Coppa Davis: Federer è azzoppato, la Francia fa 1 a 1 con Monfils

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Coppa Davis: Federer è azzoppato, la Francia fa 1 a 1 con Monfils

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TENNIS COPPA DAVIS – Gael Monfils batte un menomato Roger Federer in tre set: 6-1 6-4 6-3 il punteggio finale in appena 1 ora e 48 minuti. Mai in partita lo svizzero, bloccato soprattutto sul lato del rovescio. Ora, alla vigilia del doppio, i favoriti sono i francesi

Ci eravamo chiesti se solo la schiena di Federer potesse fermare la Svizzera nella corsa verso la Davis.
Dopo il secondo singolare ci sembra giusto poter affermare che forse il nr.2 del mondo non è al top della forma, ma non avevamo fatto i conti, né noi addetti ai lavori, né tantomeno Federer, con  lo straordinario Monfils visto oggi allo stadio Pierre Mauroy.
Il francese ha giocato un match incredibile, dall’inizio alla fine, dettando il ritmo, trovando a suo piacimento vincenti da ogni parte del campo, mettendo sempre sotto pressione il suo avversario.
Non solo, ma come d’abitudine, più il match andava avanti, più arrivavano i vincenti, più Monfils si caricava e a sua volta esaltava il pubblico, che lo spingeva verso l’insperato ma alla fine quanto mai meritato punto dell’1-1. Il Federer visto oggi certo non era al top della forma. Troppo pochi i due giorni di allenamento dopo il Master per essere oggi competitivo, ma probabilmente anche un Federer più allenato avrebbe avuto non poche difficoltà con il Monfils che abbiamo ammirato in campo.
Onore al merito quindi anche a Arnaud Clement, l’aver preferito l’agonismo di Gael a Gasquet ha dato alla fine i frutti sperati.
La Francia torna in corsa, anzi probabilmente torna favorita, vista la prova fornita da Federer.
Domani il doppio ci dirà qualcosa in più

Monfils deve provare a raddrizzare una finale iniziata malissimo per i padroni di casa, Federer cerca deve cercare di avvicinare la conquista della 1° storica Davis per la Svizzera. Gael inizia alla grande, il francese parte subito a 1000, azzeccata in questo senso la mossa di Clement, dei 5 francesi sotto osservazione, Monfils è sicuramente quello che trova più forza degli altri dalla spinta della folla. Roger invece sembra muoversi con circospezione, fatica un po’ a trovare il ritmo sulla palla, e ci può anche stare visto che si è allenato solo negli ultimi due giorni qui a Lille. Monfils comunque pare indiavolato, arrivano vincenti da ogni dove, Federer sembra in chiara difficoltà nel fronteggiare il ritmo impartito dal suo avversario. Nel quarto game arriva il break del francese che dal 30-15 Federer infila 3 punti consecutivi tra cui un passante di rovescio che esalta la folla. Il Pierre Mauroy è una bolgia che lo stesso tennista francese alimenta a dismisura urlando e caricandosi ad ogni vincente effettuato. Federer ha due palle nel game successivo per rientrare in partita, ma lo svizzero le spreca e Monfils allunga sul 4-1. Il nr. 2 del mondo non sembra tanto in difficoltà nello spingere i colpi, quanto più nel movimento dei piedi che a volte lo fanno arrivare in ritardo sulla palla. Monfils invece non molla mai, così risale dal 40-15 Federer nel game successivo, approfitta di un gratuito di diritto del suo avversario (che polemizza con il giudice di sedia Keothavong per la tardiva chiamata) e addirittura conquista un secondo break salendo 5-1. Il francese non contento urla pure qualcosa al suo avversario, è in piena trance agonistica e con pieno merito chiude il primo parziale 6-1, non prima di aver sprecato due set point con altrettanti doppi falli. Descrivere quello che è il frastuono all’interno dello stadio è impresa improba. Luthi prova a dare qualche consiglio a Federer, ma bisognerebbe soprattutto capire come fermare questo Monfils, che non accenna a placarsi e che nel solo primo set ha messo a segno ben 9 ace.

 

Si riparte e la musica è sempre la stessa, Federer non riesce mai ad essere incisivo negli scambi, i vincenti latitano, mentre Monfils quando vuole trova accelerazioni che fanno male. Nel terzo game arrivano altre due palle break per il francese, Federer le annulla entrambe ma capitola sulla terza, si sta mettendo davvero male per il nr.2 del mondo. Monfils tiene sempre con relativa facilità la battuta, Federer lo imita, ed allora la differenza la fa proprio quel break di inizio parziale. E’ passata poco più di un’ora e Monfils nel decimo game chiude anche il secondo set sul 6-4, portandosi due set a zero avanti.
O Federer cambia marcia oppure ci stiamo avviando ad un 1-1 contro pronostico dopo la 1° giornata, nel senso che i due punti verrebbero da coloro che non erano certo favoriti a inizio match.

Lo svizzero prova a reagire, tiene con sicurezza i primi due turni di battuta, ma la sostanza non cambia, quando Monfils cambia marcia lo mette sotto pressione e allunga imperiosamente.
Cosa che puntualmente avviene nel quinto game, quando Federer si viene a trovare sul 30-40. Lo scambio successivo è da batticuore, Monfils recupera una stop-volley del suo avversario con il rovescio, la palla prende il sostegno di ferro della rete e torna miracolosamente dalla parte di Federer che effettua una voleé d’istinto, Monfils ha il campo aperto ma spedisce il diritto fuori.
Ma il francese oggi è inarrestabile, arriva subito un altro passante di rovescio incredibile, altra palla break sulla quale stavolta Federer commette un gratuito di diritto e praticamente consegna il match al suo avversario.
Monfils non molla la presa, tiene senza problemi i suoi turni di servizio e spinto dal pubblico e dal suo presidente che esulta alle sue spalle centra il break dfinitivo sul 5-3.
Federer prova un paio di discese a rete, ma i suoi colpi non sono profondi e Monfils quando può lo passa o lo mette in difficoltà.
Non basta allo svizzero uno dei rari vincenti della partita di rovescio (contro 14 gratuiti con lo stesso colpo), una sua voleé maldestra (sempre di rovescio) in rete concede il match point al francese. Monfils chiude il match con un altro rovescio al bacio che si spegne quasi all’incrocio delle righe, il pubblico può esultare, la finale si riapre, il doppio di domani quanto mai decisivo.
Lo stadio si svuota sulle note della “Marsigliese”, i francesi ci credono di nuovo.

Francia-Svizzera 1-1
Wawrinka-Tsonga 6-1 3-6 6-3 6-2
Monfils-Federer 6-1 6-4 6-3

Qui la cronaca del match Wawrinka-Tsonga a cura di Stefano Tarantino, inviato a Lille

 Gli audio del post partita:

Federer e Luthi: Ubaldo ha chiesto al Capitano Luthi se con questo Federer hanno più chance di vincere il punto del singolare o del doppio. Severin ha fatto ‘finta di non capire’, e Federer è intervenuto dicendo che forse non voleva rispondere, facendo ridere tutti in sala stampa.

Federer e Luthi (inglese)

 

Federer e Luthi (francese)

 

Monfils: “All’inizio ero un pò nervoso, il pubblico mi ha aiutato tantissimo”

Monfils (inglese)

 

Monfils (francese)

 

 

Fed-Monfils stats

 

In aggiornamento con la cronaca del nostro inviato


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Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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