Quel genio di Wawrinka lo sfortunato svizzero nell'epoca di Federer (Clerici), Djokovic una furia. Il potere è slavo (Martucci), Wawrinka e Djokovic senza pietà a Londra (Giorni), Serena & Caro, che coppia! (Semeraro)

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Quel genio di Wawrinka lo sfortunato svizzero nell’epoca di Federer (Clerici), Djokovic una furia. Il potere è slavo (Martucci), Wawrinka e Djokovic senza pietà a Londra (Giorni), Serena & Caro, che coppia! (Semeraro)

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Rassegna a cura di Daniele Flavi

Quel genio di Wawrinka lo sfortunato svizzero nell’epoca di Federer

 

 

Gianni Clerici, la Repubblica del 11.11.2014

 

Frontex, il si-sterna di immigrazione che ha da poco sostituito Mare Nostrum, per i futuri sbarchi? E accadrà mai che tra la massa di sventurati in angosciosa ricerca di sostentamento ci sia qualcuno che conosca una racchetta? Fin qui, tra noi, trovò accoglienza molto tempo fa un eritreo, Mogos, capace soltanto di raggiungere la seconda categoria, e divenire maestro. – Mai che sia arrivato qualcuno che lontanamente somigliasse ai Wawrinka, famiglia giunta in Svizzera non certo tramite via d’ acqua quale il Reno, ma traverso montagne e valli. Più che consapevoli delle umane sventure, i Wawrinka si stabilirono nell’accogliente Confederazione con la generosa intenzione di aiutare non solo se stessi, ma il prossimo. Una nobile intenzione non solo professionale, che il tennista Stan, nato Stanislas, continua ad onorare con una Fondazione, che aiuta a sopravvivere bambini cardiopatici. Ma, al di là di simili umani aspetti, rimane il 6-1 6-1, con il quale Stan ha avvilito un ottimo tennista quale il boemo Tomas Berdich, numero sette mondiale e, in una felice quindicina del 2010, finalista qui vicino a Wimbledon, contro Nadal. Tra gli spettatori delusi per aver sborsato qualcosa come 64 sterline (81 euro ) per 58 minuti di tennis, non mancava un mio amico, che mi chiedeva come mai tale Wawrinka fosse soltanto il n. 4 del mondo, e non il campione mondiale. Gli avrei risposto che non conoscevo a sufficienza il tennista, né il suo coach svedese Magnus Norman, grazie al quale si pensa che Stan sia molto migliorato, a partire dai ventott’anni sino agli attuali ventinove. Quel che mi pare di poter dire, insieme a un mio amico luganese, è che non dev’esser stato facile invecchiare contemporaneamente ad un genio conclamato quale Roger Federer, che alcuni definiscono “leggenda” mentre è ancora in vita. Per ragioni curiose, addirittura occasionali, i due svizzeri sono rimasti i soli tennisti presenti a Londra che si servano di una sola mano, nel colpo definito back-hand ( mano rovescia ) , per il gesto ormai banalmente bimane. I soli che non appaiono sommersi di muscoli o di centimetri di altezza, che si affermino grazie ad una gestualità definita “i1 tennis dei tuoi tempi, Clerici”. Insomma, nel riferire brevemente il successo di Wawrinka su Berdich in meno di un’ora, per 12 games a 2, non riesco a vietarmi di immaginare, e di augurare a Stan di vincere questo Master, e smentire il suo afflitto avversario Berdych, che ho sentito dichiarare -E’ stato questo il peggior match della mia vita». Aveva torto, povero Tomas. Non era stata colpa sua. Era merito di Wawrinka.

 

Djokovic una furia II potere è slavo

 

Vincenzo Martucci, la gazzetta dello sport del 11.11.2014

 

Hanno qualcosa in più. «Siamo molto competitivi, nel fare, abbiamo le giuste caratteristiche fisiche, caratteriali e di motivazione per lo sport. E abbiamo avuto un personaggio affascinante, Goran Ivanisevic, che ha tirato tutti per i capelli, motivandoci». Ivan Ljubicic, nato a Banja Luka, Bosnia Erzegovina, da papà croato e mamma bosniaca, cittadino croato e allievo dal Montenegro (Milos Raonic) fotografa orgoglioso il 3 3 dell’ex Jugoslavia al Masters fra i migliori 8 singolaristi e le 8 migliori coppie di doppisti di Londra. Un fenomeno significativo nell’eccellenza dello sport in generale, non solo delle racchette: «Ci sono sport come la pallanuoto e la pallamano dove le prime nazioni sono tutte dell’ex Jugoslavia, che era già forte di suo, ma che alla fine poteva avere solo 4 posti in nazionale. Mentre oggi c’è posto per 25 grandi giocatori, nei vari paesi». Frab1l I croad sono tutti alti e forti. «Quando abbiamo vinto la coppa Davis 2005, io, col mio metro e 93, ero il più basso rispetto a Pilic, Ivanisevic, Karlovic ed Ancic», ricorda Ljubo. «Anche Djokovic, che è 1.88, non è piccolino». Già, Djokovic, il numero 1 del mondo, fiero della sua Serbia, quando a maggio i Balcani sono stati sommersi dall’inondazione, ha fatto un appello all’unione — con tanto di vecchia canina su twitter—di quella grande area che, dalla morte di Tito nel 1980, si è disgregata in 7 paesi. «Il mio cuore è distrutto nel vedere tanta gente evacuata. Resistiamo, fratelli, il mondo ci aiuterà. Anche l’Est della Croazia è stata colpito. Spero che non sia ferita come Serbia e Bosnia. Lunga vita alla ex Jugoslavia, Dio sia con voi». Bello. «Ma noi sportivi non abbiamo mai sentito il problema delle etnie, io dovrei essere il primo ad essere molto arrabbiato perché ho dovuto lasciare casa come un profugo per tre anni», puntualizza Ljubicic. Che, con Ivanisevic (con Cilic), è nell’eccellenza di Londra come coach, accanto ai giocatori, i serbi Djokovic, Zimonjic e Nestor, il montenegrino Raonic, i bosniaci/croati Cilic e Dodig. Duello Sarà presto in alto il talento 22enne Bernard Tomic, nato in Germania, di bandiera australiana, con papà croato, Ivica (oggi John), e mamma bosniaco-croata, Adisa (Ady). E arriverà di sicuro il croato Borna Coric. Per non parlare delle donne, dalle serbe Jankovic a Ivanovic alla pioniera Monica Seles, da Novi Sad, che ha segnato la strada verso l’America.

 

Wawrinka e Djokovic senza pietà a Londra

 

Alberto Giorni, il Giorno del 11.11.2014

 

Londra 6-1 6-1. Il girone A delle Atp Finals ha due padroni: Novak Djokovic e Stanislas Wawrinka, che hanno impartito lezioni di tennis ai rispettivi avversari con lo stesso punteggio. In serata, il serbo si è sbarazzato di Marin Cilic, vincitore degli US Open, lasciandogli due game in soli 56 minuti. Cilic, sostenuto in tribuna dalla nazionale di calcio croata a Londra per un’amichevole con l’Argentina, ha reagito sullo 0-2 del secondo set, quando ha ottenuto un break, ma il n.1 del mondo ha ripreso subito in mano il gioco chiudendo in scioltezza. In precedenza, a Stanislas Wawrinka erano serviti due minuti in più per sbarazzarsi di Tomas Berdych. Ci si aspettava un incontro equilibrato, invece si è rivelato quasi un allenamento per lo svizzero, reduce da due mesi da dimenticare: dopo gli US Open aveva vinto solo due match. Stan è tornato a battere un top 10 (non succedeva da Montecarlo) e pone una seria candidatura per la semifinale, traguardo raggiunto l’anno scorso. Forse non è un caso che stia entrando in forma proprio adesso; l’obiettivo è la storica finale di Coppa Davis contro la Francia che lui e Roger Federer disputeranno tra una decina di giorni. Oggi torna in campo il girone B è c’è grande attesa per Federer, che alle 15 (diretta tv su Sky Sport 1) se la vedrà con Kei Nishikori nella sfida tra i vincitori della prima giornata. Roger ha anche ricevuto per la decima volta il premio Atp per la sportività intitolato a Stefan Edberg: curiosamente a consegnarglielo è stato proprio Edberg, suo attuale coach. Nella sessione serale, alle 21, sono vietati i passi falsi: davanti al suo pubblico, Andy Murray è chiamato a cancellare la delusione per la sconfitta con Nishikori, ma Milos Raonic è pronto a seppellirlo di ace.

 

Serena & Caro, che coppia!

 

Stefano Semeraro, il corriere dello sport del 11.11.2014

 

Williams coinvolta dalla Wozniacki in una staffetta di triathlon, “selfie” provocanti da single Sono in vacanza alle Bahamas, ma dopo la maratona di NY la bionda non sa star ferma On loro amico ha iniziato col nuoto poi la statunitense è andata in cibi e la danese ha corso. «No – aveva risposto Serena Williams – perché ho il culo troppo grosso». II suo regale lato 13 la numero 1 del mondo del tennis però ha deciso di posano sulla sella di una bici da corsa alla Bahamas, per partecipare domenica scorsa a uno Sprint Triathlon, versione ridotta delle gare di ultraresistenza, in compagnia proprio della Wozniacki. In teoria le due amicone, che da mesi inondano Twitter di selfie e scatti in compagnia, ai Caraibi erano in vacanza, ma Caro dopo il suo exploit alla Maratona di New York proprio non cela fa a stare ferma. Così ha trascinato Serena e il comune amico Paul Rees, pilota automobilistico inglese, nella competizione a staffetta: Rees ha completato la frazione a nuoto (750 metri), la Williams si è sciroppata quella in bici (20 km in 43’34”) – facendosi anche riprendere in video Cancellara-style ma con indosso un clamoroso paio di legging fucsia – e la Wozniacki quella di corsa (5 km in 20’12”). II terzetto, squadra numero 263, ribattezzata A.Fit, ha chiuso con un dignitosissimo 11 posto (su 22 partenti) e chissà che l’anno prossimo non si veda la Williams impegnata in qualche classica fiamminga. Per riposarsi dalla fatica le due si sono poi buttate in piscina, postando su Twitter e Instagram anche un paio di scatti decisamente “hot”, con primi piani eloquenti che testimoniano la loro forma fisica, oltre chela solidità di una amicizia che davvero ha pochi precedenti in un ambiente di solito velenosetto come auello del tennis femminile. In carriera le due amiche per la pelle si sono incontrate 11 volte, la danese l’ha spuntata appena una volta. Solo quest’anno si è dovuta inchinare ben quattro volte e le ultime due sono state particolarmente dolorose: la finale degli Us Open e la semifinale del Masters Wta a Singapore, dove Caroline è arrivata davvero a un filo dalla vittoria Le vicende agonistiche però non hanno incrinato di nulla il legame fra la Nera e la Bionda, come si sono ribattezzate su Twitter. Quando l’estate scorsa la Wozniacki è stata abbandonata alla vigilia delle nozze da Rory Mcllroy ha pensato bene di andarsene in vacanza a Miami, a casa della Williams, e già in quell’occasione le due si erano fatte immortalare in stile Baywatch. A Singapore, giusto la sera prima di incontrarsi in semifinale, le due erano poi andate insieme al concerto di Mariah Carey, facendo partire un inevitabile e ridanciano selfie. Ma il culmine dell’attività social il duo Caro&Serena l’ha toccato a New York Al traguardo della maratona, conclusa con un tempo notevolissimo (3h36′) la Wozniacki ha infatti trovato ad accoglierla Serena, tutta imbacuccata e commossa per l’impresa. Poi è scattata una settimana di festeggiamenti: comparsata in abito lungo alla serata di gala di Vogue, presenza alla sfilata di Stella McCartney, la figlia dell’ex Beatles che disegna gli abitini da gioco della Wozniacki, quindi di corsa al MadisonSlquare Garden per una partita Nba dei Knicks (con tanto di scorpacciata di popcorn), infine addirittura in coppia sulla famosa pista di pattinaggio del Rockieller Centre. Anche Serena del resto è single («Ma non per scelta mia») dopo la fine del chiacchierato flirt con il suo coach, il bel Patrick Mouratoglou: per dimenticare le tristezze sentimentali le due single più scatenate del tennis, decisamente più Sex and the City che Desperate Housewives, hanno deciso di concedersi un po’ di relax – si fa per dire, visto il triathlon… – prima dell’inizio della prossima stagione. «Brindiamoci stil», recita il testo di un post di due giorni fa su Insta-gram, nel quale Caroline appare sexyssirna in bikini mentre alza un cocktail esotico. Le ragazze, in fondo, vogliono solo divertirsi.

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Australian Open, il padre di Djokovic: “Sotto questi ricatti è probabile che Novak non giochi”

Intervistato da un programma televisivo in Serbia, Srdjan spiega: “Novak vorrebbe giocare, ma è suo diritto dire o non dire se si è vaccinato”

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Novak Djokovic - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

“È improbabile che Novak Djokovic giochi l’Australian Open se le condizioni sono queste”. Ad affermarlo è Srdjan Djokovic, il padre del numero uno del mondo, durante un’intervista in Serbia, a TV Prva. Come noto, il primo Slam dell’anno ha imposto la vaccinazione obbligatoria per i giocatori che vorranno prendere parte al torneo, mentre Novak, nove volte campione del torneo, non ha mai detto ufficialmente se si sia vaccinato o meno (e ciò fa pensare, ovviamente, che abbia rifiutato di sottoporsi all’immunizzazione).

Mentre il figlio Novak è impegnato in Coppa Davis, Srdjan interviene sul tema e lo fa senza mezzi termini: “L’essere vaccinati o meno risponde a un diritto personale di ogni individuo. Nessuno può violare la privacy del singolo perché ognuno ha il diritto di decidere per la propria salute. Se Novak si è vaccinato o meno è un argomento che riguarda esclusivamente lui: non lo so e anche se lo sapessi non lo direi pubblicamente. Non credo che lo rivelerà, e sotto questi ricatti probabilmente non giocherà l’Australian Open. Inoltre non è chiaro il perché vaccini come quello russo e quello cinese non siano ritenuti validi secondo i criteri dell’Australia”.

Djokovic senior rincara la dose, facendo capire quale sia al momento la linea di pensiero del numero uno del mondo: “È imbarazzante il fatto che ci sia qualcuno che possa prendersi il diritto di escludere dal torneo il nove volte campione dell’Australian Open. Novak vorrebbe competere, ma se giocherà o meno dipenderà dalla posizione delle autorità e degli organizzatori”.

 

Djokovic, a proposito della questione, è stato evasivo durante una conferenza stampa alle ATP Finals di Torino, trincerandosi dietro un “aspettiamo e vedremo quello che succede”. Se Djokovic saltasse l’Australian Open, oltre a rinunciare alla possibilità di rincorrere quel Grande Slam saltato nel 2021 solo per la sconfitta in finale allo US Open, perderebbe la chance di arrivare a 21 Slam vinti, superando Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica dei giocatori con più titoli di sempre (Rafa dovrebbe essere regolarmente in campo a Melbourne e potrebbe quindi cercare a sua volta di staccare i rivali). Djokovic ha sempre giocato a Melbourne Park sin dal 2005.

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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