Roland Garros donne: Williams a fatica, sfiderà Azarenka. Vince Kvitova, fuori Wozniacki – Ubitennis

Roland Garros

Roland Garros donne: Williams a fatica, sfiderà Azarenka. Vince Kvitova, fuori Wozniacki

Serena Williams soffre tantissimo ma alla fine la spunta al terzo contro la tedesca Friedsam. Al prossimo turno se la vedrà con Victoria Azarenka che ha battuto in 2 rapidi set Lucie Hradecka. Saluta Parigi la testa di serie numero 5 Caroline Wozniacki, sconfitta in 2 set dalla tedesca Julia Goerges per la quarta volta in carriera. Petra Kvitova e Andrea Petkovic vincono in rimonta, fuori Karolina Pliskova. Tutto facile Bacsinszky e per Madison Keys contro Belinda Bencic

Pubblicato

il

[1] S. Williams b. A.L. Friedsam 5-7 6-4 6-3 (Carlo Carnevale)

Per nulla convincente la vittoria di Serena Williams, che deve ricorrere al terzo set per superare Anna-Lena Friedsam, tedesca numero 105 WTA. La regina del ranking gioca un incontro confuso, ben lontano dagli standard abituali: otto doppi falli, e addirittura più di cinquanta gratuiti, bilanciati dalla sua consueta classe ed esperienza, che le permettono di reagire di fronte agli assalti dell’avversaria. La Friedsam combatte infatti a viso aperto, forte di un servizio molto incisivo e di penetranti colpi piatti, uniti ad una insospettabile tranquillità nel pattinaggio sul rosso del Lenglen; il parziale iniziale è della tedesca, che serve già una prima volta per il set sul 5-4, prima di chiudere tre games dopo. La Williams si aggrappa alla battuta, che seppur ballerina resta un’arma impropria per angoli e profondità, e con continui ruggiti riesce a strappare il set del pareggio, salvando due palle break che le avrebbero riproposto i fantasmi dello scorso anno. Friedsam, che ha come come vittima più importante in carriera la Cibulkova (allora numero 12) a Linz 2014, resta in gara grazie ad un apprezzabile spirito combattivo, con cui cerca spesso la rete e regge lo scambio da fondo in più occasioni, ma soccombe in una terza frazione in cui la Williams ritrova tranquillità e lucidità. La statunitense avrà probabilmente la Azarenka al prossimo turno, per proseguire la corsa verso il suo terzo Roland Garros, dopo quelli vinti nel 2002 sulla sorella Venus e nel 2012 sulla Sharapova.

S. Stephens b. H. Watson 6-2 6-4 (Michele Gasperini)

 

Vittoria molto autorevole, sul Campo No.7 del Roland Garros, per la No.40 del mondo Sloane Stephens contro la britannica Heather Watson, successo che le permette così di strappare il pass per il terzo turno del secondo Slam stagionale. L’americana, reduce dalla vittoria in primo turno contro Venus Williams, ha faticato ben poco, quest’oggi, cedendo solo 6 giochi alla No.45 del ranking WTA in poco più di un’ora. La ventiduenne nativa di Plantation si è dimostrata nettamente superiore alla propria avversaria, giocando con ritmo, intensità e pesantezza di palla ingestibili per Watson, la quale ha tentato di rientrare nel match recuperando il break di svantaggio nel secondo set nell’ottavo gioco, ma cedendo poi il proprio servizio in quello successivo, consegnandosi. Al prossimo turno Stephens affronterà Tsvetana Pironkova.

[27] V. Azarenka b. L. Hradecka 6-2 6-3 (Cesare Novazzi)

Vittoria agevole per Vika Azarenka, rientrata tra le teste di serie di uno slam dopo l’Australian Open con il numero 27. La sua avversaria, la ceca numero 61 del ranking WTA, aveva recentemente impegnato la bielorussa al primo turno a Roma e, nondimeno, aveva eliminato Ana Ivanovic nel primo slam dell’anno. La chiave del match è stata indubbiamente la supremazia da fondo e la bielorussa si è dimostrata molto più solida con entrambi i fondamentali. La ceca è stata in grado solo in poche occasioni di fare male alla ben più quotata bielorussa, specie quando colpiva da ferma, ma Azarenka è stata brava a spostare l’avversaria con il diritto. Soprattutto nel secondo set Hradecka non ha trovato gli appoggi giusti e non c’è stata effettivamente partita. La bielorussa incontrerà al terzo turno Serena Williams, in una partita che, almeno nei precedenti e per la recente intervista, promette già battaglia.

[16] M. Keys b. B. Bencic 6-0 6-3 (Diego Serra)

C’è stato solo un set, il secondo, nel match giocato tra Madison Keys e Belinda Bencic sul campo numero sette. Il primo è volato via a favore dell’americana, semifinalista quest’anno in Australia, con una velocità sorprendente. Sono stati ben tre i break della Keys e solo nel terzo game la Bencic ha dato un segnale di vita, fallendo però quattro palle break. Altro segnale, di disperazione però, la sua racchetta che vola due volte per terra. Secondo set che pare partire in modo diverso per la tennista svizzera, con un break subito nel primo game. Risponde però la numero sedici del mondo con un contro break nel sesto game, dopo aver collezionato tre palle break. Servizio strappato alla svizzera di nuovo nell’ottavo game e partita chiusa. Bencic nell’ultimo game riesce solo a respingere due match point e a colpire di nuovo la terra parigina con la sua racchetta.

J. Goerges  b. [5] C. Wozniacki 6-4 7-6(4) (Tommaso Voto)

Grande sorpresa a Parigi, la Goerges (n.72 delle classifiche) elimina la n.5 del seeding Wozniacki ed approda al terzo turno del Roland Garros, dove troverà la Falconi. La Goerges, in carriera, ha creato sempre problemi alla danese, che era avanti 4-3 nei precedenti, ma Julia aveva vinto gli unici due giocati sulla terra battuta (Stoccarda e Madrid nel 2011, quando Caroline era numero 1). La Wozniacki parte aggressiva, questo atteggiamento mette sotto pressione Julia, che soffre e viene brekkata. Sul 3-1 la danese va in battuta, il primo punto è subito contestato, perché la risposta della tedesca viene giudicata sulla linea dall’arbitro (anche se hawkeye certifica altro). Questo innervosisce Caroline che perde 3 giochi consecutivi e il set 6-4. L’ex n.1 paga la bassa percentuale di realizzazione delle palle break (appena 1/9) e la poca profondità del suo rovescio, oggi stranamente poco incisivo. Il secondo set è speculare, con la tedesca che fa gioco e la Wozniacki più attenta a non sbagliare che a cercare il vincente. La Goerges toglie la battuta alla sua avversaria sul 3-3, agevolata anche da una danese imprecisa e confusa, ma sul 4-3, nel momento di confermare il vantaggio, perde il servizio commettendo due errori clamorosi (uno schiaffo al volo fuori di metri e un diritto comodo sparato largo). Sul 5-5 30-0 Caroline commette quattro errori consecutivi, il più grave è il doppio fallo sulla palla break, che portano la tedesca a servire per il match. La Goerges sente la tensione e si incarta, subendo così il controbreak. Il parziale arriva al tie break, che viene vinto dalla tedesca per 7 punti a 4.

[4] P. Kvitova b. S. Soler-Espinosa 6-7(4) 6-4 6-2 (Carlo Carnevale)

Soffre disperatamente Petra Kvitova per avere la meglio su una ostica Silvia Solèr-Espinosa, numero 97 WTA ma ex 54; la ceca arranca in un primo set condito da più di venti gratuiti, la metà dei quali di rovescio. La Solèr appare freschissima atleticamente, trova interessanti soluzioni lungolinea anche in spaccata, e fa muovere l’avversaria che sembra invece tutto fuorché a suo agio a scivolare in recupero: il parziale d’avvio si conclude al tie-break, che si risolve sull’ennesimo non forzato della Kvitova. La bicampionessa di Wimbledon sale di tono con il progredire dell’incontro, aggiusta la mira e comanda, rivelandosi ancora una volta letale quando colpisce da ferma, per involarsi alla conquista di un posto al terzo turno contro la vincente tra Begu e Konjuh: apparentemente agevole il cammino che avrà fino alla semifinale, per confermare il suo miglior risultato a Parigi, ottenuto nel 2012 quando fu sconfitta dalla Sharapova.

Risultati:

J. Goerges b. [5] C. Wozniacki 6-4 7-6(4)
K. Mladenovic b. D. Kovinic 6-3 7-5
[4] P. Kvitova b. S. Soler-Espinosa 6-7(4) 6-4 6-2
[1] S. Williams b. A.L. Friedsam 5-7 6-4 6-3
F. Schiavone b. [18] S. Kuznetsova 6-7(11) 7-5 10-8
[27] V. Azarenka b. L. Hradecka 6-2 6-3
A. Mitu b. [12] K. Pliskova 2-6 7-6(5) 6-4
A. Van Uytvanck b. [32] Z. Diyas 0-6 6-1 6-4
[17] S. Errani b. C. Witthoeft 6-3 4-6 6-2
I. Falconi b. [Q] S. Karatantcheva 3-6 6-1 6-2
[30] I.C. Begu b. A. Konjuh 6-2 6-0
[10] A. Petkovic b. [Q] L. Dominguez Lino 4-6 6-4 6-4
[23] T. Bacsinszky b. T. Smitkova 6-2 6-0
[16] M. Keys b. B. Bencic 6-0 6-3
S. Stephens b. H. Watson 6-2 6-4
T. Pironkova b. D. Allertova 6-3 7-6(2)

Continua a leggere
Advertisement
Commenti

Roland Garros

Roi Rafa XI: praticamente imbattibile

PARIGI – Il Roland Garros ha un solo padrone: Nadal doma Thiem in tre set. 11esima vittoria a Parigi, 17esimo Slam (a meno 3 da Roger Federer). Rafa rimane n.1 del mondo

Antonio Garofalo

Pubblicato

il

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep. 29 – Battaglia finale

[1] R. Nadal b. [7] D. Thiem 6-4 6-3 6-2 (da Parigi, il nostro inviato)

 

 

NADAL GARROS – Non c’erano riusciti Roger Federer (quattro tentativi), Novak Djokovic (due), Robin Soderling, David Ferrer, Mariano Puerta, Stan Wawrinka e non ce l’ha fatta nemmeno Dominic Thiem. Nella finale del Roland Garros, Rafa Nadal è semplicemente imbattibile“Ho un piano, so come giocare contro Rafa” aveva detto Thiem alla vigilia. Un piano che può bastare magari a Buenos Aires, a Roma o a Madrid. Ma non qui, nella riserva di caccia di Nadal. Non che non ci abbia provato l’austriaco, ma anche oggi contro uno scatenato Rafa non c’è stato nulla da fare. Arriva così l’undicesimo trionfo parigino per il maiorchino, l’ennesimo senza lasciare nemmeno trasparire la possibilità che il torneo potesse avere un esito diverso. Un dominio imbarazzante, una tirannia spaventosa che consegna  una volta di più Rafa Nadal alla leggenda di questo sport. Uno sport che evidentemente non è per giovani, se è vero come è vero che gli ultimi sette Slam sono stati vinti da ultratrentenni, di cui gli ultimi sei divisi equamente tra Roger e Rafa. D’altra parte stiamo parlando di un signore che ha vinto, con quella di oggi, 111 match su 113 sulla terra rossa al meglio dei cinque set (Soderling 2009 e Djokovic 2015 le uniche “macchie”) e solo quattro volte è stato trascinato al quinto set (peraltro vincendo sempre: finali di Roma 2005-06 contro Coria e Federer, Isner al secondo turno del 2011 e Djokovic in semifinale nel 2013).

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

EQUILIBRIO MA RAFA VA – La partenza è da brividi per il giovane austriaco. Nadal fa capire subito chi comanda in questo campo, mettendo pressione al suo avversario sin dal primo quindici: parziale iniziale di otto punti a uno e set che sembra già in discesa (2-0) e mette i brividi a tutti gli spettatori. Ma Dominic è di tempra dura, incassa senza problemi lo sprint di Rafa e complice qualche inusuale errore dello spagnolo con il diritto (quattro nei primi quattro giochi, di solito li fa in una partita intera) riesce a restituire il break e a riportarsi in parità (2-2). Dopo venti minuti c’è partita. Thiem si ricaccia nei guai nel sesto gioco – durato ben sedici punti – nel quale ferma il gioco sulla palla-game giudicando male un rovescio di Rafa e si trova a dover fronteggiare due palle break, salvate però con grande autorevolezza. Un boato accoglie l’arrivo sullo Chatrier di Zinedine Zidane che ha regalato al tifoso merengue Rafa le ultime tre Champion’s League. La resa per Thiem arriva nel decimo gioco, quando va a servire sotto pressione sul 4-5: volée comoda affossata in rete, tre errori gratuiti di diritto e la frittata è fatta dopo 57 minuti. Un game del genere contro Rafa può essere fatale.

Dominic Thiem – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

DOMI LOTTA MA È SEMPRE RAFA – L’inerzia ovviamente è tutta dalla parte di Nadal e Thiem accusa subito il colpo ad inizio di secondo set. Resiste strenuamente nel secondo gioco annullando con coraggio quattro break point ma è costretto a giocare sopra ritmo per tenere testa allo scatenato spagnolo e finisce con il commettere troppi errori. Rafa trasforma la quinta chance di break con il rovescio di Dominic che vola via insieme alle speranze di rimanere attaccato al dominatore della terra rossa. Uno 0-30 sul servizio Nadal sul 3-1 viene accolto dallo Chatrier con un boato di speranza: il timore che un’altra finale parigina finisca in una mattanza è dietro l’angolo. Rafa si sa, non è tenero di cuore quando si tratta di ammazzare un match e non si lascia minimamente scomporre neanche da qualche spettatore indisciplinato (4-1). Per la verità Thiem è ammirevole: sul 4-2 per Rafa, avanza in risposta portandosi a ridosso della linea di fondo, gioca un game di risposta pazzesco nel quale riesce a issarsi a palla break, ma Rafa è superlativo (neanche un time violation lo turba) nel ribattere colpo su colpo e nell’inventarsi due palle corte consecutive con le quali scampa il pericolo. In tribuna ci si interroga su cosa possa fare di più l’austriaco, se non riesce a portare a casa neppure game come questo nel quale ha fatto miracoli. Probabilmente nulla e infatti, dopo un’ora e cinquanta siamo 6-4 6-3 Nadal. Considerando che Rafa non ha mai perso un match al quinto sulla terra e solo due volte in carriera ha perso da un vantaggio di due set (in finale a Miami nel 2005 contro Federer e a New York contro Fognini nel 2015) si può cominciare a preparare il podio.

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

LA RESA E IL TRIONFO – È bravo a non mollare anche ad inizio del terzo Dominic, quando annulla davvero alla grande quattro palle break nel game di apertura che avrebbero assunto il sapore della resa definitiva. Il disprezzo dipinto sul volto di Nadal su un suo diritto in rete la dice lunga sulla fame infinita del cannibale maiorchino, che non molla di un centimetro dinanzi al suo giovane ma orgoglioso avversario. Nel terzo gioco arriva il break alla seconda occasione che spiana definitivamente la strada. L’unico brivido è un improvviso stop che chiede Rafa sul 2-1 30-30 per un problema (un crampo pare) a due dita di una mano, ma nessuno si preoccupa, al punto che parte immediata la “ola” sullo Chatrier. Imperterrito Rafa continua a martellare con il diritto mostrando i muscoli nel braccio di ferro con Thiem che resiste anche a quattro match point. L’ultimo rovescio lungo dell’austriaco schiude per l’undicesima volta le porte del paradiso rosso di Nadal. Non è ancora tempo di abdicare, probabilmente non lo sarà mai. Forse un giorno tutto questo sarà di Thiem, ma per adesso il monarca assoluto del rosso resta Rafa XI da Manacor.

Rafa Nadal e Dominic Thiem – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Continua a leggere

Roland Garros

Halep corona il sogno: Parigi vale (bene) il primo Slam

PARIGI – Indietro di un set e un break, Simona rimonta Sloane Stephens e conquista il suo primo Slam. Trionfa al Roland Garros 40 anni dopo la connazionale Virginia Ruzici

Laura Guidobaldi

Pubblicato

il

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 28 – Finalmente Halep

[1] S. Halep b. [10] S. Stephens 3-6 6-4 6-1 (da Parigi, la nostra inviata)

 

STORICA HALEP – Sulla terra del Philippe Chatrier oggi Simona Halep è in paradiso. Nella sua quarta finale Slam – la terza a Parigi – la numero 1 del mondo vince finalmente il suo torneo dei sogni. Dopo 2 ore e 3 minuti batte una perfetta e quasi ingiocabile (per un set e mezzo) Sloane Stephens, numero 10 del mondo e campionessa dello US Open 2017, con lo score di 3-6 6-4 6-1. Sul 6-3 2-1 il meccanismo della statunitense si inceppa, Sloane perde in precisione e lucidità, forse in preda a un calo fisico, mentre Halep acquista progressivamente fiducia e precisione. E finalmente il trionfo. Simona può stringere a sé la tanto agognata Coupe Suzanne Lenglen, diventando così la seconda tennista rumena a trionfare al Roland Garros, 40 anni dopo l’exploit della connazionale Viginia Ruzici. “Vendica” inoltre Ruzici nel secondo scontro Slam tra una rumena e una statunitense, dopo che Chris Evert vinse contro Virginia nel 1980. Un sogno che si avvera per Simona, che non solo conquista il suo primo titolo major, ma consolida inoltre la prima posizione della classifica mondiale. La vittoria contro Sloane è la sesta su 8 confronti diretti e Simona ha sempre vinto sulla terra. Halep diventa così la 27esima campionessa dello Slam francese (dieci anni dopo aver conquistato lo Slam parigino nella categoria juniores) e la 49esima vincitrice Slam dell’Era Open. Il successo di oggi le regala il settimo sigillo sulla terra, il 17esimo in carriera. Diventa inoltre la giocatrice con più vittorie, finora, del 2018 (35) seguita da Kvitova (32). È la quarta tennista ad aver vinto più partite al Roland Garros (24) dietro Serena Williams (63), Maria Sharapova (56) e Svetlana Kuznetsova (52).

Simona Halep e Sloane Stephens – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

LA CRONACA DEL MATCH – Sono numerosissimi i tifosi rumeni presenti sugli spalti dello Chatrier che cominciano a gridare “Simona! Simona!” venti minuti prima che entrino in campo le giocatrici. L’atmosfera è febbrile sul centrale perché molti in realtà attendono di vedere come reagirà Simona Halep alla sua quarta finale Slam, la terza a Parigi. All’ingresso in campo delle finaliste, scoppia un boato e il nome di Simona risuona fragoroso, ancora e ancora.

PRIMO SETLa rumena parte molto tesa, commette subito tre gratuiti in risposta facilitando il compito a Stephens che sale 1-0. Sloane si dimostra ordinata e lucida, piazzando colpi tesi e angolati, comandando lo scambio e facendo spostare l’avversaria da una parte all’altro del campo. Le due giocano a specchio studiandosi da fondo e ingaggiando un testa a testa sfiancante. Il secondo game è lottato, ma alla fine la spunta la rumena. Nonostante Halep spinga da fondo imperterrita cercando profondità, Stephens ribatte con un palleggio da playstation. Sloane è dappertutto, prende tutto e rimanda ogni palla, inducendo all’errore l’avversaria che si ostina a restare troppo dietro alla linea di fondo, va fuori giri e si ritrova 1-3. Anche i tifosi rumeni sembrano storditi dall’avvio perfetto dell’americana, anche se poi ricominciano fiduciosi a incitare la loro beniamina. La n. 1 del mondo si avvicina sul 2-4 e ora comincia a mettere in campo palle più alte e liftate, cercando di scardinare così la regolarità, il ritmo e le accelerazioni di Stephens. Ma non basta. La statunitense allunga le distanze salendo 5-2; non sbaglia nulla e, chirurgica con cross tesi e lungolinea, è quasi sempre lei a chiudere il punto. Ecco che la rumena, dopo 40 minuti, ha a disposizione la prima palla break del set grazie a una smorzata; palla break che spreca subito cacciando a rete un rovescio. Non tarda ad arrivare un setpoint tutto americano, e dopo 41 minuti una perfetta e quasi ingiocabile Sloane Stephens conquista il primo set per 6-3. Tutti i loro precedenti incontri si sono conclusi in due set. Un segno del destino anche per questa finale?

SECONDO SETStephens corre veloce e strappa il servizio a Simona in apertura di secondo set. La statunitense continua a dominare e gioca come il gatto col topo con Halep, che non trova le giuste posizioni né la tattica per infondere dubbi all’avversaria. La n. 10 del mondo sale 2-1. Ricordiamo che l’anno scorso Halep era avanti di un set e un break contro Ostapenko e ha perso l’incontro. Ora è la sua avversaria ad essere in vantaggio di un set e un break. Che sia anche questo un segnale? Intanto per la prima volta nel match, non solo la rumena strappa la battuta a Sloane e pareggia i conti sul 2-2, ma sale in vantaggio 3-2. Piccolo passaggio a vuoto dell’americana che sembra un po’ più lenta sulle gambe. A questo punto le due hanno conquistato il 50% dei punti, ma ora il vento soffia a favore di Halep che, più accorta e sempre in spinta, allunga il passo sul 4-2. Il braccio però le trema ancora, e dal 4-2 subisce la rimonta di Stephens. Simona spinge e spinge ancora portandosi sul 5-4. E riparte il coro incessante dei tifosi rumeni, indefessi e scatenati nell’incitare la n. 1 del modo. Ora è Sloane ad andare fuori misura, come se il meccanismo perfetto di un set e mezzo si stesse via via inceppando. Arriva il setpoint rumeno, e dopo 1 ora e 25 minuti di gioco la n. 1 del mondo agguanta la seconda frazione per 6-4, facendo esplodere il Centrale in un boato infinito.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Sloane ha perso lo smalto con cui ha brillato nella prima parte del match. Ora concede più errori all’avversaria che sale in vantaggio 2-0 per la gioia incontenibile del pubblico. Se Stephens sembra in confusione, la rumena è più decisa, più centrata e realizza geometrie più insidiose. Halep pare non fermarsi più e sale rapidamente 5-0. “Il centrale sembra Bucarest!” esclama il nostro Ilvio Vidovich in tribuna. Verissimo. Il Philippe Chatrier si “incendia” per Halep, che ora è a un game dalla storia, dalla gloria, dal paradiso. Stremata e in lacrime Simona Halep alza finalmente le braccia al cielo, pazza di gioia e incredula. La n. 1 del mondo entra nella storia diventando la seconda rumena a vincere il Roland Garros, quarant’anni dopo Virginia Ruzici – presente in tribuna – che vinse nel 1978. 3-6 6-4 6-1 lo score contro Stephens, che si scioglie completamente nel terzo set, in preda alla stanchezza fisica ma soprattutto mentale. Lo Chatrier vibra tutto per Simona.

Ai microfoni di Marion Bartoli e Fabrice Santoro, Halep ha la voce che le trema: “Grazie ragazzi per tutto il sostegno, ho fatto di tutto per conquistare il primo Slam, sognavo questo momento fin da piccola e ho realizzato questo sogno qui a Parigi. Ero in svantaggio ma poi mi sono liberata, volevo gustarmi fino in fondo il match e mi sono detta che potevo farcela“.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

Continua a leggere

Roland Garros

Roland Garros: Nadal affonda del Potro, 11esima finale a Parigi

PARIGI – Semifinale senza storia. Dal 4-4 del primo set non c’è più partita. Nadal vede il trionfo n.11. Non ha mai perso una finale sullo Chatrier. Trova Thiem

Ilvio Vidovich

Pubblicato

il

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 27 – La finale più giusta

[1] R. Nadal b. [5] J.M. del Potro 6-4 6-1 6-2 (da Parigi, il nostro inviato)

 

RAFA NADAL, SEMPLICEMENTE IMMENSO – Non crediamo ci sia molto da dire, ancora, su Rafael Parera Nadal da Manacor. Il 32enne fuoriclasse spagnolo disputerà domenica l’undicesima finale qui a Parigi e la 24esima a livello Slam. Bastano questi numeri per definire la grandezza di questo giocatore, non serve aggiungere altro. Oggi contro Juan Martin del Potro – che tornava in semifinale a Parigi dopo nove anni – tutto è andato secondo le previsioni. Solo nella prima ora di gioco, quanto cioè è durato il primo set, Nadal ha avuto  problemi a tenere a bada la potenza dell’argentino, sceso in campo con l’intenzione di scambiare il meno possibile e di non dare ritmo al suo avversario. Ma appena i giri del motore del maiorchino sono iniziati a salire e nel contempo si sono ridotti i Watt dei fondamentali dell’argentino, non c’è stata più partita. Vinto il primo set con il break decisivo al decimo gioco, gli altri due parziali sono stati un monologo del n. 1 del mondo. Che ora affronterà Dominic Thiem a caccia dell’undicesima affermazione sul Roland Garros.

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

RIMPIANTI DEL POTRO – Il maiorchino in realtà era partito un po’ lento dai blocchi e si era ritrovato più volte in difficoltà nei suoi turni di battuta. Merito anche di del Potro che spingeva l’impossibile col dritto (letteralmente: certi lungolinea in allungo vincenti erano sottolineati dagli “ooohhh” di stupore del pubblico)  per evitare di cadere nella ragnatela dell’asfissiante pressione da fondo campo del maiochino. Rafa si trovava 0-30 nei primi tre game di battuta e nel terzo gioco doveva addirittura annullare tre palle break consecutive. L’argentino invece non faticava nei suoi game di servizio: il suo obiettivo era quello di scambiare il meno possibile e si affidava alla potenza di servizio e dritto per applicare, inizialmente con grande successo, la tattica studiata a tavolino. La grande occasione per del Potro si materializzava nel nono gioco dove riuscita a conquistare altre tre palle break. Ma nel momento decisivo era proprio la sua arma migliore, il dritto, che lo tradiva: uno lo mandava in tribuna ed un altro lo steccava e Nadal – che comunque già da un paio di game era entrato nella sua classica modalità “devi tirare almeno tre vincenti per farmi un punto” – si salvava. Mai non sfruttare le occasioni, rare, che Rafael Nadal concede sulla terra (“Forse sono stato anche un po’ fortunato sulle palle break, ma comunque sia le ho annullate“) te lo fa pagare subito. Ed infatti, complice un improvviso calo nel servizio dell’argentino e la conseguente maggiore aggressività alla risposta (è incredibile la capacità di Nadal di leggere immediatamente in campo i cambiamenti che avvengono nello sviluppo del gioco), Rafa, che non era mai stato in vantaggio nei game di servizio di del Potro ed era arrivato solo una volta a fare un paio di punti, saliva 0-30 e poi si procurava due palle break. La seconda era quella buona e il primo set era appannaggio dello spagnolo per 6-4.

Juan Martin del Potro – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

POI SOLO DOMINIO MAIORCHINO – La partita di fatto finiva qui (“Probabilmente sarebbe andata diversamente se avessi vinto il primo set” ha detto l’argentino in conferenza stampa). All’inizio del secondo set Del Potro provava a cancellare il ricordo di quelle due palle break malamente sprecate con il dritto ed iniziava tirando a tutta anche con il rovescio. Ma la potenza non era più quella della prima ora di gioco – e forse aveva ragione il Direttore che nel suo editoriale di ieri aveva ipotizzato che del Potro avrebbe potuto pagare dal punto di vita fisico e mentale le fatiche del tre intensi set giocati ieri contro  Marin Cilic, non avendo un giorno in più per recuperare – e soprattutto Nadal era “on fire”. Era infatti lui a comandare il gioco con le sue rotazioni mancine (“Nel primo set non ho giocato bene, poi sono salito di livello“), ormai quasi infallibili ed adesso anche vincenti (saranno 13 winners e solo 4 unforced alla fine del  secondo parziale). Del Potro cominciava a non saper più che pesci pigliare (“Rafa è salito di intensità con il suo gioco, ha cominciato a farmi muovere tanto.”). Sintomatico in tal senso un suo serve and volley nel quarto game: tattica che la Torre di Tandil usa veramente quando è sull’orlo della disperazione. Ed infatti lo era: in un attimo Nadal saliva 5-0 ed il boato con cui il pubblico dello Chatrier salutava il game dell’1 a 5 di del Potro era sintomatico del fatto che non c’era più partita e il pubblico sperava qualcosa cambiasse. Ma a Nadal la cosa ovviamente non interessava e chiudeva subito dopo 6-1.

Il terzo set iniziava con il break di Nadal e si capiva che si era ormai ai titoli di coda. JMDP cercava di opporsi con orgoglio ed aveva un ultimo sussulto quando riusciva ad arrivare 40 pari sul servizio del maiorchino nel quarto gioco. Ma era inutile, come il “del Po del Po” urlato dal pubblico dopo un tracciante vincente di dritto dell’argentino, colpo che era diventato sempre più raro con il passare dei minuti. Era invece il passante vincente di Nadal sul nuovo disperato ed inutile serve and volley del tandilese sulla palla che dava a Rafa il break del 4-1 il colpo che sigillava il match. Pochi minuti era 6-2 Nadal, che portava così a casa il match dopo due ore e quattordici minuti di gioco. Ora tra Rafa e un ulteriore tassello di leggenda – che solo a dirlo vengono i brividi: l’undicesima vittoria all’Open di Francia – c’è l’unico giocatore ad averlo sconfitto negli ultimi due anni sulla terra rossa, quello che molti considerano il principe ereditario del Re della terra: l’austriaco Dominic Thiem (“La chiave per battere Dominic? Lo so che voi vorreste scrivere molto su questo e ci sarebbero cose da dire. Ma la realtà è che, semplicemente, dovrò giocare bene. Se non giocherò bene contro un grande giocatore come lui sarà dura“). Insomma, domenica sul Philippe Chatrier ci sarà probabilmente la finale più degna.

Juan Martin del Potro e Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Il tabellone maschile

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement