Coppa Davis, con Fognini l'Italia vince sempre ma Barazzutti non lo sceglie per i singolari

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Coppa Davis, con Fognini l’Italia vince sempre ma Barazzutti non lo sceglie per i singolari

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Nei tredici incontri di Coppa Davis in cui è stato schierato Fabio Fognini, l’Italia ha raccolto nove vittorie. Otto sono arrivate quando il ligure ha vinto i suoi singolari. Ma questo non è bastato per convincere Barazzutti a preferirlo a Seppi e Bolelli per il match contro il Kazakistan

Fognini o Bolelli. Bolelli o Seppi. Seppi o Fognini. E’ questo il dilemma che accompagna tifosi e addetti ai lavori nel percorso d’avvicinamento al primo turno del World Group di Coppa Davis, in cui l’Italia affronterà il Kazakistan ad Astana (inizio venerdì ore 7). Lo stesso Corrado Barazzutti (“In casa i nostri avversari sono molto forti”) probabilmente non avrà dormito comodo tra due guanciali nel decidere su chi puntare per lanciare l’assalto al fortino kazako a difesa del quale Dias Doskarayev, il capitano che dubbi di formazione non ne ha, schiererà sicuramente Mikhail Kukushkin e Andrey Golubev. Perché se è vero che c’è chi punterebbe sul “quinto uomo” Luca Vanni, ma nessuno su Lorenzi, è altrettanto vero che il nome dei due singolaristi difficilmente si discosterà da quello dei nostri tre migliori giocatori: Fabio Fognini (22), Andreas Seppi (35) e Simone Bolelli (49).

A voler seguire la ragione, Andreas Seppi e Simone Bolelli paiono dare la maggiori garanzie. Entrambi hanno cominciato la loro stagione a Doha sul cemento e sul cemento hanno proseguito mettendo insieme, in due, 19 vittorie e 12 sconfitte. Bolelli ha al massimo raggiunto il terzo turno – a Sydney e Marsiglia -, ma si è ben comportato contro giocatori come Berdych e Federer, interrompendo anche una striscia negativa di 0-35 battendo per la prima volta in carriera un top ten: Milos Raonic (6). Seppi addirittura ci ha vinto con Federer, issandosi sino al quarto turno agli Australian Open e ripetendo le stesse buone prestazioni nel meno nobile 250 di Zagabria, dove si è infatti fermato solamente in finale battuto dallo spagnolo Guillermo Garcia-Lopez. Nel mentre Fabio Fognini era in viaggio alla volta del Sudamerica per ritrovare sull’amata terra rossa le buone sensazioni ormai sopite con le sconfitte subite al primo turno a Sydney, da Del Potro, e a Melbourne, da Alejandro Gonzalez. Missione compiuta considerato che a Rio de Janeiro Fabio ha messo in riga il re indiscusso Rafael Nadal arrendendosi in finale al solo David Ferrer. Resta però lo 0-2 del 2015 sul cemento ed un cambio di superficie che certamente non lo agevola nell’adattemento al cemento della National Tennis Centre, secondo il parere di Bolelli né troppo veloce né troppo lento.

 

Tuttavia c’è un dato statistico-storico favorevole a Fabio: quando è stato schierato ed ha vinto, con lui ha (quasi) sempre vinto l’Italia. In Davis Fognini ha partecipato a 13 tie vincendo 18 match e perdendone 5. L’unica macchia nel 2008 a Montecatini, dove un esordiente Fognini perse 7-6(2) 6-1 6-1 da Ernests Gulbis, senza per questo condizionare il risultato finale di 3-2 in favore dell’Italia. Le altre quattro sconfitte hanno sempre coinciso con una disfatta dell’Italia: con Soderling a Lidkoping nel 2010 (3-2 Svezia), con Raonic a Vancouver nel 2013 (3-1 Canada) ed infine con l’accoppiata Federer-Wawrinka a Ginevra nella Davis dello scorso anno (3-2 Svizzera). Tutti avversari con una classifica superiore a quella di Fabio, che non ha mai fallito invece con chi gli stava dietro. Come Kukushkin, No.58 ATP, e Golubev, No. 91 ATP. In serie: Hrbaty e Lacko nel 4-1 alla Slovacchia del 2010, Bury nel 5-0 alla Bielorussia del 2010, Zemlja e Bedene nel 5-0 alla Slovenia del 2011, Gonzalez e poi Capdeville nel doppio 4-1 al Cile tra 2011 e 2012, Dodig nel 3-2 alla Croazia del 2013, Monaco e Berlocq nel 3-1 all’Argentina del 2014 e Ward nel 3-2 alla Gran Bretagna sempre del 2014. Poi c’è la vittoria su Lammer del 2009 arrivata solamente nel quinto incontro, a risultato ormai acquisito con la Svizzera avanti 3-1. Un capitolo a parte, invece, merita il capolavoro su Murray, arrivato con l’Italia sotto 2-1 e decisivo nel passaggio in semifinale dell’anno scorso. Un Fognini finalmente grande con un grandissimo e non solo col pesce piccolo. “E’ stato eccezionale”, sentenzierà Murray a fine incontro.

Non è dato sapere se Barazzutti sia superstizioso o meno. Ma è certo che Fognini, da quasi due anni il miglior giocatore italiano, è il giocatore su cui ha dimostrato di riporre, a ragione, maggiore fiducia nella scorsa edizione della Coppa Davis. E’ stato schierato da Barazzutti in sei incontri (4-2), due in più rispetto a Seppi (2-2) e cinque rispetto a Bolelli (0-1). Sì, ancora loro: Fognini, Seppi e Bolelli. Un dubbio ricorrente da un anno a questa parte.

Intanto Doskarayev lancia messaggi ai suoi giocatori, chiamati a trovare motivazioni extra per sopperire alle differenze di ranking: “Ogni giocatore reagisce in maniera diversa quando rappresenta la propria nazione”. Le stesse che Fabio Fognini mette in campo quando si trova a difendere i colori dell’Italia. Da perfetto uomo Davis, da perfetto uomo della provvidenza.

L’Italia quando vince Fognini:

ITA d. SVK 4-1 in ITA 06 Mar – 08 Mar 2009
Tennis Club Cagliari, Cagliari, Italy Clay (O)
R2 W SVK LACKO, Lukas 1-6 6-3 6-2 1-6 6-1
R4 W SVK HRBATY, Dominik 7-6(1) 6-1 6-3

SUI d. ITA 3-2 in ITA 18 Sep – 20 Sep 2009
Centro Sportivo “Valletta Cambiaso”, Genoa, Italy Clay (O)
R5 W SUI LAMMER, Michael 7-5 7-6(4)

ITA d. BLR 5-0 in ITA 05 Mar – 07 Mar 2010
Nova Yardinia, Castellaneta Marina, Italy Clay (O)
R2 W BLR BURY, Alexander 6-2 6-4 6-1

ITA d. SLO 5-0 in ITA 08 Jul – 10 Jul 2011
Circolo Tennistico Corracilvuna, Arzachena, Italy Clay (O)
R1 W SLO ZEMLJA, Grega 1-6 6-4 6-4 6-4
R4 W SLO BEDENE, Aljaz 6-2 2-2 RET

ITA d. CHI 4-1 in CHI 16 Sep – 18 Sep 2011
Estadio Nacional , Santiago, Chile Hard (O)
R2 W CHI GONZALEZ, Fernando 6-2 4-6 2-1 RET

ITA d. CHI 4-1 in ITA 14 Sep – 16 Sep 2012
Tennis Club Napoli, Naples, Italy Clay (O)
R2 W CHI CAPDEVILLE, Paul 2-6 6-2 6-7(6) 6-1 6-2

ITA d. CRO 3-2 in ITA 01 Feb – 03 Feb 2013
Palavela, Turin, Italy Clay (I)
R5 W CRO DODIG, Ivan 4-6 6-4 6-4 6-4

ITA d. ARG 3-1 in ARG 31 Jan – 02 Feb 2014
Patinodromo Municipal ¨Adalberto Lugea¨, Mar del Plata, Argentina Clay (O)
R2 W ARG MONACO, Juan 7-5 6-2 6-2
R4 W ARG BERLOCQ, Carlos 7-6(5) 4-6 6-1 6-4

ITA d. GBR 3-2 in ITA 04 Apr – 06 Apr 2014
Tennis Club Napoli, Naples, Italy Clay (O)
R1 W GBR WARD, James 6-4 2-6 6-4 6-1
R4 W GBR MURRAY, Andy 6-3 6-3 6-4

 

L’Italia quando perde Fognini:

ITA d. LAT 3-2 in ITA 19 Sep – 21 Sep 2008
Sporting Club Montecatini, Montecatini Clay (O)
R1 L LAT GULBIS, Ernests 6-7(2) 1-6 1-6

SWE d. ITA 3-2 in SWE 17 Sep – 19 Sep 2010
Sparbanken Lidkoping Arena, Lidkoping, Sweden Hard (I)
R2 L SWE SODERLING, Robin 1-6 3-6 2-6
R5 W SWE VINCIGUERRA, Andreas 6-1 6-3

CAN d. ITA 3-1 in CAN 05 Apr – 07 Apr 2013
Thunderbird Sports Centre, Vancouver, Canada Hard (I)
R2 L CAN RAONIC, Milos 4-6 6-7(4) 5-7

SUI d. ITA 3-2 in SUI 12 Sep – 14 Sep 2014
Palexpo, Geneva, Switzerland Hard (I)
R2 L SUI WAWRINKA, Stan 2-6 3-6 2-6
R4 L SUI FEDERER, Roger 2-6 3-6 6-7(4)

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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