Grazie comunque Andreas! Seppi fuori in cinque set

Australian Open

Grazie comunque Andreas! Seppi fuori in cinque set

Pubblicato

il

Andreas Seppi sconfitto da Nick Kyrgios dopo una estenuante battaglia. Era avanti due set a zero e ha avuto un match point sul 5-6 del quarto set

N. Kyrgios b. A. Seppi 5-7 4-6 6-3 7-6 (5) 8-6 

Ragazzi non è possibile! Che p…e!!!  Sono stufo di dover sempre dire che peccato! Non c’è andata davvero bene. Forse abbiamo una maledizione  che ci perseguita negli Slam?
Due italiani negli ottavi all’Australian Open, due italiani che giocano entrambi bene, quasi al di là dei loro limiti,  la prima, Camila Giorgi, perde dopo aver vinto il primo set, essere stata avanti 4-2 con 3 palle per l break del 5-2 a Venus Williams, poi arriva tre volte a due punti dal match, l’altro, Andreas Seppi ha addirittura il matchpoint sul 6-5 al quarto set ma non se l’è giocato, perché Kyrgios l’ha annullato con un servizio vincente, e va al quinto dove perderà 8-6 dopo aver avuto una pallabreak sul 4 pari. Ma lì, a differenza delle fasi finali del quarto set, non gli si può rimproverare assolutamente nulla, perché l’altro gli piazza l’ennesimo ace.

 

Aveva dominato Kyrgios per due set, poi lo ha però rimesso colpevolmente in corsa distraendosi purtroppo nel suo primo game di servizio del terzo set che ha perso, sull’1-0 per Kyrgios, da 30-15 facendo tre errori assolutamente gratuiti di dritto.
Di lì a poco Kyrgios sale 3-0 e va al cambio di campo di corsa, come un esaltato, come un pugile che stava perdendo ma ha messo knock down l’avversario che lo stava dominando.

Da quel momento la partita cambia radicalmente, Seppi non spinge più come prima, il gioco è in mano a Kyrgios che vince il terzo set, al termine del quale i due hanno vinto 100 punti ciascuno! Nel quarto set non c’è una sola palla break fino al 6-5 per Seppi; Kirgyos da 40 15 si fa raggiungere sul 40 pari e poi deve affrontare il matchpoint. Batte bene, Seppi poteva fare qualcosina di più ma non tanto. Dove invece poteva fare molto di più è sul vantaggio pari. Gli capita un rovescio da affondare, si limita invece a tirarlo di là senza troppa forza e convinzione, consentendo al più coraggioso (o incosciente) avversario, di prendere l’iniziativa e il punto. Cui fa seguire un doppio fallo, ma poi anche due aces che lo trascinano al quinto.

Non c’è di peggio che perdere un match avendo avuto il matchpoint quando per la prima volta puoi raggiungere i quarti a quasi 31 anni. Sarebbe ingeneroso rimproverare qualunque cosa ad Andreas che ha giocato una buona partita anche se non davvero simile a quella giocata contro Federer. Lo ha detto lui stesso: “Ho vinto i primi due set ma la partita non era di gran livello, pur avendoli vinti non ero contento di come avevo giocato. Poi all’inizio del terzo purtroppo ho giocato male i primi due games, ho sbagliato tre dritti facile e subito il break…”.

Ha confermato esattamente quel che avevo scritto prima di andare a sentirlo. Ma detto ciò non si può davvero infierire su chi perde in questi situazioni. Anche se, salvo un paio di errori provocati dalla tensione su due di quelle 3 palle per il 5-2 contro Venus, a parer mio Camila ha davvero poco da rimproverarsi, Seppi qualche piccolo rammarico potrebbe averlo se un domani avesse la voglia (ne dubito..) di riguardare le fasi finali del quarto set, dal matchpoint per lui sul 6-5 fino alla fine del tiebreak. Secondo me, ma si fa presto a dirlo da un seggiolino di tribuna stampa, gli ha tremato il braccio in un paio di occasioni probabilmente decisive. Una è stata sul punto immediatamente successivo al matchpoint annullato da Kyrgios (che aveva servito bene, anche se Andreas in qualche modo era riuscito a recuperare): gli è capitato una palla morbida a tre quarti campo che avrebbe potuto (e dovuto) spingere. Non l’ha fatto ed è stato punito perché Kyrgios, più giovane ed incosciente, invece il rischio lo ha preso ed è andato a vantaggio. Io mi sono scritto sul blocknotes proprio: PAURA? Dopo di che Kyrgios ha commesso un doppio fallo e quindi di nuovo parità. Però lì ha infilato due aces di fila e buonanotte, nulla da fare se non giocare il tiebreak.

Anche sul tiebreak, e se ne è accorto lo stesso Andreas…cui lascio la parola (riudibile nell’audio): “Sul 5-4 per me nel tiebreak – quindi Andreas è stato a due punti da match lì, dopo il matchpoint di poc’anzi – a lui non è entrata la prima e ha giocato una seconda piuttosto morbida. Sarei dovuto entrare aggressivo sulla seconda, ma non me l’aspettavo, non l’ho fatto e peccato perché avrei potuto andare sul 6-4 e a 2 mathcpoint consecutivi. E forse sarebbe finita diversamente”
Son piccole fragilità che in un match che si decide su uno o due punti purtroppo si pagano anche profumatamente.
“Il tennis è lo sport del diavolo “ diceva Mario Belardinelli, il padre putativo di Adriano Panatta e dei ragazzi che frequentavano il college di Formia.
“Ma lo sport è così – prosegue Seppi con la serenità che pare contraddistinguerlo (anche se dentro di sé sentirà un vulcano in fiamme) – e anche il tennis è cosi: una volta vinci annullando un matchpoint, un’altra perdi con il matchpoint. Certo mi spiace che sia accaduto qui, in un match che valeva i quarti di finali di uno Slam (da lui mai raggiunto…mentre Kyrgios a 19 anni è già al secondo), che ci vuoi fare…sono sfortunato? No, direi sfigato! “ e trova la forza di sorridere ancora prima di annunciare che il suo prossimo torneo sarà….l’Open degli Stati Uniti!!! Ovviamente non è così, tant’è che poc’anzi aveva detto anche: “I miei obiettivi non cambiano, punto a rientrare fra i primi 30, almeno per essere testa di serie agli Slam, se poi viene qualcosa di meglio…ben venga”.

Coach Sartori, nell’intervista che mi aveva concesso prima del match – ascoltatela perché è istruttiva, e comunque né è stata fatta anche la trascrizione – aveva detto che Andreas avrebbe dovuto giocare tutti i punti, nel senso che doveva stare sempre lì con la testa. Aveva anche spiegato che ai grandi, a Djokovic, Nadal, Federer e Murray questo riesce per tutto un match e per tutto l’anno, mentre agli altri no. E difatti purtroppo Andreas dopo aver vinto i primi due set sia pur sbagliando quei dritti in cui a spingere la palla doveva essere lui (è troppo più bravo come incontrista) ha avuto un chiaro passaggio a vuoto all’inizio del terzo set.

Così ha ridato fiato e coraggio ad un giocatore che non mi aveva per nulla impressionato nei primi due set. Anzi,a dir la verità – non avessi saputo che ha solo 19 anni e che quindi certo migliorerà – mi era apparso quasi modesto, salvo che nel servizio davvero devastante.
Come credo di aver già scritto in questo affannoso articolo fatto a più riprese, Seppi non era quello che ha battuto Roger Federer, altrimenti avrebbe vinto molto più facilmente il primo set contro un Kyrgios che all’inizio era stato assai deludente, prima di esaltarsi nel terzo, trascinando anche i 10.000 spettatori entusiasti dell’Hisense, che hanno trascinato poi – a loro volta – anche lui.
Su di me il pubblico non ha influito molto, me l’aspettavo – ha detto Seppi – ma lui lo ha probabilmente aiutato”.

Kyrgios aveva fatto 72 aces in tre partite – più 25 oggi, appena due di più di Seppi che al servizio è certamente miglioratissimo -ma il rovescio non m’è parso per due set granché, fino a che non ha acquistato fiducia. Non riusciva a giocarlo lungo, sembrava un colpo sincopato, senza che la racchetta finisse dietro la spalla, mi faceva pensare che chi lo pronosticava un potenziale n.1 del mondo avesse preso un abbaglio.
Seppi nel primo set avrebbe dovuto fare il break già al settimo game quando era stato avanti 0-30 ma ha sbagliato due dritti alla vecchia maniera, non certo come li aveva giocati contro Federer. Forse perché doveva spingerli lui, senza sfruttare la forza dell’avversario, di un Federer. Oggi aveva il tempo di pensare prima di colpire, non erano controbalzi. E in talune occasioni gli è stato fatale.
Poi le due pallebreak per il 4 a 3 le ha annullate Kyrgios, una con un servizio a 203. Seppi ha vinto il primo set in cui non ha mai concesso palle break. Come gli aveva detto Sartori l’importante era giocare bene i games di risposta. Perché le occasioni sarebbero state poche.
Il secondo set è stato più equilibrato, con Seppi che ha dovuto salvare le sue prime pallebreak, tre, sul 2-1 per Kyrgios, che lo ha aiutato commettendo sulla prima e sulla terza un errore di dritto e uno di rovescio. Sulla seconda palla break invece è stato un net ad aiutare Seppi. Nel game successivo è stato Seppi a conquistarsi una palla break ma Kyrgios l’ha salvata con uno dei suoi poderosi servizi. Sul 4 pari Andreas è salito sullo 0-40 e a 30 ha fatto il break che gli dava il 5-4 per poi trasformare il setpoint grazie ad uno scatto poderoso su un dropshot e che gli ha permesso di infilare Kyrgios giunto a rete a seguito della sua smorzata.
Poi le fasi del match già descritte, sia pure forse in maniera confusa per la fretta. Kyrgios è diventato quello che menava la danza, che conduceva il gioco. Ad ogni punto era un ruggito cui seguiva quello della folla, semi-impazzita e stimolata anche dai “Fanatics” in maglia gialla. Una folla che era quasi ammutolita dopo il 2 set a zero per Seppi. Alla fine è stato apoteosi e delirio. E per noi tanta tristezza e pure qualche imprecazione. Chissà quante ne avrà dette, a ragione, anche Seppi. Qui voglio ringraziare anche Massimo Sartori per il fairplay con il quale all’uscita del campo si è prestato a concedermi l’intervista. Non tanti (penso a Josip Perlas per citarne uno e per non fare sempre esempi di italiani che non si comportano bene) l’avrebbero fatto con la sua cortesia.
Kyrgios: “Mi sento meglio di quando ho vinto a Wimbledon con Nadal!”. Non è detto tutto?

 

stats seppi kyrgios

 

Le dichiarazioni a caldo di Massimo Sartori dopo il match

 

 

“E’ stato un bel mese, adesso torniamo a casa e dopo esserci riposati ripartiremo. La partita è stata molto equilibrata, peccato non aver approfittato di qualche momento di scarsa lucidità di Kyrgios, ma non posso rimproverare nulla ad Andreas, nel terzo set doveva rifiatare dopo aver vinto i primi due di slancio. Poi sul match point del quarto set ha tirato un gran servizio l’altro, e al quinto poteva finire in qualsiasi modo.

Ci portiamo via delle consapevolezze in più, è importante sapersi evolvere e cambiare anche verso i trent’anni. Abbiamo migliorato il dritto, che adesso è più rapido e consente ad Andreas di giocare meglio sul cemento e sul rapido in generale, e il servizio che è molto meno leggibile. Adesso Seppi tira benissimo le prime palle esterne, e poi è velocissimo ad andare a spingere per chiudere dall’altra parte, prima non lo faceva.

Kyrgios adesso non ha freni, è tutto entusiasmo, ma quando le cose si calmeranno, e tutti cominceranno ad aspettarsi prestazioni regolari da lui, non sarà facile. Personalmente non mi è piaciuto il suo dritto, ogni volta che Andreas gli tirava forte da quel lato usciva sempre in lungolinea, la prendeva troppo dietro, e se diventi prevedibile è un problema. Forse avrei dovuto dire ad Andreas di giocargli di più proprio sul dritto, spingendo.

Le condizioni lente ci hanno sorpreso un po’ rispetto al match con Federer, faceva davvero freddino, la palla non camminava, e per Seppi che è uno che la palla la fa viaggiare è un problema, ormai anche se gioca bene sulla terra per lui è meglio un tennis rapido. Servizio e dritto vanno bene, se riusciremo a migliorare ancora la risposta, che è già adesso la cosa che Andreas fa meglio, rendendola più avanzata e veloce, allora saremo in condizioni ottimali.”

 

Andreas Seppi in conferenza stampa: “Sono stato sfigato. Prossimo torneo?… lo US Open!”

 

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

Continua a leggere

Australian Open

Australian Open, qualificazioni a Natale fra Dubai e Abu Dhabi? Per ora niente obbligo vaccinale

Secondo il Daily Mail, ai giocatori sicuri dell’accesso al tabellone principale verrà richiesto di volare a Melbourne già a dicembre

Pubblicato

il

Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Con la pandemia ancora di là dal concludersi, Tennis Australia starebbe già finalizzando la pianificazione dell’Australian Open 2022 al fine di minimizzare il numero di giocatori che si recheranno a Melbourne: come nel 2021, le qualificazioni si dovrebbero infatti svolgere in Medio Oriente, come riporta il Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico si giocherebbe negli Emirati Arabi Uniti, con gli uomini che giocherebbero ad Abu Dhabi (a gennaio erano volati a Doha, in Qatar) e le donne di nuovo a Dubai.

Le date saranno piuttosto diverse però. L’Happy Slam dovrebbe infatti tornare alla consueta collocazione nella seconda metà di gennaio (dal 17 al 30, per essere precisi, mentre la scorsa edizione si è giocata fra l’8 e il 21 febbraio), e questo significa che le qualificazioni saranno anticipate di conseguenza: il tabellone cadetto dovrebbe infatti svolgersi la settimana prima di Natale, con l’ultimo e decisivo turno in programma il 24. Dei voli charter provvederanno poi a portare i superstiti delle quali in Australia fra il 23 ed il 26, sempre di dicembre.

NATALE IN AUSTRALIA: NIENTE OBBLIGO VACCINALE?

Lo stacco fra la fine delle qualificazioni e l’inizio del torneo sarà quindi di tre settimane abbondanti. La ragione di questa separazione temporale è che ogni partecipante al torneo (qualificati e giocatori ammessi al main draw) dovrà trascorrere del tempo in una bolla che precederà l’inizio dei tornei di preparazione allo Slam, che dovrebbero tornare alla consueta suddivisione fra le principali città Down Under (Brisbane, Hobart, Adelaide, Sydney e Perth per l’ATP e il WTA Tour).

 

Questo significa che tutti i sopracitati dovranno volare in Australia durante le festività, probabilmente prima di Natale; questa volta, però, saranno in grado di allenarsi anche durante la quarantena, seppur in un ambiente rigidamente controllato – ricordiamo che la scorsa edizione è stata contrassegnata da una lunga serie di infortuni addominali che ha coinvolto anche Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

Il Daily Mail ha confermato tuttavia che ci sarà una differenza sostanziale in termini di libertà fra vaccinati e non; anche se non sono arrivate specificazioni, sembra che la quarantena per chi ha (o avrà) ricevuto la doppia dose sarà decisamente più morbida. Sarebbero quindi smentite le voci su un obbligo vaccinale per chi vorrà giocare il torneo.

Queste decisioni arriva mentre Melbourne batte il record di Buenos Aires per il lockdown più duraturo: oggi sono 236 giorni dalle chiusure della capitale del Victoria che teoricamente dovrebbe riaprire i battenti il 26 ottobre, quando il 70% della popolazione locale dovrebbe aver ricevuto la doppia dose del vaccino.

Continua a leggere

Australian Open

Steve Flink: “Osaka vincerà almeno 11 o 12 Slam”

Seconda parte del video di fine Australian Open con il Direttore Scanagatta, stavolta sul torneo femminile. Brady può vincere dei grandi tornei? C’è ancora speranza per il titolo N.24 di Serena?

Pubblicato

il

Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

La regina dell’Australian Open è per la seconda volta Naomi Osaka: la ventitreenne giapponese ha superato in finale Jennifer Brady, risultato che le è valso il quarto slam della carriera, tutti sul cemento, e sembra pronta a dominare il circuito, mentre la padrona di casa e attuale N.1 Ashleigh Barty non è riuscita a trovare il suo miglior tennis dopo un anno di stop, spegnendosi al primo momento di difficoltà. Questi sono alcuni dei temi che il direttore e Steve Flink hanno affrontato nella loro chat post-torneo. Di seguito il video:

00:00 – Ubaldo: “Steve, sono sicuro che tu non sia così sorpreso del fatto che abbia vinto la Osaka”. Flink: “No, non lo sono. Eravamo entrambi d’accordo che avesse ottime possibilità di vincere. Sta emergendo come la possibile dominatrice del circuito. Potremmo discutere di quanti Slam vincerà in carriera. Prima del torneo non era al top fisicamente per un piccolo infortunio, c’era qualche preoccupazione, ma ho sempre pensato che se fosse stata bene sarebbe arrivata in finale con ottime possibilità di vincere ed è andata così”.

01:55 – Ubaldo: “Osaka è stata in difficoltà una volta sola in tutto il torneo, con Muguruza quando ha dovuto salvare match point”. Flink: “Sicuramente è stato il match migliore del tabellone femminile. La spagnola ha giocato un grande match, ed è andata vicina a vincere. Per me la rimonta è stato merito di Osaka più che demerito di Muguruza. Credo sia stata spettacolare negli ultimi tre giochi dell’incontro, praticamente ingiocabile”. Ubaldo: “Sicuramente io mi aspettavo che Muguruza facesse qualcosa in più. Ha un po’ troppi alti e bassi, più di quelli che dovrebbe avere una vera campionessa. Lei del resto ha vinto degli Slam, ma nell’ultimo anno non ha fatto così bene. Hai ragione, tendo a credere che abbia commesso troppi errori gratuiti contro Osaka, anche se è vero che Naomi serve benissimo, tocca i 190 km/h, qualcosa che non riesce a molti uomini. Insomma, rispondere non è facile. Però quando hai match point e non li sfrutti forse un po’ di rimpianti li hai sempre. Osaka è stata aggressiva, ha approfittato delle opportunità che ha avuto, ma Muguruza forse è stata troppo conservativa”.

 

06:07 – Ubaldo: “Osaka è molto forte quando ha l’iniziativa, quando può comandare il gioco. Secondo me non lo è altrettanto quando deve difendersi”. Flink: “Sono d’accordo, ma è molto veloce, può migliorare molto nella difesa. Inoltre colpisce bene da entrambi i lati e ha un gran servizio. Ha un gran kick sulla seconda palla che spesso la toglie dai guai. Con questo servizio non vedo come non possa vincere Wimbledon prima o poi”.

09:15 – Ubaldo: “Parliamo ora di quello che Osaka può fare in carriera. Mats Wilander ha detto che può vincere tra i dieci e i quindici slam, se migliora sulla terra e sull’erba. Cosa ne pensi?”. Flink: “Sono d’accordo. Il mio pronostico è che possa vincere undici o dodici Slam, e mi sto tenendo stretto. Magari può diventare la Djokovic del circuito femminile. Non vedo perché non possa vincere diverse volte Wimbledon, e magari anche il Roland Garros un paio di volte. La vedo sicuramente andare in doppia cifra di Slam vinti e magari avvicinare Chris Evert e Martina Navratilova che ne hanno vinti 18”. Ubaldo: “Sono più ottimista sulle sue possibilità sull’erba piuttosto che su terra rossa. Sulla terra anche se servi forte ci sono difficoltà, lo abbiamo visto per Venus e Serena Williams. Bisogna muoversi bene, sapersi difendere, battere giocatrici forti sulla terra come può essere Halep”.

12.05 – Ubaldo: “Essendo un americano, e anche di quelli sciovinisti, ti aspettavi che Brady, la numero 26 del mondo, potesse centrare la finale dell’Australian Open dopo la semifinale a Flushing Meadows? Ora è numero 13 del mondo; non so tu, ma credo nessuno pensasse potesse fare un torneo così…” Flink: “Non sono rimasto scioccato, non mi aspettavo magari che arrivasse in finale, ma comunque ultimamente stava giocando molto bene sul cemento. Speravo che facesse bene, e dire che ha dovuto fare la quarantena per il discorso del Covid, ma si è ripresa molto bene, ha avuto un ottimo atteggiamento. Ha un diritto incredibile, poi una volta che è arrivata in finale contro Osaka si è fatta un po’ prendere dall’agitazione”. Ubaldo: “Sì, si è visto quando ha sbagliato quella palla del 5-5 sbagliando un diritto a un metro dalla rete. Un errore incredibile che l’ha un po’ scioccata perché poi ha perso i successivi due o tre game facilmente”. Flink: “Vedo Brady in grado di vincere due o tre Majors”.

16:34 – Flink: “Muchova ha fatto un grande torneo. Barty la stava distruggendo per 6-1 nel primo set, pensavo vincesse facilmente in due set. Poi Muchova ha interrotto il gioco uscendo dal campo e questo forse ha deconcentrato l’australiana. Ma per essere onesti in semifinale contro Brady ha dimostrato di essere forte, avrebbe potuto essere lei a vincere. Ma per Barty è stato un peccato perdere quel match in Australia, quando tutti speravano potesse vincere davanti al suo pubblico”. Ubaldo: “Barty è stata sfortunata perché avrebbe dovuto giocare davanti ai suoi tifosi ma ci sono stati quei cinque giorni di lockdown per il Covid”.

18:28 – Ubaldo: “Parliamo di Serena Williams. Ha lasciato la sala stampa, dopo aver perso con Osaka, dicendo che forse è stato il suo ultimo Australian Open. Credi sia così? Ha comunque battuto la Halep, la numero due del mondo, 6-3 6-3, prima di perdere contro la Osaka per 6-3 6-4. Ha anche battuto Sabalenka, che arrivava da una striscia di vittorie”. Flink: “Per me è stata una grande vittoria per Serena, perché Sabalenka è una delle giocatrici emergenti”. Ubaldo: “Quindi adesso dobbiamo capire se siamo alla fine della leggenda di Serena o se ha ancora la possibilità di raggiungere il ventiquattresimo Slam”.

Flink: “Ha fatto finale a Wimbledon e allo US Open nel 2018 e nel 2019, nel 2020 semifinale allo US Open perdendo in tre set da Azarenka, ora nel 2021 ha perso in semifinale da una super Osaka. Quindi non penso che sia così male. Ma Serena è stata troppo severa con sé stessa davanti ai microfoni. Dall’altra parte della rete ci sono anche le avversarie e sembra che, da come ha parlato, non fosse così forte quella con cui ha perso. Si è concentrata solo sul suo dispiacere e sui suoi errori. Però Osaka, se in finale allo US Open l’aveva sconfitta in un match tirato e pieno di controversie, stavolta l’ha battuta nettamente”.

25:30 – Ubaldo: “Però c’è anche un problema psicologico a mio avviso, sin da quando ha perso con Roberta Vinci allo US Open 2015. Da quella sconfitta e poi da quando è diventata mamma fatica perché vuole così disperatamente raggiungere il record di Slam di Margaret Court che ogni volta diventa troppo nervosa”. Flink: “In qualche modo sono d’accordo con il concetto che esprimi, da quel momento non è stata più la stessa Serena. Ma comunque è vicinissima al suo obiettivo. La questione è, può gestire la pressione nei match più importanti?” Ubaldo: “Come successe ad Edberg e Navratilova, ogni grande giocatore quando invecchia ha molti alti e bassi. Quindi Serena può giocare bene come ha fatto contro Halep e Sabalenka e poi meno bene quando serve davvero. La cosa più difficile è giocare sette match di fila al top del proprio livello”. Flink: “Sono d’accordo, ma credo anche che Osaka sia un’avversaria difficile per chiunque, in qualche modo ti intimidisce. Mi piacerebbe vederle di nuovo giocare contro, magari a Wimbledon. Sicuramente Osaka ha una grande fiducia avendo battuto Serena sia in finale che in semifinale Slam. Pensi che Serena centrerà mai il ventiquattresimo Slam?”. Ubaldo: “Secondo me no, perché non credo che riuscirà a mettere insieme sette match al livello a cui vorrebbe giocare. La miglior vittoria possibile che sogno per lei sarebbe vincere Wimbledon in finale contro Osaka”.

31:53 – Ubaldo: “Ci sono state grandi delusioni in questo torneo? All’inizio ci sono state alcune sconfitte sorprendenti, ad esempio quella di Kenin”. Flink: “Ha poi detto che non giocherà il prossimo torneo perché si è sottoposta ad appendicectomia. Sì, è stata una sconfitta spiacevole perché l’anno scorso ha vinto il torneo. Presto tornerà a competere, non sono preoccupato. Sicuramente aveva molta pressione perché difendeva il titolo dell’anno scorso, ma non era così probabile che potesse vincere per due anni di fila”.


Transcript a cura di Gianluca Sartori

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement