Brad Gilbert: "Federer ha il miglior servizio della storia"

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Brad Gilbert: “Federer ha il miglior servizio della storia”

Torna a parlare del successo in Ohio di Roger Federer, Brad Gilbert, mettendo in risalto l’incredibile prestazione al servizio di Federer, mai breakkato durante il torneo: “Sampras serviva più forte, ma nessuno ha la varietà dello svizzero”

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L’ex allenatore di Andy Roddick e Andre Agassi ed ex No.4 del mondo, Brad Gilbert, ora opinionista di ESPN, è intervenuto commentando la recente prestazione di Roger Federer in quel Cincinnati, fresco vincitore (per la settima volta) nel Masters 1000 dell’Ohio e seconda senza mai concedere il servizio durante tutto l’arco del torneo, dopo il 2012. Un risultato eccezionale (terzo torneo in carriera per lo svizzero senza mai essere breakkato, dopo i due citati casi e Halle 2008), che lo statunitense ha definito così: Il servizio di RF è straordinario, è in grado di trovare tutti gli angoli possibili. È incredibile vedere quante prime palle riesce a mettere in campo. Riesce a farti male al servizio più di qualsiasi altro giocatore della storia di questo sport.” continua Gilbert Pete Sampras, ad esempio, aveva un servizio eccezionale, e batteva più forte di RF, ma quest’ultimo riesce a trovare i vari angoli del rettangolo di battuta come il lanciatore Greg Maddux (ex giocatore americano di baseball), e attua lo schema servizio-dritto meglio di chiunque altro”.

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1 x 40 – Ubi Radio: tennis e TV, parabola contro streaming

Una panoramica della situazione dei diritti TV in Italia: chi trasmetterà i prossimi grandi eventi tennistici? Come fare per guardarli in TV?

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Rolex Paris Masters 2018 (Photo: Eric Della Torre / FFT)

Anche se la stagione tennistica è nel pieno del suo svolgimento, la nuova stagione sportiva 2021/22 dal punto televisivo comincerà tra un paio di settimane, il 1° luglio prossimo, e ha in serbo qualche novità anche per gli appassionati di tennis. Sky Italia lancerà un nuovo canale tematico dedicato esclusivamente al tennis, Sky Sport Tennis, i diritti del Roland Garros sono stati rinnovati da Discovery/Eurosport fino al 2026 mentre ci sono dubbi relativi a chi trasmetterà il prossimo Australian Open.

Il conduttore di Ubi Radio Vanni Gibertini fa il punto della situazione televisiva con l’esperto di Ubitennis Luca De Gaspari e spiega come sarà possibile per tutti gli appassionati non perdersi nemmeno un punto del prossimo torneo di Wimbledon e guardarsi per intero le Olimpiadi di Tokyo 2020 in programma tra poco più di un mese.

La puntata precedente

 

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Olimpiadi di Tokyo 2020: le liste provvisorie dei tennisti partecipanti

Chi si è qualificato, chi non può andare e chi non vuole andare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. La situazione aggiornata dopo le ultime rinunce di Thiem e Nadal

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Il campione Olimpico in carica, Andy Murray

A poco più di un mese dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Tokyo 2020, sono finalmente state pubblicate le classifiche che guideranno l’ammissione diretta dei tennisti nel tabellone del torneo olimpico. Come tradizionalmente accade, infatti, e come era già stato deciso anche per questa edizione dei Giochi, la classifica che fa fede è quella post-Roland Garros, e quindi nel caso di quest’anno quella pubblicata il 14 giugno.

Chi può andare

Per quel che riguarda i tornei di singolare, i criteri di ammissione prevedono 56 ammissioni dirette in base al ranking di riferimento, sei tennisti ammessi attraverso i tornei di qualificazione continentale, a patto che siano tra i primi 300 del ranking e non siano in eccesso alla quota per nazione (che verrà spiegata più tardi).

Per i continenti americano (2 posti), asiatico e africano (1 posto ciascuno) vengono tenute valide come qualificazioni i tornei rispettivamente dei Giochi Panamericani di Lima 2019, del Giochi Asiatici di Jakarta 2018 e dei Giochi Africani di Rabat 2019. Per quel che riguarda invece Europa e Oceania, l’ammissione verrà assegnata al giocatore o giocatrice meglio classificato appartenente alle nazioni non ancora rappresentate in tabellone. Infine ci sarà un posto garantito al Giappone, paese ospite dei Giochi Olimpici, oltre ad una wild card a discrezione dell’ITF Panel per un atleta già campione di Slam o Campione Olimpico a patto che sia incluso tra i primi 300, con il ranking attuale o il ranking protetto nel caso in cui provenga da un infortunio di lunga durata.

 

Inoltre ci sono anche altri due criteri restrittivi che influenzeranno la lista dei partecipanti a Tokyo 2020: nessuna nazione può avere più di quattro rappresentanti in singolare e più di sei in totale per ogni sesso. Quindi le nazioni che hanno un elevato numero di tennisti nei primi 50-60 della classifica dovranno lasciare a casa qualcuno. E infine i partecipanti devono essere “in good standing” con la propria Federazione, ovvero in linea di massima aver rappresentato la propria nazionale tre volte dalle ultime Olimpiadi, di cui almeno una nell’ultimo biennio, anche se ci sono eccezioni a questa regola per giocatori giovani o per chi rappresenta un paese con parecchi atleti di alto livello. In ogni caso, la Federazione nazionale ha l’ultima parola su chi viene nominato.

Il singolare maschile

Tra i ragazzi il n. 56 dell’ultimo ranking è Yoshihito Niskioka, che teoricamente sarebbe l’ultimo ammesso di diritto, tuttavia il taglio è al momento intorno al 74° posto di Emil Ruusuvuori grazie alle varie restrizioni e defezioni.

Innanzitutto il posto garantito ai rappresentanti dell’Oceania non sarà assegnato, dal momento che non c’è nessun tennista sopra il 300° posto che appartenga ad un Paese oceanico non rappresentato, quindi ci saranno 57 giocatori ammessi per diritto di classifica.

Poi ci sono i Paesi con problemi di abbondanza, tra cui c’è anche l’Italia. Sicuramente il Paese con maggiore scelta da questo punto di vista sono gli USA, che hanno Opelka (32), Isner (33), Fritz (36), Paul (50), Korda (52), Querrey (63), Tiafoe (65), Sandgren (68) e Johnson (72), Giron (75). Tuttavia Opelka e Isner hanno detto che non parteciperanno alle Olimpiadi per scelta personale, così come probablmente Querrey, che preferirà raccogliere montepremi e punti nei tornei ATP in Nord America a fine luglio. Qundi la squadra maschile dovrebbe essere un quartetto molto giovane composto da Fritz, Paul, Korda e Tiafoe. Korda in teoria non ha le presenze in Davis o ATP Cup necessarie, ma considerando che all’inizio dell’anno era ben oltre il 100° posto del ranking, si tratta di un criterio che per lui non viene considerato.

Tra gli azzurri ci sarebbero cinque giocatori ad avere la classifica per entrare: Berrettini (9), Sinner (23), Sonego (26), Fognini (29) e Musetti (61), soltanto che Musetti dovrà rimanere fuori per raggiunto limite di giocatori.

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Anche la Spagna dovrà lasciare a casa qualcuno per questo motivo: anche con le assenze dichiarate di Bautista Agut (10) e Nadal (3), Carreno Busta (12), Davidovich Fokina (35), Ramos Vinolas (38) e Feliciano Lopez (64, che però probabilmente non andrà) spingono fuori dal lotto dei partecipanti Munar (69) e Andujar (70), che chiaramente rientrerebbero nella rosa dei quattro in caso di altro forfait.

Altri tennisti che hanno già confermato la loro assenza a Tokyo sono Thiem (5), Shapovalov (14), Ruud (15), Lajovic (40), Delbonis (48) e Kyrgios (58), il quale ha rinunciato a tutti gli ultimi tornei per un infortunio al collo, oltre ad aver manifestato il desiderio di non uscire dall’Australia durante la pandemia.

Non andrà alle Olimpiadi anche Benoit Paire (46), squalificato dalla Federazione Francese per i suoi comportamenti molto al limite durante gli ultimi mesi ma anche durante le ultime Olimpiadi di Rio, anche se la Francia avrà già quattro tennisti in Monfils (16), Humbert (31), Mannarino (42) e Gasquet (54), lasciando Chardy (59) e Simon (71) alla finestra.

Al momento il posto riservato alla nazione ospitante dovrebbe non essere utilizzato, dal momento che ci sono già Nishikori e Nishioka ammessi di diritto, quindi dovrebbe slittare il “taglio” generale di un posto. Dubbi sulla wild card del Panel a un ex campione Slam: quello dovrebbe essere lasciapassare riservato a Juan Martin del Potro, se l’argentino dovesse essere in grado di giocare per difendere l’argento conquistato a Rio, ma al momento non è certo che la cosa possa accadere.

In conclusione quindi, oltre ai tennisti già citati, dovrebbero essere inclusi il bielorusso Egor Gerasimov (76) come miglior europeo da un Paese non rappresentato, l’egiziano Mohamed Safwat (165) per il posto africano, Denis Istomin (186) per quello asiatico, e il brasiliano Joao Menezes (205) e il cileno Tomas Barrios (229) per i posti designati al continente America. Gerasimov potrebbe entrare per diritto di classifica se dovessero esserci alcune defezioni: in tal caso il posto europeo dovrebbe essere preso dal lituano Berankis (84) oppure dal moldavo Albot (93).

Infine ci sono anche tre tennisti inseriti nella lista con il loro “protected ranking”, la cui partecipazione tuttavia è molto in dubbio: il britannico Andy Murray, oro nelle ultime due edizioni, il sudafricano Kevin Anderson e il cinese di Taiwan Yen-Hsun Lu. Murray ha giocato molto poco negli ultimi mesi e potrebbe non voler effettuare il viaggio verso Tokyo, mentre Kevin Anderson non rappresenta il Sudafrica da quasi un decennio a causa di problemi di assicurazione (è infatti in attesa del passaporto americano) e non dovrebbe essere eleggibile per le Olimpiadi per questo motivo.

Il singolare femminile

Nella competizione per le ragazze, la n. 56 dell’ultimo ranking WTA è la ceca Barbora Strycova, che ha annunciato il suo ritiro dal tennis, ma come detto a causa di tutte le restrizioni il taglio si sposterà molto più in basso, probabilmente intorno all’80° posizione.

Partiamo anche qui dai Paesi con problemi di abbondanza: questa volta non c’è l’Italia, che dovrebbe avere la sola Camila Giorgi (76) ammessa di diritto, e grazie alle varie restrizioni. Il Paese con più potenziali partecipanti sono ancora una volta gli Stati Uniti: Kenin (5), Serena Williams (8), Brady (14) e Gauff (2) dovrebbero essere le uniche quattro ammesse a giocare il singolare, con Pegula (26), Keys (28), Riske (31), Rogers (46), Collins (48), Stephens (67), Li (68), Pera (69), Anisimova (79) e Brengle (80) ad attendere alla finestra possibili defezioni, la più probabile della quale è quella della quasi quarantenne Serena Williams, che non ha mai viaggiato senza sua figlia Olympia e che proprio alle Olimpiadi dovrebbe separarsene a causa delle restrizioni della bolla di Tokyo.

Serena Williams e Patrick Mouratoglou – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Poi c’è la Russia, che in Giappone gareggerà sotto l’egida del CIO e non sotto la bandiera della Nazione a causa dello scandalo doping di Sochi 2014, che presenta Pavlyuchenkova (19), Kudermetova (32), Alexandrova (34) e Kasatkina (35), con in “panchina” nientemeno che Kuznetsova (39), Vesnina (52 con il ranking protetto) ed eventualmente Potapova (82). Anche la Repubblica Ceca deve lasciare a casa qualche rappresentante: Karolina Pliskova (10), Kvitova (11), Krejcikova (15) e Muchova (22) dovrebbero escludere dai Giochi Vondrousova (41), Bouzkova (50), la neo-ritirata Strycova (56) e Siniakova (75). Tuttavia Krejcikova ha appena annunciato la sua presenza agli Internazionali di Sicilia a Palermo che si giocano durante le Olimpiadi, quindi è possibile che alcune delle “riserve” rientrino in gioco. Anche perché Krejcikova è la n. 1 del mondo in doppio insieme con la connazionale Siniakova, e le due hanno ottime chance di medaglia nella specialità.

Rybakina (21) e Martic (25) teoricamente non avrebbero le presenze in nazionale per andare alle Olimpiadi, ma le rispettive Federazioni potrebbero mandarle comunque. Stesso discorso potrebbe valere per Badosa, che solo da poco è diventata giocatrice fissa nella Top 50.

Sarà sicuramente esclusa Yastremska (37), i cui appelli alla squalifica per doping sono stati finora respinti, così come la semifinalista dell’ultimo Roland Garros Zidansek che ha annunciato che non farà parte della squadra slovena a Tokyo. Assente sarà anche la cinese di Taiwan Su-Wei Hsieh, che è stata esclusa dalla ITF per non aver rappresentato la propria nazionale, andandosene da Dubai lo scorso marzo durante un incontro di Billie Jean King Cup.

Il posto dedicato al Giappone è stato riallocato all’entry list in base alla classifica, in quanto Naomi Osaka (2) è abbondantemente qualificata di diritto, così come saranno riallocati il posto riservato all’Oceania (non ci sono giocatrici entro le prime 300 che appartengono a Paesi non rappresentati) e uno dei posti assegnati al continente America: infatti la finalista dei Giochi Panamericani, Caroline Dolehide, è statunitense e gli USA hanno già abbondantemente raggiunto la quota di quattro singolariste.

Dubbi per la wild card del Panel ITF: la destinataria più meritoria sarebbe sicuramente Venus Williams, che chiuderebbe la carriera Olimpica con un’ultima partecipazione, ma per lei il problema rimane ancora il passaporto, in quanto essendo americana è bloccata dalla quota per Paese già raggiunta.

Gli indecisi

Questa la situazione al momento ma c’è da scommettere che le cose cambieranno nel corso dei prossimi giorni. Già la rinuncia di Nadal, che non andrà nemmeno a Wimbledon, è un duro colpo per il prestigio del torneo olimpico, e anche Roger Federer e Serena Williams hanno espresso molte perplessità riguardo la loro partecipazione viste le restrizioni che saranno in vigore a Tokyo. Tutti gli atleti infatti dovranno alloggiare al villaggio olimpico e non potranno portare con loro gli entourage che normalmente li seguono durante la stagione. Inoltre, dovranno sottostare a tutte le norme della bolla cui ormai sono tristemente abituati: niente escursioni fuori da villaggio, campi di gara e allenamento, test quotidiani e così via.

Poi, per chi invece non ha problemi di grandi entourage, potrebbe esserci il problema economico. Alle Olimpiadi non sono in palio punti e non sono in palio soldi, a meno che non si vinca una medaglia. E anche in quel caso i premi dipendono dai singoli comitati olimpici nazionali e potrebbero essere molto inferiori a quello cui i tennisti professionisti sono abituati. Per gli atleti statunitensi, infatti, anche una medaglia d’oro non varrebbe più di una cifra intorno ai 20.000 dollari o poco più, nemmeno la metà del prize money di primo turno di uno Slam. Per gli italiani siamo a circa dieci volte di più, ma si tratta comunque di cifre non in linea con i premi principali dei grandi tornei tennistici.

I motivi “pratici” per non andare alle Olimpiadi non mancano, soprattutto in questa edizione. Rimangono i motivi “patriottici” che spingerebbero ad andare, ma da questo punto di vista ognuno vede la cosa in maniera molto personale e le valutazioni sono inevitabilmente soggettive. Speriamo solo di avere un torneo competitivo.

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ATP Halle, Rublev e Auger-Aliassime in semifinale

Il russo (unico seed rimasto) se la vedrà con Basilashvili, mentre il classe 2000 canadese affronterà Humbert, venuto a capo di un match complicato con Korda

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Andrey Rublev al torneo di Halle 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

Mentre Londra deve fare i conti con la pioggia e modificare l’ordine di gioco, il sole splende su Halle e il programma dei quarti di finale fila via liscio. Una sola testa di serie è rimasta in gara delle otto ai nastri di partenza; anzi, sette, perché Stefanos Tsitsipas ha prevedibilmente rinunciato non tante ore dopo aver richiesto e ottenuto la wild card. Con diversi gradi di sorpresa sono invece caduti Monfils, Goffin (letteralmente, facendosi male alla caviglia), Bautista Agut, Federer, Zverev e Medvedev. Andiamo allora a vedere chi si è guadagnato un posto tra gli ultimi quattro in Vestfalia.

Continua a fare bene sull’erba Félix Auger-Aliassime, dopo la finale di Stoccarda di domenica scorsa, identico risultato raggiunto nell’edizione 2019. Non c’è scampo per Marcos Giron, battuto 6-3 6-2 in 58 minuti durante i quali è emersa tutta la differenza di cilindrata tra i due. Chirurgico sui punti importanti (una palla break concessa e salvata, tre convertite su altrettante opportunità), pressoché ingiocabile sulla prima di servizio (28 punti su 30 e 14 ace), dominante negli scambi brevi e medi (rarissimi quelli oltre i nove colpi che fa comunque suoi), Felix mette a posto il piccolo fastidio del 30-40 del quinto gioco con la battuta. Nel game successivo, approfitta di quattro errori particolarmente brutti di Giron per distanziarlo senza poi concedergli spiragli di rientro. Il divario si allarga nel secondo set (“gli ho messo tanta pressione e ho comandato i punti”) e Auger-Aliassime vola a prendersi quella che è già la sua tredicesima semifinale nel Tour, dimostrando di non essersi accontentato della vittoria contro Roger Federer. A tal proposito, “lo scopo principale è di ritrovare la concentrazione”, ammette Felix dopo l’incontro. “Cose come questa possono essere complicate, distoglierti dallo stato di alta concentrazione, ma l’ho mantenuto, ho anche giocato bene ieri in doppio”. Doppio che al fianco di Hubert Hurkacz lo vedrà uscire ancora vincitore un paio di ore più tardi. Sabato, quindi, due semifinali per FAA.

In quella di singolare, Félix se la vedrà con Ugo Humbert, che ha invece avuto bisogno di due ore e mezza per venire a capo di Sebastian Korda, al suo primo torneo da professionista sull’erba, superficie su cui aveva giocato solo da junior (e ai giardinetti di Bradenton, immaginiamo). Arrivato ai quarti con gli scalpi di Sam Querrey e Sascha Zverev, Humbert era sparito dai radar durante la stagione rossa, ma sembra deciso a tornare a farsi valere sui prati. Nel primo set, Sebastian capitalizza poco quando mette la prima e subisce troppo sulla seconda. Perde addirittura i primi tre turni di battuta, ne recupera uno, ma il mancino francese è ormai troppo lontano, irraggiungibile. Nella seconda partita, Korda varia la direzione della prima da sinistra dopo i troppi punti persi mirando alla T e tiene il punteggio in equilibrio. il quasi ventitreenne di Metz subisce due risposte incisive e un nastro che riaprono il decimo game; un doppio fallo dona il set point a “Sebi” che però non controlla la seconda slice al corpo. All’inizio del tie-break il classe 2000 fallisce una buona occasione steccando il dritto dopo una perfetta apertura di campo con il rovescio. È di nuovo quel fondamentale a tradirlo vanificando il vantaggio ottenuto dopo il cambio, ma Korda ritrova subito la solidità necessaria e fa suo il parziale.

 

L’equilibrio prosegue nella partita finale, anche se Humbert deve affidarsi alla prima battuta per risalire risale da 15-40 nel settimo gioco. Chiamato a servire per restare nel match, Korda non si fa trovare pronto: l’ace non compensa i due errori in uscita dal servizio e al dritto fuori misura che manda a match point Humbert ne segue subito un altro completamente scarico.

Per quanto riguarda la parte bassa del tabellone, Nikoloz Basilashvili prosegue la sua stagione altalenante che lo ha visto alzare due trofei e uscire ben undici volte all’esordio. Nel venerdì tedesco, supera in due set equilibrati il n. 51 ATP Lloyd Harris. Il finalista di Dubai ha raccolto poco nei tornei sulla terra battuta e anche sull’erba non pare particolarmente a proprio agio. Non che sia la superficie prediletta di Nikoloz, tutt’altro; però, se si tratta di scambiare mazzate da fondo, Basi è ben contento e, quando è in giornata, può dire la sua contro parecchi avversari.

Battute dominanti nel primo parziale che sembra diretto al tie-break. Al decimo gioco, tuttavia, Harris non chiude da 40-15: la prima non lo aiuta e subisce la risposta di Basilashvili che si prende il set. I servizi concedono qualcosa nella seconda partita e Lloyd breakka per il 5-4, ma si fa riprendere immediatamente. Nel tie-break, il ventinovenne di Tbisili si porta subito avanti replicando allo slice incrociato sudafricano con un rovescio tagliato corto e storto, una biscia insidiosa che lascia sul posto l’avversario. Solidissimo negli scambi da fondo nei propri turni di battuta, Basilashvili mantiene quel minimo vantaggio fino alla fine e chiude a rete dopo un bel rovescio in entrata. Sulla sua strada verso la finale rimane il quarto del seeding, Andrey Rublev, che ha avuto la meglio su Philipp Kohlschreiber, uno che sull’erba (e non solo) sa giocare. Autore di un ottimo primo set, il trentasettenne tedesco cala però nel tie-break che Andrey chiude con un passantino slice di rovescio. L’incontro prende poi la via veloce in direzione Mosca, con Rublev che compie un altro passo verso il suo primo titolo sui prati.

Sabato si parte alle 12 con Basilashvili contro Rublev e, non prima delle 14.30, Auger-Aliassime opposto a Humbert

Risultati:

[4] A. Rublev b. [WC] P. Kohlschreiber 7-6(4) 6-2
[Q] N. Basilashvili b. L. Harris 6-4 7-6(5)
F. Auger-Aliassime b. [Q] M. Giron 6-3 6-2
U. Humbert b. S. Korda 6-2 6-7(5) 6-4

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