Federer minaccia anche il n. 1 (Martucci), Federer in corsa per tornare numero uno (Rossi), Federer l'infinito vince Shanghai e mette nel mirino il n.1 di Djokovic (Semeraro), la culla del tennis (Clerici)

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Federer minaccia anche il n. 1 (Martucci), Federer in corsa per tornare numero uno (Rossi), Federer l’infinito vince Shanghai e mette nel mirino il n.1 di Djokovic (Semeraro), la culla del tennis (Clerici)

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Rassegna a cura di Daniele Flavi

 

Federer minaccia anche il n. 1

 

 

Vincenzo Martucci, la Gazzetta dello sport del 13.10.2014

 

«Sono stato molto, molto, fortunato ad arrivare fin qui». Roger Federer è sincero. Mentre alza la coppa di Shanghai dopo la giornata così così — malgrado il tetto chiuso per il forte vento che dovrebbe favorirlo — , ripensa ai due set point salvati e al doppio tie-break con cui supera di mezza incollatura il solito mezzo infortunato Gilles Simon (dalla schiena agli adduttori). Rivede i 57 errori gratuiti e i 5 match point salvati all’esordio, quattro giorni prima, con Leo Mayer. E il sorriso gli si allarga ancor di più per questo urrà Atp numero 81, così come aumenta a dismisura l’esultanza finale. Perché quest’anno è già super, con 61 vittorie (13 contro i «top ten»), 4 titoli in 9 finali, e 10 sconfitte, ma soprattutto quella sensazione di ritrovata freschezza e vivacità che spiazza i rivali. Rafa Nadal, che ancora non sta bene e che lui sorpassa oggi al numero 2 (da 3), e Djokovic, che ha battuto per la terza volta su 5 confronti stagionali e ora marca da incredibilmente vicino: a 990 punti! Il dominatore degli ultimi due Shanghai che condivide la nostra impressione… Il merito dell’ennesima resurrezione è della schiena ritrovata (magari col nuovo fisioterapista Daniel Troxler, che prima seguiva il maratoneta Rothlin), sicuramente della racchetta dal piatto corde più grande con la quale ha più potenza e del coach-motivatore, Stefan Edberg, grazie al quale sta andando a rete più che mai, 35 volte a partita, nelle ultime due partite, sia contro Nole che contro Simon. Ieri, con 24 punti e sempre più con un’attitudine offensiva costante, come finalmente continua è la tendenza a al rischio nei primi colpi dello scambio. Magari l’avesse fatto quando glielo suggeriva Tony Roche! Programmi Dopo questo Masters 1000 numero 23, ormai alla collezione di Federer mancano solo Montecarlo e Roma, ma con 9 ha già una tacca più di Nadal e Djokovic. A gennaio, è partito con un obiettivo: «Star bene». Ora si bea del presente: «Sono felice di vedere che il duro lavoro dell’anno scorso sta finalmente pagando. Non solo mi sento bene, mi alzo dal letto normale e non sono mezzo rotto come l’anno scorso. Eppoi, in campo, mi diverto. Sto giocando proprio come speravo di poter ancora giocare». E si carica col futuro, anche se la ferita della finale di Wimbledon persa in 5 set contro Novak è ancora aperta, vede davanti a sé ancora due grandi possibilità di successo, a novembre, il Masters di Londra dal 9 al 17 (che ha già vinto 6 volte in 8 finali) e, soprattutto, la finale di coppa Davis a Lille contro la Francia il 21- 23, l’unico alloro che gli manca davvero insieme all’oro olimpico in singolare. Citibank! L’intelligente Simon ha battuto Wawrinka e Berdych, ma in finale cede da 5-3 al primo set e manca due set point al secondo, e s’arrende allo svizzero delle meraviglie per la quinta volta di fila: «Roger ha sempre il suo fantastico servizio e il dritto strepitoso, ora lo conosco e non mi fa più paura, ma è sempre così difficile da battere. Ogni volta che ha una opportunità è sempre così bravo a prendersela e ha questa sensazione, dentro, che troverà in qualche modo il modo di sopravvivere ancora una volta». Fortuna, Roger, o il vecchio leone ha ritrovato anche la cattiveria?

 

Federer in corsa per tornare numero uno

 

Paolo Rossi, la repubblica del 13.10.2014

 

Dato per morto e sepolto, ecco che Roger Federer trionfa a Shanghai e addirittura si pone come candidato alla leadership della stagione 2014 del tennis. Non è poi così invecchiato, il 33enne di Basilea, e potrebbe non essere il suo ultimo colpo di coda. Gli statistici fanno i conti e dicono che, vincesse il Masters di Londra, potrebbe accadere l’imprevedibile, cioè rivedere lo svizzero sulla vetta del mondo del tennis. Clamoroso, per uno come lui che da due anni non vince uno Slam ma che ha abituato sin troppo bene i suoi fans e il palato fine degli appassionati che amano il tennis. Ieri, in Cina, ha prevalso – soffrendo (7-6, 7-6) -sul francese Simon (un anticipo della finale di Coppa Davis ). Ma lo show era avvenuto in semifinale, proprio contro Djokovic e, volendo, anche mercoledì quando aveva annullato 5 matchpoint all’argentino Mayer. Sono ifamosi segni del destino ( non accadde anche a Panatta nel ’76 a Parigi?), e dunque il grande Roger pub festeggiare il suo 23 Master 1000, il nono diverso ( gli mancano solo Roma e Montecarlo ), I’81 torneo della sua carriera. Sono numeri da brivido, e oggi l’Atp – diramando la nuova classifica settimanale – proclama il suo sorpasso a Nadal al secondo posto, a soli 990 punti dal serbo. Questo significa, sempre seguendo la teoria matematica, che se Federer s’imponesse nel torneo di casa ( Basilea, la prossima settimana, trofeo a cui tiene) potrebbe presentarsi a Londra come il principale competitor di Djokovic, considerate le precarie condizioni fisiche di Nadal ( non fossero bastati tutti i suoi infortuni, ora si è aggiunta anche l’appendicite): chissà se si presenterà nel Regno Unito, e in quali condizioni. Per questo il Federer Club esulta, pregustando una ‘Mission Impossiblé insperata dopo gli US Open ( battuto in semifinale dal vincitore, Cilic) e l’ apoteosi finale: ci sono, a disposizione, quarantadue giorni: lo svizzero pub davvero riscrivere il 2014. Federer nella finale vinta ieri a Shanghai

 

Federer l’infinito vince Shanghai e mette nel mirino il n.1 di Djokovic

 

Stefano Semeraro, la stampa del 13.10.2014

 

Che forza, il papà. Roger Federer – 33 anni, 4 gemelli a carico, un imponibile lordo di 56 milioni di dollari l’anno secondo Forbes – ha vinto per la prima volta in carriera il Masters 1000 di Shanghai, battendo 7-6 7-6 in finale l’insidioso francesino Gilles Simon, e ora inizia davvero a somigliare davvero al proverbiale saggio cinese seduto sull’argine del fiume. Dalla riva dello Huang-Po ha visto passare le «salme» di Novak Djokovic, il n.1 del mondo un po’ distratto dall’imminente paternità che proprio Federer ha dominato in semifinale; di Rafa Nadal, alle prese con una misteriosa appendicite; di uno smarrito Stan Wawrinka e di Andy Murray, sempre più confuso dopo la bocciatura del referendum scozzese e addirittura in forse per il Masters di Londra. Roger, va ricordato, a Shanghai ha rischiato un clamoroso flop al 1 turno con Leonardo Mayer (5 match-point salvati) ma passata la paura ha scalato le marce e messo la freccia: da oggi torna n. 2 del mondo, per la prima volta dal maggio 2013, sorpassando Nadal e iniziando forse a trastullarsi con un pensierino stupendo. Nella classifica mondiale Federer è infatti ormai relativamente a tiro di Djokovic (2430 punti, ma a novembre può incassarne 2165 mentre Nole può solo contenere le perdite), sognare l’impossibile è diventato d’improvviso più confortevole. Già così il suo 2014 è più che buono, con 4 tornei artigliati (Halle, Dubai e i due «1000» di Cincinnati e Shanghai, alla collezione mancano solo Roma e Montecarlo), una finale persa di un soffio a Wimbledon e per il momento un bilancio di 64 vittorie e 10 sconfitte, in percentuale il migliore dal 2007. L’evaporare del mal di schiena, la nuova racchetta e una svolta «zemaniana» nel gioco quest’anno lo hanno rimesso in corsa quando molti lo davano ormai ai giardinetti con il passeggino, così ora può pensare in grande in un finale di stagione da urlo che comprende Basilea, Parigi-Bercy, la (male di Coppa Davis contro la Francia e il Masters di Londra dove potrebbe teoricamente riprendersi lo scettro del ranking. Molto dipenderà dalle doglie di Djokovic, è vero. Ma che fenomeno, il Patriarca.

 

 

La culla del tennis

 

Gianni Clerici, la repubblica del 13.10.2014

 

La Palla de Rachetta deve essere al peso di ‘oncia sottile e di diametro once una e tre quinti, usi il Maestro grande diligenza perché più che sia possibile riesca forte, dura e ben tonda». Andavo rileggendo e mormoravo, in treno. «Acciocchè la palla riesca commoda al giuocatore conviene che la pelle sia non rugosa ne dura, ma asciutta pulita e ben tirata. Et il pelo di lana, del qual s’empie, deve esser pulito, e ben purgato, e cacciato nella palla piano, ben disteso, e in comporla insieme usisi ( 70) solenne diligenza…». A questo punto il mio giovane vicino di posto, sul Freccia Rossa, non si è più trattenuto, ha abbandonato il suo congegno elettronico, per dirmi «Ma scusi, che lingua parla lei?». Gli È stato anche fondato il Club della Baletta da parte di studiosi e appassionati di tennis ho sorriso, spiegandogli che quella non era purtroppo la mia lingua, ma l’italiano del ‘500, del Rinascimento, e quel mio libriccino in pergamena dal quale andavo copiando era stato scritto da un mio antenato adottivo, Antonio Scaino da Sale), che l’aveva dedicato al Duca Alfonso II di Ferrara, chiarendogli un dubbio sorto durante una partita di tennis. «Tennis!» esclamò il giovanotto. «Ma cosa mi dice mai. H tennis l’hanno inventato gli inglesi, credo nel 1800». .Temo di no, mio giovane amico. gli sorrisi ..Pensi che io sto tornando daJesi, in seguito alla scoperta di sei di quelle palline, o meglio balette, di cui avevo preso a scrivere, con la mia vecchia penna». «Palline? Scoperte come?. si incuriosi lui. «Le avevano buttate in un pozzo, vicino al Palazzo della Signoria, per ritrovarle nel 1936 e dimenticarJesi è la capitale dello Sport Europeo 2014. E massimo detentore al mondo di Balette le di nuovo, sinchè La Direttrice dei Musei, Loretta Mozzoni, le avrebbe ricoverate in una vetrina e l’avrebbe fatto sapere a un gruppo di persone tanto bizzarre da occuparsi di cose simili». «Ma sono le prime che saltano fuori?» domandò lui più interessato che incredulo. »Con queste siamo arrivati a sedici» compitai. «Una l’ha trovata il Professor Nonni nel Palazzo dei Montefeltro a Urbino. Altre sei molto recentemente a Mantova, dal Professor Bazzotti, tre nel Palazzo Te, e tre nella Basilica Latina di Santa Barbara. Insomma, siamo a sedici». «E siete sicuri che siano del 1500?». «Quasi, anche se proveremo a fare una prova di laboratorio con il carbonio». Sempre più interessato, il giovanotto passò a considerare «Saranno rare? Ma chissà quante ne hanno gli inglesi. «Neanche mezza, risposi – il britannico Club ge *** mellato col nostro Club dei Collezionisti, di Franco Alciati, ha parlato di due che un viaggiatore britannico di molti anni fa aveva trovato giusto in Italia». «Sembra incredibile, continue) il giovane, e in altri paesi, ce ne sono?». «Saranno stati molto sfortunati, ma non ne hanno ritrovate neanche mezza né in Francia, che ha dato probabilmente il nome al Tennis, (da Tenez, prendete), né in Spagna, di dove ci venuta la prima immagine del Tennis, del 1393, (milletrecentonovantré) scoperta nella Cattedrale di Barcellona». Il giovanotto aveva smesso di scuotere il capo, e il suo sguardo aveva assunto maggior curiosità, e considerazione. »Così vi siete fatti un bel week-end credette di concludere. Così abbiamo fondato il at della Baletta, grazie anche a una Signora che studia il tennis dei Savoia, Sandra Castellani, a un giovanotto che ha scoperto un campo di un papa che giocava in Vaticano, Egizio Trombetta, e a un professore della Normale, Alessandro Tosi, che ci ha mostrato un ritratto del principino Ubaldo della Rovere con racchettina di legno.»Insomma, è una gran scoperta questo, come chiamarlo, Sport delle Balette?». Diciamo che forse Wimbledon era già stato inventato dalle no-sire parti, e che Jesi sarà quest’anno la capitale dello Sport Europeo. E inoltre il massimo detentore al mondo di Balette».

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ATP

Ad Auckland Humbert fa fuori Shapovalov, semifinali giovani ad Adelaide

Il francese, che sogna la finale con Paire, troverà Isner dopo aver eliminato la seconda testa di serie in Nuova Zelanda. Rublev nel 2020 sa solo vincere, ora gli tocca Auger-Aliassime

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Felix Auger-Aliassime - Adelaide 2020 (via Twitter, @AdelaideTennis)

Doppietta francese ai quarti di Auckland, dove Benoit Paire e Ugo Humbert sognano di contendersi il trofeo. Il ventunenne di Metz ha firmato il colpo di giornata, togliendosi la soddisfazione di superare in due set Denis Shapovalov (terzo successo in carriera contro un top 15). Il canadese, seconda testa di serie, ha pagato due break letali concessi nel finale di entrambi i set in cui si è lottato spalla a spalla. Shapovalov lascia così la Nuova Zelanda e si sposta a Melbourne, dove esordirà contro Fucsovics nella parte bassa del tabellone dell’Australian Open. Humbert, 57 ATP, si prepara invece a fronteggiare il bombardamento di John Isner. Il numero 20 del mondo ha avuto bisogno di due tie break e 25 ace per avere la meglio di Kyle Edmund, salvando tre set point sul servizio quando era sotto 5-6 nel secondo parziale. Il gigante statunitense può continuare a inseguire così il terzo titolo, in un torneo già vinto nel 2010 e nel 2014.

La semifinale della parte alta sarà il replay della sfida che ha assegnato il trofeo a Winston Salem. Nello scorso mese di agosto, Hubert Hurkacz conquistò il primo e unico titolo della sua giovane carriera proprio contro Paire, che andrà adesso in cerca di rivincita. Il francese, quinta testa di serie, ha rimontato un set di svantaggio e annullato cinque palle break a John Millman. “Conosco bene Hubert, abbiamo giocato qualche doppio e ci capita di allenarci insieme“, ha raccontato al sito ATP dopo aver assistito al tormentato successo al terzo del polacco su Feliciano Lopez (sei match point sprecati nel tie break del secondo set).

Benoit Paire – Auckland 2020 (via Twitter, @atptour)

Risultati:

[6] H. Hurkacz b. F. Lopez 6-4 6-7(11) 6-4
[5] B. Paire b. J. Millman 3-6 6-1 6-4
[4] J. Isner b. K. Edmund 7-6(5) 7-6(5)
U. Humbert b. [2] D. Shapovalov 7-5 6-4

Il tabellone aggiornato

LINEA VERDE – Tabellone sbilanciato verso il basso ad Adelaide, dove le uniche teste di serie rimaste in corsa si sfideranno tra loro in semifinale. Saranno per la seconda volta l’uno di fronte all’altro Andrey Rublev e Felix Auger-Aliassime. Per il russo, quello contro Daniel Evans è stato il sesto successo in altrettanti match nel 2020, considerando il titolo vinto a Doha la scorsa settimana che gli ha consentito l’ingresso in top 20. Continua anche la favola del qualificato sudafricano Lloyd Harris, che ha fatto saltare il banco in poco più di un’ora contro Pablo Carreno Busta. Lo spagnolo, quattro del seeding, è finito sommerso da 13 ace a uno e da un significativo 88% di punti conquistati sulla prima di servizio. Con certezza, ad Adelaide ci sarà un debuttante in una finale ATP perché né Harris, né il suo prossimo avversario Tommy Paul si sono mai spinti così avanti. Il ventiduenne statunitense, che ha iniziato il suo primo anno da top 100, ha regolato 6-3 6-4 Albert Ramos Vinolas. Occhio alle carte d’identità: nessuno dei quattro semifinalisti ha più di 22 anni.

Risultati:

[Q] T. Paul b. A. Ramos-Vinolas 6-3 6-4
[Q] L. Harris b. [4] P. Carreno Busta 6-3 6-3
[3] A. Rublev b. D. Evans 6-4 3-6 6-3
[2] F. Auger-Aliassime b. [WC] A. Bolt 6-3 6-0

Il tabellone aggiornato

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ATP

Seppi e Cecchinato maratoneti sfortunati ad Auckland. Fuori anche Fognini

Andreas e Marco vincono gli incontri di primo turno sospesi ieri, ma non hanno abbastanza energie per il secondo match. Fabio cede in tre set a Feliciano Lopez, che aveva superato Andujar qualche ora prima

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Ad Auckland, doppio impegno un po’ amaro per Marco Cecchinato e Andreas Seppi, i cui match di primo turno erano stati sospesi ieri a causa della pioggia. Entrambi gli azzurri sono riusciti a vincere gli incontri rimandati, ma hanno pagato il fio delle molte energie spese e non sono riusciti ad essere competitivi nelle rispettive partite di secondo turno.

Cecchinato, la cui partita con Leonardo Mayer era stata interrotta sul punteggio di 7-6 1-4, è riuscito a vincere un primo match davvero estenuante. Dopo aver rimontato lo svantaggio nel secondo set, l’azzurro ha perso un tiebreak fiume durato ben 38 punti nel corso del quale ha visto scivolare via ben cinque match point ed è stato a sua volta costretto ad annullare otto set point prima di capitolare al nono. Anche il terzo set è stato equilibratissimo e si è concluso solo al tiebreak (con Cecchinato che ha mancato altri due match point nel decimo gioco). Stavolta il jeu decisif è stato molto meno tirato e l’italiano lo ha portato a casa per 7 punti a 2. Lo sforzo fisico, ma soprattutto mentale, si è fatto sentire nel secondo match. Marco ha infatti ceduto in due set a Ugo Humbert in soli 54 minuti (6-1 6-4).

Anche Seppi ha vinto in tre set la sua prima partita contro Adrian Mannarino, sospesa ieri dopo appena tre giochi. Perso un altalenante primo set, l’italiano è stato chirurgico nel secondo e nel terzo parziale, sfruttando due palle break su tre e soprattutto annullando tutte le sette chance concesse al suo avversario. Come Cecchinato, anche Andreas ha avuto poche occasioni nel secondo incontro, già di per sé molto complicato visto che l’avversario era Kyle Edmund. Nel secondo set, si è portato avanti 4-1, salvo poi subire la rimonta del britannico. Con un impeto di orgoglio ha trovato un secondo break sul 5-6, quando Edmund stava servendo per il set, ma ha poi ceduto il tiebrak per 7 punti a 4.

Purtroppo è arrivata una sconfitta anche per il terzo italiano rimasto ad Auckland, ovvero Fabio Fognini, prima testa di serie del torneo. L’azzurro è stato eliminato in tre set da Feliciano Lopez, che come Seppi e Cecchinato ha dovuto giocare due incontri in una sola giornata. Lo spagnolo ha impiegato prima due ore e mezzo per superare il connazionale Pablo Andujar nell’incontro di primo turno rinviato ieri, poi ha bissato il successo contro Fognini in poco meno di due ore di gioco. L’azzurro ha vinto il primo set in maniera convincente, ma si è poi spento alla distanza subendo un 6-4 6-3, nel secondo e terzo parziale.

Successi in tre set anche per John Isner, John Millman e Benoit Paire, rispettivamente su Tennys Sandgren, Karen Khachanov e Thiago Monteiro, mentre Denis Shapovalov ha superato in due set il connazionale Vasek Pospisil.

Risultati:

Auckland, primo turno

M. Cecchinato b. [LL] L. Mayer 7-6(6) 6-7(18) 7-6(2)
A. Seppi b. [7] A. Mannarino 3-6 6-4 6-4
F. Lopez vs P. Andujar 3-6 7-6(4) 6-4

Auckland, secondo turno

F. Lopez b. [1] F. Fognini 3-6 6-4 6-3
[6] H. Hurkacz b. [Q] E. Ymer 6-2 7-6(2)
J. Millman b. [3] K. Khachanov 4-6 6-3 6-3
[5] B. Paire b. [Q] T. Monteiro 4-6 6-4 6-3
K. Edmund b. A. Seppi 6-3 7-6(4)
[4] J. Isner b. T. Sandgren 7-6(3) 6-7(1) 6-3
U. Humbert b. M. Cecchinato 6-1 6-4
[2] D. Shapovalov b. [Q] V. Pospisil 6-4 7-6(2)

Il tabellone aggiornato

Adelaide, secondo turno

A. Ramos-Vinolas b. [LL] J. Munar 7-6(3) 6-3
[Q] T. Paul b. P. Cuevas 6-1 6-2
[4] P. Carreno Busta b. J. Chardy 6-3 6-2
[Q] L. Harris b. L. Djere 7-6(5) 6-3
[3] A. Rublev b. S. Querrey 6-3 6-3
[WC] A. Bolt b. [7] J.L. Struff 6-3 6-4
[2] F. Auger-Aliassime b. [WC] J. Duckworth 6-3 7-6(0)

Il tabellone aggiornato

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ATP

Classifica ATP: Djokovic accorcia le distanze da Nadal

Il campione serbo raccoglie ben 665 punti in ATP Cup e rimette in discussione la leadership dello spagnolo. A Melbourne ci sarà la resa dei conti

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Novak Djokovic - ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

Buon 2020 a tutti i lettori di Ubitennis. Riprendiamo il commento settimanale alla classifica ATP partendo da un confronto tra la prima e la seconda classifica del 2020 per analizzare le modifiche susseguenti la disputa della prima edizione dell’ATP Cup vinta dalla Serbia e del torneo di Doha vinto da Andrey Rublev.

CLASSIFICA 06/01/2020

Posizione Giocatore Nazione Punti
1 Nadal Spagna 9985
2 Djokovic Serbia 9055
3 Federer Svizzera 6590
4 Thiem Austria 5825
5 Medvedev Russia 5705
6 Tsitsipas Grecia 5300
7 Zverev Germania 3345
8 Berrettini Italia 2870
9 Monfils Francia 2530
10 Bautista Agut Spagna 2335
11 Goffin Belgio 2335
12 Fognini Italia 2290
13 Schwartzman Argentina 2125
14 Shapovalov Canada 2050
15 Wawrinka Svizzera 1955
16 Nishikori Giappone 1930
17 Kachanov Russia 1840
18 de Minaur Australia 1775
19 Isner USA 1770
20 Dimitrov Bulgaria 1702

CLASSIFICA 13/01/2020 (attuale)

Posizione Giocatore Nazione Punti
1 Nadal Spagna 10235
2 Djokovic Serbia 9715
3 Federer Svizzera 6590
4 Medvede Russia 5960
5 Thiem Austria 5890
6 Tsitsipas Grecia 5375
7 Zverev Germania 3345
8 Berrettini Italia 2870
9 Bautista Agut Spagna 2630
10 Monfils Francia 2565
11 Goffin Belgio 2555
12 Fognini Italia 2310
13 Shapovalov Canada 2200
14 Schwartzman Argentina 2130
15 Wawrinka Canada 2045
16 Kachanov Russia 1995
17 Nishikori Giappone 1930
18 Rublev Russia 1799
19 Dimitrov Bulgaria 1772
20 Isner USA 1770

Alcune osservazioni:

 
  • Novak Djokovic ha ridotto da 930 a 520 i punti che lo dividono da Rafael Nadal in virtù dei 660 punti guadagnati con la vittoria dell’ATP Cup
  • Daniil Mevedev ha sostituito Dominic Thiem al quarto posto.
  • Roberto Bautista Agut, autore di una prova maiuscola alla ATP Cup con sei vittorie su altrettanti incontri, ha guadagnato un posto salendo al nono a scapito di Gael Monfils.
  • David Goffin, che è riuscito a infliggere a Nadal una sconfitta in una competizione a squadre dopo 16 anni, si è portato a 10 punti dalla top ten
  • La tredicesima posizione rappresenta il best ranking per Denis Shapovalov
  • Khachanov ha fatto un passo avanti e ora occupa la poltrona numero 16
  • Grigor Dimitrov ha scalzato John Isner dalla diciannovesima posizione

I dieci giocatori che hanno guadagnato più punti con l’ATP Cup sono:

  1. Djokovic 665
  2. Bautista Agut 305 (+1 posizioni in classifica)
  3. Lajovic 265 (+7)
  4. Medvedev 255 (+1)
  5. Nadal 250
  6. Goffin 220
  7. Evans 200 (+9)
  8. Hurkacz 190 (+1)
  9. Khachanov 155 (+1)
  10. Shapovalov 150 (+1)

Progressi in termini di posizioni in classifica che impallidiscono di fronte a quelli compiuti dal georgiano Aleksandre Metreveli. Grazie ai 15 punti ottenuti vincendo un’epica partita contro l’uruguagio Franco Roncadelli (ex n. 1657 ATP), Metreveli è passato dalla posizione numero 678 alla 558 risultando il giocatore che ha maggiormente beneficiato del – controverso – regolamento di questa manifestazione.

Avanzano anche Wawrinka e Rublev grazie al 250 di Doha dove lo svizzero è stato fermato in semifinale dal talentuoso francese Corentin Moutet e il russo ha vinto portando a 3 il numero di tornei conquistati in carriera e migliorato il proprio best ranking.

Continua la malinconica e incolpevole discesa in classifica di Kei Nishikori che nel corso delle prossime settimane perderà anche i 360 punti guadagnati l’anno scorso agli Australian Open ai quali non potrà prendere parte per problemi fisici.

CASA ITALIA

Poche luci e molte ombre in questo primo scorcio d’anno sulla pattuglia italiana, reduce da una stagione complessivamente strepitosa impreziosita da due giocatori entrati in top ten, Fognini e Berrettini.

Le luci: Stefano Travaglia, premiato per le due vittorie in terra australiana con un progresso di sette posizioni e il best ranking.

Le ombreSonego e Cecchinato, usciti al primo turno a Doha e imitati da Seppi e Sinner al Challenger di Canberra. Quest’ultimo, a sua parziale discolpa, ha avuto la sfortuna di incontrare un ragazzo finlandese di grande talento, Emil Ruusuvuori che solo un attempato artista della racchetta come Philip Kohlschreiber è riuscito a battere in finale.

Questa settimana rivedremo in campo ad Auckland Fabio Fognini – prima testa di serie del torneo – Cecchinato e Seppi, che proverà a riguadagnare il terreno perso in classifica a seguito dei punti persi per la mancata difesa della finale di Sydney (torneo fagocitato dall’ATP Cup). Ad Auckland erano presenti anche Jannik Sinner e Lorenzo Sonego, ma sono stati eliminati al primo turno rispettivamente da Paire in tre set e Hurkacz in due.

Eliminato Salvatore Caruso al secondo turno di qualificazione ad Adelaide. Matteo Berrettini farà il suo debutto stagionale direttamente agli Australian Open dove lo scorso anno fu sconfitto al primo turno da un ragazzo di belle speranze: Stefanos Tsitsipas.

Di seguito la classifica avulsa relativa ai 15 tennisti italiani presenti nella top 200:

Classifica Giocatore Punti
8 Berrettini 2870
12 Fognini 2310
52 Sonego 990
75 Travaglia 692
76 Cecchinato 690
79 Sinner 671
84 Seppi 636
94 Caruso 586
113 Fabbiano 484
114 Lorenzi 480
115 Mager 473
145 Giannessi 361
149 Giustino 347
150 Gaio 347
171 Marcora 294


BEST RANKING: COMPLIMENTI A… – Otto giocatori della top 100 questa settimana festeggiano il loro best ranking, tutti grazie ai punti conquistati in ATP Cup ad eccezione del boliviano Hugo Dellien, che deve ancora vincere una partita quest’anno – non era iscritto ad alcun torneo la prima settimana, in questa seconda è stato sconfitto al primo turno delle quali di Auckland – ma ha beneficiato dello scivolone di Seppi in classifica.

Classifica Giocatore Nazione
13 Shapovalov Canada
18 Rublev Russia
33 Evans GBR
46 Ruud Norvegia
70 Moutet Francia
72 Dellien Bolivia
75 Travaglia Italia
99 Novak Austria

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