erano mense per gli atleti, non c’era nulla. Oggi, i giocatori sono pagati milioni di dollari, le donne guadagnano un montepremi identico agli uomini e lo sport è cresciuto davvero moltissimo. Penso che sia straordinario, davvero. Ogni volta che entro a Flushing Meadows mi do un abbraccio virtuale, perché ciò che vedo è proprio quello che noi sognavamo che il nostro sport diventasse.

“Provo le stesse cose che provavo allora di fronte alle diseguaglianze. A quei tempi eravamo così discriminate – ero arrivata al punto in cui non mi interessava nemmeno più se avessi potuto o meno giocare un altro torneo dello Slam. Sentivo che avevamo in ogni caso imboccato una strada senza uscita. Ci siamo prese un rischio, ma sapevo che Gladys Heldman aveva avuto successo in tutte le cose in cui sei era cimentata, dunque sapevo che sarebbe stata anche un’ottima promotrice di tornei. Tutte le atlete che firmarono quel contratto da un dollaro con Gladys erano estremamente determinate, non ci volle molto a capire che stavamo costruendo qualcosa di buono. Fu più che un successo”.

“Mi piaceva molto indossare i completi di Teddy Tinling. Ovviamente, a me toccavano gli scarti, perché portavo delle tute e lui utilizzava dei pezzi di tessuto degli abiti delle altre ragazze per confezionarmele. Ma erano fatte davvero bene! Io ero una sarta – forse è stato il mio primo amore a quei tempi, prima ancora del tennis – e quindi apprezzavo davvero le opere d’arte che Teddy riusciva a realizzare. Conservo ancora ogni cosa che ha creato per me, tranne la tuta che ho donato alla Tennis Hall of Fame. Al giorno d’oggi, anche gli uomini stanno diventando molto attenti alla moda ed è divertente vedere cosa riescono a tirar fuori”.

“Anche se non guadagnavamo come i giocatori di oggi, non è che stessimo poi male. Se fossi nata cinque o dieci anni prima, allora sì avrei ben potuto non vedere un dollaro. Sono molto orgogliosa di esser stata una di quelle che ha aiutato a dare il via a tutto questo – non ha prezzo per me. Sono felice di aver visto e giocato nei giorni in cui lo sport era amatoriale, nel momento di transizione con l’Era Open e poi nei primissimi anni del Tour WTA. È una cosa meravigliosa. Non che non mi sarebbe piaciuto guadagnare di più, ma anche quello è stato un gran bel periodo!”

Intervista di Adam Lincoln – Traduzione di Filippo Ambrosi

 

  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman
  3. Original 9: Judy Dalton
  4. Original 9: Jane ‘Peaches’ Bartkowicz
  5. Original 9: Kerry Melville Reid
  6. Original 9: Rosie Casals

Continua a leggere

WTA

Original 9: Rosie Casals

Sesto dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Rosie Casals, la doppista più vincente del tennis femminile dopo Navratilova

Pubblicato

il

Rosie Casals (da tennisfame.com)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La quarta protagonista è Rosie Casals, nata a San Francisco il 16 settembre 1948, due volte finalista in singolare allo US Open e nove volte campionessa Slam in doppio. Rosie ripercorre i rischi e i benefici nel prendere parte al rivoluzionario torneo femminile di Houston organizzato da Gladys Heldman. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA.


Rosie Casals aveva 22 anni quando, nel settembre 1970, sconfisse Judy Dalton nella finale del Virginia Slims Invitational – l’evento che lanciò davvero il tennis femminile professionale. Durante la sua storica carriera, la californiana è stata finalista allo US Open nel 1970 e 1971 e presenza fissa nella Top 10 di singolare. In doppio, il suo straordinario bottino vanta 112 trofei – tra cui cinque corone di Wimbledon vinte al fianco di Billie Jean King e quattro titoli statunitensi. Solo Martina Navratilova ha fatto meglio di lei. È stata introdotta nella International Tennis Hall of Fame nel 1996.

Rosie riflette: “Mettere a rischio l’opportunità di giocare i tornei dello Slam è stata probabilmente la parte più rischiosa nell’andare contro il vecchio establishment. Cos’altro stavamo rischiando? Eravamo davvero cittadini di seconda classe quando giocavamo in tornei ufficiali insieme agli uomini – e intendo in tutti i tornei. In quel senso non avevamo molto da perdere. D’altra parte, i tornei dello Slam erano tutto per noi in quel momento”.

 

Non si trattava solo di soldi ma di riconoscimenti, di ottenere luoghi dove poter giocare e di essere pagate equamente per qualcosa che facevamo bene. Prima di Houston, Billie Jean, Françoise Dürr, Ann Jones e io eravamo diventate professioniste sotto contratto, giocando al fianco di Rod Laver, Ken Rosewall, Pancho Gonzales, Roy Emerson e gli altri professionisti. Noi quattro avevamo un buon contratto per quegli eventi e questo ci ha dato un assaggio di ciò che era possibile. Abbiamo capito che per ottenere qualcosa dovevamo rischiare qualcosa ed eravamo pronte a farlo“.

In quegli anni il movimento femminista ha sicuramente aiutato il nostro slancio. C’era la sensazione reale che fossimo sulla strada giusta, che ciò per cui stavamo combattendo era raggiungibile. Avere una leader forte come Billie Jean, che davvero riusciva a richiamare l’attenzione, è stato molto importante per noi. Siamo stati anche molto fortunate ad aver scoperto, attraverso Gladys Heldman, Philip Morris e il marchio Virginia Slims in un momento in cui stavano cercando di promuovere le donne”.

È stato un inizio difficile, perché abbiamo dovuto convincere i media del fatto che meritavamo il diritto di giocare e di essere noi stesse leader e di richiedere un equo premio in denaro. È stato molto difficile attirare la loro attenzione e ottenere articoli che parlassero della nostra causa. Ma siamo state educate dal Virginia Slims: ci hanno insegnato a venderci. So per certa che il tennis femminile non sarebbe dove si trova oggi se non fosse per loro. Vedere quante giocatrici stanno giocando oggi, quanto è competitivo, è fantastico”.

(Intervista realizzata da Adam Lincoln)


Per conoscere meglio le nove protagoniste, il sito della WTA sta pubblicando anche delle brevi video-interviste in cui vengono rivolte a tutte le stesse domande. Di seguito le risposte di Rosie Casals.

Chi era il tuo idolo?
“Crescendo, il mio idolo è stato… non c’era. Non ne avevo uno, davvero, non c’era”

I tuoi colpi migliori come tennista?
“Probabilmente lo smash e la capacità di muovermi in campo”

Torneo preferito?
“Il mio torneo preferito era Wimbledon… e la Family Circle Cup (il nome con cui era precedentemente noto l’attuale torneo di Charleston, ndr), un tempo”

Cosa serve per essere un campione?
“Per essere campioni serve molto. Sai, serve dedizione, cuore e disciplina… devi unire tutto ciò insieme, non è semplice”

Momento clou della tua carriera nel tennis?
“Il momento clou della mia carriera è stato vincere per la prima volta Wimbledon con Billie Jean King in doppio nel 1967… e vincere la Family Circle Cup a Hilton Head nel 1973, portando a casa 30.000 $: in quegli anni era il premio più oneroso sia per gli uomini che per le donne, quindi è stato davvero fantastico”

La partita che credevi fosse vinta?
“Credo che ce ne siano molte, davvero tante. (Contro) Margaret Court, Billie Jean, Chris Evert, ce ne sono davvero tante.. E vorrei poter far qualcosa per rimediare ora ma non è possibile”

Quale avversaria sceglieresti in un match di fantasia?
“Se dovessi giocare un fantasy match? Mmm… nella storia del tennis? Vediamo, potrebbe essere contro Serena o Venus, o probabilmente una delle giocatrici di oggi. Sono davvero brave”

Tennista preferito da veder giocare?
“Bene… ok, c’è Roger, lui è uno dei miei giocatori preferiti, il mio preferito da guardare. Devo ammettere che mi piace guardare Flipkens, lei ha un gioco molto vario e doti che mi piacciono. Sono sicura che ce ne sono molti altri ma al momento mi vengono in mente questi due”

La traduzione di entrambi gli articoli è a cura di Andrea Danuzzo


  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman
  3. Original 9: Judy Dalton
  4. Original 9: Jane ‘Peaches’ Bartkowicz
  5. Original 9: Kerry Melville Reid

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement