WTA 125k Limoges: Smitkova si aggiudica la finale contro Mladenovic

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WTA 125k Limoges: Smitkova si aggiudica la finale contro Mladenovic

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TENNIS – Tereza Smitkova vince la sofferta finale contro Kristina ‘Kiki’ Mladenovic nel torneo 125k di Limoges, dove Francesca Schiavone era giunta fino alla semifinale

Magra consolazione, quella di Francesca Schiavone, che può dire di aver perso il WTA di Limoges contro la futura vincitrice, Tereza Smitkova. La giovane ceca classe 1994 ha dato un altro motivo di gioia alla sua nazione dopo la vittoria in Federation Cup battendo con il punteggio di 7-6(4) 7-5 la francese Mladenovic.

I tornei WTA125k sono tornei a metà tra i Futures e i top event WTA International e Premier, con montepremi intorno ai 125.000 dollari e 160 punti alla vincitrice.

 

Tereza Smitkova farà un balzo di 15 posizioni nel ranking, finendo proprio davanti a Kristina Mladenovic, alla 68esuma posizione.

Abbiamo parlato di Tereza Smitkova in occasione degli ottavi di finale raggiunti a Wimbledon quest’anno. Leggi l’articolo completo QUI.

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Wimbledon: spettacolo Sinner, elimina Alcaraz in quattro set. Primi quarti ai Championships

Vittoria indimenticabile per l’azzurro: primi due set perfetti, spreca due match point nel tie-break del terzo ma regge l’urto e vince al quarto. Ora Djokovic o Van Rijthoven

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

La nostra inviata a Londra

[10] J. Sinner b. [5] C. Alcaraz 6-1 6-4 6-7 6-3

Prestazione straordinaria da parte di Jannik Sinner che domina un Carlos Alcaraz complessivamente molto falloso, teso e impaziente. L’azzurro dà spettacolo con il rovescio anche se è ottimo in tutti i fondamentali, a partire dal servizio (non ha mai perso la battuta in tutto il match) per finire con la smorzata, con cui ha fatto faville.

 

Ma, soprattutto, l’arma vincente del match di oggi è la risposta al servizio. Veloce e pronto nel ribattere, ha saputo arginare sempre le battute dell’avversario con colpi profondi e pesanti che finivano tra i piedi dello spagnolo. Questi rientra nel match nel terzo set, vincendolo da vero gladiatore, ma il grande protagonista dell’incontro oggi rimane l’azzurro che, con calma serafica, continua a produrre per più di tre ore un tennis ad altissimi livelli. Chiude 6-1 6-4 6-7(8) 6-3 al quinto matchpoint, score che gli vale il primo quarto di finale in carriera ai Championships. Diventa inoltre il sesto italiano nella storia a disputare i quarti, dopo De Morpurgo, Pietrangeli, Panatta, Sanguinetti e Berrettini.

Oltre alle grandi qualità tecniche messe in campo, l’italiano dà prova ancora una volta di grandissima maturità, nella gestione della pressione e nella reazione dopo la sconfitta del terzo set.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

LA PARTITA – Nel primo game Jannik è in svantaggio 0-30 ma recupera rapidamente. È attento anche Alcaraz che tiene con autorevolezza il proprio turno di servizio. Lo spagnolo mette pressione a Jannik, bombardandolo da fondo. Fin dall’inizio, l’azzurro è serafico e contiene molto agevolmente i colpi furiosi dell’avversario.
Sul 2-1, Sinner ha la prima palla break dell’incontro. Questa volta la smorzata dello spagnolo muore sulla rete e c’è il break tutto azzurro, 3-1. Jannik continua a martellare con rovesci pesanti e profondi e allunga ancora il passo sul 4-1. Alcaraz comincia ad sprecare sempre più, disunito e fuori misura. Al contrario, Jannik ha un timing perfetto in risposta ed è rapido negli spostamenti e ciò gli consente di intascare rapidamente il primo set per 6-1 (in 31 minuti).

Dall’1-1 nel primo set, l’altoatesino inanella ben sette giochi, fino al 2-0 del secondo, dominando del tutto l’avversario. Carlos è totalmente in confusione, si accanisce a spingere sbagliando ancora e ancora.
Jannik dimostra grande abilità anche con il dropshot, oltre a dare spettacolo sulla diagonale di rovescio. Lo spagnolo interrompe la striscia di sette giochi e fa un passo sull’1-2. Prosegue il festival degli errori per lui e Sinner sale 4-2, continuando in modalità rullo compressore da fondo campo. Niente da fare per Carlos, è suo anche il secondo set per 6-4.

Nel terzo, lo spagnolo tenta di stare a galla e, per la prima volta, è in vantaggio nello score, 2-1 e poi 4-3, incorrendo tuttavia in tanti errori gratuiti, come una palla a metà campo da calcio di rigore scaraventata sui teloni. Ma la sportività di Carlos non viene meno nenache nella difficoltà e va a sincerarsi che Jannik stia bene dopo che l’azzurro è scivolato su una smorzata accanto alla rete. Sinner apprezza e i due si danno il pugnetto. Detto en passant, Kyrgios e Tsitsipas dovrebbero imparare da loro… Ora c’è maggiore equilibrio rispetto ai primi due set, poiché Alcaraz è più concreto nei propri turni di battuta.

C’è il tie-break. Il primo punto è spagnolo. Ma Jannik è impeccabile con un passante calibratissimo di rovescio. Il diciannovenne di Murcia ora mette il turbo e, sempre più rabbioso, scaraventa i fendenti a più non posso e sale 3-2. Abilissimo con la morzata oggi l’azzurro, che si cimenta molto spesso anche con le variazioni. Ma Carlos avanza ancora e, dopo una palla di Jannik finita a rete, ha tre setpoint sul 6-3. L’altoatesino annulla i primi due e poi il terzo con un supersonico cross di dritto in corsa che annichilisce Carlos, 6-6. C’è un matchpoint tutto azzurro, annullato da Alcaraz.

Grazie a un servizio vincente ce n’è un secondo, che Jannik tuttavia fallisce ancora cacciando il dritto a rete. Grazie ad una magica stop volley, questa volta è Alcaraz a procurarsi un secondo setpoint. È quello giusto. La palla di Sinner esce di pochissimo e lo spagnolo resta ancora in partita, vincendo la terza frazione per 10 punti a 8.

Continua la dura lotta nel quarto set. I due “se le danno” di santa ragione spingendo e aggredendo. Jannik sale 2-1 e ha due palle break a disposizione. La seconda va a segno, procurandogli un prezioso vantaggio. Nel quinto gioco, concede però tre palle per il controbreak, ma le salva magnificamente dando spettacolo sul Centre Court e dimostrando ancora una volta grande forza mentale e freddezza; prende il largo nello score e sale 4-1.
Alla fine, ha la meglio la calma dell’azzurro che chiude 6-1 6-4 6-7(8) 6-3 al quinto matchpint. È un punto che vale tantissimo, nientemeno che una pagina di storia dello sport italiano.
Jannik Sinner infatti diventa il sesto italiano a raggiungere i quarti a Wimbledon dopo De Morpurgo, Pietrangeli, Panatta, Sanguinetti e Berrettini. Ora attende il vincete tra Djokovic e Rijthoven.

Oggi è stata una partita difficile” ha ammesso Jannik dopo il match, “siamo giovani ma il livello era altissimo. La vittoria con Isner mi ha dato tanta fiducia . Ma per me la cosa più importante è migliorarmi sempre. C’è tantissimo lavoro dietro il successo di oggi. Sì, è vero, oggi ho servito bene e quando si serve meglio, poi nei game di risposta si è più tranquilli. Con la risposta gli ho messo tanta pressione”.

E poi l’emozione di calcare per la prima volta il Centre Court: “È stato un giorno speciale per me. Ho visto tutti quei campioni arrivare sul campo oggi per la cerimonia e quindi è stato ancora più speciale. Non conoscevo nemmeno il percorso per arrivarci perché non ci avevo mai giocato“.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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Wimbledon, prosegue la favola di Maria: battuta Ostapenko dopo due match point annullati. Ai quarti anche Bouzkova e Niemeier

La lettone butta via una grande occasione. Ai quarti derby tedesco Maria-Niemeier

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Tatjana Maria - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Tatjana Maria - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

Tatjana Maria continua a sognare. La giocatrice tedesca, che negli ultimi 9 Slam giocati non aveva mai superato il primo turno o le qualificazioni, è nei quarti di finale di Wimbledon dopo aver battuto Jelena Ostapenko in tre set (5-7 7-5 7-5). La lettone ha anche avuto due match point sul 7-5 5-4, ma Maria è stata fredda nell’annullarli con due prime vincenti. L’incontro è stato gradevole nel corso del primo set anche in virtù dello scontro tra due stili molto diversi: la costante – e in alcuni casi scriteriata – ricerca del vincente di Ostapenko contro i back di dritto e di rovescio di Maria. Nel secondo e nel terzo, però, la quantità di errori della lettone si è alzata notevolmente e allora la tedesca ha intelligentemente optato per una strategia sempre più attendista, costringendo l’avversaria a spingere su palle basse e senza peso. Al prossimo turno sarà un inedito derby tedesco con Niemeier: due giocatrici – mai affrontatesi – a cavallo della top 100 che giocheranno martedì il match più importante della loro carriera. In palio c’è la semifinale a Wimbledon.

Il match si apre a suon di parziali: il primo è della tedesca che, dopo aver perso il primo gioco, infila 15 punti dei successivi 20. Ciò però non le vale il doppio break per colpa di un paio di brutti errori in lunghezza con il dritto. Ne approfitta per mettersi in partita la lettone che mette a segno un parziale di 12-3. La campionessa al Roland Garros del 2017 trova la pazienza e il timing per spingere senza esagerare sulle variazioni in back della tedesca e si porta così sul 4-3. Dopo l’alternarsi degli strappi nella prima parte del set, la volata finale è più regolare e infatti si va molto vicini al tie-break. Maria ha una palla per il 6-6 ma la prima non l’aiuta nel tentativo di arginare la spinta costante di Ostapenko. Commette poi un doppio fallo rilevato dalla sola Jelena che si ferma per chiamare il falco: la lettone vince la scommessa e poi mette il punto esclamativo con il dritto che le vale il 7-5 dopo 40 minuti.

Il secondo set si apre sulla scia di come era finito il primo. Ostapenko, a mente libera dopo essersi scrollata di dosso la tensione del primo parziale, si porta sul 3-0 in 10 minuti. Maria, però, rimane mentalmente nel match in attesa di un calo dell’avversaria. Gli errori di Jelena, in effetti, arrivano sul 4-2 in suo favore e la tedesca brekka. Sul 5-4 per Ostapenko, Tatjana deve però servire per rimanere nel match ed è la sua battuta a fare il bello e il cattivo tempo: sulla seconda della tedesca Jelena non ha problemi ad aggredire, ma quando la prima entra fa male. Proprio con due prime pesanti la numero 103 del mondo annulla altrettanti match point e nel gioco successivo brekka anche. Con freddezza invidiabile, Maria chiude poi il set tenendo a zero il servizio.

 

Anche in avvio di terzo set Ostapenko parte bene ma poi sul 2-0 in suo favore si blocca, sbagliando tutto il possibile e anche qualcosa di più. La lettone fa sempre più fatica a piegarsi sui colpi senza peso in back della tedesca. È comunque la numero 17 del mondo ad avere in mano le sorti della partita rimanendo in grado di tirare fuori vincenti non scontati. Maria, invece, è attendista, chiama spesso a rete l’avversaria e prova a farle giocare sempre un colpo in più. È questo il copione del punto che dà alla tedesca il break per poter servire per il match: Ostapenko sbaglia uno smash ed è 5-4. Maria, però, tentenna e parte con un doppio fallo. La lettone, invece, deresponsabilizzata dal punteggio, si lascia andare e rientra nel match. Ma Maria continua a crederci, mentre Jelena torna a sbagliare: chiuderà con 57 non forzati. Questa volta la 34enne tedesca non trema e sfrutta il crescente nervosismo di Ostapenko (senza challenge ma convinta che la palla che ha dato il break del 6-5 all’avversaria fosse fuori) per mettere la parola fine su questa partita, ma non sul suo sogno. Prima di questo Wimbledon, solo una volta era arrivata al terzo turno in uno Slam: nel 2015, proprio ai Championships.

BOUZKOVA E NIEMEIER OK – Primo quarto Slam in carriera anche per Maria Bouzkova, che ha battuto Caroline Garcia 7-5 6-2. Per lei una cavalcata senza macchia: per lei sono otto i set consecutivi vinti dopo aver perso il primo del suo torneo contro Danielle Collins. In tre occasioni su quattro ha battuto giocatrici davanti a lei nel ranking. E dire che nei precedenti 13 Slam non aveva mai oltrepassato il secondo turno. Una ceca ha raggiunto i quarti di Wimbledon in ciascuna delle precedenti tre edizioni. Ora per lei c’è la vincente di Jabeur-Mertens.

Se Bouzkova è l’outsider che sta giocando il miglior torneo della carriera, la 22enne tedesca Jule Niemeier è la giovane emergente che si sta proponendo come possibile protagonista del tennis femminile. Jule ha centrato anch’essa il suo primo quarto Slam cancellando le ultime speranze britanniche nel tabellone femminile: sconfitta Heather Watson con un secco 6-2 6-4. Al suo battesimo sul Centre Court, Niemeier ha mostrato grande personalità vincendo cinque game di fila per vincere il primo set, e sei degli ultimi otto nel secondo set, dopo essere stata sotto 2-0. Ora per lei c’è il derby tedesco contro Maria.

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