Camila Giorgi ha dominato Alizè Cornet neppure fosse... la nr. 200 al mondo

Editoriali del Direttore

Camila Giorgi ha dominato Alizè Cornet neppure fosse… la nr. 200 al mondo

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Barazzutti e papà Giorgi miscela vincente? Due a zero dell’Italia sulla Francia e 4 set a zero. Ma se i 51 errori gratuiti della Garcia sono il marchio di poca qualità del primo match, il secondo è stato un vero show di Camila Giorgi che ha surclassato la n.19 del mondo prendendola a pallate…e un solo doppio fallo!

Avrei voluto essere a Genova per chiedere di persona ad Amelie Mauresmo, che ho visto giocare bambina in Australia e conosco molto bene da allora, per chiederle cosa pensasse di Camila Giorgi -che lei mi aveva detto di conoscere poco – dopo averla vista all’opera contro un’Alizè Cornet che ha fatto tutto quel che poteva per arginare le bordate di Camila, ma niente, proprio niente ha potuto. La francesina dal nasino all’insù e dagli “Allez, allez” che sono gli equivalenti dei “com’on!”… hewittiani (ma che riescono ad essere anche più fastidiosi perchè pare gridarli più volentieri quando sbagliano le avversarie…) deve ringraziare anzi di avere indovinato tre servizi vincenti (fra cui due aces, il quinto e il sesto della sua partita) sul 2-4 nel primo set perchè altrimenti avrebbe preso un memorabile 62 61 di fronte ad una Giorgi scatenata che oltre a tirare vincenti da tutte le parti, di risposta come a conclusione di palleggi serrati (e mai troppo lunghi) ha anche servito molto meglio di sempre, tanto che pur tirando le seconde di servizio a 175/180 km orari (e una “prima” a 192..nemmeno si chiamasse Serena Williams) ha commesso un solo doppio fallo in un game vinto a 30.
Indirettamente credo che un po’ di merito vada anche a Giovanni Santarelli, il fisioterapista di Pisa che le ha rimesso a posto la spalla.

Sarà opportuno non dimenticare che la Cornet è n.19 del mondo, ha solo 25 anni (compiuti il 22 gennaio ed ero presente a Melbourne quando ha spento le candeline sulla torta subito dopo aver battuto la Allertova) ed è stata finalista agli Internazionali d’Italia e n.11 del mondo.
Chi ha visto come Camila oggi avrà capito perchè chi scrive, che pure l’ha vista giocare ormai parecchie volte, aveva scorto tali e tanti progressi nel match dominato per un set e tre quarti contro un’ottima Venus Williams – tre palle consecutive per salire 5-2 nel secondo set dopo aver vinto il primo, tre volte a due punti dal match – si sia sbilanciato più di quanto io di solito non faccia pronosticandole un avvenire – a breve termine – di top-ten.
I suoi progressi sono apparsi evidenti anche oggi, non solo al servizio, ma anche a rete dove non mi pare abbia sbagliato una volée, anche quelle più difficili (giocandole sia di schiaffo da tre quarti campo, a due mani e ad una, sia con il taglio di sicurezza, colpo che fino a poco tempo fa non giocava mai) e soprattutto indovinando in pieno i tempi delle discese a rete.
Sono pochissime le tenniste in grado di farlo. Così come poche hanno l’anticipo, la potenza e l’esplosività dei suoi colpi. Se poi fino ad un anno fa li giocava soltanto piatti adesso ha imparato – e l’avevo già segnalato in Australia rendendo merito a papà Sergio – a giocare anche dritti più liftati che facendo passare la palla sopra alla rete di quei centimetri in più sono meno fallosi ma, grazie alla straordinaria velocità del suo braccio, restano velocissimi e, oltretutto, pure illeggibili per l’avversaria perchè con una frustata di polso dell’ultimo secondo Camila nasconde perfettamente le sue intenzioni. Perfino una tennista esperta, e ottima in difesa, come la Cornet non riusciva a capire dove quei traccianti sarebbero atterrati.
Perchè se da almeno due anni si è detto e scritto ovunque che Camila aveva poco discernimento tattico beh…oggi le capita ancora di sparacchiare qualche colpo che andrebbe “tenuto” perchè magari è arrivata male su una palla. Ma accade sempre molto meno, settimana dopo settimana.

 

Contro Camila le avversarie sono costrette a tentare soluzioni ardite se non vogliono essere brutalizzate e qualche angolo impossibile lo cercano e di tanto in tanto lo possono trovare pure loro…e lì Camila, certo, dovrebbe essere un tantino più umile, prudente, saggia. Lo diventerà, ne sono certo per aver riscontrato i suoi grandi e recenti progressi.
Ha solo 23 anni e ha avuto nel padre che l’ha tirata su con un affetto e una dedizione straordinaria ed è stato certo un grande motivatore, ma non avendo mai giocato a tennis non poteva essere certo anche un grande tecnico o un grande stratega fin dai suoi inizi. Un conto è documentarsi e leggere sui libri, un altro è essere subito preparati. C’è voluto del tempo per lui, anche solo per avvincinarsi ad un mondo che non era il suo, e necessariamente del tempo anche per Camila per crescere e maturare. Alcune ragazze che sono salite fra le top-ten alla sua età, 23 anni, avevano già vinto dei tornei, ma avevano anche compiuto un diverso percorso umano, sociale, tennistico.
Oggi ero curioso di vedere come Camila si sarebbe trovata con Corrado Barazzutti seduto sulla sedia del capitano. Non era la prima volta, quella era stata con gli Stati Uniti. Ebbene mi è parsa serena e ricettiva. Non so cosa le dicesse Corrado, ma lei dava la sensazione di ascoltarlo. Ora chi mi legge sa che io se ho qualcosa da dire o da criticare nei confronti di Corrado Barazzutti non gli chiedo il permesso.
Sapete ad esempio della mia vecchia polemica sul suo insistito e pervicace modo di dare volutamente informazioni sbagliate al momento del sorteggio. Una disinformazione che non coglie di sorpresa né gli avversari (in quel caso potrebbe avere un senso) né glia addetti ai lavori. Ma crea equivoci in tutti gli altri. Proprio oggi la coppia dei due conduttori di Radio Montecarlo che si sono collegati con me – a proposito segnalo a chi possa interessare che ormai Radio Montecarlo è diventata la radio del Grande Tennis e sono stati concordati con Ubitennis.com e i suoi inviati più di 100 servizi annui da tutto il mondo…_ mi ha chiesto come mai Errani e Vinci si fossero separate in occasione di questo incontro con la Francia visto che Barazzutti aveva schierato in doppio Knapp e Vinci…Magari le due Cichis avevano litigato?
Beh, ho dovuto spiegare che non si sa se per superstizione, testardaggine, pseudo-pretattica, sfizio, Barazzutti fa sempre così, schiera il giorno del sorteggio coppie che non giocheranno mai e poi un’ora prima che il doppio cominci davvero annuncia la formazione vera. Oggi l’inviata della Gazzetta ha scritto: “Barazzutti ha annunciato che sarà la Knapp a fare coppia con la tarantina (Vinci), ma è difficile pensare che se la partita dovesse essere decisiva il CT rinuncierà a schierare le Cichi, n.1 al mondo del doppio”.
Perfino la Gazzetta, che dovrebbe essere giornale più informato di tanti, è costretta a sprecare righe per spiegare che quella formazione non è attendibile. E questo tutte le sante volte! Chissà, forse è proprio quello che vuole Barazzutti perchè ci si ricordi di lui?
Boh, esaurito questo lungo (ed ennesimo) noiosissimo inciso che sicuramente persuaderà Barazzutti a perseverare nel suo gusto a disinformare, volevo dir tutt’altra cosa prima di partire per la tangente del concetto già mille volte espresso: forse Barazzutti ad affiancare papà Giorgi potrebbe essere una buona idea. Perchè se Camila si fida di lui e Corrado finisse per avere un effetto calmante sia su papà Sergio sia su Camila (che a volte dà la sensazione di soffrire l’agitazione che si impadronisce del padre), chissà che non potrebbe venirne fuori una miscela vincente.
Mah, la butto lì, sapendo che probabilmente papà Giorgi non la prenderebbe in considerazione, però sono tante le tenniste che pure avendo continuato ad avere il padre al seguito sono state affiancate anche da altri coach che le aiutavano ad allentare la pressione e al contempo ad affrontare tematiche tecnico-strategiche.
Non che io ritenga Barazzutti un grande stratega per la verità…ma una persona per bene di cui fidarsi sì; ricordo che tanti anni fa scrissi che se avessi dovuto scegliere con chi andare a cena fuori fra lui e Panatta per passare una serata divertente sarei uscito certamente con Adriano, ma se avessi dovuto comprare una macchina di seconda mano da Barazzutti l’avrei presa tranquillamente.

Brava, bravissima, per tornare a bomba sulla Fed Cup Camila, ma brava anche Sara Errani, se pure nel suo modo certo meno entusiasmante e spettacolare, ma certamente intelligente e con la tipica pazienza della formichina che mette da parte un punticino dopo l’altro, sia riprendendo tutto sia aiutando un’avversaria ancora inesperta come la ventunenne Garcia a sbagliare lo sbagliabile. Con 51 errori gratuiti in due set non si vincono le partite. Ma saranno stati proprio tutti e 51 gratuiti?
Sara, spesso accusata di un tennis poco vario, in realtà ha mostrato di avere rispetto alla Garcia, molta più varietà di schemi. Si è preoccupata giustamente di mettere il campo il 90 per cento di prime palle, per evitare l’aggressione sulle seconde, ma quando è venuta a rete ha fatto alcune volee con…la mano fatata, da applausi, ha giocato alcune smorzate pregevoli (anche se in un paio di occasioni la Garcia che non corre benissimo lateralmente c’è arrivata e su una ha giocato anche una grandissima contrsmorzata), ha fatto alcuni lob perfetti, quasi sempre sul lato del rovescio della Garcia. Certo Sara non vincerà mai una partita passeggiando, come ha fatto Camila. Ma ognuna ha le sue caratteristiche e finora, non c’è dubbio, Sara ha ottenuto risultati molto migliori.
Il futuro…nessuno lo conosce. Anche se io mi diverto a profetizzarlo. E vedo nella palla di vetro l’Italia ormai in semifinale contro il Canada in Canada o la Cechia in casa e… Camila top ten.

 

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Wimbledon: Lorenzo Sonego cerca mancino prima del duello sul centre court con Rafa Nadal? “No, un mancino come Nadal tanto non esiste!”

Gipo Arbino è persuaso che il suo Lorenzo sia più in forma di sempre. “Gioca molto meglio di un anno fa, ha perso con Berrettini e Kudla due match che avrebbe meritato di vincere”

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Stamattina Lorenzo Sonego, reduce da una convincente prova contro Hugo Gaston, si è allenato con Cristian Garin, in preparazione al match di sabato e di terzo turno con Rafa Nadal programmato sul Centre Court. Mission impossible? In condizioni normali sì, però Rafa ha concesso un set a Cerundolo, un altro set a Berankis. Giocatori che non sono più forti di Lorenzo, che lo scorso anno qui giunse in ottavi (battè Sousa, Galan e Duckworth).

Ho chiesto al suo coach Gipo Arbino se non avevano pensato di “ingaggiare” uno sparring mancino… con vista Rafa, e lui ha risposto: “Lo faremo domani. Ma a Lorenzo serve in realtà uno che lo metta in palla sbagliando poco, perché tanto un mancino che gichi come Nadal non esiste. Ha giocato contro Gaston, mancino e con rovescio bimane, ma non è Nadal! L’altro giorno si è allenato con Gasquet che era perfetto: non sbagliava mai, giocava di ritmo ed è stato utilissimo. Per intendersi: se Lorenzo si scaldasse con Bublik sarebbe un disastro. Conta che trovi il ritmo, che senta bene la palla, che automatizzi i colpi per giocare la partita più solida possibile. Contro Gaston è stato solidissimo”.

Arbino è convinto che Lorenzo stia giocando benissimo, molto meglio dello scorso anno. “Ha perso due partite di misura, con Berrettini e con Kudla, e le ha perse per pura sfortuna, per pochissimi punti e mini-dettagli. Avrebbe meritato di vincerle lui…”.

 

Quindi il morale è buono, la fiducia c’è. Anche se si deve misurare con Nadal. “Il momento peggiore è stato il giorno dopo la sconfitta con Kudla, quando Lorenzo è andato ad allenarsi e a un certo punto, probabilmente a seguito di un dritto molto forte di Cerundolo che è rimbalzato male sul suo rovescio; lui ha cercato di adattarsi a quella traiettoria così cambiata e nel farlo ha sentito una fitta al polso sinistro. Ci siamo spaventati moltissimo. Con il polso, anche quello sinistro, non si scherza. Per fortuna un falso allarme!”

-E allora non si è allenato per un po’?

“No, no, ha continuato ad allenarsi e… a giocare il rovescio a una mano, allenando lo slice. Ed è andata bene così… perché ieri ha giocato lo slice anche in approccio contro Gaston meglio di sempre!”.

A volte il destino fa strani scherzi, non sempre brutti. Contro Nadal, Lorenzo non ha mai giocato. Nadal ha fatto i complimenti di prammatica a Lorenzo, al suo servizio, al suo dritto, ma è certo che gli farà giocare centinaia di rovesci.

Lorenzo però non sembra troppo intimorito. Vedremo sul campo. “Sul centrale ho già giocato…con Federer” aveva detto venerdì sera. E domenica, ultimo match, gli toccherà di nuovo il centrale. Non è Federer, è Nadal… una leggenda dopo l’altra, un mito dopo l’altro. Per sdrammatizzare in Toscana direbbero… se non è zuppa è pan bagnato.

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Wimbledon: la risposta di Sinner contro il servizio di Isner, ma sarà più bello il duello Kyrgios-Tsitsipas

A Nadal fa più paura il Covid che qualsiasi avversario, Sonego incluso… fino alla finale con Djokovic! Oppure Kyrgios che ha provocato i media che lo avevano preso di mira. Altri rimpianti per Matteo Berrettini

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Jannik Sinner - Wimbledon Credit- AELTC:Jon Super

Il COVID non fa distinzioni fra ricchi e poveri, fra campioni e Carneadi, ma è ancora ben vivo, purtroppo, miete ancora vittime un po’ in tutto il mondo e a Wimbledon i ritiri dei contagiati si susseguono – l’ultimo Bautista Agut, sulle… tracce di Berrettini e non solo – e Rafa Nadal, che a questo torneo tiene da morire con l’obiettivo (non palesato apertamente ma evidente) del Grande Slam, ha raccomandato grande prudenza a tutto il suo entourage.

Tutti, anche Benito Perez Barbadillo, che per il suo ruolo di communication manager deve appunto comunicare, e ha cominciato a girare con il viso coperto dalla mascherina.

Rafa Nadal si imbatterà nel suo terzo turno con Lorenzo Sonego, per un match inedito. A me Lorenzo contro Hugo Gaston, sul campo 14 è piaciuto molto. Ha vinto molto più nettamente di quanto dica il risultato, 7-6,6-4,6-4, contro un avversario che, salvo con qualche palla corta (peraltro poco riuscite in tutta la fase centrale del match), non era in grado di fargli male perché Lorenzo ha sempre servito bene, ha tirato dei gran bei dritti, ha giocato bei slice di rovescio e sui pallonetti di Gaston sulla sua spalla sinistra ha giocato delle gran veroniche stile Panatta. Bravo davvero. E davvero spettacolare, da tre circoletti rossi (spero riusciate a rivederlo in qualche highlights), il primo punto del terzo game del secondo set con tweener di Lorenzo che ha fatto su e giù per il campo tre volte per recuperare smorzate e pallonetti, con Gaston che si è concesso anche un dropshot di sottogamba per il gusto dello spettacolo ma che gli ha fatto giocare in salita un game che gli è costato l’unico break del secondo set, quindi caro assai.

 

Gaston è mancino e gioca il rovescio a due mani, ma per il resto non assomiglia proprio a Nadal. Non si può quindi dire che per Sonego sia stato un match di…preparazione a quello che affronterà domani certamente su un campo molto più importante del 14.

Lorenzo non si è concesso che un break di pausa quando era avanti di due nel terzo set. Invece Nadal si è regalato tutto un set, il terzo, con Berankis dal quale non aveva davvero paura di poter perdere.

Come detto gli fa certo più paura il Covid. La paura, si dice, fa novanta…come gli aces di Isner nei primi due turni di questi Championships. Quegli aces fanno tremare anche il freddo Jannik Sinner che non si illude per aver vinto 6-2 6-0 a Torino contro il gigante USA, né dice a se stesso che non ripeterà lo sfortunato errore che fece nel tiebreak del secondo set a Cincinnati quando al secondo round perse 5-7,7-6 (4)  6-4.

Che cosa ha detto Jannik lo troverete, parola per parola, nell’articolo che ho scritto dopo la mini-conferenza stampa che ha lui fatto con alcuni di noi giornalisti nella suite “Hydrangea” affittata da Lavazza all’interno del building del campo n.1.

Giocheranno ultimo match sul campo n.2, proprio quello che Jannik ha detto diventare assai scivoloso quando va via il sole. Penso che non sarà rimasto contento di questa programmazione.


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Intanto Matteo Berrettini è ancora qua, deve smaltire gli effetti del Covid, penso che sia tenuto anche a negativizzarsi prima di risalire su un aereo. Che abbia avuto il virus non è più certo un segreto per nessuno.

Mi dà francamente (e sciovinisticamente) un po’ fastidio vedere che colui che era il suo avversario di primo turno, il cileno Garin, è arrivato allegramente al terzo turno senza perdere un set – ieri ha dato 6-3,6-1,6-1 al lucky loser francese Grenier in un’ora e 33 minuti. Magari Matteo faceva ancora più alla svelta! Che rimpianto e che rabbia.

Come se non bastasse in quel settore dove era stato sorteggiato Matteo hanno perso ieri il sempre più deludente Shapovalov (in 4 set dal ventenne Nakashima che Steve Flink e io videointervistammo un anno fa convinti di avere a che fare con un ottimo giocatore) e anche Schwartzman (dalla wild card Brit Broady), e insomma l’approdo ai quarti (salvo inciampi in Brooksby o de Minaur) sarebbe stata poco più di una formalità. Che peccato.

Lì nei quarti, però, si sarebbe cominciato a fare sul serio, perché probabilmente più che Nakashima (o Galan) ci arriverà il vincente del duello di terzo turno decisamente più interessante: Tsitsipas-Kyrgios.

L’ateniese ha giocato il suo miglior match di sempre sull’erba con l’australiano Thompson, ma l’australiano che lo attende ha dato una stesa pazzesca – 6-2,6-3,6-1 in meno di un’ora e mezzo – a quel Krajinovic che era stato finalista al Queen’s contro Matteo e che ieri non è mai arrivato a 40 sul servizio di Nick (come potete leggere nella cronaca di Laura Guidobaldi).

Kyrgios era molto fiero di sé, “I am a pretty good player!”, e non aveva nessuna voglia di discutere dei 10.000 dollari di multa presi per aver combinato una delle sue al primo turno con l’inglese uscito dal North Carolina State Paul Jubb che ha alle spalle una doppia tragica storia (entrambi i genitori si sono suicidati).

I media inglesi non lo hanno risparmiato dopo il suo primo turno vinto a fatica, e giocando male, con Jubb. Anche perché, dopo il comportamento già esecrabile sul campo, Kyrgios si era presentato in conferenza stampa con un piatto di sushi e aveva risposto alla maggior parte delle domande con la bocca piena. “Non me l’hanno perdonato sui social – si è lamentato Kyrgios che certo non è mai stato un modello d’eleganza – ‘Oh my God, non ha alcuna educazione…’ hanno scritto- Ma avevo giocato 4 ore e avevo bisogno di mangiare qualcosa. Qualcuno di quelli che hanno scritto ha mai giocato quattro ore di fila? No!”

Appena entrato in sala conferenze Kyrgios era partito all’attacco: “Sono proprio curioso di vedere che cosa mi riservate voi giornalisti oggi…”.

E dopo: “Perché mi fate domande su quanto accaduto 2 giorni fa? Non c’è niente di succoso per oggi? Ho battuto Krajinovic e non vi interessa? Sono ancora in lizza per Wimbledon, parliamo di questo no? Il modo in cui ho giocato …contro un tennista che era in finale al Queen’s e che è uno dei primi 30 del mondo …vi rimetterò al vostro posto!” (qui ho messo insieme un paio di risposte…).

Beh, può piacere o non piacere come tipo, ma certo è unico. Ed è unico anche il suo modo di giocare a tennis quando è ispirato.

Di vederlo contro Tsitsipas sabato sono davvero curioso. Se la vittoria dovesse arrivare dalla solidità mentale scommetterei sul greco. Ma per il tennis invece sull’australiano. Sono curioso di leggere le quote che vi troverà il nostro Luca Chito indagando fra i vari better.

Mi fermo qui per oggi, e dopo aver ricordato quel che sul sito c’è già – tipo la vittoria n.37 di Iga Swiatek che eguaglia Martina Hingis ma anche che ha perso finalmente un set – ho già scritto abbastanza e chiudo con il solito elenco delle teste di serie battute in questi primi due turni fin qui. Il conto totale ve lo lascio fare. Mica posso fare tutto io!

Primo turno
Uomini
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne
7 Collins (Bouzkova)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)
31 Kanepi (Parry)



secondo turno

Uomini

3 Ruud (Humbert)
12 Schwartzman (Broady)
13 Shapovalov (Nakashima)
15 Opelka (van Rijthoven)
17 Bautista Agut (COVID)
26 Krajinovic (Kyrgios)
31 Baez (Goffin)
Donne 
2 Kontaveit (Niemeier)
6 Pliskova (Boulter)
9 Muguruza (Minnen)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: senza Federer, Berrettini, Medvedev e Zverev, prevedo una finale Djokovic-Nadal

Sarà la delusione per il forfait di Matteo Berrettini, ma in questi Championships in tono minore, se non “esplode” Alcaraz, trionferà la vecchia guardia

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Incontro in sala stampa il collega svizzero Simon Graf, autore di diversi libri su Roger Federer, e all’unisono commentiamo: “Roger arrivava in semifinale nel secondo quarto della metà alta di questo tabellone anche con un ginocchio solo!”.

Gli otto approdati al terzo turno di quel settore sono, scendendo verso il basso, Humbert e Goffin, Tiafoe e Bublik, Norrie e Johnson, Paul e Vesely. La testa di serie più alta fra le sole tre superstiti (Norrie 9, Tiafoe 23 e Paul 30) è, per la gioia degli inglesi (sebbene disperati per le sconfitte di Murray e Raducanu), la n.9 Cameron Norrie che è riuscito a domare soltanto al quinto set lo spagnolo Munar che in 10 partite sull’erba non ne aveva mai vinta una.

Hanno perso Ruud n.3 e Baez n.31 questo mercoledì, Hurkacz n.7 e Dimitrov n.18 lunedì, fatto sta che in semifinale arriverà, probabilmente contro Djokovic che contro Kokkinakis ha giocato molto meglio che contro Kwon, una sorta di outsider, salvo che Norrie debba essere considerato un grande tennista. E francamente io non riesco a considerarlo tale.

 

Gli inglesi faranno il tifo per lui che è nato in Sud Africa (Johannesburg) e cresciuto in Nuova Zelanda a questo punto, perché non gli è rimasto molto altro.

Io comincio a chiedermi se la Raducanu non sia un UFO, un oggetto volante (sui campi da tennis e neppur tanto) non identificato. Ha preso 6-3 6-3 dalla Garcia e dal settembre scorso di quello straordinario US Open – straordinario per lei come per la Fernandez – non ci stati altri momenti di gloria, né per lei né per l’altra ragazza. Un doppio mistero davvero inesplicabile. Sono giovani, dicono tutti, abbiate pazienza.

E noi che ce l’abbiamo con i ripetuti infortuni di Berettini e Sinner, la pazienza abbiamo imparato a coltivarla. Mi sa proprio che dovranno coltivarla anche tutti coloro che pensavano imminente il cambio della guardia solo perché né Djokovic né Nadal sarebbero stati testa di serie n.1 e n.2 in questo torneo se Medvedev e Zverev fossero stati qui.

Io, anche se è dannatamente presto per sbilanciarsi perchè non si è neppure concluso il secondo turno, non riesco francamente a immaginare per questo Wimbledon in tono minore una finale diversa da un Djokovic-Nadal alle prese con la sessantesima sfida, con Nole che cerca di avvicinare i 22 Slam di Rafa e Rafa che vorrebbe raggiungere i 23 (di Serena Williams…ma lui non è superstizioso) e a New York lo Slam.

Se Rafa dice che lui al record degli Slam non ci pensa e non ci tiene, non credeteci. Ci tiene eccome, ma bleffa. Sarebbe anormale che non ci tenesse. Tutti gli sportivi, tutti i campioni, tengono ai record. I record fanno la storia. Rafa ha vinto 14 Roland Garros e sa bene che cosa significa. Facesse il Grande Slam, sfuggito per una partita all’US Open a Djokovic, e si portasse a 24 Slam, figuratevi un po’ che Rafa non ci tenga.


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Ma nella metà sotto gli avversari più temibili, Cilic e Aliassime, non ci sono più. Tsitsipas deve ancora provare di essere forte sull’erba. Un po’ come nella metà sopra Alcaraz. Infatti sia l’uno sia l’altro hanno sofferto al primo turno. Nel secondo Alcaraz ha giocato meglio, ma Greekspor non poteva impensierirlo.

Da chi può perdere Djokovic? Io non riesco a individuare un nome e un cognome. Forse, battuti Kecmanovic nel prossimo derby e uno fra Basilashvili e Van Rijthoven in quello dopo, dal quartetto Sinner-Isner (non è un’anagramma) Otte-Alcaraz, soltanto un Isner che gli servisse 70 aces potrebbe fargli paura. Impossibile? Beh, Isner ne ha serviti 54 al primo turno con Couacaud e 36 con Murray, dal quale aveva perso 8 volte su 8.  Ma stavolta, sebbene un tifoso avesse gridato “Com’on Andy he is older than you!”, perché in effetti il lungo John è due anni più anziano, ma non ha un’anca di metallo. Chissà se rivedremo Andy qua fra un anno. Ma è una domanda che potremmo porci anche per Rafa…

Ma, come accennato sopra, se Djokovic arriva in semifinale l’avversario più forte che può trovare è Norrie. Per questo lo vedo già in finale. Con Nadal. Il quale però forse con Fritz o Cressy (che mi piace molto come gioca su questi campi) potrebbe soffrire più che con Tsitsipas.

Intanto, mentre Elisabetta Cocciaretto non è andata oltre un doppio 6-4 con la Begu, e le nostre donne ce le siamo giocate tutte, Jannik Sinner ha colto la sua seconda vittoria erbosa. In 4 set su Mikael Ymer. Poteva vincere in 3. Avanti due set ha avuto una pausa nel terzo, che pure conduceva con un break di vantaggio, si è fatto riprendere sul 3 pari, ha mancato tante pallebreak… A fine match, dopo il quarto vinto 6-2, si sono contate 19 pallebreak, di cui appena 6 trasformate. Ma il dato forse più interessante è stato vederlo andare a rete 52 volte per fare 38 punti, giocando anche qualche pregevole volee. Certo 4 ace non sono molti, soprattutto se si pensa che Alcaraz ne ha fatti 39 in due partite fra Struff e Griekspoor.  

Io avevo posto ai lettori un quesito nell’editoriale di ieri: per Sinner meglio affrontare Isner o Murray? Ma non avevo espresso il mio parere. Lo faccio oggi. Sapendo che Jannik aveva perso un match su 2 con entrambi (ma anche che quello vinto in Coppa Davis a Torino con Isner è forse quello che conta di meno). Beh, io credo che sull’erba avrebbe sofferto di più i palleggi con Murray che lo aveva messo in difficoltà anche su superfici meno care allo scozzese dell’erba. Mentre sui servizi di Isner, che certamente di ace ne farà tanti, Jannik saprà rispondere quel tanto che basta per fargli qualche break. La risposta è forse il miglior colpo di Jannik…

Oggi intanto seguiremo, nel primissimo pomeriggio, Lorenzo Sonego contro il piccolo francese Hugo Gaston che sull’erba si vedrà parzialmente spuntata l’arma più letale, la sua smorzata (qui le quote del giorno). Lorenzo dovrà attaccarlo a tutto spiano per spuntargliela ancora di più. Lorenzo e Jannik, Jannik e Lorenzo, ci sono rimasti solo loro due. Non è granchè e non sembrano granchè neppure le loro prospettive. Se Sonego vincesse avrebbe poi Nadal. Se vincesse Sinner gli toccherebbe Alcaraz.

Sono saltate fin qui 23 teste di serie, 14 donne e 9 uomini. Le più alte la n.2 Kontaveit e la n.3 Ruud. Eppure non sono grandi sorprese.

primo turno
Uomini – sei
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne – dieci
7 Collins (Bouzkova)
9 Muguruza (Minnen)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)

31 Kanepi (Parry)

secondo turno
Uomini (tre, nove in tutto)
3 Ruud (Humbert)
15 Opelka (van Rijthoven)
31 Baez (Goffin)
Donne  quattro, quattordici in tutto
2 Kontaveit (Niemeier)
10 Raducanu (Garcia)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

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